FONTE: "Bergamo Salute" settembre/ottobre 2026.
Articolo: "Social e over 65: la connessione che fa bene (se usata con equilibrio)" di IVANA GALESSI.
Smartphone, app di messaggistica e social network sono entrati sempre più nella vita quotidiana degli over 65. Se utilizzati in modo consapevole, gli strumenti digitali possono favorire le relazioni sociali, stimolare la mente e contribuire al benessere psicologico.
L’immagine del nonno impacciato davanti allo smartphone appartiene sempre più al passato. Anche la popolazione anziana è infatti sempre più presente nel mondo digitale: secondo recenti sondaggi, circa il 74% dei pensionati utilizza Internet, per comunicare con familiari e amici, informarsi, accedere ai servizi online o semplicemente mantenere un contatto con il mondo esterno.
Ma il tempo trascorso davanti a uno schermo è sempre un elemento negativo?
Se nei più giovani spesso si parla della necessità di ridurre l’esposizione digitale, nella popolazione anziana il rapporto con la tecnologia appare più complesso. Alcuni studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali come JMIR Aging e International Psychogeriatrics suggeriscono infatti che un utilizzo attivo e consapevole degli strumenti digitali può rappresentare un’opportunità per sostenere la socialità e mantenere allenate alcune capacità cognitive.
Un aiuto contro la solitudine?
La solitudine è uno dei principali fattori di fragilità nella popolazione anziana. Con il pensionamento, la perdita di persone care o la distanza dai familiari, può infatti ridursi il numero di occasioni di incontro e di confronto quotidiano. In questo scenario, la tecnologia può diventare uno strumento utile per mantenere vivi i legami. Una videochiamata con i nipoti, un messaggio ricevuto da un amico, la partecipazione a un gruppo online o la possibilità di condividere interessi comuni permettono di sentirsi ancora parte di una rete sociale. La revisione degli studi pubblicata su International Psychogeriatrics, che ha analizzato 64 ricerche sul rapporto tra utilizzo dei social media e benessere negli anziani, evidenzia come l’uso delle piattaforme digitali sia spesso associato a una maggiore connessione sociale, a una riduzione della percezione di solitudine e a un miglioramento del benessere psicologico. Gli autori sottolineano però che gli studi disponibili non permettono di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto: il digitale può essere un supporto, ma non sostituisce le relazioni nella vita reale.
Anche il cervello può allenarsi
Imparare a utilizzare un nuovo dispositivo, orientarsi tra le funzioni di uno smartphone, scrivere un messaggio, cercare informazioni o effettuare una videochiamata sono attività che richiedono attenzione, memoria e capacità di apprendimento.
Secondo alcune ricerche pubblicate su JMIR Aging, un maggiore coinvolgimento nelle attività digitali può essere associato a migliori risultati sul piano cognitivo e a un declino più lento di alcune funzioni mentali nel tempo. Un altro studio pubblicato sulla stessa rivista ha osservato che gli anziani maggiormente esclusi dal mondo digitale presentavano un rischio più elevato di sviluppare demenza rispetto a chi utilizzava con maggiore frequenza strumenti come Internet e telefono cellulare. In particolare, la ricerca ha rilevato un rischio superiore del 36% nelle persone con maggiore isolamento digitale; tra chi non utilizzava Internet il rischio risultava più alto del 42%, mentre tra chi non utilizzava il telefono cellulare del 65%. Questi dati non dimostrano che la tecnologia prevenga direttamente il declino cognitivo, ma suggeriscono che rimanere coinvolti, anche attraverso gli strumenti digitali, può essere parte di uno stile di vita attivo e ricco di stimoli.
Non basta essere online!
Essere connessi, però, non significa automaticamente stare meglio. Gli studi evidenziano una differenza importante tra un utilizzo attivo della tecnologia e una fruizione esclusivamente passiva. Scrivere a una persona cara, partecipare a una conversazione o coltivare un interesse attraverso il digitale può favorire il coinvolgimento sociale. Diverso è trascorrere molto tempo semplicemente scorrendo contenuti senza interagire: un comportamento che, soprattutto se associato a isolamento nella vita quotidiana, può aumentare la sensazione di distanza dagli altri. Anche per gli anziani, quindi, non conta solo quanto tempo si passa online, ma soprattutto come si utilizza la tecnologia.
Attenzione alle informazioni in rete
Internet offre molte possibilità, anche in ambito sanitario: permette di informarsi, conoscere servizi disponibili e approfondire temi legati alla salute. Allo stesso tempo, però, richiede attenzione. Online circolano infatti numerose informazioni non verificate, false notizie e consigli privi di basi scientifiche, soprattutto quando si parla di prevenzione, alimentazione o presunte cure miracolose. Per questo motivo diventa sempre più importante sviluppare competenze digitali anche in età adulta, imparando a riconoscere le fonti affidabili e a utilizzare gli strumenti tecnologici in modo sicuro.
La tecnologia come strumento di autonomia
L’obiettivo non è trascorrere più tempo davanti allo schermo, ma utilizzare il digitale come un mezzo per mantenere autonomia, relazioni e partecipazione sociale. Per molte persone anziane imparare a utilizzare smartphone, tablet e servizi online significa poter gestire più facilmente alcune attività quotidiane: comunicare con i familiari, prenotare servizi, accedere alle informazioni o partecipare a iniziative anche quando gli spostamenti diventano più difficili. Le evidenze scientifiche disponibili indicano quindi che la tecnologia, se accompagnata da consapevolezza e da una vita sociale attiva, può rappresentare un alleato per un invecchiamento più partecipato. Lo smartphone non sostituisce il rapporto umano, ma può diventare uno strumento in più per mantenerlo vivo.
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