martedì 11 aprile 2023

GRUPPO PARROCCHIALE PER LA TERZA ETA' DI ZANDOBBIO


 
 
PUBBLICO DI NUOVO QUESTO POST DEL 25/03/14 COME COMPLETAMENTO DEL POST  "GRUPPO PARROCCHIALE PER LA TERZA ETA' DI ZANDOBBIO. I 50 anni di fondazione".

 
Sono molto felice di  fare un post sul gruppo, aprendolo con la foto di Gigi Barcella, il presidente.
 
Vedendo Gigi, non si può non immaginare anche Mario, l'altro componente della affiatatissima copia di amici.
 
Ma dietro di loro, o meglio a fianco, ci sono tutti gli altri componenti del gruppo, che operano tutti insieme per emulare il buon samaritano del Vangelo.
 
Le notizie che riporterò sono estrapolate dai 3 volumi "Sul fili dei ricordi..." editi dal gruppo nei suoi 40 anni di vita.
 
Il gruppo nasce nel 1973, quando era parroco don Emilio Pagani, con lo scopo di suscitare nella comunità una attenzione particolare alle persone che, a motivo dell'età, rischiano di essere emarginate, lasciate sole nel tramonto della vita, dell'attività, della salute, da un mondo che guarda sempre in avanti e non ha tempo di attardarsi con chi rallenta il passo.
 
Nel 2001 il gruppo si dà uno statuto, con un presidente, un consiglio direttivo e una assemblea. L'atto è inviato alla Provincia di Bergamo per la sua regolarizzazione come ONLUS. Iscritto al Registro Regionale del Volontariato al n° 62 / Reg. Determinazioni in data 21/01/2002.
 
Ma cosa fa oggi questo straordinario gruppo?
 
Nato per aiutare gli anziani, è stato "travolto" dalle necessità di tante altre persone.
 
Ecco l'elenco delle sue iniziative, ma dubito che le elencherò tutte:
 
  1. visita in casa agli anziani in  occasione del compleanno e di altre ricorrenze dell'anno
  2. aiuto al parroco nella sua pastorale degli anziani: lo informa e lo aggiorna riguardo alle persone in situazioni di difficoltà
  3. organizzazione della giornata dell'Anziano promossa ogni anno a livello parrocchiale
  4. accompagnamento per visite ed esami medici
  5. aiuto domestico alle persone in difficoltà
  6. organizzazione di momenti di socializzazione
  7. sostegno alla Scuola Materna Parrocchiale
  8. salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente mediante raccolta di ferro ed indumenti usati
  9. visite nelle case di riposo e negli ospedali
  10. collaborazione con il Centro di primo ascolto vicariale della Caritas, aperto nei locali del Patronato Acli di Trescore B.
  11. collaborazione con l'Amministrazione comunale per aiutare le famiglie bisognose
  12. organizzazione gite mariane nel mese di maggio, solitamente accompagnati dal parroco
  13. contributi in denaro alle varie associazioni
  14. controlli sanitari in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.
Le attestazioni di stima verso il gruppo sono state numerose, ma non nominiamole: che la tua mano destra non  sappia quello che fa la sinistra.
 
Ci sono anche legami con i Missionari: uno era  particolare con il nostro  p. Simone, con il quale la corrispondenza era frequente.
 
Gigi mi ha dato un bigliettino con questa frase da mettere nel post:
 
Leggere il passato
Vivere il presente
Per migliorare il futuro.
 
Sono perfettamente d'accordo, anche se vedo che alcuni non vivono il presente, preferendo il passato.
 

GRUPPO PARR. TERZA ETA' DI ZANDOBBIO. I 50 anni di fondazione

 


Il 25 marzo del 2014 avevo pubblicato un articolo sul GRUPPO PARROCCHIALE PER LA TERZA ETA' DI ZANDOBBIO, che nel 2013 aveva festeggiato  i 40 anni di fondazione.

Il 23 aprile prossimo, festa del patrono S. GIORGIO M., il gruppo festeggierà i 50 anni con la donazione di una statua del santo alla parrocchia.

