venerdì 22 dicembre 2023

LIBRI. "Mani nella terra" di Lee Cole

 



   LIBRI  CONSIGLIATI  DA  LORIS  FINAZZI  
   GRANDE  DIVORATORE  DI  VOLUMI   


" MANI NELLA TERRA " di Lee Cole edito da Marsilio

Dopo aver perso un lavoro in Colorado, e aver dormito in macchina per due mesi, Owen Callahan ha bisogno di rimettersi in sesto.
Tornato a vivere col nonno nel Kentucky, accetta un posto da giardiniere in un piccolo collage che gli consente di frequentare il suo corso di scrittura creativa.
E' qui che conosce Alma Hadzic, impegnata in una residenza letteraria dopo aver pubblicato con successo una raccolta di racconti. Nata a Sarajevo e fuggita con i genitori durante la guerra, Alma sembra avere tutto quello che Owen non ha: una posizione prestigiosa, una formazione nelle migliori scuole del paese, un futuro promettente, ma soprattutto una famiglia progressista che le ha garantito supporto e comprensione.
Tra i due, accomunati solo dall'amore per i libri, inizia una relazione clandestina che, facendosi sempre più intensa, complicata e totalizzante, rivela quanto, dai ragazzi che siamo stati, discenda il tipo di adulti che possiamo diventare. Un acuto, tenero e ipercontemporaneo romanzo d'amore, che interroga il senso profondo della letteratura e racconta - con empatia e senza pregiudizi - la spaccatura tra l'America liberal, colta e agiata delle grandi città e l'America provinciale, conservatrice e impoverita, che va a messa la domenica con un fucile nel pick-up. Una spaccatura gravida di contraddizioni e, osservata da vicino, molto meno netta di quanto si immagini.

mercoledì 20 dicembre 2023

SERGIO. Comportamento dei pedoni

 



Nelle mie passeggiate a piedi passo spesso per Trescore B. e qualche domenica fa, dopo circa due ore di cammino, sono arrivato nella piazzetta del paese e ho voluto fare il viale che porta alle terme, non pensando che il cancello di queste fosse  chiuso, non permettendomi di uscire vicino al semaforo. Così è stato. Ero stanco e non volevo tornare in piazzetta per prendere l'altra via. Di conseguenza ho scelto la via più breve e sono sbucato sulla strada provinciale. Ho dovuto quindi percorrere un centinaio di metri al bordo di essa, non essendoci marciapiede e camminando in senso opposto al senso di marcia dei veicoli. Poi sono arrivato al semaforo e ho attraversato sulle strisce pedonali. 
Questo è l'antefatto. Nei giorni successivi due persone, che stavano transitando in auto in quel momento, hanno riferito l'episodio a Rosaria, mia moglie, dicendole che camminavo su quel tratto di strada, molto trafficato e pericoloso, nel senso sbagliato.
Sono d'accordo nel dire che questa strada è molto pericolosa per i pedoni (ma anche per i ciclisti), ma, come ho detto, ero molto stanco e non ho voluto allungare il ritorno.
Non sono invece d'accordo, quando si dice che stavo camminando nel senso errato sul bordo della strada con le auto  provenienti dalla valle che mi venivano incontro.
Tutta questa tiritera per prendere spunto da un fatto: almeno il 95% dei pedoni che vedo sulle strade senza marciapiede transitano in modo errato camminando nel. senso di marcia dei veicoli.

Ecco il testo dell'art. 190 del codice stradale:

Art. 190 - Comportamento dei pedoni
1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti: qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposta al senso di marcia dei veicoli in modo  da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulla carreggiata a due sensi di marcia e  sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratta di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.

Poi, secondo me, c'è anche una ragione pratica non di poco conto per essere ligi all'articolo: se cammino e vedo un veicolo che mi viene incontro e per qualche motivo sbanda posso essere a tempo a buttarmi di lato, mentre se cammino in modo errato nel senso di marcia dei veicoli posso essere sicuramente investito se il veicolo che sta sopraggiungendo  alle spalle sbanda.
E poi, altra cosa non da poco, con le assicurazioni come la mettiamo?


lunedì 18 dicembre 2023

COMUNE DI ZANDOBBIO. Concerto di Natale

 





