giovedì 19 marzo 2026

DIALETTO BERGAMASCO. Cosa vuol dire? . 2

                                                 



                                                                                  disegno di Oldrati Mirko

Questa rubrica, che sarà aggiornata settimanalmente, si augura di contribuire, seppure in minima parte, a tener vivo il nostro dialetto.
Coltivare una lingua (e i dialetti lo sono) significa soprattutto cercare di trasmettere ad altri quanto di meglio un popolo ha espresso nel proprio carattere e nella propria cultura. 
Proporrò vocaboli o frasi o proverbi o altro. La versione esatta sarà pubblicata nel post successivo.

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Ẻss bù de lès nóma söl sò messàl.

Pà coi öcc, formài sènza öcc e vì che salte 'n di öcc.

Pane con gli occhi, formaggio senza occhi e vino che salti negli occhi.

L'è ira cóme l'è ira che gh'ó 'l batésem.
E' vero come è vero che sono stato battezzato.

Mangià i gnòch fò d'sura 'l có a ergü.
Essere più alto di natura.


Bisògna miga 'ndà al mölì per no 'farinàs.
Non bisogna andare al mulino per infarinarsi.

Chi no öl créd al sant créde al miràcol.
Chi  non vuole credere al santo crede nel miracolo.

Pianta che no fà fröt, a s' la tàia e s' la mèt söl föch.

L'albero che non fa frutto si taglia per fare legna.


Sö l'ölìa o sö l'öv a l' völ piöv.

Nella domenica delle palme o a Pasqua piove.

Iga sald ol cortèl per ol mànech.
Avere saldo il coltello per il manico.


Tö  fò di mà 'l manès a ergü.
Levare di mano la palla a qualcuno.


Só restàt con in mà ü  pögn de mósche.

Sono restato con in mano un pugno di mosche.

Ol Signùr  l'à facc du öcc, ü per lur e ü per i óter.
Iddio ci ha dato occhi, uno per badare ai fatti nostri e l'altro per guardarci dalle insidie.

Dal ventitrè de löi al ventitrè de agóst.
Dal ventitrè di luglio al   ventitrè    di agosto.

La consolassiù d'ü disperàt l'è de èden ün óter.

La  consolazione    di  un  disperato   è vederne un altro.

Despiràs, metès i mà 'n di cheèi.

Disperarsi, mettere le mani nei capelli.


PERSONAGGI. Suor Rosy Lapo




FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" gennaio 2026.
Articolo: "Il mio paradiso si chiama Amazzonia" di ANTONIO GREGOLIN.

 

Suor Rosy Lapo, 74 anni, da cinquant’anni vive in Brasile, nella foresta ai confini con la Colombia, accanto agli indios. Prega, porta il conforto della fede, serve i poveri, li cura e li assiste nei loro bisogni quotidiani. Una "Marta e Maria" dei nostri giorni.


Non ostenta penne colorate, ma nel cuore la salesiana missionaria Rosy (alias Rosalia) Lapo, 74 anni, nativa di Longare, piccolo borgo alla periferia di Vicenza, si sente una indios tutta d’un pezzo, come mostra anche il suo vigoroso fisico di donna veneta d’altri tempi. Per convincersi, è sufficiente conoscere il tempo e il luogo dove lei vive: cinquant’anni di Amazzonia bastano, infatti, a comprendere che il suo è un animo diviso a metà tra l’amore verso i vicentini, tra i quali è nata e cresciuta, e gli indios che l’hanno adottata. Non a caso, il suo è un raccontarsi al plurale. Un «noi» che rappresenta una vita totalmente differente dalle nostre, inimmaginabile, anche solo pensando che il suo viaggio di andata o ritorno può durare fino a venti giorni: «Parliamo dell’Amazzonia, un territorio grande tre volte e mezzo l’Europa» ricorda la religiosa. Per raggiungere i villaggi sul confine tra Brasile e Colombia, quelli degli indigeni Baniwa, Barè, Coricapo, Cubeu, oltre all’aereo suor Rosy deve fare altri sette giorni di navigazione nel Rio Negro: «Una cosa normale per chi vive in Amazzonia. Ci sono abituata e non mi pesa, anche perché durante la lunga navigazione può accadere di tutto».
È in uno di questi suoi rari periodi di rientro nel suo paese natale che la incontriamo e ci facciamo raccontare la sua vita di «suora di foresta»: «Sì, sono ormai indigena nell’anima, visti i tanti anni di vita trascorsi nella grande foresta. E quando il corpo mi abbandonerà, voglio essere lasciata riposare tra i giganteschi alberi e la mia gente» confida con la naturalezza tipica di quel mondo verde. Per suor Rosy, non c’è nulla di eccezionale nei racconti che fa: «È solo una vita diversa e immersiva: noi ci sentiamo nel cuore della Creazione, dove Dio sembra ancor più presente nelle cose quotidiane». Ecco perché dialogare con questa donna e religiosa della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, significa fare davvero un viaggio lontano dai nostri standard occidentali.
Il suo «è solo un altro mondo» come lei stessa precisa. Sarà anche per questo che ogni volta che torna a casa, la sua comunità natale la abbraccia con l’affetto e la stima che si addice a una ambasciatrice che giunge, appunto, da un altro mondo: «Da decenni convivo con una doppia anima, ma con un unico cuore per tutti. Nascere a Longare è stata sicuramente una fortuna, ma essere stata adottata dalla gente della foresta credo sia un privilegio che mi viene da Dio stesso. Per questo, trascorsi i tre mesi di soggiorno in famiglia, il desiderio di tornare nella mia casa nella foresta, diventa tanto incontenibile quanto visibile. Fremo di tornare tra gli alberi…capito!?».

