martedì 1 settembre 2026

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Intervista a Marten De Roon

 

R E P L I C A 





FONTE: SPORTWEEK  LA GAZZETTA DELLO SPORT.
INTERVISTA DI QUALCHE MESE FA DEL GIORNALISTA FABRIZIO SALVIO.

MARTEN  DE  ROON

io e bergamo, amore senza fine

"qui mi sento a casa e qui ho deciso di crescere le mie figlie. l'atalanta? mi sono sempre sentito un leader, anche prima di esserne il capitano . gasperini mi ha reso migliore, palladino è coinvolgente ". 

il primatista DI presenzE in nerazzurro spiega il rapporto speciale con squadra e città.

grazie per l'intervista, martEN.

"grazie a lei".

mi dai del "lei" ? va bene l'età , però...

"È una questione di rispetto"

rispetto.
ecco la parolina che, sommata ad altre che scoprirete da qui a poco, fa di martin de roon ciò che è: il giocatore con più presenze, 444, nella storia dell'atalanta di cui è capitano e un uomo a tal punto amato e integrato a bergamo (È arrivato nel 2015 e vi risiede stabilmente dal 2017) da diventarne cittadino benemerito .
a conclusione dell'ennesimo campionato tutto sostanza e autorità, e alla vigilia di un mondiale che potrebbe rivederlo tra i protagonisti, il trentacinquenne olandese riavvolge (in ottimo italiano) il filo di un rapporto , con una squadra e una città, che ha pochissimi eguali nel calcio  mordi e fuggi di oggi.

bergamo in una parola sola.
"lavoro".

il giorno del tuo arrivo.
"arrivando dall'autostrada, la prima cosa che noti sono le mura di città alta. è qualcosa che ti prende subito ed è proprio quello che, secondo me, rappresenta meglio bergamo. la città bassa ha un'architettura molto moderna, non è così diversa rispetto ad un centro olandese , però quando inizia a salire ti si apre un altro mondo. la prima volta rimasi senza parole davanti a questa meraviglia".

conoscevi bergamo?
"proprio no. l'avevo cercata su google e neanche ero mai stato in italia. arrivai che c'era un bel sole caldo. pensai: sembra di essere in vacanza. e ancora adesso , con mia moglie , ci diciamo che stare qui è come una vacanza. siamo cresciuti in olanda , con un clima e un cibo diversi, qui ci piace andare a prendere le bimbe a scuola ea mangiare un gelato seduti su una panchina di città alta" .

il primo ricordo forte che ti lega a bergamo?
"una sera i miei compagni di squadra mi presentano un gruppo di ragazzi: uno di loro, sudato e con gli zoccoli ai piedi, mi stampa un bacio in bocca. poco dopo mi ritrovo in un cestello e, sopra quello, mi hanno mi fanno attraversare un piazzale in mezzo a diecimila persone in delirio. mi chiesi dove fossi finito".

in quale zona abiti?
"da un paio d'anni, appena fuori bergamo. c'è tanto verde e tutti girano in bici. sembra un quartiere olandese" .

quando hai capito che bergamo sarebbe stata la tua città per sempre?
è difficile pensare a un momento preciso : sono stato subito accolto bene punto però , quando sono tornato dopo una stagione in inghilterra e abbiamo trasferito le ragazze dalla scuola internazionale a quella italiana , ci siamo resi conto che lo facevamo perché qui ci sentivamo a casa. del resto , le mie due figlie più piccole sono nate qui e la grande è arrivata a tre anni . mia moglie e io vogliamo che imparino la cultura italiana . e noi stessi dobbiamo penetrare sempre più il vostro modo di essere e di pensare , per non restare ai margini".

le tue figlie parlano in dialetto?
quello no , ma certamente hanno l'accento bergamasco".  

e tu?
"sto imparando , però so che la stegnat è la pentola dove si prepara la polenta".

