sabato 27 settembre 2014

VIAGGI.5.Istanbul.9














































 













 

 


 








 














 
queste sono le ultime foto che ho scattato ad Istanbul

LIBRI. Il comune sentire di CARLO MARIA MARTINI

 
Libro "Il comune sentire" di CARLO MARIA MARTINI (prefazione di Ferruccio de Bortoli) edito da Rizzoli 
 
Questo libro riporta molte lettere inviate al cardinale Carlo Maria Martini e le sue risposte, apparse sul "Corriere della Sera" tra il giugno 2009 e il giugno 2010.
 
All'interno della copertina si legge:
"Nelle sue risposte il cardinale Martini, attento e partecipe osservatore delle tensioni e inquietudini del tempo presente, affronta anche i temi più scomodi dell'attualità, come lo scandalo della pedofilia o il dibattito sul celibato dei sacerdoti, sul confronto con l'Islam e sulla nuova sfida dell'integrazione con gli immigrati, rivelando il suo ruolo di pastore e guida per i cristiani, e al contempo di figura di riferimento per i non credenti. Con uno stile colloquiale e con un ragionamento pacato e apparentemente semplice, le parole di Martini toccano le corde più profonde del cuore di ogni persona, stimolando interrogativi, senso critico e riflessioni."
 
All'inizio del suo libro il cardinale dice:
"Il mio motto episcopale (preso dalla Regola pastorale di san Gregorio Magno) suona così: Pro veritate adversa diligere, cioè per il servizio della verità essere pronto ad amare le avversità. La negazione della verità assume spesso la figura dell'omissione voluta e colpevole, condizionata dalla paura o dall'interesse, o anche dalla paciosità: mi guardi il Signore da queste trappole, oggi come allora."
 
 
IL CARD. CARLO MARIA MARTINI (TORINO 1927), GESUITA, UNA DELLE MAGGIORI AUTORITA' MONDIALI NELL'ESEGESI BIBLICA, E' STATO ARCIVESCOVO DI MILANO DAL 1980 AL 2002. DAL 2002 AL 2008 HA VISSUTO A GERUSALEMME. E' MORTO IL 31/08/2012 A GALLARATE.

sabato 13 settembre 2014

OGGETTI. Trattori alla 58° festa dell'uva e dell'agricoltura di Trascore B.






 
 


 
 








































POESIE.9. Libano



Ancora venti di guerra nel 2014.
 
Sempre guerra.
 
Nel 1982 ho scritto questa poesia sulla guerra del Libano di quell'anno.
 
 
 
BEIRUT
 
 
 
Abbandonano Beirut
i soldati italiani.
Sui giovani volti,
malinconia.
Lasciano amici
in questa città insanguinata
dalla follia umana.
Non uno sparo
sui moli intasati
dagli automezzi militari
che entrano negli enormi ventri
delle navi da guerra.
Un ultimo abbraccio
con il giovane sciancato libanese.
Un bacio tra il mussulmano e il cristiano.
E il ritorno al paese
con gli occhi colmi
degli orrori della guerra
e il desiderio di amare la gente.
Addio Libano
non più terra di cedri.


