domenica 16 luglio 2023

COLLETTIVO CONFUSIONE. Campioni d'Italia CSI calcio a 5

 



SIAMO   CAMPIONI   D' ITALIA
SIAMO   CAMPIONI   D'  ITALIA


QUESTA MATTINA A PERUGIA LA NOSTRA MAGNIFICA SQUADRA DI CALCIO A 5  CSI SI E' LAUREATA CAMPIONE D'ITALIA BATTENDO IN FINALE PER  6 - 4 LA NOSTRA BESTIA NERA LA SQUADRA DI CUNEO. 
IN SETTIMANA, FACENDO DECANTARE LA NOTEVOLE ADRENALINA CHE HO ACCUMULATO, PUBBLICHERO' IL RESOCONTO DELLA BELLISSIMA AVVENTURA, CHE ABBIAMO VISSUTO INTENSAMENTE IN QUESTI QUATTRO GIORNI DELLA MANIFESTAZIONE.
NEL RITORNO AL PAESELLO VERSO LE 18:00, LA GRADITA SORPRESA DEL MANIFESTO AL PONTE DEL FIUME CHERIO, CHE HA VOLUTO DIRE CHE, NONOSTANTE TUTTO, CI SONO ESTIMATORI DELLA SQUADRA ANCHE A ZANDOBBIO.









mercoledì 12 luglio 2023

LIBRI. "L'anno nuovo" di Zeh Juli

 



   LIBRI  CONSIGLIATI  DA  LORIS  FINAZZI  
   GRANDE  DIVORATORE  DI  VOLUMI   


"L'anno nuovo" di Zeh Juli edito da FAZI.

Henning ha una quarantina d'anni ed è sposato con Theresa, con la quale ha due figli.
La famiglia sta trascorrendo le vacanze di Natale sull'isola di Lanzarote, dove il vento impetuoso spazza via tutti i pensieri e il sole accecante allontana lo stress quotidiano.
Hanniing si ripete di essere un uomo fortunato: vive in un bell'appartamento di Gottinga, lavora per una casa editrice, ha una famiglia felice.
Nonostante ciò, da alcuni mesi soffre di attacchi di panico.
Non è sereno, non riesce a dormire, litiga  in continuazione  con la moglie, che lo esorta a comportarsi "come un uomo, un uomo che io possa amare". 
Il mattino del primo giorno dell'anno, durante un'escursione in bicicletta verso uno dei punti più alti dell'isola, quel malessere torna a fargli visita.
A soccorrerlo è Lisa, un'artista tedesca che lo invita a casa sua offrendogli acqua e cibo.. Dettaglio dopo dettaglio, la casa della donna gli appare più familiare, una strana sensazione di déjà-vu comincia a farsi strada nella sua mente e, quando Lisa gli mostra un pozzo nel giardino, quella che sembrava una strana suggestione si trasforma in certezza: in quella casa c'è già stato, tanto tempo fa. E poco alla volta tornano a galla i ricordi di un'esperienza  terrificante vissuta tra quelle mura, un'esperienza che lo ha segnato per sempre.
Un tranquillo viaggio in famiglia a Lanzarote  che si trasforma in un incubo: con una parabola vertiginosa, "L'anno nuovo" racconta la storia  di un uomo in crisi di identità e di due bambini che nel bel mezzo di una vacanza paradisiaca si ritrovano all'inferno.






SERGIO E IL CALCIO. L'allenatore. Francesco, una persona enigmatica

 




Inizia il campionato e fioccano le vittorie. I ragazzi sono scatenati anche in partita e per gli avversari sono dolori.
In panchina sono elettrizzato, trasmettendo altra carica ai giocatori: è come gettare benzina sul fuoco.
Prendiamo la testa della classifica nella prima giornata di campionato e la manteniamo fino alla fine. L'unica sconfitta che subiamo è a  Entratico, il paese di Mirchino.
In quella partita Giovanni, il centravanti, ha sbagliato cinque occasioni da rete e così abbiamo perso per 0 - 1.
Giovanni è un pazzoide, capace di partire a razzo da metà campo, dribblare tre avversari e scaricare la palla in rete. Altre volte, invece, con la sfera tra i piedi a un metro dalla linea di porta riesce incredibilmente a tirare sopra la traversa.
Mirchino ha perso la timidezza dei mesi passati e ora  mostra un carattere allegro, sempre pronto allo scherzo. In campo è un folletto dal dribbling ubriacante: spesso il suo avversario di turno esce stordito dal terreno di gioco, pensando di aver giocato contro un'anguilla.
Un altro ragazzino molto sveglio è Paolino, un mancino, che dirige le operazioni in mezzo al campo. Figlio del panettiere di Cenate Sopra, forma con Mirchino una coppia molto affiatata in campo e anche fuori. I due sono una fonte inesauribile di trovate, che alcune volte mettono in crisi la mia pazienza.
I risultati positivi della squadra mi hanno abituato troppo bene e addirittura ho pianto dopo la sconfitta di Entratico. Ma io sono molto emotivo.
Per le finali provinciali, alle quali accedono  le squadre vincitrici degli otto gironi CSI, Francesco mi ha promesso il prestito di Stefano, un ragazzo della stessa età di Mirchino, che gioca da centravanti già nella squadra dei giovanissimi, data la sua bravura.
Frequentando quasi quotidianamente Francesco, incomincio  a capire la sua personalità.
L'uomo è il factotum della piccola società del Cenate Sotto. Oltre ad essere il direttore tecnico e l'allenatore dei pulcini e dei giovanissimi si occupa anche dei tesseramenti presso il CSI e la FIGC. Inoltre, come osservatore dell'Atalanta, cerca di far entrare nel vivaio della Dea i ragazzi più promettenti  e in caso di rifiuto nei vivai di altre società professionistiche.
E' insomma il re incontrastato e ossequiato da tutti e molti genitori dei ragazzi lo invitano  a cena, con la speranza che abbia un occhio di riguardo per i loro figlioli. 
Terminiamo il campionato con cinque punti di vantaggio sulla seconda classificata ed ora ci aspetta la fase finale, che laureerà la squadra campione provinciale.
Come non pensare al campionato di due anni fa? La vita è proprio imprevedibile e quel Signore dall'alto si diverte a creare situazioni antitetiche, lasciando incredule le persone.
"Aspettiamo i nuovi eventi" rifletto fiducioso, poiché del domani non c'è certezza.
A giorni il CSI comunicherà il calendario della fase finale ed io chiedo a Francesco se ha effettuato il tesseramento di Stefano per poterlo utilizzare. Mi risponde che è trascorso il termine per poterlo fare e il ragazzo non è stato tesserato e che quindi non può giocare.
"Sono mesi che le chiedo di tesserarlo e lei mi risponde che è scaduto il termine per effettuare  questa semplice pratica burocratica" rispondo stizzito.
E' un colpo basso, che mi fa aprire gli occhi sulla personalità del factotum della società. 
Collegando tanti piccoli fatti, che prima mi erano passati inosservati per la grande stima collettiva goduta da Francesco, mi sorge il dubbio che sia geloso del successo degli altri. A Cenate Sotto,  mi sembra di aver capito, è il solo ad aver vinto dei titoli provinciali e quindi potrebbe anche non gradire che la squadra guidata da me vinca il titolo, considerando il fatto che la stessa formazione l'anno scorso ha giocato un campionato anonimo.
Inizia la fase provinciale e superiamo con facilità i quarti di finale, nonostante la mancanza di Stefano. Il direttore tecnico è presente alla partita.
Il dubbio è avvalorato dal fatto che nella successiva settimana non assiste ai nostri allenamenti e neppure alla partita di semifinale.
Sono arrabbiato per questa condotta e, quando lo incontrerò, gli farò le mie rimostranze.
La semifinale va male. La squadra si porta in vantaggio per 2-0 nel primo tempo, ma subisce la rimonta degli avversari. E' un'amara sconfitta per 2-3. Giovanni spreca verso la fine della competizione una facile occasione per segnare  e questo contribuisce ad aumentare il rimpianto per non aver avuto a disposizione Stefano.
Ormai la stagione agonistica sta volgendo al termine e la squadra partecipa ad un quadrangolare a Gorlago, il paese di Francesco.
I miei ragazzi vincono facilmente la prima partita contro la squadra di casa e trionfano in finale battendo per 6 - 1 il Trescore. Anche Stefano  ha fatto parte della squadra, segnando cinque gol nelle due partite.
Alla premiazione i miei giocatori mi afferrano e mi gettano in aria alcune volte, riprendendomi al volo prima che tocchi terra. E' un gesto di gioia attraverso il quale manifestano la loro stima nei miei confronti.
Alla competizione non manca neppure Francesco, al quale i dirigenti di  Gorlago dispensano grandi complimenti.
La gioia della vittoria non mitiga la mia amarezza per la sconfitta nella semifinale. Anzi, avendo visto come Stefano ha giocato, l'amarezza si è tramutata in rabbia.
Una sera di giugno, al termine dell'ultimo allenamento dell'annata calcistica, mi sfogo fuori degli spogliatoi con Francesco alla presenza di genitori e dirigenti. Lo accuso apertamente di avermi ostacolato con il mancato tesseramento di Stefano.
Il direttore tecnico non si aspetta questa pubblica contestazione e, abituato ad essere ossequiato, non sa difendersi.
Dopo lo sfogo me ne vado con la faccia rabbuiata. E' il mio tipico modo di agire. Quando sono convinto di essere dalla parte della ragione, manifesto senza remore e in modo deciso le mie convinzioni senza badare alle possibili conseguenze.
Non succede nulla. Un mese dopo sono confermato alla guida della stessa squadra, che disputerà il campionato FIGC nella categoria "giovanissimi eccellenza".