E' interessante conoscere l'origine del gruppo, che nasce nell'aprile del 1973 ed è una diretta emanazione del Gruppo Uomini di A.C..
Ma vediamo come sorge quest'ultimo gruppo.
Siamo nel 1966 e Luigi (Gigi) Barcella  raccoglie l'invito di don Angelo Bosis di costituire il gruppo  uomini di A.C., che non esisteva nel paese.
Vengono distribuite delle lettere di invito ad associarsi tra gli uomini.
Si hanno le seguenti 46 adesioni: trascrivo i nomi in modo che ognuno può individuare il papà o il nonno, che hanno fatto un po' la storia di Zandobbio.

1)   Antonioli Egidio           classe   1930

2)   Antonioli Mario                "      1930

3)   Arrigoni Giovanni            "      1926

4)   Barcella Luigi                   "     1940   

5)   Bellini Pietro                    "      1917

6)   Belotti Franco                  "      1928

7)   Belotti Giuseppe              "       1926

8)   Barcella Giovanni             "       1920

9)   Barcella Pasquale             "       1932

10)  Colombi Vittorio              "       1924

11)  Colombi Angelo               "       1923

12)  Facchinetti Angiolino        "       1926

13)  Facchinetti Dionigi           "       1929

14)  Martinelli Pietro               "       1935

15)  Mutti Enrico                    "       1914

16)  Martinelli Giovanni           "       1937

17)  Masnada Bruno                "       1940

18)  Mutti Gian Mario              "        1941

19)  Oldrati Luigi                    "         1923

20)  Ottarda Giovanni              "        1930

21)  Plebani Pietro                   "        1940

22)  Rota Battista                    "        1926

23)  Testa Angelo                    "         1940

24)  Testa Giovanni                 "          1920

25)  Testa Giuseppe                "          1930

26)  Gritti Giacomo                 "          1912

27)  Valenti Mario                   "          1941

28)  Vezzoli Emanuele             "          1940

29)  Testa Giuseppe                "          1912

30)  Finazzi Guido                   "          1931

31)  Mecca Giuseppe               "          1904

32)  Colombi Pietro                 "           1923

33)  Marsetti Luigi                  "            1940

34)  Marsetti Giulio                 "            1932

35)  Gritti Pietro                     "            1920

36)  Belotti Mario                   "             1941

37)  Belotti Aldo                     "             1914

38)  Oldrati Giancesare           "             1940

39)  Dacridi Mario                   "             1920

40)  Noris Lino                        "             1940

41)  Plebani Giovanni              "              1934

42)  Vescovi Daniele               "              1910

43)  Parigi Pietro                    "              1936

44)  Carozzi Antonio               "              1920

45)  Mutti Luigi                      "               1923

46)  Gritti Giovanni                

Il 21/10/1966  gli iscritti si riuniscono per eleggere il consiglio di presidenza formato da 3 iscritti.

Vengono così eletti:

             Barcella Gigi        presidente
             Plebani Pietro      segretario
             Colombi Angelo
             Don Angelo Bosis assistente

Negli anni successivi Gigi si impegna ad organizzare incontri locali e provinciali, ma ogni volta che si poteva pensare a qualche iniziativa sorgeva sempre il solito problema: la mancanza di disponibilità economica.
Così era praticamente impossibile, e comunque molto difficile, organizzare, per esempio, ritiri spirituali, serate in circostanze di feste patronali, ecc.
Allora il gruppo ha  pensato di incominciare  a fare la raccolta del cartone  per avere piccole entrate, sufficienti per affrontare qualche iniziativa. Da qui si è formato  un insieme di persone, che condividevano le iniziative del gruppo Uomini di A.C., chiamato Caritas.
Questo nuovo gruppo, con le piccole entrate, si è subito attivato nell'aiutare le persone anziane in difficoltà come: fare loro la spesa, fare un poco di compagnia, accompagnarle per qualche visita medica, se ammalate fare loro assistenza in caso di bisogno la notte e altri servizi necessari per essere loro utili e non facendoli sentire soli. Si incominciano anche le visite nei ricoveri  e negli ospedali.
Il gruppo si allarga e le raccolte anche: indumenti usati, vetro, ferro.
Si arriva così al 1973. A don Angelo Bosis, morto l'8/3/71, è subentrato il nuovo parroco don Emilio Pagani, con il quale si decide di costituire il GRUPPO PARROCCHIALE PER LA TERZA ETA' DI ZANDOBBIO. L'attività del nuovo gruppo è descritta nel post che ho pubblicato il 28 marzo 2014, che posto di nuovo per dare continuità a questo articolo.
Si arriva così al 2023, anno in cui cade il 50° anno di fondazione del gruppo.
Da un anno si sono riprese tutte le attività, interrotte con la pandemia di Covid.