Sabato sera si è svolto nella chiesa parrocchiale il consueto concerto di Natale, organizzato dalla nostra amministrazione comunale.
Il coro che si è esibito, HENRY's  friends, era composto da almeno 30 persone, accompagnate  da parenti e amici.
Nell'entrare in chiesa, qualche minuto prima dell'inizio del concerto, Rosaria ed io ci siamo meravigliati delle numerose persone già presenti ed abbiamo avuto difficoltà a trovare due posti. Eravamo abituati ad assistere al concerto di Natale con la chiesa mezza vuota.
Il coro ha cantato  18 canzoni, molto varie nei temi, che mi hanno entusiasmato ed hanno strappato al pubblico calorosi applausi. D'altra parte se la musica è eseguita bene è seconda solo all'amore, ma lo stesso amore è musica.
Era  seduto davanti a me un uomo, che solitamente diserta gli appuntamenti culturali, eppure anche lui ha gradito molto il concerto ed è stato prodigo di applausi .
Anche  Adele Breno ha diretto con empatia il coro, che ha avuto anche dei solisti molto bravi.
Insomma, ho passato quasi due ore con il cuore colmo di buoni sentimenti. 
Le emozioni provate le sommo a quelle, molto più intense, provate a Perugia a luglio quando i nostri ragazzi hanno vinto lo scudetto tricolore CSI di calcio a 5.
Anche il 2023 mi ha dato, come tutti gli altri anni, gioie e delusioni, ma sicuramente in  futuro ricorderò solo le buone cose.
Il mio pensiero va anche alla guerra in Ucraina e in Palestina con milioni di persone che soffrono per decisioni prese da persone malvagie.
Ma come nella canzone FAITH, "basta poco per sentirci felici, basta cogliere il bello e il buono che è intorno a noi...Basta crederci e avere fede". 
Pubblico alcune foto  scattate da TIZIANA BORDOGNA.




















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DON CAMILLO. Dio nel cuore o solo sulle labbra?

 




FONTE: Notiziario parrocchiale settimanale di Albegno e dintorni.

DIO NEL CUORE O SOLO SULLE LABBRA?

Capita che mentre prego mi viene in mente di pulire gli occhiali e lo faccio; oppure non mi ricordo se ho messo il cellulare sul silenzioso e lo controllo, e intanto colgo l'occasione per vedere se c'è stata qualche chiamata; oppure noto che qualcosa è fuori posto e vado a sistemarlo... tutto questo e altro mentre continuo a pregare.
E se qualcuno mi fa bonariamente l'osservazione rispondo "ma non è sempre stato insegnato che il lavoro è preghiera?".
Perciò  se anche quando prego "lavoro" resto nei canoni del buon cristiano... E così chiudo la bocca a colui che, per carità fraterna, mi fa notare una mia scorrettezza.
Ragionando a bocce ferme mi domando: "è la stessa cosa  "fare i mestieri mentre prego" e pregare  mentre faccio i mestieri?".
Apparentemente sì, ma sostanzialmente, devo riconoscerlo a mio discapito.
NO! "FARE I MESTIERI MENTRE PREGO" ha il sapore del "tenere su il tempo" così che sbrigo tutte le mie faccende insieme e mi rimane altro tempo per altro.
La preghiera rientra, in questo caso, tra le tante faccende da sbrigare e non metto in conto che è un dialogo con Dio, che richiede raccoglimento e concentrazione oltre che rispetto per la Persona con la quale farlo.
Mi metterei a pulire gli occhiali quando sono a colloquio privato con il Presidente della Repubblica mentre gli parlo e lui parla a me?.
"PREGARE MENTRE FACCIO I MESTIERI" ha invece il sapore di chi ha talmente nel cuore Dio che, in ogni occasione della giornata, qualunque cosa stia facendo, non può fare a meno di rivolgersi a Lui se non altro per affidargli quello che sta facendo per ringraziarlo o per chiedergli aiuto per quello che sta vivendo.
In questo modo tutto il lavoro e tutte le attività della giornata diventano preghiera.
Naturalmente questo modo di pregare che non è per "tenere su il tempo" ma per arricchirlo di spiritualità,  non è sostitutivo della preghiera vissuta in forma esclusiva ogni giorno in un tempo dedicato solo al raccoglimento o alla concentrazione.
Anzi, scaturisce proprio da questo tempo come stile e come necessità.
La differenza sostanziale tra i 2 modi di pregare sta nelle intenzioni e nelle motivazioni profonde della persona.
E' bene perciò, "fare i mestieri mentre prego?". ...Sì, se le motivazioni sono quelle del "pregare mentre faccio i mestieri!"
E' bene " pregare mentre faccio i mestieri?"... No , se le motivazioni sono quelle del "fare i mestieri mentre prego!"
La discriminante dei 2 modi sta in questo: SE HO DIO  NEL CUORE O SOLO SULLE LABBRA.

                                       don Camillo

giovedì 14 dicembre 2023

SERGIO. Ringraziamento

 



RINGRAZIO PER I NUMEROSISSIMI AUGURI CHE MI AVETE INVIATO PER I MIEI 74 ANNI.