DON CAMILLO. Arrivederci Roma


Cantava così Claudio Villa negli anni '50.
E' l'augurio con il quale ci siamo lasciati Roma alle spalle sabato 30 agosto dopo esservi stati da pellegrini-turisti per una settimana.
Eravamo un gruppo di 66 persone: la più giovane di nome Anita (4 anni e mezzo), la più anziana Pina (anni 81),
La mia preoccupazione principale era come muoverci e armonizzarci tra noi essendo così numerosi e diversi per età. Preoccupazione smantellata dalla disponibilità, dal senso di collaborazione e dalla puntualità messe in atto da tutti.
Il ritardo più vistoso rispetto agli appuntamenti che ci davamo durante la visita alla città e dintorni è stato di 5 minuti.
Quanto alla collaborazione, soprattutto per la preparazione del pranzo al sacco, c'è stato un vero afflusso di volontari nonostante si trattasse di un'attività impegnativa: essere pronti sul posto alle 5.30; predisporre tavoli e alimenti, tagliare salumi, imbottire panini, avvolgerli nella pellicola alimentare per predisporli sui tavoli a mucchi distinti a seconda del tipo di salume... Un lavoro a catena così ben coordinato e gioioso da meritare gli elogi di Suor Patrizia, la direttrice dell'hotel del Divino Amore nel quale eravamo sistemati.
Anche il tempo ci ha favoriti, con un cielo sempre sereno, un sole caldo, ma non un clima afoso.
E così abbiamo potuto svolgere tutto il programma preventivato con l'aggiunta di un'escursione serale con il pullman nel centro della città per vedere "Roma di notte".
Stupendo il luogo dove eravamo alloggiati: un vero e proprio centro di spiritualità imperniato attorno al Santuario del Divino amore; un vasto parco verde arricchito qua e là da riferimenti religiosi, soprattutto in onore della Madonna.
Lunedì 26 e martedì 27 una guida del posto ci ha fatto gustare ROMA  imperiale, mercoledì mattinata dedicata all'udienza con Papa Francesco. Pina, la più anziana che usufruiva di una carrozzella, accompagnata da Emanuela, è stata messa in prima fila (riservata ai disabili). E così ha potuto stringere la mano a Papa Francesco che le ha regalato una corona del rosario. Il mercoledì pomeriggio è stato riservato alla visita ai Musei Vaticani.
Giovedì visita alle Fosse Ardeatine e alle vicine catacombe di S. Callisto; da qui siam passati alla basilica di S. Giovanni  Laterano; la scala santa, quella sulla quale Gesù è salito e sceso più volte durante la sua passione e S. Maria Maggiore.
Abbiamo concluso la giornata con la visita alla basilica di S. Paolo fuori le mura.
Il venerdì mattina l'abbiamo riservato ad un'uscita folkloristica: visita  a Frascati e pranzo al sacco in una delle sue tradizionali cantine: naturalmente "frascati" a volontà. Nel bel mezzo della festa, il titolare della cantina ha chiamato un disk-jokey di sua conoscenza che ha contribuito a lanciare la festa oltre la stratosfera.
Vuoi con il contributo del frascati, vuoi con lo spunto del disk-jokey sono emersi dal nostro gruppo alcuni talenti che hanno cantato dediche a destra e a sinistra infiammando il clima e mandando in ebollizione gli animi di tutti. Abbiamo così scoperto una straordinaria Delia, uno scatenato Enzo, una tenera e delicata Alessandra, un determinato Mikhail (Bielorusso)...
All'uscita, severo e impietoso, l'etilometro.
E' meglio non comunicare il risultato ottenuto da quanti hanno soffiato per provare la loro idoneità a salire da soli gli scalini per uscire sulla strada.
"Dulcis in fondo", Tivoli, e in particolare Villa D'Este la bella villa rinascimentale con i suoi giardini vivacizzati da vasche, fontane e zampilli di ogni genere.
Sabato, giorno di rientro a casa, non poteva mancare una puntatina a Orvieto con la visita allo stupendo Duomo dov'è custodito il corporale del famoso miracolo di Bolsena.
Il pranzo in una caratteristica locanda di Fabbro, paesello di stampo medievale poco distante da Orvieto, conclude in allegria la nostra bella settimana. Così bella e simpatica da suscitare un'amletica domanda: "A quando la prossima?"


                                       D. Camillo

domenica 7 settembre 2014

MISSIONI. Raccolta indumenti sportivi usati.


 
 
 
Nel 1999 ho incominciato a raccogliere indumenti sportivi usati per la missione di p. Simone in Congo.
 
Fino al 2006 la raccolta è stata copiosa, alimentata da una sessantina di società calcistiche dilettantistiche bergamasche.
Per esempio nel 2004 mi sono state donate circa 60 mute di maglie (alcune complete di calzoncini e calzettoni), giacche a vento, K-way, tute, palloni, polo, t-shirt, abiti civili, sciarpe, guanti, cappellini, ecc.
Poi con la crisi iniziata nel 2007 le donazioni sono diminuite drasticamente, anche perché gli sponsor delle società si sono ridotti di molto e quindi anche la possibilità di cambiare le divise ogni anno.
Tuttavia continuo a raccogliere e a consegnare al nostro gruppo missionario parrocchiale.
 
Questi ultimi anni sono tremendi e vedo che anche il nostro gruppo per la terza età raccoglie vestiario usato (in buone condizioni) da donare a chi ne ha bisogno.
Così anche la mia famiglia ha rovistato e tolto dal guardaroba indumenti che non usiamo più e che tuttavia sono senza dubbio utili a tante persone in difficoltà.
San Martino aveva diviso il suo mantello, mentre a noi non costa nessun sacrificio dare cose che non usiamo più, anche se magari hanno un valore affettivo.
 
 
Ecco alcune foto che mi aveva inviato p. Simone: