martedì 9 dicembre 2025

SALUTE. L'alluce valgo







FONTE: "Bergamo Salute" novembre/dicembre 2025.
Articolo: "Alluce valgo: in inverno, dai più attenzione  ai tuoi piedi" della dott.ssa FRANCESCA SIGNORELLI e dott. NICOLA DEL BIANCO.

Un vademecum degli esperti per evitare che il freddo e le scarpe invernali rendano i sintomi insopportabili.

Con l’arrivo dell’inverno, l’alluce valgo si fa più evidente. Le calzature chiuse, spesso rigide e strette rispetto a quelle estive, accentuano dolore e disagio. Stivaletti, scarponcini o scarpe eleganti, se mal scelti, comprimono l’alluce, peggiorando l’infiammazione e limitando la mobilità. Questo articolo è una guida attraverso cause, sintomi e soluzioni, con un approccio integrato tra podologia e chirurgia percutanea.

Le cause dell’alluce valgo

L’alluce valgo non è solo un problema estetico, ma una deformità con cause multifattoriali. La predisposizione genetica è un fattore chiave: se in famiglia ci sono casi, il rischio aumenta. L’uso prolungato di calzature inadeguate, come scarpe a punta stretta o tacchi alti, comprime le dita e altera la biomeccanica del piede. Tra le cause congenite, il piede piatto lasso, con legamenti rilassati e arco plantare collassato, provoca una distribuzione irregolare del peso, favorendo la deviazione dell’alluce. La sindrome pronatoria, con eccessiva rotazione interna del piede durante la camminata, sovraccarica l’avampiede, accelerando la deformità. Anche il piede cavo, con arco alto e rigido, contribuisce: l’avampiede lavora di più per compensare, causando squilibri e deformazioni progressive. Fattori come obesità, traumi ripetuti o lavori che richiedono di stare in piedi a lungo possono peggiorare il problema.

I problemi e i sintomi associati

I sintomi iniziano in modo subdolo: lieve gonfiore alla base dell’alluce, arrossamento e dolore intermittente. Con il progredire della deformità, il dolore diventa costante, specie con scarpe chiuse o camminate prolungate. La protuberanza ossea, nota come “cipolla”, può infiammarsi, causando borsite, callosità e sfregamenti dolorosi. Nei casi gravi, l’alluce valgo altera l’equilibrio del piede, portando a metatarsalgia (dolore sotto l’avampiede), dita a martello o problemi posturali alla schiena. Quando l’alluce devia, può spingere le altre dita, causando ulteriori deformità e rendendo difficile indossare calzature. Ciò limita attività quotidiane come guidare o fare sport, incidendo sulla qualità della vita. Intervenire precocemente è cruciale per prevenire complicanze.

Trattamenti conservativi: l’approccio podologico con plantari

I trattamenti conservativi sono efficaci nelle fasi iniziali o per chi non può operarsi. Una visita biomeccanica completa, che include analisi della postura, della marcia e delle pressioni plantari tramite esame baropodometrico, è fondamentale per identificare squilibri. I plantari su misura, realizzati con calchi precisi e studi dinamici, ridistribuiscono il peso, alleviano la pressione sulla protuberanza e correggono la pronazione eccessiva, riducendo il dolore del 50-70% nei casi lievi. Migliorano stabilità e funzionalità, rallentando la progressione della deformità. La prevenzione è essenziale: scegliere scarpe con pianta larga e punta arrotondata, monitorare la postura fin da giovani e rafforzare i muscoli plantari con esercizi specifici (come raccogliere oggetti con le dita o camminare a piedi nudi su superfici irregolari) può ritardare o evitare l’alluce valgo, mantenendo i piedi sani.

Il Trattamento chirurgico percutaneo

Quando il trattamento conservativo non basta – ad esempio in deformità gravi con dolore cronico o se l’alluce sposta le altre dita causando ulteriori deformità – la chirurgia è necessaria. La tecnica percutanea consente di correggere l’alluce valgo e patologie correlate, come dita a martello, metatarsalgie e deformità del quinto
dito. Attraverso microincisioni di 2-3 mm, si utilizzano strumenti simili a quelli odontoiatrici per effettuare osteotomie di riallineamento, guidati da immagini radiografiche in tempo reale. L’intervento, eseguito in day-hospital sotto anestesia locale, dura 15-20 minuti. L’assenza di viti o mezzi di sintesi permanenti è un vantaggio chiave, mentre il bendaggio funzionale post-operatorio, realizzato con precisione, stabilizza il piede, favorendo un recupero rapido e una correzione stabile.

I benefici post-operatori della tecnica percutanea

I vantaggi post-operatori sono notevoli: i pazienti camminano subito con scarpe post-chirurgiche. Il dolore è minimo grazie a traumi ridotti ai tessuti molli; le cicatrici sono invisibili e il rischio di complicanze è basso (inferiore al 5%). Studi clinici riportano un tasso di soddisfazione del 90%, con correzione stabile nel tempo. La riabilitazione, supportata da follow-up podologici, ottimizza il recupero. Il podologo segue il paziente anche nelle medicazioni post-operatorie, monitorando il bendaggio e garantendo una guarigione ottimale.

La Collaborazione tra podologo e chirurgo

La sinergia tra podologi e chirurghi ortopedici è fondamentale per un percorso terapeutico completo. Il podologo valuta la biomeccanica, progetta plantari su misura e guida la prevenzione, mentre il chirurgo interviene con tecniche avanzate come la percutanea. Post-intervento, il podologo supporta il recupero con plantari e medicazioni personalizzate. Questo approccio iato garantisce risultati duraturi, riduce recidive e migliora la qualità della vita. Se avverti dolore all’alluce, consulta un podologo o un chirurgo ortopedico: un piede sano è essenziale per affrontare l’inverno con serenità. 

Nessun commento: