martedì 23 giugno 2026

VIVERE INSIEME. La carica delle babysitter

 




FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" maggio 2026.
Articolo: "La carica delle babysitter" di LUISA SANTINELLO.

Ufficialmente rappresentano solo il 7% circa delle lavoratrici domestiche contrattualizzate. Ma, in realtà, complici i ritmi di vita stressanti delle famiglie italiane, quello della babysitter è un mestiere sempre più indispensabile.


Sorriso magnetico, voce d’usignolo, un borsone da cui estrarre le cose più improbabili e un ombrello per planare nel cielo blu. Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere una babysitter così. Era il 1964 quando Julie Andrews interpretava la mitica Mary Poppins nel lungometraggio Disney che ha accompagnato intere generazioni. All’epoca la tata più magica dello schermo atterrava nel giardino di una villetta londinese per aiutare una benestante famiglia, composta da padre, madre e due figli, a ritrovare l’armonia e il dialogo. Sì, perché avere una tata negli anni ’60 era un lusso per pochi. Ma oggi, a distanza di sessantadue anni, le cose sono cambiate... 

Quella della babysitter – complici i ritmi di lavoro e i mille impegni di mamme e papà – è diventata oggi una figura indispensabile per gran parte delle famiglie, anche quelle che possono contare sui nonni e su contratti di lavoro part-time. Facciamo quattro conti. Solo per accompagnare i bambini a scuola e andarli a riprendere ci vogliono in media (traffico permettendo) due pause da trenta minuti. Aggiungiamo il tempo dei trasferimenti per portare i figli a catechismo, a fare attività fisica, a casa del compagno di classe... più le ore spese ad aiutarli a fare i compiti, a leggere o anche solo a controllare che non combinino guai, ed ecco che a mamma e papà servirebbero ore da 120 minuti per riuscire a fare tutto. Fortuna che le babysitter esistono, viene da dire. Ma allora come mai, se guardiamo l’ultima Indagine dell’Osservatorio Domina 2025, solo il 7,7% dei lavoratori domestici assunti in Italia è inquadrato come babysitter (contro il 38,3% di badanti per non autosufficienti, il 36,7% di colf e il 16,3% di badanti per autosufficienti)? Se è vero, come riporta l’Istat, che già nel 2022 il tasso di irregolarità medio in Italia riferito al lavoro domestico superava il 47%, c’è da credere che quel 7,7% di lavoratrici in regola sia solo la punta dell’iceberg, per quanto non esista ancora un censimento ufficiale della categoria.

A dedicare di recente un report alle babysitter è stato il Censis, su richiesta di Assindatcolf, l’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico. Stando, dunque, al 2° report del programma Welfare familiare e valore sociale del lavoro domestico in Italia, la babysitter è una persona nel 47,8% dei casi italiana, che lavora prevalentemente su base oraria (86,1%), assunta dalle famiglie per conciliare impegni professionali e familiari (55,8%), ma anche per sopperire alla mancanza di un supporto familiare adeguato (39,8%), a un costo mensile pari a 750 euro in media per famiglia, costo peraltro considerato sostenibile solo dal 57,9% dei genitori e solo parzialmente dal 41,2% di essi. Una professione dunque che, incrociando i dati dell’Osservatorio Domina con quelli diffusi dall’Osservatorio sul lavoro domestico dell’INPS (secondo cui nel 2024 i lavoratori domestici regolari con almeno un contributo versato sono stati 817.403), conterebbe circa 50mila lavoratrici in regola. 

«Questo numero – spiega Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – nei prossimi anni potrebbe crescere, non tanto per effetto delle nascite (a livelli molto bassi), quanto grazie alle novità introdotte dal Decreto flussi 2026. Il provvedimento, che consente ai cittadini non comunitari di entrare in Italia per motivi di lavoro, ha infatti previsto un canale “extra” rispetto alle quote ordinarie, dedicato anche all’assistenza ai bambini under 6. È possibile accedervi durante tutto l’anno e senza passare per il click day. Con molta probabilità gli effetti di questa misura si potranno valutare soprattutto alla fine del triennio 2026-2028, considerando anche i tempi di lavorazione delle pratiche, che sono piuttosto lunghi». Finora però, continua Zini, almeno negli ultimi anni, «la domanda di babysitter è rimasta abbastanza stabile, con variazioni legate soprattutto alla struttura delle famiglie e ai tassi di occupazione femminile». 