l'educazione impartita alle bambine e all'olandese o all'italiana?
"WOW! diciamo che è un mix... all'inizio abbiamo provato con quella olandese, che prevede la cena alle 06 : 30 e la nanna alle 8  al massimo , poi abbiamo dovuto ripiegare sull'educazione di stampo italiano , perché  la più grande che ormai ha 13 anni , prima delle 11 non vuole sapere di andare a letto . altra cosa : in olanda non esiste la merenda di metà pomeriggio , al massimo una caramella dopo la scuola. le mie figlie invece chiedono di mangiare ogni pomeriggio e guai se dici di no".

come sono i bergamaschi?
"grandi lavoratori. sto rifacendo il giardino di casa mia : i giardinieri arrivano alle 07 : 30 precise del mattino e non staccano fino alle 18 in mezzo giusto mezz'ora di pausa . qui la gente ha la mentalità di quelli che non mollano mai , il mola mia che è un po' il loro motto. ai tifosi , più ancora delle vittorie, importa  vedere la maglia sudata.  e non è vero che i bergamaschi sono freddi , all'inizio ti prendono le misure , ma poi ti danno il cuore". 

c'è una cosa a cui non ti sei abituato?
le infrastrutture , nel senso che  scarseggiano.  i parcheggi , per esempio , ma ho imparato che , se metto le quattro frecce, posso fermare l'auto dove  voglio. e poi l'orario degli appuntamenti : se in olanda fissiamo le cinque del pomeriggio, arrivo un quarto d'ora prima. qui arrivate un quarto d'ora dopo".

i tuoi luoghi del cuore a bergamo.
"piazza vecchia e le mura di città alta . san vigilio , dove arrivi con la funicolare. mi piace mangiare da cece e simo".
 
l'immagine più forte della festa per il record di presenze dell'atalanta , stabilito nella partita contro il verona? 
"la scenografia che mi preparò la curva sud: campeggiava la mia immagine e sotto un lenzuolo con su scritto: prima uomini, poi campioni. quando l'ho visto mi sono salite le lacrime , poi mi sono detto: devi giocare, asciugale".

come hai conquistato i bergamaschi?
"con la semplicità , così vicino alla loro mentalità pratica. io mi sento una persona normale , ogni tanto quasi mi sembra di non essere un calciatore . c'è troppa distanza tra i giocatori ei tifosi e possiamo accorciarla. alla fine , siamo tutti uguali. forse io ho un pochino più di talento nel giocare a calcio ma certamente un bergamasco ha più talento di me nel mettere le piastrelle . 

ti fermano per strada?
si , ma sempre con rispetto , più per una parola di affetto che per una foto. in olanda è difficile che qualcuno ti avvicini ti avvicini in italia , la gente ci tiene a far sentire il suo affetto". 

pensavi di diventare capitano?
ho giocato quasi sempre , quando ancora il capitano era toloi , se mancava lui la fascia tocca la toccava a me. mi sono sempre sentito uno dei leader , quindi l'investitura è stata una cosa naturale ".

in che modo interpreti il ruolo?
"non sono uno che mena o parla tanto. anche quando rimprovero un compagno , lo faccio cercando di essere positivo : tu non devi sbagliare perché sei forte e puoi fare  molto meglio di così. per il resto , cerco di dare l'esempio del lavoro quotidiano . gasperini ci ha insegnato che, se lavori ogni giorno al massimo , hai tanto margine di crescita" .

e' l'insegnamento più importante che il vostro ex allenatore vi ha lasciato?
sì : se lavori forte nessuno traguardo ti è vietato . gasperini ti fa star bene di testa e di gambe, e te ne accorgi in partita  quando riesci a spingere non per 50-60 minuti , ma per 90. ci ha  cambiato mentalità , convincendosi di essere capaci di segnare tanti gol e vincere su ogni campo. ci è insegnato a non avere paura".

ha davvero un carattere così terribile?
"mah, , io non l'ho mai visto sotto questo aspetto. nella nostra vita fuori dal campo non ci ha mai chiesto oppure  vietato qualcosa.  è vero che dice le cose in maniera forte , ma nove volte su 10 ha ragione e  quando prende  di petto un giocatore, lo fa per stimolarne la reazione.  a me , se uno mi sgrida però poi mi porta in champions , gli dico per favore gridami ogni ogni giorno . gasperini mi ha reso un giocatore migliore".