Una doppia vocazione

Come se non bastasse, suor Rosy ha un’altra vocazione oltre a quella missionaria: quella sanitaria. È infatti infermiera e questo nella foresta significa essere un «ospedale con i piedi», a disposizione di tutti. «La mia è proprio una doppia vocazione – conferma la religiosa –, ma senza distinzione. Mi trovo infatti a curare, sanare ma anche a seguire spiritualmente i moribondi. Far nascere i bambini e battezzarli, come pure fare un funerale quando il prete non c’è, visto che tra una visita e l’altra di un sacerdote passano anche mesi. Posso passare da una sala operatoria, o un ambulatorio, alla capanna nel cuore della foresta. Questa è la “mia” Amazzonia quotidiana, dove devi saper fare di tutto, date le infinite distanze». «A spanne – precisa con una fragorosa risata –, in mezzo secolo ho fatto nascere più di cinquemila bambini indios. Per questo mi considerano una grande mamma. Molti di quei bambini sono oggi cresciuti e hanno famiglia, e quando li incontro è una festa. I villaggi sono lontani settimane di cammino l’uno dall’altro. Da un po’ di anni, abbiamo le prime vocazioni indigene di preti e suore, che saranno la nostra eredità spirituale quando noi tre sorelle (oltre a suor Rosy ci sono suor Zulmira Lacerda Muniz e suor Sirlei Oliveira da Silva, ndr) non ci saremo più».
Proprio mentre conversiamo con suor Rosy, le arriva via email la sua nuova destinazione: un villaggio ancora più povero e lontano, tra gli indios Hupdam nella foresta più profonda. Lei non si scompone, e aggiunge: «La foresta non abbandona mai nessuno, e accoglierà anche me nella nuova missione che mi aspetta. Sono certa che la Provvidenza arriva dove nessuno può».
Non c’è distanza che tenga per la missionaria veneta, così, quando lei è in Italia, il suo pensiero corre costantemente alle cose che deve fare in Amazzonia. Come un ponte pedonale, un collegamento che serve per raggiungere i villaggi più poveri quando il fiume è in piena e le comunità restano isolate: «Siamo in uno degli affluenti del Rio Negro, il Rio Tiquiè. Qui, quando arriva la stagione delle piogge, possono passare settimane prima che le acque si plachino e si possano ristabilire i collegamenti. Per questo serve un ponte: quello che vorrei ristrutturare non è certo come quello sullo Stretto di Messina…» aggiunge con un pizzico d’ironia. Ci mostra le foto del fatiscente ponte fatto di semplici assi di legno, che intende ripristinare: «Qualche donazione è già arrivata dai benefattori, ma non basta per consolidare con il cemento i due plinti su cui poggia la passerella, evitando così che le acque impetuose lo spazzino via ogni volta. Il problema, lì, è che i materiali bisogna trasportarli per 700-800 chilometri lungo il fiume, e così i costi raddoppiano. Fatti i plinti di cemento, la passerella sarà sempre di legno, come tutto il resto» ci informa.
Se le chiediamo com’è la sua quotidianità in Amazzonia, risponde disarmante: «Vivo e dormo quotidianamente in capanne fatte di legno e foglie. Mi muovo su sentieri dove l’unico colore è il verde del fogliame. Ecco perché quando torno e racconto la mia quotidianità forestale, la domanda che mi viene rivolta è sempre la stessa: “Ma come fai con i servizi igienici: il bagno o la doccia?”. Nella foresta, come si può immaginare, non esistono bagni. La difficoltà è quella di uscire di notte, col buio e l’aiuto di un bastone, cercando un posticino, ma sapendo che di notte la vita nella foresta pullula di animali. Eppure a questo ci si abitua presto… Per lavarmi c’è poi l’acqua del fiume, dove vado accompagnata da uno stuolo di piccoli indios, trasformando il bagno in un momento di divertimento per tutti».
Tutto questo a 74 anni compiuti? «Sì, e posso dirmi fortunata, se considero che l’età media degli indios difficilmente va oltre i 54 anni. In Amazzonia cadono tutte le differenze tra vita e morte e quando si muore si torna totalmente alla foresta. Se muore un anziano, si scava un buco ai piedi di un albero e lì viene sepolto. Se invece è un bambino a morire, la fossa viene scavata dentro la capanna, perché l’anima del piccolo defunto protegga la famiglia e l’intera comunità. Lì capisci perfettamente che cosa intendesse dire Francesco di Assisi con il suo cum tucte le creature, perché percepisci la carezza del Creatore che si estende su ogni cosa. Condizione, questa, che mi manca quando arrivo a casa in Italia».
La parola «felicità» suor Rosy non riesce a contenerla, talmente forte è la sua energia vitale. Per chi la avvicina, la religiosa vicentina rappresenta una sorprendente lezione di vita e una fonte di ammirazione, con pure un pizzico d’invidia: «Se sono felice? Oggi più di ieri, per il dono che il mio Signore mi ha dato. Sono entrata in convento a 24 anni, quando avevo già il fidanzato e tutto sembrava fatto. Ma il Signore riserva sorprese e da mezzo secolo sono in quella benedetta terra d’Amazzonia, dove la felicità sta nel tutto e nel niente». Non è un caso se la sua firma pare la fine di un romanzo: «Tua suor Rosy, felicissima missionaria». A dire che il suo Paradiso lei l’ha già trovato qui in terra, e non vede l’ora di ritornarvi il prima possibile.