A penalizzare la categoria è, a detta del presidente di Assindatcolf, una reputazione controversa... Dalla survey Assindatcolf-Censis 2026 sulla social reputation del lavoro domestico apprendiamo che «le babysitter sono generalmente apprezzate per il loro ruolo educativo, relazionale e di cura. La maggioranza degli italiani, tuttavia, ritiene che questo lavoro domestico venga svolto spesso per mancanza di alternative occupazionali, piuttosto che come scelta professionale. Solo una minoranza lo considera una professione scelta consapevolmente, mentre una parte degli intervistati lo interpreta come un lavoro temporaneo o di transizione. Questo significa che, pur essendo una figura molto utile e riconosciuta dalle famiglie, la babysitter – così come altre mansioni del lavoro domestico – è percepita come non sempre pienamente professionalizzata, con livelli di formazione ed esperienza molto variabili».

E non finisce qui. Nonostante l’ultimo aggiornamento del Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, entrato in vigore lo scorso 1° novembre, che ha previsto adeguamenti delle retribuzioni minime, oltre a rafforzare alcune tutele relative a ferie, permessi e condizioni di lavoro, «le retribuzioni» per le babysitter «restano basse e il settore soffre della mancanza di incentivi e agevolazioni fiscali». «A questo si aggiungono altre difficoltà segnalate dalle famiglie, come la ricerca di persone affidabili, con esperienza e disponibili a orari flessibili. In assoluto – precisa Andrea Zini – manca la disponibilità a lavorare in regime di convivenza». E, più in generale, «esiste una carenza strutturale di manodopera» che crea a cascata un difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro. 

Proprio in risposta a queste dinamiche e alla motivata diffidenza che ne consegue, anche a fronte dello sviluppo di piattaforme online dedicate al matching tra famiglie e lavoratrici, «nella pratica il passaparola resta lo strumento più utilizzato – conclude il presidente –. È un metodo tradizionale, ma ancora percepito come il più efficace per ottenere un primo livello di affidabilità in un contesto in cui la selezione avverrebbe spesso senza referenze strutturate o curricula formali. Proprio per questo, il processo di inserimento passa frequentemente da una fase di prova iniziale, prevista e regolata dal CCNL, che consente alle famiglie di verificare direttamente l’idoneità e l’affidabilità della collaboratrice prima dell’instaurazione di un rapporto stabile».

Una Professione con la P maiuscola

Dimenticate la classica studentessa senza titoli che si guadagnava la paghetta badando ai bambini del vicino di casa. Viste le richieste e le necessità delle famiglie di oggi, il futuro della babysitter profuma di professionalità ed esperienza. Lo sa bene Serena Mestre, che intorno a questo mestiere ha costruito un’agenzia di servizi per le famiglie con sede a Noventa di Piave (VE), ma attiva in tutto il Nordest, da Trieste a Milano, attraverso un centinaio di collaboratrici dai 18 ai 70 anni, tra tate (bambinaie fisse), babysitter a chiamata, educatrici, tutor per i compiti, animatrici di centri estivi, alberghi, matrimoni, compleanni, e così via. «L’idea nacque nel 2008 mentre mi occupavo di formazione e consulenza per la prima infanzia a Milano e a Roma – ricorda l’imprenditrice –. All’epoca le agenzie di babysitting erano una realtà consolidata solo nelle grandi città. Pensai: perché non crearne una in Veneto?».

