mercoledì 31 dicembre 2025

SERGIO. Addio al 2025

 




E' passato un anno  problematico per me sia dal lato fisico che da quello psicologico.
Mentre il 2024 era stato un anno in cui avevo realizzato dei sogni nel cassetto, il 2025 è stato molto avaro di soddisfazioni: anzi da marzo in poi ho conosciuto la sofferenza.
Sono entrato nel cerchio del dolore e non sono più riuscito ad evadere.
A gennaio ero entrato in clinica con le ginocchia doloranti e le gambe gonfie. Dopo 21 giorni di degenza ero stato dimesso con la scomparsa dei dolori e camminando normalmente.
Purtroppo all'inizio di marzo i dolori alle ginocchia sono ricomparsi ed è per me iniziata un'esperienza nuova, che mi ha portato ad agosto a iscrivermi nella  estesa lista dei pazienti richiedenti la protesi alle ginocchia o alle anche.
Ora, dopo cinque lunghissimi mesi, sono ancora in attesa della chiamata. 
Quindi per me questo è stato l'anno della sofferenza continua, un'esperienza che moltissime altre persone hanno sperimentato prima di me. Quindi non penso di essere un martire.
Abituato da sempre a fare podismo, da marzo non ho potuto fare le mie solite corsette o camminate sulle nostre belle colline. Solo andando in bicicletta non avverto dolore.
Ho dovuto rinunciare (anche Rosaria) alla gita in Normandia con la biblioteca.
Mi accomuna nel dolore alle gambe l'amico Matteo, con cui mi ritrovo al baretto dell'oratorio per vedere le partite della Dea.
Ecco l'Atalanta, nonostante i suoi alti e bassi, è motivo di divertimento come lo è la nostra squadra di calcio Gso Zandobbio, che, vinti i play-off di 3° cat., sta disputando la 2° cat. in un girone molto duro. L'obiettivo è evitare la retrocessione, come invece è avvenuto nelle due precedenti promozioni.
Cosa notevole è anche che la squadra ha vinto per il 2° anno di seguito il trofeo Preda.
Ricordo anche la nostra Lucia che ha vinto altre medaglie ai campionati italiani di Terni e di Loano.
Nel 2000 avevo partecipato con Rosaria al giubileo come volontario.
Anche quest'anno mi ero iscritto, ma ho dovuto rinunciare.
Sono pieno di dubbi e il prossimo anno mi si presenta problematico e quindi non nutro aspettative. Quello che Dio vorrà!
In questi mesi ho capito veramente cosa vuol dire "godere buona salute".
Termino con due frasi.

PAULO COELHO

Non permettere  alle tue ferite di trasformarti  in qualcuno che non sei.

ERNEST  HEMINGWAY

La pioggia si fermerà, la notte finirà, il dolore svanirà. La speranza non è mai così persa da non poter  essere trovata.

Buon anno a tutti.

                           SERGIO  FINAZZI








lunedì 29 dicembre 2025

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Atalanta - Inter 0 - 1

 