RINGRAZIO GIACOMO PER IL "RAGAZZO" CHE MI DA', ILLUDENDOSI FORSE DI ESSERLO ANCORA ANCHE LUI.

mercoledì 13 dicembre 2023

SALUTE. Malati di scuola

 



FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" novembre 2023.
Articolo: "Malati di scuola" di ROBERTA VILLA.

Il caso è scoppiato in seguito a una serie di video rubati in classe e condivisi sulla piattaforma on line più usata dagli studenti, Tik Tok: in tanto malessere psicologico che si registra tra i giovani, spesso attribuito a social media e videogame, non farà la sua parte anche un sistema scolastico antiquato e logorante? Tossico, come dicono loro?
Non avete sbagliato rubrica. L'argomento non riguarda solo i temi educativi e di formazione delle nuove generazioni, ma anche, e molto, la loro salute. E non è solo una questione italiana.
Una delle più importanti riviste di pediatria al mondo, "Lancet Child & Adolescent Health", gli ha dedicato  in ottobre un editoriale intitolato "E' tempo di prendere sul serio la pressione accademica", dove  con "accademico" non ci si riferisce solo agli anni dell'università, ma a tutta la formazione, a partire dalla primaria, quando non addirittura - per fortuna in contesti molto ristretti - dai servizi educativi e dalla scuola dell'infanzia. Invece che un luogo di apprendimento, sviluppo e amicizia, la scuola è vissuta da troppi ragazzi come fonte di stress e infelicità.
La responsabilità  non è solo dei programmi, delle strutture a volte fatiscenti, degli stessi insegnanti, talvolta frustrati da una perdita di autorevolezza e da uno scarso riconoscimento economico e sociale. E' tutto un sistema che parte dalle richieste delle famiglie e della società, di cui la scuola, però, si fa a volte complice.
Una recente revisione sistematica  ha trovato una cinquantina di studi condotti in Paesi asiatici ed europei ad alto reddito che associano alla percezione di una maggiore pressione accademica sintomi misti di ansia e depressione.
D'altra parte si osserva che, tra gli adolescenti, i casi di suicidio o tentato suicidio, autolesionismo o accessi all'ospedale per problemi  di salute mentale sono più frequenti durante l'anno scolastico che durante le vacanze.
Tutto questo non basta certo per dare colpa alla scuola del disagio giovanile.
Come definire poi la "pressione accademica?". Quanto contano, e come si quantificano, l'ampiezza dei programmi, la severità e frequenza  delle valutazioni, la competitività del contesto, le modalità di insegnamento, i meccanismi di selezione?
E, d'altro lato, come tenere conto dei tanti fattori psicologici, familiari e sociali che potrebbero rendere i giovani di oggi più fragili di un tempo, così da percepire come insostenibili richieste considerate "normali"  dai loro genitori, quando avevano la stessa età?
Qualunque ne sia la causa, un sistema scolastico troppo esigente non fa che approfondire disuguaglianze che oggi sappiamo avere un forte impatto sulla salute fisica, oltre che mentale: chi cresce in famiglie che, per privilegio socio-culturale o economico, sono in grado di offrire ai figli supporto allo studio, avrà maggiori opportunità di riuscire rispetto a chi, pur magari dotato e di buona volontà, nasce in un contesto meno favorevole. La scuola, così, invece di rappresentare un'ascensore sociale, rinforza le disparità.


martedì 12 dicembre 2023

ALIMENTI. Come servire acqua minerale al ristorante

 

FONTE: https://www.issalute.it/ sito sviluppato e gestito dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Al ristorante può essere servita acqua minerale naturale, liscia o effervescente, in caraffa?                                     FALSO     


No, la fornitura di acqua minerale naturale in un pubblico esercizio deve avvenire con una bottiglia chiusa ermeticamente e con l'etichetta riportante tutte le indicazioni di legge.


In nessun caso, dovrà essere generata ambiguità nel consumatore sulle acque somministrate.
Nel caso in cui le acque potabili siano fornite in caraffe e subiscano dei trattamenti la normativa vigente (art. 13 D.Lgs. n. 181/2003) stabilisce  che le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, somministrate  a consumatori in pubblici esercizi, riportino chiaramente sul contenitore la dicitura di "acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata" se l'acqua è stata addizionata di anidride carbonica.
L'acqua minerale naturale è sottoposta a una norma rigorosa non solo rispetto alla sua origine, riconoscimento e controllo ma anche sull'informazione associata alla sua somministrazione, a tutela della salute e dei diritti di informazione dei consumatori.