il tuo tecnico di oggi, palladino? 
"bravissimo.  ha portato tanto entusiasmo dopo un periodo difficile. è molto giovane, lui e il suo staff, ci insegna cose diverse rispetto a prima. comunica tantissimo, si confronta con noi ci confronta con noi giocatori sulla tattica , prepara benissimo le partite perché sa tutto delle altre squadre".

i tre compagni di sempre che porteresti con te in campo e in vacanza. 
djimsiti, con cui ci frequentiamo anche fuori fuori . freyler , oggi al bologna ,, quattro anni insieme a bergamo e insieme l'anno scorso in vacanza. pasalic con il quale basta uno sguardo per intenderci".

il più divertente? 
"muriel".

quello che vi investe meglio?
"zappacosta". 

il più forte?
"ilicic creava 10 occasioni a partita , gli davi la palla e stavi tranquillo". 

la partita indimenticabile? 
"contro il sassuolo a reggio emilia: ci diede la prima la prima qualificazione alla champions. poi la vittoria contro lo shakhtar a cardiff, grazie alla quale passammo ai sedicesimi di champions dopo che nelle prime quattro partite del girone avevamo raccolto un solo punto . infine, il tre a zero sul liverpool in casa loro. nello spogliatoio si respirava quella  felicità che ti rimane dentro per sempre".

la partita che vorresti rigiocare?
"quella che non ho giocato perché infortunato: la finale di europa league vinta sul leverkusen". 

il futuro?
"sto accarezzando l'idea di diventare allenatore. ne ho parlato con gasperini e palladino leggo libri di coaching. mi stuzzica aiutare i giovani a crescere ma anche di gestire una squadra". 

come si risolleva il calcio italiano?
"i talenti hanno poche opportunità. quando sono arrivato avevo 24 anni e per voi ero giovane. in olanda a quell'età sei vecchio, in eredivisie sei in campo a 18. bisogna dare ai ragazzi l'opportunità di giocare anche a rischio di perdere la partita. almeno fino ai 14-15 anni non bisogna insegnare tattica di squadra e pensare al risultato. i nostri malen e noa lang giocano senza paura.  nelle due partite di playoff per il mondiale i giocatori della vostra nazionale sembravano che invece avessero paura di puntare l'uomo. il migliore è stato palestra , perché non aveva niente da perdere . infine baggio, maldini, del piero non possono stare fuori dal calcio . devono poter incidere con le loro idee".

marten, ma a brescia  sei mai stato?
(ride) "non sono mai stato in città ma ricarda e io ci siamo sposati in un albergo della provincia ad erbusco".

ma i bergamaschi lo sanno?
"lo sanno benissimo".

per i pochissimi ignari della cosa tra i bergamaschi e i bresciani c'è la stessa rivalità che correvano tra guelfi e ghibellini .












ATALANTA SEMPRE ATALANTA. La vicenda De Roon




De Roon compirà 36 anni nel marzo del 2027. Era il più anziano della rosa dell'Atalanta.

Nell'ultimo campionato ha cominciato a perdere i colpi: gli anni passano per tutti.

Nonostante questo è stato convocato per i mondiali dalla sua nazionale, l'Olanda, ma è stato impiegato solo per pochi minuti.

Certamente è tornato a Bergamo deluso ed ha dovuto affrontare la preparazione del prossimo campionato con il nuovo allenatore Sarri, che avrebbe applicato un nuovo modulo di gioco, il 4-4-2.

Nelle partite del precampionato ha giocato ancora, come nel mondiale, pochi minuti. Per lui si prospettava un campionato quasi sempre in panchina.

Sicuramente il giocatore aveva un desiderio enorme di essere ancora protagonista in campo.

ecco allora il fattaccio: in pochi giorni ottiene dai percassi il permesso di andare alla Roma, dove gasp lo accoglie a braccia aperte ed addirittura nella partita contro il Lecce lo fa esordire.

