lunedì 28 settembre 2026

DON CAMILLO. Se i tuoi principi morali ti rendono triste

 



Foresto Sparso, 21/09/26

Se i tuoi principi morali ti rendono triste


“Se i tuoi principi morali ti rendono triste, stai certo che sono sbagliati”.

E’ una frase di Robert Louis Stevenson, celebre scrittore, drammaturgo e poeta scozzese dell’età vittoriana, nato ad Edimburgo nel 1850 e morto a Samoa nel 1894, autore tra l’altro del celebre romanzo d’avventura “L’isola del Tesoro”.

Questa frase mi richiama una parabola di Gesù, non perché abbia un collegamento diretto con essa, ma per una deduzione che mi è venuta spontanea. Si tratta della parabola degli operai delle varie ore che troviamo in Mt. 20,1-16.

Mi riferisco in particolare alla lamentela che gli operai che hanno lavorato per tutta la giornata sopportando la fatica e il caldo, fanno al datore di lavoro, quando vedono che lo stipendio di 1 denaro pattuito con loro (era lo stipendio giusto per una giornata di lavoro a quel tempo) viene dato anche agli operai che sono arrivati nella vigna a lavorare soltanto un’ora prima della fine della giornata.

Il messaggio che Gesù vuol far passare con questa parabola è questo: se per te è pesante e perciò motivo di sofferenza e di tristezza vivere secondo lo stile del regno di Dio osservando la sua Legge, vuol dire che non hai capito veramente che cosa è il Regno di Dio e che non ti lasci guidare dal suo Spirito ma solo dai tuoi calcoli d’interesse. In poche parole: sei fuori strada!

Se infatti avessi compreso veramente che cos’è il Regno di Dio, non avresti che potuto cogliere tutta la sua bellezza e la sua capacità di renderti felice e di sentirti fortunato di aver potuto farvi parte fin dalla prima ora, mentre altri, poveretti, sono arrivati a scoprirlo solo più tardi, sprecando, così, anni preziosi di vita impegnati in ciò che aveva poco valore o non ne aveva affatto.

S. Agostino, in uno dei suoi capolavori “Le Confessioni” nel quale racconta la sua vita, riferendosi agli anni della sua giovinezza inquieta e turbolenta alla ricerca della Verità, si esprime così riferendosi a Gesù: “Tardi ti ho amato bellezza tanto antica e tanto nuova”, come a dire: quanto mai non ti ho conosciuto prima quando purtroppo ho sprecato 30 anni a vagare nell’inquietudine e nel vuoto.

Fermo restando che il Regno di Dio non può essere ridotto ad un principio morale, ma è molto di più in quanto si tratta di un’esperienza di vita in comunione con Cristo, quanto ho detto  può valere anche per la fedeltà ai principi morali che sono tali solo se fanno crescere e qualificano in senso positivo la vita di coloro che li adottano come linea di comportamento.

Se il coraggio, l’onestà, la generosità, la fedeltà, l’amore per la verità… tutti principi morali, ti rendono triste è segno che non li stai vivendo nella loro autenticità, ma in una tua versione che è sosia, come gli scribi e i farisei che si vantavano di vivere la Fede, ma era soltanto una loro elaborazione rivestita di Fede e che li rendeva presuntuosi e arrabbiati anziché semplici e gioiosi.

Dire che la fedeltà ai principi morali, e di più ancora a Gesù Cristo, è motivo di gioia, non vuol dire che non comporta fatica. Certo che gli operai della prima ora hanno dovuto affrontare la fatica del caldo e di tutte le ore lavorative! Ma la fatica stessa è motivo di gioia quando sei consapevole che quello che stai facendo è buono e positivo per te e per tutti coloro che ne vorranno beneficiare; quando, cioè, quello che fai è generato e irrorato dall’Amore.