CONTINUA LA SERIE DI SCONFITTE CONSECUTIVE CONTRO L'INTER : SONO NOVE.
ABBIAMO INIZIATO L'ANNO SOLARE A RIAD CON UNA SCONFITTA E TERMINIAMO L'ANNO ALLA NEW BALANCE ARENA CON UN'ALTRA SCONFITTA, SEMPRE DALLA SQUADRA MENEGHINA.
LA SCONFITTA ERA PREVEDIBILE, DATA LA SUPERIORITA' DEI NERAZZURRI MILANESI.
POTEVAMO FARE RISULTATO CON UNA PARTITA PERFETTA COME AVEVA DETTO PALLADINO.
NON E' STATO COSI', MA DUE ERRORI CLAMOROSI CI HA CONDANNATO PER 0 -1 .
IL PRIMO DI DJMSITI AL 20' ST CHE CON UN RETROPASSAGGIO SUICIDA PERMETTE AD ESPOSITO DI SERVIRE LAUTARO, CHE INSACCA E PORTA IN VANTAGGIO L'INTER.
IL SECONDO AL 42' ST QUANDO SAMARDIZC, SOLO DAVANTI AL PORTIERE, SU TRAVERSONE DI CDK, SPEDISCE A LATO.
CLAMOROSO ERRORE PER IL QUALE IL SERBO-TEDESCO MERITEREBBE DI ESSERE PRESO PER LE ORECCHIE, COME SI FACEVA UNA VOLTA CON I RAGAZZI CHE NE AVEVANO COMBINATA UNA GROSSA.
PECCATO CHE NON CI SIA LOOKMAN, CHE IN QUESTI GIORNI  STA SPOPOLANDO IN AFRICA SEGNANDO E FORNENDO ASSIST E TRASCINANDO LA NIGERIA AGLI OTTAVI.
ANCHE KOSSOUNOU GIOCA CON LA COSTA D'AVORIO.
CON ENTRAMBI IN CAMPO NON AVREMMO SICURAMENTE PERSO.
CASO CURIOSO: DELLE PRIME SETTE IN CLASSIFICA NESSUNA HA GIOCATORI CHE PARTECIPANO ALLA COPPA D'AFRICA. 
LA LAZIO, OTTAVA, HA UN SOLO GIOCATORE.
GLI ALTRI 24 GIOCATORI IN AFRICA GIOCANO NELLE RIMANENTI SQUADRE DI SERIE "A" E QUALCUNA DI "B".
LA NIGERIA E' GIA' AGLI OTTAVI DI FINALE E GIOCHERA' IL 5 GENNAIO. QUINDI LOOKMAN SALTERA' SICURAMENTE LA ROMA E BOLOGNA. MA LA NIGERIA E' UNA DELLE FAVORITE PER LA VITTORIA FINALE E QUINDI SE DOVESSE ARRIVARE FINO IN FONDO, IL NOSTRO GIOCATORE SALTEREBBE ANCHE TORINO, PISA E ATLETICO BILBAO.
SE LOOKMAN DOVESSE ARRIVARE ALLA FINALE, COME SI PRESENTERA' IN ITALIA? SPREMUTO E SODDISFATTO E QUINDI DEMOTIVATO.
MORALE DELLA FAVOLA: LA NOSTRA SQUADRA E' L'UNICA A PAGARE PESANTEMENTE TRA LE SQUADRE CHE MIRANO A FARE LE COPPE EUROPEE.
TUTTO QUESTO DISCORSO PER DIRE CHE QUEST'ANNO NON NE GIRA UNA GIUSTA.
SI DICE, ED IO CI CREDO, CHE OGNI AVVERSITA' PORTA UNA OPPORTUNITA'. SONO CURIOSO DI VEDERE COSA SUCCEDERA' A GENNAIO.
LA PARTITA CON L'INTER SI POTEVA PREVENTIVARE CON UNA SCONFITTA, MA NEL SECONDO TEMPO MERITAVAMO QUALCOSA DI PIU', PUR CON GIOCATORI ATALANTINI CHE STAVANO GIOCANDO SOTTO IL LORO STANDARD.
IN FIN DEI CONTI COSA HANNO FATTO IN PIU' DI NOI? UN MISERO GOL SU ERRORE CLAMOROSO DI DJIMSITI, CHE, NON DIMENTICHIAMOLO, STAVA GIOCANDO NEL RUOLO DI KOSSOUNOU.
SABATO INCONTRIAMO LA ROMA DEL GASP.
CREDO CHE IL NOSTRO EX ALLENATORE VERRA' ACCOLTO CON APPLAUSI: QUELLO CHE HA FATTO PER LA DEA NON SARA' RIPETUTO DA NESSUN'ALTRO.
SONO CONVINTO CHE SE FOSSE RIMASTO A BERGAMO AVREBBE INCREMENTATO CON ALTRI TROFEI LA BACHECA  DELL'ATALANTA.

                         SERGIO FINAZZI



VIVERE INSIEME. Sette suggerimenti per abbracciare la nostra migliore identità

                 
 



FONTE: "Bergamo salute novembre/dicembre 2025.
Articolo: "Sette suggerimenti per abbracciare la nostra migliore identità" del dott. MASSIMO MASSERINI.

Viviamo in una società in cui l’apparenza spesso conta più dell’essenza.
In un’epoca dominata dai social media, dall’informazione istantanea e dalla performance costante, essere sé stessi è diventato un atto rivoluzionario e trasgressivo.

