giovedì 8 settembre 2016

DON CAMILLO. Roncobello





FONTE: avvisi settimanali della parrocchia di Cene.


RONCOBELLO

Quando ho saputo che la mia futura parrocchia di Albegno ha una casa a Roncobello attrezzata per ospitare gruppi, l'ho prenotata subito per passare una settimana con i nostri ragazzi una volta finito il Giochestate.
Le adesioni non sono state molte: 14 in tutto (5 adulti e 9 ragazzi), ma ne è valsa la pena.
La casa si trova in un piccolo borgo distaccato dal paese, facilmente raggiungibile in macchina, ma percorribile al suo interno solo a piedi. Una grande pace d'altri tempi scombussolata solo dalla vitalità dei nostri ragazzi che non hanno fatto fatica a legare con quelli del posto.
All'interno del borgo una bella chiesetta, una piccola piazza, un fresco fontanile e persino un lavatoio pubblico, il tutto incorniciato nel verde dei prati e dei boschi circostanti.
A un quarto d'ora da qui un bel campetto di calcio e un parco giochi per i ragazzi e 10 minuti più in là il centro del paese con il bar, il negozietto "tutto compreso", il mercato del giovedì, l'animazione serale con musica, balli e spettacoli.....E poi i sentieri che portano alle Baite di Mezzeno, al lago Branchino, al lago di Pietra Quadra....
Ma per i nostri ragazzi quello che più conta è l'amicizia con la bella Elena e i loro altrettanti simpatici coetanei da invitare in casa per una fetta di torta o da andare a incontrare a casa loro per una serata di musica attorno al camino....
RONCO è BELLO  per tutto questo e anche per tanto altro....

                                     don Camillo

SALUTE. Gli angeli volanti che salvano i bambini


FONTE: "il venerdì di REPUBBLICA" del 10/08/16.
ARTICOLO: "Gli angeli volanti che salvano i bambini" di ELENA DUSI.

Andrea Moscatelli, direttore rianimazione al Gaslini di Genova, riporta in  Italia i piccoli che si ammalano gravemente all'estero. E qui parla delle sue missioni.