ORATORIO DI ZANDOBBIO. Festa dei papà
















mercoledì 18 marzo 2026

LIBRI. " I ragazzi della Nickel " di Colson Whitehead

                    

        


   LIBRI  CONSIGLIATI  DA  LORIS  FINAZZI  

   GRANDE  DIVORATORE  DI  VOLUMI   






"I RAGAZZI DELLA NICKEL" di COLSON  WHITHEAD edito da MONDADORI




Primi anni Sessanta, Florida. Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche a Frenchtown, il quartiere afro-americano della capitale, ed Elwood Curtis, un ragazzino cresciuto dalla nonna, si forma sugli insegnamenti di Martin Luther King. Il suo grande sogno è frequentare il college e iniziare la sua nuova vita, ma proprio il primo giorno di scuola accetta un passaggio su un'auto rubata. Pur non c'entrando nulla con il furto, Elwood viene spedito  alla Nickel Academy, una scuola-riformatorio per soli maschi la cui missione è trasformare il piccolo delinquente in "un uomo rispettabile e onesto". Questo sulla carta. Perché nei fatti la Nickel Academy è un vero e proprio viaggio all'inferno.


ALIMENTI. Colina il nutriente "dimenticato"


 


FONTE: "Bergamo Salute" gennaio/febbraio 2026.
Articolo: "Colina, il nutriente dimenticato" della dott.ssa EMANUELA MOSCA.



Una sostanza fondamentale per numerose funzioni dell’organismo, ma ancora poco conosciuta. 

Tra i nutrienti essenziali spesso trascurati nella dieta quotidiana c’è la colina, una molecola simile alle vitamine del gruppo B. Il nostro organismo ne produce solo piccole quantità, insufficienti a soddisfare il fabbisogno giornaliero, per cui è necessario assumerla principalmente attraverso l’alimentazione.
Un apporto adeguato risulta fondamentale in tutte le fasi della vita, contribuendo in modo concreto alla salute del cervello, del fegato e al corretto metabolismo.

Dove si trova la colina e qual è il suo ruolo

Le principali fonti alimentari di colina sono: uova - soprattutto il tuorlo -, fegato e frattaglie, carne e pesce, latte e derivati, legumi, frutta secca e alcune verdure (come broccoli e cavolfiori), seppur in quantità minori. Le diete molto restrittive, in particolare quelle vegane non ben pianificate, possono esporre a un rischio di apporto insufficiente di colina.
Dal punto di vista nutrizionale, la colina svolge tre ruoli chiave:

> Cervello e sistema nervoso: una parte della colina viene trasformata in acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per memoria, apprendimento, attenzione e controllo muscolare. È coinvolta anche nella regolazione del battito cardiaco e nella contrazione dei muscoli;
> Salute del fegato: la colina favorisce il corretto metabolismo dei grassi e aiuta a prevenire il loro accumulo nel fegato. Inoltre, contribuisce alla formazione di fosfatidilcolina e sfingomielina, due fosfolipidi essenziali per la struttura e la funzione delle cellule;
> Struttura delle cellule: partecipa alla composizione delle membrane cellulari, garantendo integrità, protezione e corretta comunicazione tra le cellule.

Secondo il National Institutes of Health, il fabbisogno giornaliero di colina è di 550 mg per gli uomini e 425 mg per le donne, con quantità maggiori raccomandate in gravidanza e allattamento.

I benefici della colina


Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo in luce diversi benefici legati a un adeguato apporto di colina:

> salute cerebrale e memoria: contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive anche in età adulta. Alcuni studi suggeriscono un possibile ruolo protettivo nei confronti del declino cognitivo;
> benessere del fegato: aiuta a prevenire la steatosi epatica non alcolica, sostenendo il metabolismo dei grassi;
> sviluppo fetale: durante la gravidanza è essenziale per lo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive del feto;
> metabolismo e umore: partecipa al metabolismo dell’omocisteina e contribuisce all’equilibrio dei neurotrasmettitori coinvolti nel tono dell’umore.

Colina e fasi delicate della vita


In gravidanza e allattamento il fabbisogno di colina aumenta sensibilmente. Studi scientifici indicano che un apporto adeguato da parte della madre è associato a un corretto sviluppo cerebrale del feto e a benefici cognitivi nel bambino. Per questo le principali società scientifiche raccomandano particolare attenzione a questo nutriente nelle donne in età fertile. 

Come integrare la colina nella dieta

Una carenza di colina può manifestarsi con affaticamento, difficoltà di concentrazione e, nei casi più importanti, con alterazioni della funzionalità epatica. Nonostante ciò, molte persone non raggiungono le quantità giornaliere raccomandate. Per mantenere un buon equilibrio psicofisico è utile variare il più possibile l’alimentazione, combinando diverse fonti di colina durante la giornata. Uova, pesce, carni magre e legumi rappresentano ottime scelte. Le alternative vegetali, come soia, quinoa e verdure crucifere, sono particolarmente preziose per chi segue un’alimentazione plant-based. Riscoprire la colina significa prendersi cura in modo consapevole di cervello, fegato e sistema nervoso, valorizzando un nutriente poco noto ma davvero fondamentale per il benessere di corpo e mente.




martedì 17 marzo 2026

INDICE ANNO 2026

                            



   INDICE   ANNO   2026   


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                                                         Comunicazione importante   01/2026


    INDICI                       Anno  2026                            01/2026
                                                        Anno  2025                             01/2026
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                                                         Anni   2013/4/5                     01/2026


ACI  Quando si guida ci vuole  concentrazione massima            01/2026

AFORISMI. PROVERBI. MASSIME. PENSIERI 
  
                             03/2026

ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA                                                  02/2026

ALBO D'ORO COMUNE DI ZANDOBBIO                                          01/2026

ALIMENTI         Colina l'alimento "dimenticato"                           03/2026
                          La dieta vegana                                                    01/2026


ARTE
                  La "mia" collezione. foto. 2                                 03/2026
                           La "mia" collezione. foto. 1                                 01/2026
                                                          
ATALANTA SEMPRE ATALANTAInter - Atalanta  1 - 1               03/2026
                                                  La differ. tifoso atal. e altri      03/2026
                                                  Atalanta-Bayern Mon. 1-6        03/2026
                                                  Atalanta - Udinese  2 - 2           03/2026
                                                  Lazio - Atalanta 2 - 2 coppa I.  03/2026
                                                  Sassuolo - Atalanta  2 - 1          03/2026
                                                  Partita che ha stupito il mondo 02/2026
                                                  Lazio - Atalanta  0 - 2                02/2026
 
                                                  Atalanta - Cremonese  2 - 1      02/2026
                                                  Atalanta - Juventus 3 - 0 C.I.    02/2026
                                                   Consid. partita Como-Atalanta  02/2026
                                                   Como -  Atalanta  0 - 0              02/2026
                                                   Union - Atalanta  1 - 0               01/2026

                                                   Atalanta - Parma  4 - 0              01/2026  
                                                  Atalanta - Atletico Bilbao 2 - 3  01/2026
                                                  Pisa - Atalanta  1 - 1                  01/2026
                                                   Pensieri sparsi                            01/2026
                                                   Atalanta - Torino  2 - 0               01/2026

                                                   Bologna - Atalanta  0 - 2             01/2026
                                                   Atalanta - Roma  1 - 0                 01/2026
                                                   Auguri agli atalantini                   01/2026

BIBLIOTECA DI ZANDOBBIO  Giorno Memoria film NO OTHER L.  01/2026
                                                 Nuovo gruppo di lettura                  01/2026


CANZONI
    Antonello Venditti. Che fantastica storia è la vita    01/2026
                 
                   Lista                                                                             01/202

                   
COLLETTIVO CONFUSIONECamp. prov. 2025/26 calcio 5 CSI     03/2026

COME ERAVAMO
  Zandobbiesi. calcio post  1994. foto                   01/2026
                             Zandobbiesi. calcio ante 1994. foto                   01/2026
                             Zandobbiesi. eventi. foto                                    01/2026
                             Zandobbiesi. gruppi. foto                                    06/2026
                             Zandobbiesi. matrimoni. foto                             01/2026
                             Zandobbiesi. mestieri. foto                                 01/2026
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                             Zandobbiesi. foto varie                                       03/2026
                             Mestieri Zandobbiesi. Pecis Pietro. foto             01/2026
                             Mestieri Zandobbiesi. Martinelli Eugenio. foto   01/2026
                             Mestieri Zandobbiesi. Mutti Gildo. foto              01/2026
                             Funerale di Antonioli Antonio. foto                    01/2026
                             Funerale di don Emilio Pagani. foto                    01/2026
                             Racconti. La rivolta della 2° elementare 1949   01/2026


COMUNE DI ZANDOBBIOLavori rotatoria sp89                            03/2026 
                                         Lista 137avvisi pag. TARI anni 2021.. 01/2026
                                         Corso nuoto  classe terza scuola mat. 01/2026o
                                          Cons. comun.dicembre approv. piano 01/2026
                                          Scelta componenti comm. paesaggio 01/2026

                                          Bea, la tedofora                                   01/2026


DIALETTO BERGAMASCO
 
           Cosa vuol dire? . 2                    03/2026
                                                     Cosa vuol dire? . 1                    01/2026


DILETTA MANGILI  Artista digitale                                                01/2026

DON CAMILLO         Pellegrinaggio a Medjugorje                          01/2026

FAMIGLIA               Smartphone e ragazzi: senza guerre in fam. 01/2026

GIOVANI E RAGAZZI 
    Fidanzatini                 
                              03/2026
                                       Adolescenti in ascolto                              01/2026

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI
 
  Foto                                             02/2026

GRUPPO PODISTICO ZANDOBBIO Fine della storia                      03/2026
                                                        Storia del gruppo. 3                03/2026
                                                        Storia del gruppo. 2                03/2026
                                                        Storia del gruppo. 1                03/2026


GSO ZANDOBBIO
 
Campion. 2° cat. 2025/26 10° giornata ritor. 03/2026
                              Campion. pall. libere CSI camp.prov.2025/2603/2026
                              Campion. 2° cat. 2025/26 9° giornata ritorno03/2026
                              XXXI edizione marcia non competitiva            03/2026

                              Campion. 2° cat. 2025/26 5° giornata ritorno02/2026
                              Campion. 2° cat. 2025/26 5° giornata ritorno02/2026
                              Campion. 2° cat. 2025/26 4°giornata ritorno 02/2026
                              
Campion. 2° cat. 2025/26 3°giornata ritorno 01/2026 
                               Campion. 2° cat. 2025/26 3°giornata ritorno 01/2026 
                               
Campion. 2° cat. 2025/26 2°giornata ritorno 01/2026
                               Campion. 2° cat. 2025/26 1°giornata ritorno 01/2026
                               Campion. 2° cat. 2025/26 1°giornata ritorno 01/2026

I CUGINI CUMETTI DEL CANADA
 
Foto                                             01/2026

I FIORI                                         Foto                                             02/2026

IL CIELO                                       Foto                                             O3/2026

LA "GALLERIA" DI BENA DANIELA                                                 01/2026

LIBRI      "I ragazzi della Nickel" di Colson Whitehead                03/2026
                "Mike" di Andrew Norriss                                               01/2026


MOSTRA DI FOTO
                                                                            02/2026
  

NATURA                                        Fantasia.  foto                            03/2026

ORATORIO DI ZANDOBBIO  Festa dei papà                                   03/2026
                                              Avviso ai tifosi atalantini                  03/2026
                                              Carnevale 2026                                 01/2026
                                              Commedia "Un matr. con sorpresa  01/2026

                                               Campo adolesc. Salisburgo/Mauth. 01/2026
                                               

 
                                             

PARR.S.ANNA-S.GIORGIO M.ZANDOBBIOAvvisi settim.08-15/02 02/2026
                                                                    Incontri form.gen.ado  01/2026

PASSIONI ZANDOBBIESI 
 
           Alborghetti Rosa. poesia          01/2026
                                                       Antonioli Emilia. poesia            01/2026
                                                       Antonioli Franca. pittura           01/2026
                                                       Antonioli Osvaldo. montagna
                                                                       foto persone              01/2026
                                                                       foto cime                   01/2026
                                                                       foto laghetti              01/2026
                                                        Barcella Ivonne. foto               01/2026
                                                        Bellini Eros. bonsai                  01/2026
                                                        Bellini Mario. bonsai                01/2026
                                                        Belotti Annalisa. statue           01/2026
                                                        Bena Daniela. pittura               01/2026
                                                        Bolis Mario.composizioni ferro01/2026
                                                        Borali Mario. cornamusa          01/2026
                                                        Chinelli Francesco. pugilato     01/2026