Quante volte abbiamo sentito frasi come “Devi solo essere te stesso”? Sembra semplice, quasi ovvio. Eppure, pochi sanno cosa significhi davvero e ancora meno riescono a farlo ogni giorno. La verità è che essere sé stessi richiede coraggio, consapevolezza e lavoro interiore. È un percorso fatto di scelte quotidiane, di cadute e risalite, di autenticità e confronto con la propria vulnerabilità, e anche un po’ di sano egoismo. I sette suggerimenti proposti sono concreti e ispirati dalla psicologia e dalla crescita personale, per accompagnare verso una versione più autentica e centrata del proprio sé.

Perché oggi è difficile essere autentici

La difficoltà di essere autentici non è solo personale, ma culturale. La società moderna ci spinge a performare, a essere visibili, a raggiungere obiettivi che spesso non sono neppure i nostri. Dai social media al mondo del lavoro, tutto sembra ruotare attorno all’immagine. Il sociologo Zygmunt Bauman ha descritto la nostra epoca come “liquida”, perché tutto cambia velocemente e nulla sembra stabile: neanche l’identità. Inoltre, l’educazione familiare e scolastica tende spesso a premiare il conformismo. Fin da piccoli apprendiamo che dobbiamo “essere bravi”, soddisfare le aspettative, adattarci. In questo processo impariamo a mettere da parte parti di noi stessi: emozioni, desideri, sogni. Erich Fromm, già nel 1941, parlava di una società che genera alienazione. Scriveva: “L’uomo moderno vive in una situazione di alienazione: è diventato un ingranaggio di una macchina, ha smarrito sé stesso”. Questa alienazione si traduce in ansia, senso di vuoto, depressione. Quando non siamo fedeli a noi stessi, la nostra psiche lo avverte. I sintomi del disagio psicologico spesso sono segnali del Sé profondo che reclama attenzione.

Cos’è davvero l’identità autentica

La psicologia distingue tra il Sé autentico e il Sé ideale. Il primo rappresenta chi siamo realmente: i nostri valori, emozioni, caratteristiche, anche imperfette. Il secondo è l’immagine di ciò che “dovremmo” essere: una proiezione sociale, un prodotto delle aspettative altrui. Il problema nasce quando ci identifichiamo solo con il Sé ideale, dimenticando chi siamo veramente. Questa dissonanza genera sofferenza. Come scrive Carl Rogers: “Solo quando sono me stesso, riesco davvero a funzionare bene”. La teoria dell’autodeterminazione (Deci & Ryan) individua tre bisogni essenziali: autonomia – agire secondo la propria volontà, competenza – sapersi orientare efficacemente nel mondo, relazionalità – sentirsi accettati e connessi agli altri. Quando questi bisogni sono soddisfatti, emergono autenticità, motivazione intrinseca, benessere psicologico. Al contrario, l’infelicità cronica spesso deriva dalla frustrazione di uno o più di questi bisogni.

I sette suggerimenti per abbracciare la nostra migliore identità

> Ascolta la tua voce interiore: viviamo bombardati da stimoli esterni. Notifiche, notizie, opinioni, giudizi. Il nostro spazio interiore è invaso. Eppure, la voce che conta davvero è quella dentro di noi. Il Sé autentico parla sottovoce: va ascoltato nel silenzio;
> Abbraccia la tua imperfezione: viviamo in una cultura che idolatra la perfezione. Ma la perfezione è irraggiungibile, e inseguirla è causa di infelicità. Essere autentici significa accettarsi, anche con le proprie fragilità. Devi essere perfetto nella tua imperfezione;
> Riconosci i tuoi valori fondamentali: i valori sono le fondamenta della nostra identità. Se non li conosciamo, è facile smarrirsi. Se li onoriamo, ogni scelta diventa coerente;
> Smetti di confrontarti: il confronto è una delle trappole più subdole dell’epoca digitale. Scorriamo Instagram, TikTok, LinkedIn… e in pochi minuti ci sentiamo inadeguati. Ma paragonarsi agli altri è come confrontare un fiore con una stella: entrambi splendono, ma in modo diverso;
> Circondati di persone che ti vedono davvero: non possiamo essere autentici in un ambiente che ci giudica, ci reprime o ci umilia. Le persone che frequentiamo hanno un potere enorme sulla nostra identità. Evita persone tossiche e che non ti fanno stare bene;
> Pratica il coraggio dell’autenticità: essere sé stessi è scomodo. Implica deludere le aspettative, dire di no, uscire dal coro. Ma è proprio lì che nasce il vero rispetto di sé;
> Coltiva la tua unicità ogni giorno: non esiste nessuno al mondo esattamente come te. Il tuo modo di vedere le cose, le tue esperienze, il tuo sentire… sono un patrimonio unico ed irripetibile.