Il programma del 23 aprile prossimo è il seguente:

ore 10.30 s. messa solenne e benedizione della statua di San Giorgio presieduta  dall'Arcivescovo S.E. Mons. Salvatore Pennacchio presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica.

ore 12.30 pranzo presso oratorio.

Nel pomeriggio  vespro e processione con la statua di San Giorgio.

Iscrizioni al pranzo entro il 21 aprile telefonando al sig. Barcella Luigi  340 2217525.

costo del pranzo   € 15.00 a testa
sino ad esaurimento posti

 

Pubblico alcune foto di "qualche" anno fa.

























lunedì 10 aprile 2023

RIFLESSIONI. Invocazione al Grande Spirito dei pellirossa Chippewa

 



Invocazione al Grande Spirito dei pellirossa Chippewa

O Grande Spirito, tua è la voce che odo nel vento,
tuo è l'alito che dà vita a tutto il mondo.
Io sono piccolo e debole:
la tua forza e saggezza mi sostengono.
Fammi camminare nel bello
e i miei occhi vedano il tramonto color porpora.
Fa' che le mie mani rispettino le cose che tu hai creato.
Fa'  le mie orecchie acute per sentire la tua voce.
Dammi la sapienza per comprendere i tuoi insegnamenti.
Fammi conoscere i segreti
che hai nascosto nell'erba e nella roccia.
Dammi forza non per superare il mio fratello
ma per combattere il mio maggior nemico: me stesso.
Fammi esser sempre pronto a venire da te
con le mani pure e gli occhi giusti.
Così, quando la mia vita sfumerà come il sole al tramonto,
il mio spirito potrà giungere a te senza vergogna.




sabato 8 aprile 2023

SERGIO. Buona Pasqua

 



L'amico Mario Borali mi ha inviato gli auguri di buona Pasqua, che giro anche ai miei lettori.







giovedì 6 aprile 2023

STORIE DI VITA DI ZANDOBBIO. I "castich" Barcella. 1

 



FONTE: "L'ECO DI BERGAMO" del 16/03/1999.

Tempi moderni, frenesia, affanno. Le vecchie cose si dimenticano, i ricordi si affievoliscono e si accavallano.
Nascosti in volumi polverosi si celano oscure vicende e antichi trattati, patti segreti e gesta eroiche, semplici episodi di vita comune, che più nessuno rammenta. Sacrificio e sudore quotidiano sono i protagonisti di una Storia popolare, che non ha mai conosciuto la carta stampata dei libri, e che nessuna enciclopedia è stata in grado di racchiudere. Né vinti, né vincitori, soltanto persone che hanno vissuto ed hanno sofferto, hanno gioito ed hanno pianto, senza che più nessuno sappia di loro.
Al tempo di Luigi e Angelo Barcella non c'erano la televisione e nemmeno Internet. In quegli anni per conoscere le condizioni atmosferiche del giorno seguente non si poteva aspettare le previsioni della sera. Si usciva di casa e, senza l'aiuto di satelliti e meteorologi, ci si affidava al proprio istinto e all'esperienza, sperando di non sbagliare.
Erano tempi in cui i viaggi erano ancora un problema. Nessun aereo, pochi treni, tempi lunghi e strade piene di polvere. Un carretto, un cavallo e tante buche. Il vento batteva sul viso, la pioggia lo rigava e il sole lo bruciava, ma gli uomini avevano la pelle molto dura.
La vita  del cavapietre era pesante: minatori o scalpellini si procuravano i sassi, la sabbia per le costruzioni e magari anche il marmo. A Zandobbio, piccolo paesino situato sulle sponde del Cherio lungo la strada per Lovere, il marmo si estraeva dai tempi dei Romani. Il racconto si ferma.
"Zio Luigi  e zio Angelo non erano soltanto cavapietre. Zio Angelo Barcella oltre a estrarre la ghiaia faceva il trasportatore, e zio Luigi era imprenditore edile. La ghiaia e la sabbia servivano per fare il calcestruzzo, mischiate con il cemento. Non era facile a quei tempi costruire case, bisognava essere svegli e sapersi arrangiare: non c'erano mica gli architetti e gli ingegneri che ci sono oggi. Qualche volta, quando ero ragazzo, scappavo di nascosto  da casa e correvo a spiarli senza farmi vedere. Zio Luigi aveva una piccola cava lungo via Rivi, e si procurava  la sabbia e la ghiaia usando questi arnesi". Il racconto continua.
A quei tempi , il problema maggiore per chi doveva estrarre ghiaia e sabbia era riuscire a separare i due materiali. Mancando la tecnologia necessaria ecco che s'aguzzava l'ingegno.
Contro una pila di sassi si sistemava una rete metallica, tenuta sollevata da sostegni improvvisati di legno. Si raccoglieva il materiale con il badile e con colpi vigorosi lo si scagliava contro la rete. La sabbia passava attraverso le maglie di ferro e finiva alle spalle dell'insolito setaccio, mentre i sassi si fermavano al di qua ammucchiandosi uno sull'altro. Era un lavoro estenuante  che poteva durare anche intere giornate, dall'alba al tramonto.
I due fratelli qualche volta lavoravano insieme, ma avevano attività  rigorosamente separate.
Luigi Barcella era famoso per i suoi manufatti in cemento, che ancora si possono scorgere a Trescore, Cenate e Zandobbio, realizzati con arte sopraffina, persa nel tempo. La sua specialità erano le scale, che rivestiva di eleganti piastrelle colore del marmo, piuttosto richieste all'epoca. Non era solo, lavorava con i suoi figli. Ne aveva avuti sette dall'affezionata moglie Elisa Carozzi, che aveva sposato all'inizio del secolo.
"Mio zio era una persona temuta in paese, riverita e rispettata. Essere capomastro a quei tempi, quando l'attività principale a Zandobbio era ancora  l'agricoltura, costuituiva un vanto e un  privilegio".
Personalità schiva e ruvida, Luigi Barcella ha trasformato l'economia del piccolo centro sul Cherio insieme ad altri artigiani, contribuendo a diffondere la fama del marmo locale, esportato oggi in ogni parte del mondo.
Le tracce si perdono, la memoria diventa debole.

                                             continua

martedì 4 aprile 2023

SALUTE. Sono impotente... ho bisogno della "pillolina"?

 

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FONTE: https://www.issalute.it/ sito sviluppato e gestito dall'Istituto Superiore di Sanità  (ISS).

Sono impotente...ho bisogno della "pillolina"?  

   F A L S O   


Le cause dell'impotenza possono essere molto diverse: di tipo fisico (malattie endocrine, vascolari, neurologiche, diabete) o psicologico (ansia, depressione, stress etc.) o di ambedue i tipi. E' questa la motivazione per cui l'uso dei farmaci non è sempre la soluzione migliore; va, invece, identificata la causa in modo di poter attuare la giusta terapia eliminando anche eventuali fattori di rischio e mantenendo uno stile di vita salutare.

Molti uomini pensano che, facendosi prescrivere un farmaco o addirittura  prendendolo senza aver consultato il medico, possono porre rimedio alla propria impotenza in poco tempo, senza modificare il proprio stile di vita e senza sottoporsi ad accertamenti ulteriori: questo  mito è falso.
Se l'impotenza  è di origine psicologica è, infatti, indicata la psicoterapia, utile a identificare ansie personali o conflitti della coppia che possono aver causato questo deficit. In questo caso l'uso dei farmaci è richiesto solo se il sintomo è associato a specifiche condizioni, per esempio in presenza di depressione. Nei casi di impotenza di origine fisica o legata a problemi endocrini, invece, è indicato l'uso di farmaci.
Oltre a questo, però, è importantissimo modificare anche alcuni fattori di rischio come il fumo, l'abuso di alcol, l'uso di droghe, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l'obesità.
E' fondamentale, quindi, che ogni uomo con impotenza si rivolga al proprio medico prima di iniziare a prendere qualsiasi tipo di "pillolina" che, come ogni farmaco, può presentare effetti collaterali e provocare disturbi di vario tipo, soprattutto cardiaci.

lunedì 3 aprile 2023

DON CAMILLO. Flash di un safari

 



FONTE: Notiziario parrocchiale settimanale di Albegno e dintorni.

FLASH DI UN SAFARI

E' stata una forte esperienza quella passata in Africa con un gruppo di giovani dell'oratorio. In piena savana, nella zona del lago Vittoria in Kenya, mi sono imbattuto in una mandria di bisonti tra quelle povere sterpaglie.
All'improvviso compare unsa colonia di leoni con al seguito alcuni cuccioli.
Vedo la mandria di bisonti ondeggiare freneticamente con muggiti da brivido: forse un richiamo per i loro piccoli perché si mettano al sicuro nel mezzo della mandria, o un tentativo di intimorire i leoni perché non si azzardino ad aggredirli, o forse tutte e due le cose insieme perché vedo i piccoli bisonti scomparire dentro la mandia, e i leoni fermi come perplessi sul da farsi.
Sono attimi di sospensione nei quali sembra che i due schieramenti si preparino all'irreparabile.
Io mi trovo sulla jeep blindata con i miei compagni di safari, incvolontario spettatore piuttosto terrorizzato.
La nostra guida ci consiglia di stare fermi per non attirare  l'attenzione dei leoni. Su quella pista sconnessa la jeep non potrebbe viaggiare veloce, e i leoni potrebbero raggiungerla facilmente o, peggio ancora, la mandria dei bisonti potrebbe travolgerla. E così stiamo tutti a guardare trattenendo il fiato.
D'un tratto un leone rompe l'indugio e si scaglia contro la mandria che si presenta compatta come una falange greca. Gli altri leoni lo seguono con lo stesso slancio come assalto disperato. Il tutto viene avvolto da un gran polverone. Nella mandria si aprono dei varchi; qualche bisonte stramazza per terra ma anche un leone resta accovacciato. Da uno dei varchi un cucciolo di bisonte scappa e si dirige verso i cuccioli di leone rimasti indifesi. Si avvicina un po' titubante; si ferma qualche istante come per riflettere, poi, deciso entra nella covata e si mette a trastullare  con loro... una scena che dura solo pochi istanti; perché la mandria dei bufali, scompigliata dai leoni, si orienta di corsa  verso la jeep...me la vedo arrivare addosso...Chiudo gli occhi terrorizzato...un urto mi sveglia all'improvviso...Mi ci vuole qualche istante per capire che era un sogno e nell'agitazione ho urtato il comodino.
Tiro un sospiro di sollievo e cerco di dare un seguito a quel sogno immaginando quale poteva essere  stata la sorte di quei cuccioli che, inconsapevoli della guerra degli adulti, avevamo dentro di loro solo la voglia innocente di giocare.

                                    don Camillo

BAMBINI HACKERATI

Perché i grandi si fanno la guerra
ricorrono a muri e fili spinati
per segnare confini all'unica terra
che tutti ci abbraccia  come pargoli amati?

Noi cuccioli abbiamo in cuore soltanto
la voglia di essere insieme a giocare,
mostrare la gioia di viver col canto,
creare un rapporto con tutti solare.

Per noi non ci sono barriere di pelle;
i colori diversi ci rendon felici;
noi piccoli siamo fratelli e sorelle;
appena incontrati siam subito amici.

La lotta dei grandi, però, ci travolge
e spezza quei sogni vestiti di spazio;
costretti ad entrare in caotiche bolge
ci rendon mercanti di odio e di strazio.

Forse per questo non ci son più bambini
a giocare per strada, nei campi e nei
boschi.
Abbiamo hackerato i loro destini
coi nostri programmi luridi e loschi.

                                    don Camillo

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