                                                        Dossena Mario.Siena-Bag-Si.   01/2026
                                                        Dossena Mario. altop. Assiago 01/2026
                                                        Dossena Mario.da Ranica a V.  01/2026
                                                        Dossena Mario.da Roma a Ba  01/2026
                                                        Dossena Mario.da Bg a Bo       01/2026
                                                        Dossena Mario.giornata indim.01/2026
                                                        Dossena Mario.bicicletta          01/2026

                                                        Finazzi Gabriele.compl. arredo01/2026
                                                        Magri Federico. pittura             01/2026
                                                        Martinelli Claudio.presepe       01/2026
                                                        Monieri Fulvio. musica             01/2026
                                                        Mosconi Santo. presepe           01/2026
                                                        Mutti Flavio. oggettistica ant.  01/2026
                                                        Oldrati Mirko. disegni fumetti  01/2026
                                                        Plebani Serena. pittura            01/2026
                                                                                  bigiotteria       01/2026
                                                        Ravasio Alberto. cesti ed altro 01/2026
                                                        Rizzoli Giuseppe. pesca            01/2026
                                                       Signori Mario. pittura                01/2026
                                                       Suardi Matilda. pittura              01/2026
                                                       Valenti Sergio. oggettistica      01/2026
                                                        Vassalli Oscar. ceram. e pitt.   01/2026
                                                        Vescovi Mario. scultura            01/2026
                                                        Vescovi Severo. scultura          01/2026
                                                                                   disegno          01/2026
                                                                                   pittura            01/2026
                                                        Vescovi Tobia. scultura            01/2026

PARR.S.ANNA-S.GIORGIO M.ZANDOBBIO 
                                       

PARR. S. ANNA DELLA SELVA               Chèl benedèt sidèli             01/2026

PARR. S. GIORGIO M.  ZANDOBBI0 22° anniv. morte p. Simone   02/2026
                                                          Scuola infanzia.sez.primav.   01/2026
                                                           OPEN DAY
                                                           Iscr.anno ed. 026.27             01/2026

PARR.S.PIETRO APOST. DI TRESCORE Incontri tema DI PADRE.. 01/2026

PERSONAGGI    Suor Rosy Lapo                                                    03/2026 
                          Antonio Gregolin                                                  01/2026


PREGHIERE
        Lista                                                                      01/2026
                           Testi                                                                      01/2026

RES PUBLICA     Referendum del 22-23 marzo 2026                     03/2026

RICEVO E PUBBLICO  Il gusto dell'olio Palazzo Suardi Ranzanico01/2026                                      Corpo che gioca, mente che scopre             01/2026


RIFLESSIONI    Il boschetto della vergogna                                02/2026


SALUTE
             Parole che curano                                                02/2026
                          Dislessia e effetto placebo                                  01/2026
                           Protesi d'anca                                                      01/2026


SANITA'             La salute mentale degli operatori sanitari          01/2026

SCUOLA           La globetrotter dell'educazione                           03/2026

SERGIO   
         Non ho visto la partita che ha stupito il mondo  02 /2026 
                         Auguri a chi ha fatto il Cammino di Santiago      01/2026


STORIE DI VITA DI ZANDOBBIO  Ilda Antonioli                          03/2026

VIAGGI
             Lucrezia Finazzi. Barcellona. foto                        03/2026
                         Michela la accom. turistica. Cipro. foto                03/2026
                         Michela la accom. turistica. Pompei e Sorrento   01/2026  
                         Anonimo. Paesi nord Europa. foto                        01/2026


VIDEO              Aquila Bianca                                                          03/2026


VIVERE INSIEME  Talenti in mobilità                                             03/2026
                              Odiare i bambini                                                01/2026


ZANDOBBIESI.
Beatrice Testa alle olimpiadi come tedofora. 2    01/2026




VIVERE INSIEME. Talenti in mobilità



FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" gennaio 2026.
Articolo: "Talenti in mobilità" di ALESSANDRO BETTERO.

Gli italiani continuano a partire. Lo certifica l’ultimo «Rapporto Italiani nel Mondo» della Fondazione Migrantes. I dati dell’Aire registrano oltre 6,4 milioni di connazionali all’estero che ormai rappresentano la 21ª regione dello Stivale.

In Italia esiste una consolidata mobilità di connazionali che emigrano all’estero e che rientrano dall’estero, ma che si spostano anche all’interno dei confini della penisola. In vent’anni sono stati 1,6 milioni gli espatri di cittadine e cittadini italiani a fronte di 826mila rimpatri. Si tratta, per lo più, di giovani provenienti da Lombardia, Nordest e Mezzogiorno d’Italia che hanno scelto principalmente l’Europa. Questo è uno dei dati più eclatanti della XX edizione del «RIM – Rapporto Italiani nel Mondo 2025», curato da Delfina Licata per la Fondazione Migrantes, organismo della Cei (Conferenza episcopale italiana). «Dopo la crisi del 2008, gli espatri sono cresciuti costantemente, toccando nel 2024 il record storico di 155.732 partenze – sottolinea il “RIM 2025” –. L’Europa resta il baricentro della mobilità italiana con il 76% degli espatri. Le destinazioni principali sono Regno Unito, Germania e Svizzera. Accanto ai giovani, tra gli italiani residenti all’estero crescono anche le donne, +115,9% in vent’anni, e gli over 65». Quest’ultimo dato si riferisce a nonni o lavoratori che raggiungono figli e nipoti all’estero.
La questione della mobilità, da e verso l’Italia, impone anche sfide pastorali e non solo politiche. «Papa Francesco aveva indicato quattro verbi-guida per la pastorale migratoria: accogliere, proteggere, promuovere, integrare, applicati talvolta anche ai migranti italiani. Ma, «affinché tutti i migranti diventino effettivamente soggetti attivi di evangelizzazione (papa Leone XIV l’ha definita missio migrantium) – osserva il “RIM 2025” – i quattro verbi proposti da papa Francesco dovrebbero essere completati da altri quattro: accogliersi, interpellarsi, valorizzarsi, condividere». «Questa Italia – ha dichiarato monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes – non può avere come risposta solo il decreto-legge del 28 marzo 2025, convertito nella legge n. 74 del 23 maggio 2025, che ha introdotto modifiche al principio dello ius sanguinis, limitando la cittadinanza automatica a due generazioni di discendenza, con qualche eccezione. Al contempo, è stato bocciato un referendum sulla riduzione dei tempi della cittadinanza, da 10 a 5 anni, anche per il 65% dei bambini nati in Italia da genitori di altre nazionalità e che frequentano le nostre scuole: uno strabismo legislativo».

Non chiamiamoli «cervelli in fuga»

I dati raccolti dalla Fondazione Migrantes ci dicono che la mobilità italiana e degli italiani all’interno dei processi di mobilità globali, caratterizza sempre di più il nostro Paese. Negli ultimi dieci anni, questa tendenza si è rafforzata a seguito delle recessioni economiche, e anche di eventi a livello nazionale e globale, come la pandemia di covid 19 e la Brexit. La mobilità, nella maggior parte dei casi, riguarda giovani e giovani adulti, ma anche famiglie, e perfino la mobilità previdenziale, confermando la complessità di un fenomeno che presenta anche alcune costanti. «Una di esse – sottolinea Licata – è quella narrazione che non ci permette di considerare proprio questa complessità. In altre parole, passa soprattutto la descrizione degli altamente qualificati, quelli che vengono definiti con il termine terribile di “cervelli in fuga”. Invece quando esaminiamo i dati, vediamo che nell’ultimo anno il 50% di chi è partito ha effettivamente tra i 18 e i 34 anni e che, nella fascia d’età (25-34 anni) che coinvolge soprattutto chi si affaccia al mondo del lavoro, il 33% risulta altamente qualificato, quindi con un titolo di studio medio-alto, dalla laurea in su. D’altro canto, però, è pur vero che ben il 67% risulta composto da persone con titoli di studio medio-bassi (diploma o licenza media). Nel momento in cui noi parliamo di “cervelli in fuga” oppure descriviamo genericamente i giovani e i giovani adulti in mobilità solo come “cervelli in fuga”, significa che non li rispettiamo nella loro interezza e dignità di persone, pensando a loro solo come esseri umani che sanno fare qualcosa senza considerare la loro personalità; come se tutte le donne e gli uomini “intelligenti” rischiassero e partissero, e quelli “meno intelligenti” restassero a casa». Invece ciascuno degli italiani in mobilità ha un proprio bagaglio costituito da usi, costumi, tradizioni, lingua, conoscenze, competenze, cultura che si porta dietro. Per questo, aggiunge Licata, «sarebbe meglio parlare di “talenti in mobilità” e non sottolineare la loro alta qualifica». Chi parte lo fa non soltanto per rispondere a un problema di disoccupazione o per cercare un lavoro confacente al titolo di studio acquisito. La realizzazione di sé passa infatti anche attraverso una migliore retribuzione e una soddisfazione piena dei desideri di vita, personali e professionali.

Migrazioni e ripartenze

A fronte di 1,6 milioni di italiani partiti in vent’anni, ne sono rientrati più della metà. Quello che si nota negli ultimi anni è il cosiddetto fenomeno della ripartenza. A poco servono le prassi di aiuto al rientro, come le norme di de-fiscalizzazione. «Quello che andrebbe fatto per incentivare un rientro che diventi anche trattenimento da parte del nostro Paese e dei suoi territori, è una politica di valorizzazione del percorso migratorio – propone Licata –. Si pensa troppo spesso che chi rientra è la stessa persona che è partita. Invece chi rientra è stato plasmato e arricchito da quell’esperienza poiché è venuto a contatto con una cultura “altra”, ha imparato una o più lingue, magari ha messo su una famiglia internazionale, plurilingue, con più cittadinanze al proprio interno. Nel momento in cui si rientra nei territori d’origine senza trovare questa politica di valorizzazione, chi è ritornato potrebbe non sentirsi a proprio agio, e pensare che quello sia, in realtà, solo un rientro provvisorio e non, invece, definitivo». Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, uno dei bacini che alimentano la mobilità italiana non è solo il Mezzogiorno d’Italia, ma sempre di più anche una delle aree del Settentrione tradizionalmente considerata tra le più ricche, che comprende la Lombardia e il Nordest. Tuttavia «moltissimi di questi migranti non sono lombardi e veneti d’origine – rivela Licata –. Provengono infatti dalle regioni del Sud, e quindi il nostro presupposto agli studi della mobilità verso l’estero è sicuramente la migrazione interna: dopo un primo percorso migratorio nella penisola, c’è il salto oltreconfine».
Ormai viviamo nell’epoca delle migrazioni, con il confronto personale, umano, professionale che matura in una dimensione spazio-temporale più ampia. Così «la libertà di circolazione europea e il cosmopolitismo internazionale diventano una cifra distintiva con cui una persona, un professionista, si confronta con l’estero – ribadisce Licata –. Lombardia e Veneto sono sedi di università prestigiose che offrono una formazione europea e internazionale, ma sono anche sedi di aziende internazionali multilocalizzate. Il discorso per cui si parte da contesti fragili, in realtà è una questione di fragilità nazionale». Il tema emerge quando si analizzano le motivazioni che sono all’origine della partenza, come la realizzazione personale e non soltanto lavorativa, ma anche la possibilità di trovare all’estero alternative per sé e per la propria famiglia. Tanti rivendicano l’esigenza della maternità e della paternità, e quindi un forte desiderio di genitorialità che in Italia non ha la possibilità di essere soddisfatto.

Quale futuro per il Mezzogiorno?

A rivendicare per primo nuove politiche e strategie per trattenere i giovani e favorire la crescita del tessuto sociale, è il Mezzogiorno d’Italia. E per raggiungere questi obiettivi occorre innanzitutto «ascoltare le motivazioni che sono alla base della mobilità dei giovani, non solo quella verso l’estero, ma anche quella interna, puntando su un sistema di formazione più moderno e più rispondente alle prerogative del mercato occupazionale odierno – rileva Licata –. Poi c’è la questione del dialogo tra la formazione e il mondo del lavoro. Il fatto che i giovani sperimentino processi di mobilità è ormai nell’ordine delle cose. Il problema è che abbiamo una mobilità malata, unidirezionale: si parte e non si riesce a ritornare, cioè non si trovano le stesse risposte o gli stessi livelli di qualità della vita, del lavoro e del riconoscimento economico che l’estero o altri luoghi d’Italia offrono ai giovani meridionali una volta che sono partiti dai loro paesi e dalle loro città, e hanno sperimentato la vita fuori dal contesto locale di appartenenza».
Al contrario, si rafforza l’ascendente che la cittadinanza italiana ha su chi vive all’estero perché è qualcosa che tocca profondamente l’identità percepita dai tantissimi discendenti dei nostri connazionali espatriati in passato. Un’identità reclamata al punto tale da cercare di acquisire la cittadinanza italiana. Almeno «fino alla nuova legge che, di recente, ha posto dei limiti per arginare alcune derive – sottolinea Licata –. Ma di questa stretta legislativa pagano purtroppo le conseguenze anche coloro i quali avevano invece tutt’altro tipo di approccio e di richiesta. In particolare non si è considerato il rilievo storico e strutturale che l’emigrazione italiana ha per il nostro Paese e per il nostro popolo. Ci sono determinate realtà molto vicine a noi, faccio l’esempio della Svizzera, dove i nipoti di nonni che parlano fluentemente l’italiano, si ritroveranno a subire le stesse restrizioni di chi invece vive, per esempio, oltreoceano e che, effettivamente, ha una distanza culturale maggiore rispetto a quella di chi vive in Europa e parla l’italiano come lingua nazionale. Inoltre va compreso che la distanza è oggi un concetto complesso perché la digitalizzazione ci ha aiutato a “essere diversamente presenti” ovvero alla condivisione e alla partecipazione nonostante la distanza fisica. Questo “essere diversamente presenti” – conclude Licata – è un presupposto fondamentale per capire come ci si possa sentire italiani nonostante la distanza, ma soprattutto come si desideri esercitare, e si esercitino, i diritti di cittadinanza nonostante la lontananza».