L’autenticità come rivoluzione trasgressiva personale

Essere sé stessi è un atto controcorrente, trasgressivo. In un mondo che ci vuole standardizzati, scegliere la via dell’autenticità è un gesto ribelle. Ma è anche un gesto di amore profondo verso sé stessi. La strada non è facile. A volte fa paura, altre volte sembra solitaria. Ma chi ha il coraggio di percorrerla scopre qualcosa di straordinario: non c’è bisogno di diventare qualcun altro per sentirsi abbastanza.
Come scriveva Søren Kierkegaard: “La più grande impresa di ogni essere umano è diventare sé stesso, in un mondo che fa di tutto per impedirglielo”. E gli fa eco Lacan dicendo “Non cedere sul tuo desiderio inconscio”.




venerdì 26 dicembre 2025

VIAGGI. Michela la accompagnatrice turistica .Garda

 










































































































































SALUTE. Una chatbot per amico


FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" ottobre 2025.
Articolo: "Una chatbot per amico" di ROBERTA VILLA.

In una società iperconnessa come quella in cui siamo immersi, paradossalmente siamo sempre più soli. E allora ci viene in aiuto l’Intelligenza artificiale, che però fa quel che può. Senza arrivare ai casi estremi dei ragazzi e delle ragazze che non escono mai dalle loro stanze e comunicano solo per via digitale (i primi casi furono descritti in Giappone, sotto la definizione di hikikomori), sempre più spesso giovani e adulti cercano nelle chatbot di intelligenza artificiale non solo un aiuto per i loro compiti quotidiani, ma anche una nuova forma di compagnia. Che sia ChatGPT, Gemini o qualunque altra applicazione disponibile su computer o smartphone, la modalità di funzionamento di questi sistemi, con il loro modo di rispondere in maniera immediata, puntuale e indistinguibile da quel che direbbe un essere umano, può facilmente trarci in inganno. Anche quando si sa benissimo che dall’altra parte non c’è una persona in carne e ossa, ci si può così lasciar trascinare in lunghe chiacchierate e chiedere supporto a questa entità apparentemente così saggia e informata anche per le scelte della nostra vita quotidiana. 

Adolescenti a rischio

Gli adolescenti sono da questo punto di vista particolarmente vulnerabili, e purtroppo la cronaca registra casi tragici in cui gli algoritmi che dialogavano con dei ragazzini non hanno saputo gestire implicite richieste di aiuto che non sarebbero sfuggite a un essere umano. O meglio, le hanno interpretate come se l’intenzione di farla finita fosse un obiettivo da sostenere, e non qualcosa per cui mettere in allerta i genitori o rivolgersi a personale specializzato nella gestione di queste crisi.

Il fenomeno è già molto diffuso negli Stati Uniti, ma anche in Italia stanno arrivando applicazioni specifiche che offrono sostegno alle persone con ansia, depressione o disturbi del comportamento alimentare. D’altra parte, la salute mentale vacilla non solo tra i più giovani, e i servizi di supporto psicologico faticano a tenere il passo con una domanda di intervento in continua crescita. Non ci sono professionisti sufficienti, in molti contesti culturali persiste uno stigma nei confronti di chi chiede aiuto e molti comunque non potrebbero permettersi per mancanza di tempo e denaro tutte le sedute di cui avrebbero bisogno. I servizi online basati sull’Intelligenza artificiale in questi casi possono dare una mano, ma i molti studi condotti sui sistemi a oggi disponibili mostrano che, accanto a prodotti ben studiati, ce ne sono altri potenzialmente pericolosi, per esempio perché privi di un sistema che riconosca alcuni segnali di allarme nelle parole del paziente o comunque perché non forniscono un riferimento immediato a un numero verde di primo soccorso. In più, ci sono questioni di privacy. Ma soprattutto manca l’aspetto umano della relazione terapeutica, che prima di essere terapeutica deve essere umana. Un domani alcuni di questi servizi, validati a dovere e rivolti a una popolazione selezionata, potranno anche svolgere un ruolo complementare a quello di uno specialista, ma per il momento meglio usare prudenza.


RICEVO E PUBBLICO. Concerto Natalizio di Luzzana








 

mercoledì 24 dicembre 2025

SCUOLA. A scuola senza smartphone. E a casa?

 




FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" novembre 2025.
Articolo: "A scuola senza smartphone. E a casa?" di DANIELE NOVARA.

 

Ottime le nuove linee guida per gli smartphone a scuola. Ma non basta sostenere solo gli insegnanti. Occorrono normative chiare che permettano anche alle famiglie di non sentirsi sole.

Bambini e bambine, ragazzi e ragazze stanno finalmente a scuola senza smartphone, perfino durante l’intervallo. Una scelta che sostengo da sempre e che permette di vivere la scuola con la necessaria concentrazione, senza distrazioni, garantendo alla comunità scolastica uno spazio educativo in una giusta condizione di realtà fuori dagli eccessi virtuali che negli ultimi anni hanno influenzato gravemente le nuove generazioni. Una scelta coraggiosa da parte del ministro e del ministero.
Però mi è sorto un dubbio. La questione «smartphone sì, smartphone no a scuola» è da sempre una patata bollente, in grado di rovinare i Collegi docenti e turbare la serenità dei presidi. Da un lato c’erano i fautori della libertà totale, dall’altro chi richiamava la scuola alla sua missione educativa. Con le nuove Linee guida, il ministro ha tolto le castagne dal fuoco: indicazioni chiare e semplici che, guarda caso, funzionano. Insegnanti e dirigenti hanno tirato un sospiro di sollievo.
Ma fuori da scuola che cosa succede? Tutto è come prima, se non peggio. Privati del telefono per diverse ore, ragazzi e ragazze vivono una sorta di «crisi d’astinenza» e, rientrati a casa, si scatenano nell’uso smodato del loro «totem tecnologico» davanti a genitori sempre più impotenti. La scuola ha fatto ordine al suo interno, lasciando però le famiglie da sole a gestire il problema. Com’è possibile che nel contesto scolastico abbia prevalso il buon senso, mentre in quello familiare tutto resta immutato? Ancora una volta i genitori si trovano con il cerino in mano.
Un anno fa, con Alberto Pellai, lanciai la petizione «Stop smartphone e social sotto i 14 e i 16 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo». Abbiamo incontrato politici, partecipato a una seduta della Commissione infanzia del Parlamento, organizzato incontri su incontri. La Regione Marche ha aderito all’appello. Ma dopo un anno nulla è cambiato: nessuna regolamentazione, nessuna indicazione normativa. I minori continuano a utilizzare lo smartphone tra le mura domestiche senza limiti e protezioni. E mentre alcol e tabacco sono proibiti fino ai 18 anni, lo smartphone resta un campo libero: uso smodato dei social, accesso incontrollato di YouTube, esposizione a contenuti pornografici o diseducativi che agganciano selvaggiamente il cervello dei più giovani. Tutto questo in un contesto familiare privo di strumenti normativi. Perché gli insegnanti vengono tutelati e i genitori lasciati soli, indifesi e impotenti, di fronte a un marketing sempre più aggressivo e a ragazzi che, già dai 12 anni, diventano esigenti, arroganti e tirannici sull’uso di questi dispositivi? Genitori che, peraltro, da anni si dichiarano più fragili dei figli adolescenti. Non basta sostenere solo gli insegnanti. Occorrono normative chiare che permettano anche alle famiglie di non sentirsi sole, ma parte di una comunità educante che sta davvero dalla loro parte.


SERGIO. Buon Natale

 






 U  O N      L  E





martedì 23 dicembre 2025

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Genoa - Atalanta 0 -1

 




QUESTA E' UNA PARTITA CHE LA DEA DEVE ASSOLUTAMENTE VINCERE E QUESTO GENERE DI INCONTRI DI SOLITO SONO COMPLICATI.
PALLADINO CAMBIA ANCORA LA DIFESA : DE  ROON - HIEN - KOLASINAC.
ANCHE IL CENTROCAMPO : ZAPPACOSTA - MUSAH - EDERSON -BERNASCONI.
ALL'ATTACCO RISPOLVERA MALDINI SULLA SINISTRA CON CDK SULLA DESTRA E SCAMACCA CENTRALE.
COME SAPPIAMO, MANCANO LOOKMAN E KOSSOUNOU , CHE PARTECIPANO ALLA COPPA D'AFRICA, BELLANOVA E DJIMSITI PER INFORTUNIO, PASALIC PER LA MORTE DEL PADRE.
QUINDI LE SCELTE DI PALLADINO SONO LIMITATE.
SI PARTE AGLI ORDINI DI ABISSO, LO SCARSO ARBITRO SICILIANO. COME SONO LONTANI I TEMPI DEI LO BELLO!
PASSANO SOLO 3' E IL GENOANO NORTON-CUFFY PERDE LA PALLA A META' CAMPO PERMETTENDO A MALDINI DI INVOLARSI VERSO LEALI.
RIUSCIRA' IL NOSTRO GIOCATORE HA CALCIARE  FUORI DELLO SPECCHIO DELLA PORTA AVVERSARIA QUANDO SI TROVERA' DAVANTI IL PORTIERE? IN QUESTO CAMPIONATO L'HA GIA' FATTO 4 VOLTE!
INVECE SUCCEDE CHE IN PIENA VELOCITA' CERCA DI SUPERARE LEALI, IL QUALE LO STENDE.
FISCHIO DI ABISSO E CARTELLINO ROSSO PER L'ESTREMO DIFENSORE GENOANO PER FALLO SU CHIARA OCCASIONE  DA RETE.
FINALMENTE IL NOSTRO ATTACCANTE HA FATTO UNA GIOCATA GIUSTA.
COSI' IL GENOA SI TROVA A GIOCARE IN DIECI PER IL RESTO DELLA PARTITA.
PER LA DEA SEMBRA FATTA. INVECE......
FACCIAMO UN BALZO IN AVANTI DI 91'.
SIAMO COSI' AL 94' S.T. E MANCA SOLO 1' ALLA FINE DELLA PARTITA E IL RISULTATO E' INCHIODATO SULLO 0 - 0.
CORNER PER NOI DALLA SINISTRA : LO BATTE ZALEWSKI (SUBENTRATO A BERNASCONI AL 24' S.T.) E SOMMARIVA, IL PORTIERE SUBENTRATO A LEALI DOPO L'ESPULSIONE, ESCE A VUOTO E HIEN INCORNA A RETE ED E' GOL.
PERSINO PALLADINO ESULTA E A FINE PARTITA CONFESSERA' CHE E' LA PRIMA VOLTA CHE LO FA.
QUESTO DENOTA LA NOTEVOLE ADRENALINA ACCUMULATA DAL MISTER.
COSI' ABBIAMO VINTO UNA PARTITA CHE DOPO L'ESPULSIONE DEL PORTIERE SEMBRAVA IN DISCESA.
SONO QUESTE PARTITE,  COSI' DETTE "SPORCHE", CHE PUOI ANCHE PERDERE.
INFATTI CARNESECCHI RISULTA IL MIGLIORE IN CAMPO PER LA DEA PER UNA PARATA STREPITOSA SU INCORNATA DA POCHI PASSI DALLA LINEA DI PORTA DI COLOMBO.
ABBIAMO VINTO, E QUESTO ERA MOLTO IMPORTANTE, GIOCANDO MALE.
SONO POCHI I NERAZZURRI CHE HANNO GUADAGNATO LA SUFFICIENZA. 
MALDINI, DOPO LA SUA GIOCATA AL 3'P.T., E' RITORNATO IL GIOCATORE MEDIOCRE, SOSTITUITO AL 12' S.T. DA SAMARDZIC.
CDK E SCAMACCA : NON PERVENUTI.
E' INUTILE FASCIARSI LA TESTA. PARTITE SIMILI LE GIOCANO ANCHE NAPOLI, JUVE E COMPAGNIA BELLA.
UNA NOTA POSITIVA VIENE DAL NOSTRO MSTER: HA CERCATO DI VINCERE FINO ALLA FINE, SCHIERANDO QUATTRO ATTACCANTI.
PER LA DEA SARA' PIU' FACILE GIOCARE CON INTER, ROMA E BOLOGNA, LE PROSSIME TRE PARTITE.
MAGARI LE PERDIAMO TUTTE, MA LA NOSTRA SQUADRA POTRA' GIOCARE SENZA CHE LA SQUADRA AVVERSARIA PARCHEGGI IL PULLMAN NELLA SUA AREA.
IN OGNI CASO CON QUESTA VITTORIA "SPORCA" ABBIAMO GUADAGNATO POSIZIONI IN CLASSIFICA.
SONO CONVINTO CHE NE GUADAGNEREMO DELLE ALTRE NELLE TRE PARTITE SUMMENZIONATE.