"Durante quel volo è successo di tutto" dice oggi Andrea Moscatelli. Al suo turno normale, il direttore della rianimazione del Gaslini di Genova aggiunge quello di angelo volante.
Quando arriva una chiamata, lui parte con l'aereo per recuperare bambini in fin di vita in tutto il mondo.
"Mi accompagnano almeno un altro medico e un'infermiera" racconta.
"Ma abbiamo un intero ospedale alle spalle, e il nostro capo dipartimento Pietro Tuo".
A portarlo al capezzale dei piccoli da salvare ci sono i Falcon 50 dell'Aeronautica militare. Sono i velivoli del 31° Stormo, quelli che portano le autorità in giro per il mondo.
"Si ripiegano le poltroncine e si crea lo spazio per alloggiare una barella" spiega Moscatelli.
Quel primo maggio la telefonata è arrivata dal papà di Dalia, un italiano sposato con una rumena. La bambina, 6 anni, era a Bucarest, e stava morendo. 
Tutto era iniziato con una polmonite durante una visita alla famiglia materna. Ma il ricovero nel piccolo ospedale di provincia non era bastato. E neppure il trasferimento a Bucarest.
Da cinque giorni la situazione stava precipitando nonostante nei polmoni di Dalia venisse insufflato ossigeno con pressioni che rischiavano  di danneggiarli.
"Aiutatemi" aveva chiesto il padre di Dalia.
"Ogni anno ci capitano tre o quattro di queste emergenze" dice Moscatelli. Subito prima di Dalia era toccato a un bambino italiano di pochi mesi residente in Libano.
"Il servizio di trasporto aereo, dieci anni fa, serviva a portare all'estero i pazienti che non riuscivamo a curare nel nostro Paese. Ora la direzione si è invertita".
Dopo la richiesta di aiuto da parte di una famiglia italiana in difficoltà all'estero, partono tre percorsi.
Le ambasciate si occupano delle procedure diplomatiche. L'Aeronautica si fa autorizzare dalla Presidenza del Consiglio e prepara il Falcon.
Il Gaslini cerca di valutare le condizioni del bambino.
"Dobbiamo capire" spiega il medico "se il bambino è grave e se il trasporto può aumentare le sue probabilità di sopravvivenza o rappresenta un rischio inutile".
Facile a dirsi, un po' meno a farsi.
"Capirsi con il colleghi all'estero non è sempre facile. A volte guardiamo il paziente  via Skype e ci facciamo mandare la radiografia su Whatsapp".
Il 2 maggio scorso l'équipe del Gaslini parte su un aereo trasformato in una stanza di rianimazione, con ossigeno, apparecchio per la ventilazione dei polmoni, un piccolo laboratorio di analisi, un ecografo per cuore e polmoni.
Con Moscatelli si imbarcano la dottoressa Gabriella Bottari e l'infermiera pediatrica Monica Faggiolo.
All'ospedale di Bucarest sulla gravità di Dalia non restano più dubbi. I polmoni dalla bambina sono allo stremo.
"All'inizio pensavamo di poterla collegare all'Ecmo, una macchina che estrae dal corpo il sangue venoso, lo filtra e lo reimmette nel corpo. Ma farlo subito, lì, sarebbe stato pericoloso. Ci abbiamo messo tre ore a stabilizzarla in ospedale, prima di partire" racconta il medico.
A mezzanotte tutto è pronto.
"Ma all'aeroporto di Bucarest applicano le procedure di sicurezza. Controllano le apparecchiature e mentre io resto con la bambina i colleghi fanno la fila per il metal detector".
Dopo il decollo, la ventilazione ai polmoni all'improvviso si arresta.
"Stavamo consumando troppa elettricità. Le batterie non ce la facevano a mantenere tutti gli apparecchi in funzione."
A gonfiare i polmoni di Dalia, i medici e l'infermiera continuano a mano, per tutto il viaggio.
A Genova, alle tre di mattina, la bambina viene finalmente trasferita in rianimazione al Gaslini.
Oggi è a casa. Sta bene. Per Moscatelli e i suoi colleghi quello è stato il volo più duro.
"Ma finora, ringraziando il cielo, siamo riusciti a portarli tutti vivi a destinazione."

giovedì 1 settembre 2016

DON CAMILLO. Burkini




FONTE: avvisi settimanali della parrocchia di Cene.

Burkini: VIETATO VESTIRSI!

E' scoppiata la polemica sul burkini, il costume integrale che copre tutto il corpo della donna in spiaggia.
Stranamente è scoppiata in Francia che fin dalla proclamazione degli "immortali principi" del 1789 (Fraternità-Libertà-Uguaglianza) si è sempre presentata come paladina della Libertà.
Ora, evidentemente, colpita nel vivo dai recenti drammatici avvenimenti a natura terroristica, si sente costretta a rivedere le sue convinzioni cadendo in una plateale contraddizione: va salvaguardata la libertà di tutti perché tutti si comportino nel modo che è congeniale alla cultura francese del momento.
Si è voluto far diventare una questione di stato quello che è in realtà semplicemente una questione di sensibilità personale.
Mi è capitato più volte di andare in spiaggia e vedere donne passeggiare sulla sabbia indossando un cappello e un copricostume fin sotto le ginocchia senza con questo suscitare scalpore.
Il problema è che qui si tratta di donne mussulmane associate istintivamente ai terroristi di matrice islamica che stanno terrorizzando il mondo.
Se fossero state donne di altra estrazione culturale non si sarebbe mosso nessuno. Anzi! Probabilmente il burkini sarebbe diventato il lancio di una nuova moda fautrice di affari per gli stilisti e i commercianti del settore.
Sarebbero rimasti fortemente delusi i "guardoni" che vanno in spiaggia per "lustrarsi gli occhi", le donne invece avrebbero acquistato più fascino.... Almeno tutto quello che hanno perso denudandosi quasi completamente in pubblico senza lasciare più nessuno spazio all'irresistibile mistero custodito della loro riservatezza.
Intanto posso solo dire: come è buffa la Storia: nel paese delle libertà è vietato vestirsi....... è obbligatorio spogliarsi.