Una mia piccola esperienza in questo senso l’ho avuta lavorando con i volontari ad esempio nel tempo della costruzione dell’Oratorio a Zandobbio, o a montare i campeggi, a volte in condizioni estreme, o in tante altre fatiche finalizzate alla solidarietà e al servizio gratuito… Quanta fatica, ma anche quanta allegria e quanta gioia nel ricordare ancora oggi…

Se la tua Fede ti rende triste perché ti è pesante, fermati! C’è qualcosa che non va…

 

                                       don Camillo                                                                      

GSO ZANDOBBIO. Campionato calcio 3° cat. 2026/27. Gso Zandobbio - Bagnatica calcio 2015 2 - 1

 



















sabato 26 settembre 2026

COME ERAVAMO. Zandobbiesi. mestieri. foto




Questa rubrica sarà aggiornata solo in questo post, variando di volta in volta la data di pubblicazione.



        persone pubblicate               Barcella Pasquale
                                                       Colombi-Rota-Bolis 
                                                       Cumetti Paolo
                                                       Ravasio Alberto
  

                                                       F.lli Bena
                                                       Mutti Giuseppina
                                                       Pigiatura uva cantine Riva
                                                       Plebani Angela - Cadei Adelaide
                                                       Don Bosis con operai
                                                       Famiglia Mazzola Bar "Filo"
                                                       Operai cava Sottocornola
                                                       Marsetti Romano
                                                       Bena Vittorio e Celestino
                                                       Trapletti Edoardo
                                                       Valota Alessandra
                                                       Finazzi Eugenio - Emilio Bellini
                                                       Barcella Giuseppe - Emilio Bellini
                                                       Masseroli Giuseppe
                                                       Rota Rina
                    





corso di muratore di Barcella Pasquale a Napoli



     
        corso di muratore di Barcella Pasquale a Napoli



Colombi - Rota - Bolis
infermiere a Pietra L.
                   


Cumetti Paolo
boscaiolo in Canada



Ravasio Alberto
contadino
foto anni '50




F.lli Bena
pastori
foto anni '30



Mutti Giuseppina con telaio tessile
foto anni '40


pigiatura uva cantine Riva
foto anni '60




Plebani Angela 2° a destra
Cadei Adelaide 7° a destra
infermiere Istituto Palazzolo Milano
anni '50


don Bosis con operai festa di S. Barbara
cava di via Trento


famiglia Mazzola gestore bar "Filo"
1958




operai cava Sottocornola di via Trento
anni '40



Marsetti Romano
3° da destra in basso
1927 Francia



Bena Vittorio e Celestino
pastori
anni '50


Trapletti Edoardo
cavatore
1968


Valota Alessandra
infermiera


Finazzi Eugenio - Bellini Emilio
fabbrica del ghiaccio
anni '30


Masseroli Giuseppe
infermiere
1953


Barcella Giuseppe - Bellini Emilio
contadini
1940


Rota Rina
infermiera
1939



venerdì 25 settembre 2026

ALIMENTI. Bevande vegetali





FONTE: //www.issalute.it/ sito sviluppato e gestito dall' Istituto Superiore di Sanità (ISS).


Anche se sembrano un prodotto moderno, in realtà le bevande vegetali venivano utilizzate abitualmente già dagli antichi Romani e sono parte integrante della tradizione di alcune regioni italiane, come la Sicilia, dove da sempre si preparano bevande a base di mandorla pestata. Il loro consumo sta comunque aumentando, ovunque nel mondo e nel nostro Paese, parallelamente alla loro crescente presenza sugli scaffali dei supermercati, sull’onda della maggiore attenzione alla salute e all’ambiente.

Le bevande vegetali vengono erroneamente chiamate “latte vegetale” ma, sulla base del Regolamento UE 1308/2013 (che ha sostituito il 1234/2007), il termine “latte” deve riferirsi esclusivamente al prodotto della secrezione mammaria delle femmine di mammiferi mediante mungitura, e quindi per legge devono essere denominate come “bevande vegetali”, fatta eccezione per alcune definizioni stabilite nella normativa, come il “latte di cocco” o il “latte di mandorla” in Italia.

Le bevande vegetali sono ottenute dalla lavorazione di cereali, legumi o semi oleosi. Le bevande a base di soia, riso, avena e mandorla, ma anche i prodotti ottenuti dal cocco, noci, nocciole, quinoa e altri vegetali, vengono sempre più spesso consumate come sostituti del latte.

Le motivazioni che spingono a sostituire il latte vaccino con bevande alternative si possono ricondurre a:

In ogni caso è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia o al nutrizionista, in quanto potranno fare chiarezza sulla necessità di bilanciare le scelte etiche e ambientali con una consapevolezza critica sul profilo nutritivo di ogni specifica bevanda e su quella più adeguata alla propria condizione.

Va sottolineato che l’intolleranza al lattosio non implica l’esclusione del latte vaccino, potendo essere consumato latte delattosato (cioè privato del tutto o quasi completamente del lattosio) o altri derivati lattiero-caseari naturalmente poveri di lattosio. E, inoltre, anche se le bevande vegetali non contengono lattosio, né proteine del latte vaccino, né contengono colesterolo, possono comunque essere alimenti allergenici. Infatti, una delle allergie più diffuse, ad esempio, è quella alle proteine della soia, inoltre le mandorle o l'avena possono provocare diversi disturbi, che sono invece frequenti nel caso di assunzione di bevande di riso (anche se è stata segnalata una possibile contaminazione da glutine nelle bevande di avena non certificate “senza glutine”).

Anche se le bevande vegetali possono essere sostituti del latte per quanto riguarda l’abitudine di consumo, non lo sono dal punto di vista nutrizionale, in quanto si tratta di alimenti completamente diversi e possono entrare entrambi in un’alimentazione bilanciata. In particolare, le bevande vegetali non possono sostituire il latte vaccino nei bambini al di sotto dell’anno di età, salvo diversa indicazione medica.

Per confrontare queste numerose bevande con il latte si deve approfondire la conoscenza degli ingredienti e delle proprietà nutrizionali, che differiscono in base alla materia prima vegetale da cui sono ricavate e alla eventuale fortificazione con micronutrienti.

Le bevande vegetali sono spesso ricche di zuccheri e aromi aggiunti. Queste bevande offrono un apporto energetico medio e molto variabile (tra 30 e 60 kcal/100 ml), che si colloca fra quello del latte parzialmente scremato e quello del latte intero.

In generale, le bevande a base di cereali come il riso, sono più ricche in carboidrati, mentre quelle ricavate da legumi e semi, come la soia e la mandorla, hanno meno carboidrati, ma un contenuto più elevato di grassi. Il contenuto di zuccheri è di solito inferiore rispetto a quello del latte, tranne che nelle bevande di riso, mentre la quota di proteine è inferiore a quella del latte, ad eccezione delle bevande di soia, che possono avere un contenuto proteico analogo, ma con un diverso profilo aminoacidico e una diversa biodisponibilità.

Vediamo qualche dettaglio:

  • . bevande a base di soia: sono quelle che si avvicinano di più al latte per contenuto in proteine ma sono anche, insieme al latte di mandorla, le più ricche di grassi (comunque meno nel latte di mandorla, poiché la percentuale di mandorle utilizzata è limitata). Il latte di soia costituisce una valida alternativa al latte vaccino, soprattutto in chi abbia fattori di rischio di arteriosclerosi, perché la soia riduce il colesterolo-LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo” nell’ambito di una dieta naturalmente equilibrata
    Tra tutte le fonti proteiche vegetali, la soia è il legume più ricco di amminoacidi essenziali. Inoltre, si tratta di un alimento naturalmente ricco di vitamina B2 e di grassi prevalentemente “buoni” ossia i grassi polinsaturi, compresi gli omega-3, mentre i grassi saturi sono molto ridotti. Gli isoflavoni contenuti nella soia conferiscono a questo legume capacità antiossidanti ed estrogeniche. La soia contiene anche fibre, vitamine A, E, B, e minerali: tra questi, il ferro è presente in quantità doppie rispetto al latte vaccino, mentre nel processo di produzione della bevanda vengono aggiunti calcio in quantità paragonabile a quello del latte vaccino (sotto forma di sali o di alghe che lo contengono naturalmente), emulsionanti e stabilizzanti, spesso aggiunti a discapito della qualità

  • . bevande a base di mandorla, cocco e nocciola: sono ricche di grassi buoni (polinsaturi essenziali e non), ma povere di proteine. Unica eccezione la bevanda di cocco, che contiene elevati quantitativi di acidi grassi saturi.
    Le mandorle hanno un contenuto di grassi intermedio tra latte vaccino intero e parzialmente scremato, ma sono ricche di acidi grassi “buoni” polinsaturi, antiossidanti e calcio, ed esercitano effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Il contenuto di grassi saturi è invece limitato, mentre contengono fibre, vitamina E e minerali. In generale, queste bevande hanno meno zuccheri rispetto alle altre e sono più ricche in fibra rispetto al latte vaccino. La quantità di frutta a guscio contenuta non è alta, di conseguenza queste bevande sono costituite soprattutto da acqua e ingredienti aggiunti (zuccheri, oli vegetali, addensanti)
  • . bevande a base di riso, avena e farro: le bevande a base di cereali sono naturalmente più dolci senza l’aggiunta di zuccheri. Sono povere in proteine, come le bevande a base di mandorla, cocco e nocciola, ma sono invece ricche di carboidrati. Essendo i cereali ricchi in amido, vengono aggiunti degli enzimi in fase di produzione per evitare che, con la sterilizzazione, l’amido renda gelatinosa la bevanda. In questo modo, però, al posto dell’amido nella bevanda finale troviamo molti zuccheri semplici (10 - 12%), fattore non positivo dal punto di vista nutrizionale. In particolare, le bevande di riso hanno un alto indice glicemico, rendendole meno adatte a soggetti diabetici rispetto alla soia o all’avena. Tuttavia, questi cereali sono naturalmente poveri di grassi, anche di grassi “buoni”, per questo le bevande a base di cereali vengono addizionate di acidi grassi insaturi. Positiva è la presenza naturale di vitamina B2, così come nelle bevande di soia, ma spesso risultano carenti di vitamina B12, vitamina D e iodio, micronutrienti tipici del latte vaccino, salvo fortificazione (quelle fortificate con vitamina B12 sono essenziali per chi segue diete vegane).
    La bevanda di avena: è una valida alternativa al latte vaccino, soprattutto in chi ha problemi di arteriosclerosi, perché l'avena riduce il colesterolo-LDL. È una bevanda poco calorica e con un limitato contenuto di grassi, prevalentemente polinsaturi, mentre contiene fibre, vitamina E e acido folico

  • . bevanda di cocco: è più ricco in grassi, ma ha una buona quota di minerali come fosforo, potassio e magnesio. È indicato soprattutto per chi sta seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati

  • .bevanda di pisello: è la novità degli ultimi anni, ha un profilo proteico molto simile alla soia, ma è ipoallergenica e ha un impatto ambientale bassissimo e molti consumatori la stanno scegliendo come alternativa principale

Si parla di prodotto “fortificato” quando le aziende addizionano alcuni micronutrienti ai loro prodotti. Tutte le bevande vegetali, infatti, che siano di riso, soia o mandorla, rispetto al latte vaccino sono carenti di calcio, vitamina D e vitamina B12. Per questo è importante leggere sempre le etichette e scegliere bevande vegetali a cui non siano aggiunti zuccheri semplici, come saccarosio o glucosio, o grassi, come l’olio di girasole nel latte d’avena o di riso.

In particolare, alcune di queste bevande chiamate barista edition contengono oli vegetali aggiunti (come l’olio di colza o girasole) e fosfati per permettere la montatura della schiuma nel cappuccino, che incide negativamente sul profilo lipidico e sulla qualità del prodotto. Chi soffre di ipertensione deve sempre controllare se la bevanda prescelta contiene eventualmente sali aggiunti per esaltarne il sapore.

Uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition, coordinato dal dipartimento Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha analizzato l'evoluzione delle abitudini alimentari in Italia nell'arco di 15 anni, ha evidenziato, tra queste, una crescente popolarità delle bevande vegetali come alternative al latte vaccino.

Nonostante il loro successo commerciale, la ricerca sottolinea che queste bevande presentano una composizione nutrizionale estremamente eterogenea, spesso non paragonabile a quella del latte. In particolare, ad eccezione delle bevande a base di soia, la maggior parte dei prodotti analizzati mostra un contenuto proteico significativamente inferiore e una minore qualità degli amminoacidi.
L'articolo evidenzia, inoltre, che molte bevande vegetali sono da considerarsi alimenti ultra-processati (UPF) a causa dell'aggiunta di zuccheri, oli e additivi per migliorarne consistenza e sapore. Sebbene la fortificazione con calcio e vitamine (A, D, B12) sia positiva e diffusa, l'assorbimento di tali nutrienti può variare rispetto alla matrice lattea naturale.
Pertanto, la sostituzione integrale del latte con queste bevande, senza un adeguamento complessivo della dieta, potrebbe esporre a carenze micronutrizionali. Viene raccomandata, quindi, una maggiore attenzione alla lettura delle etichette da parte dei consumatori e una standardizzazione dei livelli di fortificazione per garantire la sicurezza nutrizionale da parte dei produttori.







giovedì 24 settembre 2026

I FIORI. foto

















































































 





























































































































































































































































































 



 






































"E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro" (Mt 6,28-29).