                         SERGIO FINAZZI





COME ERAVAMO. Il giornalino di Zandobbio. Natale 1988 concorso di poesia e prosa




CHE BELLO IL NATALE!
di PASQUALE BELLINI

Cade la neve soffice e candida
dal cielo come manna infinita,
e in un sol colpo ogni cosa,
sotto il suo manto riposa.
CHE BELLO IL NATALE!

Tutte le cose si vestono a festa,
nelle case, nelle piazze, le luci si mettono in mostra,
tutta la gente come d'incanto si sente disposta,
a perdonare in cuor suo ogni rivalsa.
CHE BELLO IL NATALE!

Oggi è nato per noi un biondo bambino
che fin dal tempo che fu richiama ogni uomo,
e dal suo piccolo cuore semplice e buono,
"pace e amore" grida ad ognuno.
CHE BELLO IL NATALE!

In quest'ora di festa tutti i credenti,
si sentono più redenti,
con volti lieti e ridenti,
lodano Dio con tutte le genti.
CHE BELLO IL NATALE!

Tutti noi  dovremmo  imparare,
a saper servire e ad amare,
non solo durante la festa,
ma anche in ogni giorno che resta.
CHE BELLO IL NATALE!

LA LUCE
di DANIELA DORINI

C'è una luce che brilla continuamente,
e si diffonde ovunque serenamente,
per chi è  il tuo splendore?
Per chi  ha amore dentro al cuore.
Se tanti cuori si ameranno
tante luci si accenderanno
tutti insieme faranno un bagliore
perché il mondo diventi migliore.


TU MI VUOI
di SERGIO FINAZZI

E Tu apparvi,
Galileo,
dai lunghi capelli neri.
Portavi una tunica gialla
che si spartirono ai dadi.
I tuoi sandali battevano
la sabbia del deserto,
le acque del lago,
il pavimento del Tempio.
Eri l'Amore
che mi cercava
nell'infinito del tempo.
Ed io nacqui.
Divenni uomo.
Mi cercasti,
mi hai trovato,
ma io fuggo.
Le tue idee sono rivoluzionarie.
Tu vuoi tutto di me.
Ma non posso porgere sempre
l'altra guancia.
L'ingiustizia mi stravolge,
rivolta il mio spirito,
alimenta la mia rabbia.
Ma Tu mi vuoi!
Sei tremendo,
nella tua dolcezza.
Scacci il buio dalla mia anima
esasperata e sanguinante.
Mi spingi inesorabile
verso gli altri.
Non mi lasci una via di fuga.
Il mio piccolo lume deve unirsi
agli altri piccoli lumi
per fare il bagliore.
Gesù,
dolce e sereno fratello.


UNA LUCE
di ANNA MARIA VALENTI

Una luce di speranza s'è accesa
nel mio cuore.
Sento che qualcosa in me sta cambiando, forse l'Avvento,
forse la nascita del Messia.
Questa diventa più visibile
e da' più forza al mio cuore di battere.
E' forse la certezza che qualcosa 
in me sta diventando più reale?
La cerco questa luce perché è qualcosa di grande,
sta cambiando  il mio cuore e la fede
che ormai si stava spegnendo lentamente
si riaccende, diventa più forte, una luce  che
illumina le parti più negative del mio corpo,
che ti da' la forza di continuare.
E' solo lui: "Gesù è la luce del mio cuore".


LA LUCE DEL MONDO E' GESU'
di MARA GREGORI

In una notte stellata,
una luce risplende,
ed illumina tutto il mondo.
Una luce brilla in cielo.
E' nato! E' nato! Il Salvatore!
E' nato il Re dei poveri.
Porta nel mondo
una nuova luce,
niente più guerra,
niente più dolore,
ma solo pace e amore.
Porta in ogni cuore
una luce di speranza
che cancelli l'odio
e porti
amore, gioia e fratellanza.
Porta luce e splendore
suo ogni nazione,
e solo uguaglianza
fra tutti popoli.

NATALE, DOLCE NATALE
di SIMONA RAVELLI

Natale, Natale, dolce Natale,
tu che ricordi la nascita  del nostro Re
Gesù Cristo Nazareno.
Tu che ricordi ogni volta
la sua nascita tanto attesa.
Il Natale è aspettato da tutti:
perché tutti aspettano il Salvatore.
Il Natale è un momento opportuno per stare tutti in compagnia.
E' bello nel momento  del Natale divertirsi e 
stare insieme.
Il Natale rallegra tutti.
Donne, uomini, bambini e bambine,
giovani, vecchi,
ammalati e sani.
Natale, tu sei bello anche
per l'albero di Natale.
Insomma, io non avrei parole ne lettere per
scrivere come è bello il Natale.


LUCE DI SPERANZA
di ROBERTO  ACERBIS

Le strade sono piene di luci,
luci colorate.
Anche nel mio cuore,
si accende una luce,
piena di speranza,
spero che, in questo mondo,
pieno di paure,
Gesù accenda,
in ognuno di noi,
una piccola luce, per un mondo migliore,
fatto di pace e amore.


TANTE LUCI
di CESARE E ROBERTA BARCELLA.

In tutto il mondo questa notte è Natale.
Natale nella terra dell'abete e del pino. Natale nella terra della palma e della vite, Natale dove le cime nevose stanno solenni   e bianche, Natale è anche nei campi di grano che giacciono sotto il sole brillante.
Natale è dove i bambini sono fiduciosi e lieti.
Natale è dove gli anziani sono silenziosi. In tutto il mondo questa notte è Natale, perché Gesù Bambino è il Signore di tutti, nessun palazzo è troppo grande, nessuna casetta è troppo piccola.


GESU' E' LA LUCE
di MICHELA MUTTI

Gesù è la luce del mondo, è venuto sulla terra predicandoci la parola di Dio, spiegandoci il significato della nostra vita.    
 
E alla sua luce se ne sono aggiunte altre, le prime furono  quelle degli Apostoli, che andarono ad "illuminare" la mente di molte persone, convertendole a credere in Dio.
Anche quando Gesù fu mandato sulla croce, la sua luce rimase; e ancora oggi aumenta sempre più, quella luce  è la nostra  e tutti dobbiamo  contribuire a ingrandirla, aiutandole persone che si trovano nei guai, indicando loro la strada giusta da seguire, come un grande faro luminoso che orienta le navi nella notte.                                                                                                                








GSO ZANDOBBIO. E' finito il girone di andata in 2° cat.

 






Nell'ultima partita del girone di andata la nostra squadra ha subito una batosta: 0 - 5 contro il Corte Franca Francia Corta.
Troppo il divario tecnico con la squadra bresciana.
Potevamo anche segnare alcuni gol, ma abbiamo sprecato due o tre ripartenze e il nostro bomber Pato ha le polveri bagnate, dovute ai guai  fisici delle ultime partite.
Forza ragazzi !
Non è compromesso niente: sono convinto che ci salveremo.
E' con orgoglio che parlo di voi, quando dico che la maggioranza di voi è zandobbiese e di altri dei paesi limitrofi.
Domenica ero sugli spalti al mio solito posto a vedere la partita e alle spalle sento Corrado che mi dice: "Sergio, il loro capitano è Roberto".
Nel calcio a Zandobbio quando si dice Roberto si intende Roberto Gritti.
Il giovanotto (39 anni) esce dal vivaio della Dea ed è stato anche capitano della Primavera.
E' uno dei cinque zandobbiesi che hanno fatto parte del vivaio atalantino e questo è forse un caso più unico che raro data la popolazione sotto le 3.000 anime del nostro Comune.
Roberto è uno dei moltissimi giovani usciti dai vivai delle società professionistiche che non hanno "sfondato" a livello professionistico ed ha giocato prevalentemente tra i dilettanti.
L'anno scorso o due anni fa ha giocato nel Pianico, che in questo campionato milita in Eccellenza.
Quest'anno l'avevo perso di vista, non avendo chiesto notizie a Eugenia, la madre, una delle bariste dell'oratorio.
Quindi è stato per me una sorpresa.
Capitano nella squadra avversaria del suo paese! In 2° cat. !
Sicuramente ama moltissimo il calcio, se a 39 anni si sobbarca le trasferte fino a Corte Franca, circa 60 km tra andata e ritorno, per allenamenti e partite.
Invece la nostra squadra svolge i suoi allenamenti sul campo dell'oratorio, a circa 100 metri da casa sua.
Auguri Roberto. Ti auguro di giocare fino a 60 anni.
Mi sei sempre piaciuto come giocatore e come persona.
Il mio rammarico è di non vederti giocare nel GSO ZANDOBBIO.
Buon Natale a tutti e tanta salute, che è la cosa più importante.

                     SERGIO FINAZZI