E così nel 2010 apre «Non solo tata» (https://nonsolotata.it). Già il titolo e il logo (una Mary Poppins che tiene in mano dei palloncini) la dicono lunga sulle colonne portanti dell’attività: «Babysitting e divertimento». Un binomio vincente che, anno dopo anno, porta Serena ad ampliare sempre più gli orizzonti, geografici e non solo. «Il lavoro è progressivamente cresciuto e si è differenziato. Privati a parte, oggi lavoriamo molto anche con le aziende, specie nel campo della moda». Il segreto per restare a galla? «Essere sempre sul pezzo – risponde Serena –! Oggi le famiglie e i lavoratori sono molto cambiati rispetto a dieci anni fa. In particolare, il recruitment si è fatto sempre più difficile: spesso incontro giovani senza obiettivi, poco motivati e che già al primo colloquio mettono paletti. Ecco perché mi trovo bene a lavorare con le over 40. Anche se certe “super tate” anziane piene di esperienza non le batte nessuno!». 

Età a parte, a definire il valore di una babysitter, secondo Mestre, è anzitutto la professionalità di una persona, quel bagaglio di preparazione e propensione naturale, esperienza e referenze che fa la differenza. «Il mondo delle babysitter oggi è una giungla – avverte l’imprenditrice –. Purtroppo la Regione Veneto non prevede linee guida per i servizi domiciliari, nello specifico per la categoria delle babysitter, pertanto paradossalmente non è richiesta alcuna formazione per svolgere questo mestiere. Come se non bastasse, non esiste nemmeno un database ufficiale a cui le famiglie possano accedere» (portali come Babysits.it, fondato nel 2008 nei Paesi Bassi da un papà, Peter van Soldt, sono servizi web non collegati alle realtà del territorio quali comuni e province).

In questo scenario dominato da un forte turn over, si può incappare in babysitter occasionali e poco preparate, o in professioniste con lauree e corsi alle spalle. Ecco dunque l’importanza di un’agenzia che sappia scremare e indirizzare, che garantisca prezzi concorrenziali (il mercato è molto variegato, si può andare dalle 10 euro all’ora fino ai 3-4 mila euro mensili, in una grande città, per una educatrice super titolata) e che offra un servizio il più possibile alla portata di tutti. «Di recente abbiamo aderito a un progetto finanziato dall’Ulss di Portogruaro, che coinvolge i comuni da Latisana a Cavallino. Obiettivo: rendere disponibili babysitter e tatataxi per alcune selezionate famiglie con fragilità». Un piccolo grande segno per ricordare come – al di là delle risorse economiche e dei problemi di salute – ogni famiglia con figli piccoli dovrebbe poter contare su un aiuto concreto. Se poi questo supporto indossa una gonnellona e si chiama Mary… non resta che intonare «Supercalifragilistichespiralidoso»!






lunedì 22 giugno 2026

COLLETTIVO CONFUSIONE. Collettivo Confusione - Nuova Futura Bs 2 - 4

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LA PARTITA, COME PREVISTO, E' STATA DURISSIMA E L'HO VISSUTA SULLA PANCHINA DELLA NOSTRA SQUADRA.
ACCOGLIENDO LA RICHIESTA DI PASQUALE, IL NOSTRO PRESIDENTE, LA TERNA ARBITRALE MI HA PERMESSO DI SEDERMI SULLA NOSTRA PANCHINA.
TEMEVO LA DESIGNAZIONE DI UNA TERNA ARBITRALE SCARSA. INVECE GLI ARBITRI  HANNO TENUTO IN PUGNO LA PARTITA, ANCHE SE HANNO PERMESSO AL GIOCATORE DI COLORE BRESCIANO UN GIOCO INTIMIDATORIO, ALCUNE VOLTE OLTRE IL REGOLAMENTO.
LA PARTITA INIZIA ALLE 18:06 IN UNA PALESTRA DAL CLIMA INFUOCATO E ALLA PRESENZA DI UN PUBBLICO SCARSO, QUASI TUTTI TIFOSI ZANDOBBIESI.
SUBITO IL RITMO E' FRENETICO CON AZIONI MOLTO VELOCI DI ENTRAMBE LE SQUADRE.
SI ARRIVA COSI' AL 6' ED I BRESCIANI SEGNANO CON UNA BELLA AZIONE.
MA LA NOSTRA REAZIONE E' VEEMENTE E AL 7' PAREGGIAMO CON VECCHIO CON UN TIRO IN GIRAVOLTA.
LA PARTITA CONTINUA INTENSA SUI BINARI DELLA  PARITA' FINO ALL'11' QUANDO I BRESCIANI RITORNANO ANCORA  IN VANTAGGIO :  1 - 2.
MA TENIAMO BOTTA E AL 17' NICOLAS BELOTTI SEGNA LA RETE DEL PAREGGIO CON UN'AZIONE CHE RICORDA I VECCHI TEMPI.
NON CI SONO ALTRI GOL FINO AL 25', QUANDO IL P.T. TERMINA.
VEDIAMO UN PO' L'ANALISI DI QUESTI PRIMI 25' DI GIOCO.
I BRESCIANI SONO MOLTO FORTI ED  HANNO  DUE GIOCATORI CHE STANNO FACENDO LA DIFFERENZA: IL PORTIERE, CHE HA PARATO IL  POSSIBILE ED ANCHE L'IMPOSSIBILE ED IL GIOCATORE DI COLORE, CHE, PUR ESSENDO MOLTO DOTATO TECNICAMENTE, PRATICA UN CALCIO MOLTO FISICO, CHE LA TERNA ARBITRALE TOLLERA.
INVECE LA NOSTRA COPPIA REGINA DI ATTACCANTI VECCHIO/BELOTTI, PUR AVENDO SEGNATO UN GOL A TESTA, NON SONO NELLA LORO MIGLIOR GIORNATA.
INIZIA IL S.T.  E AL 6' COLPIAMO UN PALO. ANCHE UN PO' DI SFORTUNA.
IL GIOCO E' DURO SOPRATTUTTO PER IL GIOCATORE DI COLORE  BRESCIANO, AL QUALE LA TERNA PERDONA QUASI TUTTO.
CON GRANDI PARATE DEI PORTIERI, SOPRATTUTTO QUELLO BRESCIANO, SI ARRIVA AL 21' QUANDO  NUOVA FUTURA RITORNA PER LA TERZA VOLTA IN VANTAGGIO. PER NOI E' UNA MAZZATA.
TUTTAVIA REAGIAMO: CI SONO ANCORA TRE GRANDI PARATE DEL PORTIERE BRESCIANO. ALESSIO MAZZOLA E' STESO E RIMANE A TERRA DOLORANTE SENZA CHE LA TERNA ARBITRALE PRENDA  PROVVEDIMENTI.
IL NOSTRO ATTACCANTE SI RIALZA ED ESCE DAL CAMPO. 
IL GIOCO RIPRENDE E LA NUOVA FUTURA AL 28' IN CONTROPIEDE  SEGNA IL QUARTO GOL CHE CHIUDE LA PARTITA.
RISULTATO FINALE: COLLETTIVO CONFUSIONE -  NUOVA FUTURA 2 - 4.
ABBIAMO PERSO ED ANCORA C'E' UNA RECRIMINAZIONE PER LA TERNA ARBITRALE CHE SICURAMENTE CI HA DANNEGGIATO NON ESPELLENDO IL GIOCATORE DI COLORE.
TUTTAVIA ALCUNI NOSTRI GIOCATORI NON SONO STATI ALL'ALTEZZA DEL PASSATO. MI RIFERISCO A BELOTTI E VECCHIO.
ANCHE IL NOSTRO GIOVANE PORTIERE HA MOSTRATO DEI LIMITI, MA E' IL PRIMO ANNO CHE GIOCA CON NOI E SICURAMENTE NON HA L'ESPERIENZA DI SUPER LUCA.
COSI' CI E' SFUGGITO ANCORA IL SESTO TITOLO DI CAMPIONI LOMBARDI, COME NEL 2024 SEMPRE AD OPERA DELLA NUOVA FUTURA.
QUEST'ANNO LA TERNA ARBITRALE CI HA CONDIZIONATO ANCORA, COME NEL 2024, PERMETTENDO UN GIOCO FISICO AI BRESCIANI.
LA BUONA NOTIZIA E' CHE PARTECIPEREMO ANCORA AI CAMPIONATI NAZIONALI DI ASTI, POTENDO LA LOMBARDIA ISCRIVERE DUE SQUADRE.
BISOGNA NEL TEMPO CHE MANCA ALL'INIZIO DEL CAMPIONATO MIGLIORARE LA CONDIZIONE ATLETICA DELLA SQUADRA.

                            SERGIO  FINAZZI



        



        


                      


       


                   



         

domenica 21 giugno 2026

COLLETTIVO CONFUSIONE. Collettivo Confusione - Pol. Castello di Brianza 7 - 1

 












ABBIAMO VINTO LA SEMIFINALE CONTRO LA POL. CASTELLO DI BRIANZA PER  7 - 1 ED E' STATA UNA PARTITA FACILE DAL LATO TECNICO : TROPPO IL DIVARIO TRA LA NOSTRA SQUADRA E I LECCHESI.
GLI AVVERSARI ERANO TUTTI GIOVANI E  MOLTO FALLOSI E PURTROPPO LA TERNA ARBITRALE NON E' (COME IL SOLITO)  STATA ALL'ALTEZZA.
MA E' POSSIBILE CHE IL CSI MANDI QUASI SEMPRE DEGLI ARBITRI  ANZIANI AI QUALI LA PARTITA SFUGGE DI MANO QUANDO LA TENSIONE SALE IN CAMPO E POI NON HANNO IL CORAGGIO DI ESPELLERE GIOCATORI CHE LI INSULTANO?
COME E' SUCCESSO IERI SERA.
LA PARTITA E' FACILE DA RACCONTARE PERCHE' NON E' MAI STATA IN BILICO.
GIA' AL 13' P.T. PIPPO BENA  CI PORTA IN VANTAGGIO CON UN TIRO POTENTE SU PUNIZIONE.
AL 15' RADDOPPIA SU RIGORE E AL 23' LA PARTITA E' VIRTUALMENTE CHIUSA CON UN GOL DI COLOMBINI.
FINISCE IL PRIMO TEMPO CON IL RISULTATO DI 3- 0.
TUTTAVIA GLI AVVERSARI RIENTRANO IN CAMPO PIU' MOTIVATI E AL 6' S.T. ACCORCIANO LE DISTANZE CON UN GOL IN CONTROPIEDE. SIAMO SUL 3 - 1.
MA L'ILLUSIONE DI RIMONTA  DEI BRIANZOLI SPARISCE QUANDO AL 9' S.T. SEGNA ALESSIO MAZZOLA IL  4 - 1.
NEL FRATTEMPO GLI AVVERSARI CONTINUANO NEL LORO GIOCO SCORRETTO.
AL 12' S.T. ANCHE NICOLAS BELOTTI SI RICORDA DI ESSERE UN BOMBER E SEGNA IL 5 - 1 .
CI PRENDE GUSTO E AL 18' S.T. SIGLA IL IL 6 - 1 CON UNA PRODEZZA TECNICA.
COMPLETA L'OPERA AL 23' S.T. SEGNANDO IL GOL DEL  7-1. TRIPLETTA.

TROPPO FACILE QUESTA PARTITA DI SEMIFINALE. STASERA CI ASPETTA LA PARTITA CHE DESIGNERA' IL CAMPIONE REGIONALE. DOVREMO AFFRONTARE IL NUOVA FUTURA DI BRESCIA, CHE HA SCONFITTO IN SEMIFINALE L'ORATORIO ANNICCO PER 4 -3.
SARA' UNA PARTITA DURISSIMA E TEMO CHE MANDINO UNA TERNA ARBITRALE NON ALL'ALTEZZA.
IL RICORDO VA ALLA FINALE CHE ABBIAMO PERSO IN GIUGNO 2024 CONTRO GLI STESSI BRESCIANI (VEDERE POST "COLLETTIVO CONFUSIONE. N. FUTURA-COLLETTIVO CONFUSIONE 5-4 DEL 24/06/24).

                        SERGIO  FINAZZI























sabato 20 giugno 2026

COLLETTIVO CONFUSIONE. Foto anno 2016/17

 


Sono le 13:30 e tra circa due ore ciato mi passerà a prendere per andare a calco per la semifinale di coppa Lombardia.
ieri sera marco, il capitano, è passato da casa mia per sapere come stavo ma penso anche per sapere se desideravo vedere questa partita.
Ho manifestato il mio ardente desiderio di andare a calco, ma Rosaria mi ha "stoppato" subito.
Infatti sto attraversando un periodo critico dal lato fisico e da quello mentale.
Stamattina mi telefona ciato e mi chiede se voglio andare con lui a calco. Alla telefonata assiste anche Rosaria, che mi accorda il permesso. Dovete sapere che sto' curando con antibiotici anche una bronchite.
Nell'attesa entro nella cartella COLLETTIVO CONFUSIONE e vedo che i miei primi contatti con la squadra risalgono al campionato 2016/17.
Sono passati bel 9 anni, che purtroppo hanno stravolto la mia vita.

Pubblico due foto della squadra di quel campionato.
Non so il motivo di questa pubblicazione. Ultimamente faccio cose di cui poi mi pento.
Però vedo con piacere che alcuni di questi giocatori saranno in campo anche stasera, dopo nove lunghi anni, nei quali mi hanno regalato emozioni che ora mi aiutano a sopportare meglio le mie tribolazioni.

Io spero che questo post sia di buon augurio, ma non "sparatemi addosso" se ho sbagliato ancora: la mia intenzione era buona.

                           Sergio Finazzi









venerdì 19 giugno 2026

ALIMENTI. Additivi alimentari




FONTE: //www.issalute.it/ sito sviluppato e gestito dall' Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Gli additivi alimentari sono sostanze utilizzate nell'industria alimentare che vengono aggiunte a cibi e bevande non per il loro valore nutritivo, ma per mantenerne la freschezza, il gusto e l’aspetto, durante le varie fasi di produzione, stoccaggio, trasferimento e commercializzazione. Oltre la metà dei prodotti trasformati contiene almeno un additivo, con percentuali più alte negli alimenti cosiddetti ultra-processati (piatti pronti, snack dolci, salse confezionate…). Sono additivi alimentari coloranti, conservanti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti, esaltatori di sapidità.

Il Regolamento CE n. 1333/2008 definisce additivo alimentare "qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell'imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti".

L'impiego di additivi ha origini molto antiche. Secoli fa già si utilizzavano metodi di conservazione, come la salatura delle carni e del pesce o l'aggiunta di succo di limone a frutta e verdura.

In tempi recenti, grazie all'evoluzione tecnologica e al cambiamento delle abitudini alimentari, l'uso degli additivi si è esteso notevolmente e grazie al loro utilizzo i prodotti alimentari si possono produrre, stoccare e distribuire in aree geografiche molto distanti tra loro.

Gli additivi alimentari presenti oggi nei prodotti sul mercato comunitario europeo UE devono essere conformi a specifiche norme di legge, che sono tra le più rigorose al mondo: il Regolamento UE n.1169/2011 stabilisce che tutti gli additivi alimentari (sono oltre 300 quelli autorizzati) debbano essere dichiarati sull'etichetta e identificati da un numero preceduto dalla lettera E.

Le etichette dei prodotti devono riportare la funzione dell'additivo (ad esempio, colorante o conservante), seguita dalla sostanza specifica usata, ad esempio E100 o curcumina. La curcumina in etichetta, quindi, sarà indicata come “colorante: curcumina” oppure “colorante: E100”.


Classificazione


La classificazione che segue è indicativa, non esaustiva, e soggetta ad aggiornamenti normativi continui da parte della UE:
E100-E199 (coloranti, migliorano l'aspetto di bevande e alimenti vari)
E200-E299 (conservanti, rallentano, o bloccano, le alterazioni provocate dai microrganismi)
E300-E399 (antiossidanti e regolatori di acidità, impediscono i processi di irrancidimento dei grassi e l'imbrunimento di frutta e verdura)
E400-E499 (addensanti, stabilizzanti e emulsionanti)
E500-E599 (regolatori di acidità e anti agglomeranti)
E600-E699 (esaltatori di sapidità, esaltano il sapore e la fragranza di un prodotto)
E900-E999 (vari)
E1000-E1999 (sostanze che non rientrano nelle classificazioni precedenti)

La necessità o meno degli additivi dipende dal processo di produzione, dagli ingredienti utilizzati, dall'aspetto finale che si vuole ottenere, dal tipo di conservazione richiesto, dalla necessità di proteggere gli alimenti da eventuali microrganismi nocivi, dal tipo di imballaggio, ecc.

In alcuni prodotti alimentari, come la pasta, l'olio di oliva o il miele, l'impiego degli additivi non è consentito salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa vigente perché non giustificato dal punto di vista tecnologico. In altri alimenti il loro impiego è molto limitato. Nei prodotti non trasformati, come il latte o la frutta e verdura fresche, sono autorizzati soltanto alcuni additivi.

Più un alimento è trasformato, più aumentano gli additivi utilizzati: snack, salse e dolci sono alcuni dei prodotti che necessitano di maggior lavorazione, per cui è consentito l'impiego di un maggior numero di additivi alimentari.


Origini: naturali o di sintesi


Molti additivi sono di origine naturale, altri hanno un'origine naturale ma vengono modificati per ottimizzare le loro proprietà, altri ancora sono prodotti in laboratorio (di sintesi). Quelli di origine naturale includono nutrienti importanti per la salute come ad esempio la vitamina C (E 300) e la pectina (E 440) nella frutta, il licopene (E 160d(ii)) nei pomodori e la lecitina (E 322) presente in diversi alimenti come il tuorlo d'uovo, i fagioli di soia, le arachidi e il mais. Gli additivi possono anche essere di origine animale (ad es. l’acido carminico o E 120, ottenuto dalla cocciniglia) o minerale (ad es. il carbonato di calcio o E 170, ricavato dal calcare macinato).

L’origine, naturale o sintetica, non è comunque di per sé indicativa della loro sicurezza degli additivi, che deve essere valutata caso per caso.


Sicurezza


Tutti gli additivi presenti negli alimenti che possono essere commercializzati nell'Unione Europea (UE) sono stati sottoposti a valutazioni e verifiche da parte dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (la European Food Safety Authority, EFSA). Soltanto se considerati sicuri per la salute umana vengono autorizzati e sono inclusi nell’elenco dell’Unione (allegato II del Regolamento 1333/2008 e successive modifiche), che viene aggiornato periodicamente.

Nel 2010 la Commissione europea ha avviato un programma di riesame di tutti gli additivi autorizzati prima del 20 gennaio 2009, con l’introduzione del Regolamento (UE) n. 257/2010. Il programma è stato in larga parte completato, anche se sottoposto ad aggiornamenti continui sulla base delle evidenze scientifiche più recenti o di nuovi studi che lascino presupporre un rischio per la salute. Le valutazioni vengono pubblicate sul sito di EFSA, non appena approvate dal "Gruppo di esperti scientifici sugli “additivi alimentari e gli aromatizzanti (FAF Food Additives and Flavourings). L’EFSA, istituita nel 2002, ha il compito di offrire consulenze scientifiche imparziali per agevolare la messa a punto di disposizioni legislative e regolamentari per tutelare i consumatori europei dai rischi correlati agli alimenti; inoltre svolge attività di comunicazione sui rischi associati alla filiera alimentare.

Per quanto riguarda gli additivi, l'EFSA: 
- valuta la sicurezza di nuovi additivi alimentari o le proposte di modifica a quelli già autorizzati, presentate dai richiedenti ai sensi del regolamento (CE) n. 1331/2008 
- effettua il riesame di tutti gli additivi alimentari già ammessi nell’UE prima del 20 gennaio 2009, come prescritto dal regolamento (UE) n. 257/2010
- risponde a richieste specifiche della Commissione europea di riesaminare alcuni additivi alimentari alla luce di nuove informazioni scientifiche e/o dell'evolversi delle condizioni di impiego

Un additivo alimentare può essere autorizzato soltanto se: 
- non pone problemi di sicurezza, per la salute dei consumatori
- esiste una necessità tecnica al suo impiego, che non può essere soddisfatta con altri mezzi economicamente e tecnologicamente praticabili
- il suo utilizzo non induce in errore i consumatori.

