lunedì 31 marzo 2025

RIFLESSIONI. La leggerezza del seme



FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" novembre 2024.
Articolo: "La leggerezza del seme" di fra MASSIMILIANO PATASSINI.


Lamentarsi per ciò che non va o accontentarsi di ciò che c'è? Gesù in realtà ci indica una terza via: metterci in cammino con fiducia e speranza.


Un’attività che spesso riempie un certo tempo delle nostre giornate è lamentarsi. Soprattutto quando non siamo contenti di come vanno le cose. La causa del lamentarsi può essere molteplice: un collega che non fa bene il suo lavoro, i figli che non si comportano come vorremmo, le condizioni meteo (è troppo caldo, troppo freddo, troppo umido), i vicini che non si sopportano più, e avanti così. Quasi sempre sono situazioni reali, che ci fanno sentire a disagio o ci creano disappunto: sicuramente è importante affrontare le questioni che abbiamo davanti, ma a volte finisce che ne facciamo una malattia che ci avvelena il cuore. Stare vicino a un lamentoso di sicuro non è molto bello, anche se talvolta dà materia per la conversazione: lo sfogo ci fa bene, ma il continuo lamentarsi logora. Dall’altra parte c’è l’accontentarsi: le cose non possono sempre andar bene, bisogna saper accettare quello che viene. Un atteggiamento accogliente verso quanto viviamo, capace di gioire per il buono che c’è (anche se magari è poco), ma che rischia di farci volare basso, perché a volte toglie il desiderio di migliorare e ci fa adagiare in un mesto vivere. Non sempre la cosa migliore è accontentarsi: tante volte importante è essere esigenti e darsi da fare perché le cose vadano meglio.
Anche in questo il Vangelo ci invita a riflettere: la proposta che Gesù fa ai suoi discepoli è sempre qualcosa di dinamico. Non elogia la staticità, la rigidità, l’inerzia, ma, al contrario, mette in guardia e ammonisce chi crede di essere a posto, arrivato, realizzato. Invita alla conversione, a vincere quella durezza di cuore che impedisce di vedere e di percorrere una strada diversa da quella sempre fatta. Non accontentarsi, non fermarsi. Suggestiva (e in qualche modo cruciale) è l’immagine del seme, utilizzata spesso, ma in modo molto significativo nel vangelo di Giovanni (capitolo 12). Il seme racchiude in sé un dinamismo grandioso: in qualcosa di piccolo e apparentemente insignificante c’è il principio di una pianta, anche molto grande! Ma l’inizio del processo che porta a questo esito è drammatico: il seme deve morire per portare frutto. Se non lo fa, rimane solo, fermo in quella posizione statica: può essere un po’ come chi si accontenta e non vuol andare oltre, perché teme di perdere qualcosa. Oppure come chi si lamenta sempre delle avversità in cui si trova ed è triste, incapace di generare vita. Se il seme invece muore, porta frutto: è quanto accade quando siamo disponibili a metterci in gioco di fronte alle situazioni, senza intrappolarci nel lamento né rassegnarci a quanto stiamo vivendo, ma decidiamo di coinvolgerci con fiducia e speranza. Certo, a volte può sembrare un’impresa titanica davanti alla quale ci sentiamo piccoli e insignificanti, come un seme: ma se troviamo la capacità di gioire per quel po’ di bene che c’è già e il desiderio di dirigerci verso qualcosa di più, verso quello che manca, allora è possibile.

Proprio la mancanza, ciò che non abbiamo e di cui avremmo bisogno per vivere bene, ci mette in difficoltà, non sappiamo come gestirla. Di nuovo, il Vangelo non solo invita a non lamentarsi ma chiama beati quelli che si trovano in queste situazioni: chi è nel pianto, chi è perseguitato, chi desidera avere giustizia. Ma questi come possono essere beati? Eppure, sembra dire Gesù, non è felice chi è arrivato e realizzato nella vita, ma piuttosto chi è in cammino, chi non crede di sapere già tutto, di aver compreso come stanno le cose, chi ha l’umiltà di fermarsi e dialogare, di riconoscere che prima dell’aver ragione c’è la persona che abbiamo davanti, che è degna di rispetto e di attenzione, anche se un po’ ci fa perdere tempo, magari proprio con il suo lamentarsi.

domenica 30 marzo 2025

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Fiorentina - Atalanta 1 - 0

 



MI RIFIUTO DI COMMENTARE QUESTA PARTITA DOVE LA NOSTRA SQUADRA A FATTO 0 TIRI IN PORTA!
HO VISTO UNA DEA SENZA ANIMUS PUGNANDI  E QUESTO MI HA GENERATO ANCORA LE PAURE CHE AVEVO MANIFESTATO NELLA PARTITA CONTRO IL VENEZIA.
QUINDI ARRIVEDERCI A DOMENICA: HO TROPPA AMAREZZA IN CORPO.


giovedì 27 marzo 2025

COMUNE DI ZANDOBBIO. Giornate FAI. Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio M. foto

 












INIZIO COSTRUZIONE 1704 - COMPLETAMENTO 1709 - CONSACRAZIONE 1734 - STILE NEOCLASSICO - ARCHITETTO GIOVAN BATTISTA CANIANA.

PER ME, COMPLETAMENTE A DIGIUNO RIGUARDO L'ARTE, E' BELLISSIMA.
IN ESSA SI SONO SPOSATI I MIEI GENITORI, HO RICEVUTO I SACRAMENTI DEL BATTESIMO, CRESIMA, EUCARESTIA, PENITENZA, MATRIMONIO E SPERO  LA MIA MESSA FUNEBRE.


















































































 







































































mercoledì 26 marzo 2025

SERGIO. Foto impianti Alfa Romeo

 



L'amico Massimiliano mi ha regalato queste foto degli stabilimenti dell'ALFA ROMEO



  stabilimento di Arese
sezione stampaggio lamiera


stabilimento di Arese
sezione assemblaggio


stabilimento di Arese
sezione verniciatura


stabilimento di Arese
catena montaggio parti meccaniche


stabilimento di Arese
catena montaggio parti meccaniche


stabilimento di Arese
le scocche GIULIA SPRINT GT - GT Veloce -GTA
durante la fase di abbigliamento


stabilimento di Arese
dopo  la prova sul banco a rulli, le vetture girano sulla pista interna per l'ultimo collaudo


stabilimento di Pomigliano d'Arco
sezione avio
montaggio di un motore Bristol Siddeley "Gnome"


stabilimento di Pomigliano d'Arco
sezione avio
smontaggio di un compressore di motore Rolls Royce Avon


aeroporto di Fiumicino
  1. tecnici Alfa Romeo del reparto assistenza sui campi di voli effettuano  la messa a punto dei motori Conway su un DC8 dell'Alitalia