                                  Don Camillo

MOTO. Orrido di Bellano


Zandobbio - Bergamo - S. Pellegrino - Mezzoldo - Passo S. Marco (1.985 mt) - Morbegno - Colico - Bellano - Taceno - Barzio - Moggio - Culmine di S. Pietro (1.254 mt) - Vedeseta - Taleggio - Brembilla - Bergamo - Zandobbio

                   totale km 240

Non è la prima volta che facciamo questo giro, ma è la prima volta che abbiamo visitato l'orrido di Bellano.

Ecco le foto che ho scattato.



































































































VIVERE INSIEME. Storia di Rami



FONTE: "il venerdì di REPUBBLICA" del 19/08/16.
ARTICOLO: "Storia di Rami, che porta i giocattoli ai bambini di Aleppo" di DAVIDE VANNUCCI.

Yasmin Adham, 3 anni, aveva proposto un patto al padre Rami, in procinto di partire per la Siria con un carico di aiuti umanitari, per lo più cibo e medicine.
Rami avrebbe portato ai bambini siriani i suoi giocattoli. In cambio, lei avrebbe ottenuto una barbie nuova di zecca.
Affare fatto, disse il padre, che cominciò una raccolta e si presentò in un campo profughi al confine tra Turchia e Siria con un sacco che conteneva 25 orsacchiotti e 36 bambole.
Correva l'anno 2011: da allora , ogni due mesi, malgrado i rischi, Adham parte per il Medio Oriente con un carico speciale: 80 chili di giocattoli donati dai bambini finlandesi ai coetanei siriani.
Rami ha un legame di sangue con la terra martoriata da Assad: è nato proprio in Siria ed è emigrato in Finlandia nel 1988.
Adesso dirige un'agenzia umanitaria, Suomi Syyria, che porta aiuti alla sua patria d'origine, dove vivono quasi sette milioni di sfollati. Tre milioni di loro sono bambini, molti dei quali risiedono nei campi costruiti sull'onda dell'emergenza all'interno del Paese.
Nel campo di Atmeh, nord della Siria, che Adham ha visitato durante il mese di Ramadan, vivono 80mila persone.
Rami racconta che i giocattoli hanno scatenato l'entusiasmo dei bambini, persino più del cibo.
"Sentono che qualcuno si prende veramente cura di loro" ha commentato un insegnante nel campo.
Suomi Syyria, però, non si limita agli sfollati della provincia di Idlib, in buona parte controllata dai ribelli, si occupa anche dei bambini rimasti orfani nella città simbolo della guerra, Aleppo, sotto assedio da anni.
I continui bombardamenti sulle postazioni dei ribelli, che ormai colpiscono anche gli ospedali, rendono sempre più pericoloso il viaggio di Adham. Il quale, a fine giugno, al ritorno dalla Siria, si è trovato in un altro scenario di guerra, all'aeroporto Ataturk di Istanbul, la sera dell'attacco suicida che ha provocato una quarantina di morti.
Sopravvissuto anche a questa tragedia, Rami non ha perso l'entusiasmo. Continuerà a portare aiuti, soprattutto giocattoli.
Che non fanno sparire d'incanto la guerra, ma offrono ai bambini la più naturale delle evasioni.


COMUNE DI ZANDOBBIO. Le domande alla Sindaca


Con il post COMUNE DI ZANDOBBIO. 12 domande alla Sindaca" del 05/05/16 avevo pubblicato le 12 domande che avevo consegnato manualmente alla nostra sindaca Mariangela Antonioli in data 25 aprile 2016.
Sono passati più di quattro mesi e non ho ricevuto risposta.

Capisco che Mariangela in questi mesi ha avuto anche degli impegni straordinari da portare a termine ed è per questo che le rinnovo l'invito a rispondere alle domande.

Sono incuriosito ancor di più delle eventuali risposte dopo le ultime iniziative dell'amministrazione comunale, che non mi trovano sulla stessa lunghezza d'onda, anche se sono cosciente che le mie idee sono quelle di un modesto cittadino zandobbiese, al quale però interessa molto il modo d'impiego delle risorse che sono di tutti.


OGGETTI. Pompe sturatrici