Inoltre, prima di essere aggiunti agli alimenti, gli additivi devono rispettare determinati requisiti di purezza (avere determinate caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche) fissati nel Regolamento (UE) n. 231/2012.

L'EFSA stabilisce, inoltre, una Dose Giornaliera Ammissibile (DGA) degli additivi sui quali siano disponibili informazioni scientifiche sufficienti. La DGA è la quantità di una sostanza che un individuo può consumare su base quotidiana, nel corso dell'intera esistenza, senza rischi per la salute. Di solito, è espressa in milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno e può essere applicata a un additivo specifico ma anche a un gruppo con proprietà simili. Nell'eseguire il riesame di additivi già autorizzati, l'EFSA può confermare o modificare una DGA esistente, una volta esaminate tutte le prove a disposizione.

Gli additivi dovrebbero essere usati nella quantità minima necessaria a ottenere l’effetto desiderato. Tale quantità deve tenere in considerazione sia la DGA, che le esigenze di gruppi speciali di consumatori (le persone allergiche, ad esempio).


Effetti sulla salute


Gli additivi alimentari sono sostanze ampiamente studiate e documentate sotto il profilo tossicologico e il loro uso è costantemente monitorato dalle organizzazioni internazionali e nazionali.

Le evidenze scientifiche attuali indicano che gli additivi autorizzati in Europa sono sicuri sulla base delle valutazioni EFSA. Fanno eccezione, però, i nitriti e i nitrati usati come conservanti e per aggiungere colore e sapore a carne e insaccati. Questi, infatti, a causa delle modificazioni che possono subire all'interno dell'organismo, possono trasformarsi in sostanze note come nitrosammine, alcune delle quali sono cancerogene.

I nitriti sono utilizzati come conservanti perché sono fondamentali per impedire lo sviluppo di microrganismi potenzialmente molto pericolosi come, ad esempio, il clostridium botulinum che causa il botulismo: consumare anche solo piccolissime quantità di alimenti che nle contengano può portare alla malattia (una paralisi muscolare) o, addirittura, alla morte.

E' l'assunzione alimentare prolungata di eccessive quantità di nitriti a essere associata a un aumento del rischio di sviluppo del cancro dello stomaco e dell'esofago. Si raccomanda, quindi, di evitare o ridurre i cibi contenenti nitrito di potassio (E249), nitrito di sodio (E250) e nitrato di potassio (E252) che sono presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate.

Le attuali normative di legge, che regolano l'uso dei nitriti come additivi alimentari, consentono il loro utilizzo in piccole quantità nei cibi. Nel 2017, l’EFSA ha parzialmente rivalutato nitriti e nitrati, stabilendo DGA aggiornate (nitriti 0,07 mg/kg pc/die; nitrati 3,7 mg/kg pc/die) e confermando che l’esposizione alimentare può avvicinarsi ai limiti di sicurezza.

Buona regola generale resta, comunque, quella di preferire carni e salumi privi di conservanti, seguendo, allo stesso tempo, una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, che contiene antiossidanti e vitamine, che contrastano la formazione delle nitrosammine.

Tutti i consumatori possono seguire alcuni semplici accorgimenti per evitare di acquistare o limitare l’uso di prodotti con un alto contenuto di additivi:
- leggere l'etichetta, scegliendo consapevolmente di preferire alimenti con un basso contenuto di additivi
- evitare di basare la scelta su criteri non scientifici (prezzo, aspetto, colore)
- controllare informazioni nutrizionali e lista ingredienti
- preferire i cibi freschi, evitando i cibi precotti e confezionati nei quali l'uso di additivi è spesso elevato

Va comunque chiaramente sottolineato che un additivo autorizzato è una sostanza di cui è stata valutata la sicurezza d’uso, di cui sono stati fissati anche i requisiti di purezza chimica indicati nel Regolamento UE 231/2012






giovedì 18 giugno 2026

IL CIELO. foto

 


Il cielo è mutevole come l'essere umano e viceversa .
Ognuno di noi può vedere rispecchiato il proprio momentaneo umore in una di queste fotografie.