Davanti a questa vicenda sono allibito e amareggiato perché ho sempre considerato De Roon un giocatore, ma soprattutto una persona speciale.

Quando penso all'intervista rilasciata da De Roon alla Gazzetta pochi mesi fa, mi viene il voltastomaco.

Non voglio dilungarmi ancora su questa squallida vicenda e desidero solo una cosa: che Gasperini  abbia il buon senso di lasciare il nostro ex "glorioso" capitano in tribuna SABATO PROSSIMO per rispetto a noi tifosi atalantini e al sindaco di Bergamo che aveva dato la cittadinanza onoraria al giocatore.

Ripubblico l'intervista che ho postato qualche mese fa.

 

                       SERGIO  FINAZZI






ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA

 FONTE: Masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLO



roverella di Bauglione
Civitaquana


cipresso di sant'Antonio della pace
Lanciano


faggio di Monte Rotondo
Barrea


acero di  Lama bianca
Isola  del Gran Sasso


sequoia gigante Istituto Pagano
Campobasso


cerro di Campo Lungo
Carovilli


acero montano della Metuccia
Pizzone


pioppo nero di colle Tufo
Sesto Campano


olivo di via Pertini
Cicciano


tiglio di piazza De Vito
Summonte


roverella della badia di s. Vito
Aquilonia


frassino di fonte Gabriele
San Bartolomeo


roverella della foresta Mercadante
Altamura


carrubo  di La Grave
Polignano a mare


platano di San Leucio
Caserta


faggio  della  foresta umbra
Monte  s. Angelo


quercia di Macrì
Supersano



cipresso di villa s. Maria

Potenza


pino loricato della grande porta
Terranova di Pollino


fragno di masseria Malvezzi
Matera



castagno di Meletano
Cervia



pioppo nero di piazza  Vitt. Veneto
Serra Pedace


platano eremo di sant'Elia
Curinga



eucalipto rosso  di Torrenova

Cirò Marina

faggio delle macchie

Pedace


olmo di  piazza  Regina Margherita

San Lorenzo



tipuana di villa Moncada

Paternò

iucca di villa Malfitano

Palermo


sughera di Molara

Caltagirone



carrubo di  Cammaratini

Modica



fico magnolioide di Donnafugata

Ragusa





tamerice di san Nicola

Noto



  olivo di s'Ortu Mannu

Villa  Massargia



pino d'Aleppo di San Pantaleo

Dolianova




ginepro di Lathoracesas aVillagrande

Strisalli  


roverella di   Treja

Macerata



bagolaro di Terenzano

Fiesole


sequoia gigante di Longarone

Belluno



roverella delle Checche a Piensa 

Siena



sughera di Su Pittixi

Usellus



olivastri di Budò

Padru



cedro del Libano  parco Aymerich

Laconi



roverella della Badia di S. Vito
Aquilonia
Avellino



sofora di Vazzola
Treviso


roverella  di Barete
Aquila





olivo di  Villamargia
sud  Sardegna


olmo campestre
Budrio 
Bologna

 

farnia di Sterpo
Bertiolo 
    Udine      


quercia di Dèlechamp
Supersano
Lecce



olivo di sant'Emiliano a Trevi
Perugia


platano di  Villa Coldumer a Mogliano Veneto
Treviso


farnia di Malga Costa a Borgo Valsugana
Trento




albero di Giuda del Palatino

Roma


pioppo nero  di Sesto Campano
Isernia


platano della Tesoriera

Torino



cedro di Cison di Valmarino
Treviso




larice  di  Pejo
Trento



pioppo nero di  Sesto  Campano

Isernia



faggio di Forca Canepina
Arquata del Tronto
Ascoli Piceno


fico di Bordighera
Imperia


maggiociondolo di Saint Oyen
Aosta


pino d'Aleppo  di  Dolianova
Sardegna


ficus  di  Palermo


cipressi di Salò


larici di Santa Gertrude Bolzano


castagno di Melitani a Ceva Catanzaro


cedro di Cassano Magnago  
Varese