                                      continua





martedì 11 luglio 2023

SALUTE. Commozione cerebrale

 



FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" giugno 2023.
Articolo: "Commozione cerebrale? Nel dubbio, esci dal gioco" di ROBERTA VILLA.

In inglese lo slogan è più efficace che in italiano: if in doubt, sit  them out suona come "nel dubbio, falli sedere fuori". Ma  quel  che conta, più della rima nel titolo, è il contenuto delle nuove linee guida del Servizio sanitario britannico, che raccomandano di far uscire subito dal campo chiunque abbia subito una commozione cerebrale, dai bambini che giocano a basket nella palestra di una scuola elementare agli adulti che improvvisano una partitella al parco.
Ma che cos'è una commozione cerebrale?
"E' un danno al cervello provocato da un trauma che porta a un disturbo della funzione cerebrale" spiega il documento, che non è rivolto a chi pratica  sport professionali o semi-professionali - contesti in cui si è sviluppata negli anni una maggiore sensibilità al tema e sono spesso presenti operatori sanitari pronti a bordo campo - ma al pubblico generale e a chi è coinvolto in attività ludiche meno strutturate, per esempio negli oratori. Non è raro, infatti, negli sport di contatto, che qualcuno picchi la testa o, per scontro con altre parti del corpo, subisca un "colpo di frusta".
Per parlare di commozione cerebrale non occorre che l'incidente provochi una perdita di coscienza (evenienza che si verifica in meno del 10% dei casi). Altri sintomi, immediati o nelle ore successive, possono essere,  tra gli altri, un rallentamento dei movimenti e delle risposte, uno stato di confusione, difficoltà di equilibrio o alterazioni della vista, vertigini, amnesia, mal di testa, nausea o vomito, ma anche una generica sensazione di malessere o alterazioni dell'umore o dell'emotività.
Queste possono manifestarsi anche nei giorni successivi, insieme a disturbi del sonno e problemi di concentrazione.
Nel dubbio, in questi casi, meglio far uscire subito dal campo l'infortunato e non farlo riprendere a giocare o ad allenarsi - ma nemmeno a svolgere attività impegnative  di studio o di lavoro -, fino  a quando non è stato visitato da un operatore sanitario competente o dal personale  di un pronto soccorso, cosa che deve avvenire entro 24 ore.
Se si sospetta una lesione al collo, il trasporto deve avvenire da parte  di soccorritori formati. Ma  anche in caso di uno scontro in apparenza banale, continuare l'attività può peggiorare i sintomi, rallentare la ripresa e, nel caso di un secondo trauma prima della completa guarigione del primo, determinare una situazione che nella metà circa dei casi può essere addirittura letale, soprattutto in bambini e adolescenti.
Nelle prime 24 ore non bisogna inoltre assolutamente  bere alcol, guidare veicoli, andare in bicicletta o condurre altri macchinari e non si deve mai restare soli, nel caso subentrasse un improvviso peggioramento.
Per un paio di giorni si raccomanda di stare a riposo: sono consentite le normali attività quotidiane, la lettura  o una passeggiata, ma per accelerare la ripresa è meglio ridurre al minimo il tempo passato davanti allo schermo di smartphone, tablet e computer.
Poi pian piano si può tornare alla normalità, anche qualora persistesse qualche sintomo lieve, purché in questo caso sotto controllo medico.
Anche il ritorno in campo deve avvenire in maniera graduale, con uno sforzo che non esacerbi i sintomi, tagliato su misura caso per caso.
Prima di riprendere a giocare in una competizione, però, sottolineano le autorità sanitarie britanniche, devono passare almeno 21 giorni dall'incidente. 

lunedì 10 luglio 2023

SERGIO. Alla ricerca

 



Leggendo il post di don Camillo del pellegrinaggio al santuario della Cornabusa, mi ritorna in mente il mio Cammino di Santiago terminato nel 2011.
Forse come ho già scritto, nel 2018 decido di farne un altro, diverso da quello francese.
Comincio ad allenarmi, ma, anziché migliorare, le mie prestazioni peggiorano sempre di più. Diventa un calvario ed alla fine scopro che ho il Parkinson.
Addio Cammino di Santiago.
Don Camillo nello stesso post ha pubblicato la sua poesia Camminare la vita, il cui contenuto condivido pienamente.
Anch'io in occasione del Cammino avevo scritto questa poesia, che devo aver già pubblicato.

ALLA RICERCA

Va, pellegrino.
Sulle strade polverose di contrade sconosciute
i tuoi passi sono guidati
dal Dio che ti ama.
Cerchi risposte, 
ore dopo ore,
giorno dopo giorno,
sotto il cielo amico.
Ti fermi a dissetarsi a una piccola fonte
e ti tergi la fronte grondante sudore.
Il sorriso stanco dopo una giornata
sotto il sole infuocato di Spagna.
Va, pellegrino.
Colli,
pianure,
montagne
ti aprono le vie a risposte
che non avresti
nel caos della città.
I sentimenti si accavallano.
Al sorriso subentra il pianto
per qualcosa che hai perso,
ma che ritroverai.
Va, pellegrino.
Non voltarti.
La vita ha ancora tante sorprese per te.


DON CAMILLO. Pellegrinaggio al santuario della Cornabusa

 



FONTE: Notiziario parrocchiale settimanale Albegno e dintorni.

Venerdì 2 giugno, alle 3 del mattino, ci siamo ritrovati sul sagrato.
Eravamo un piccolo gruppo di 7. Però la bella novità che si è ripetuta anche questa volta, anzi, si è rafforzata, è stata la presenza di Alessia (13 anni) che aveva già partecipato al pellegrinaggio del Perello il 1° maggio scorso, e di Sara sua coetanea, una nuova entrata: 2 belle promesse del cammino che mi fanno sperare che il gruppo di pellegrini camminatori possa durare nel futuro. Tanto più che Alessia si è fatta regalare dal nonno Piero l'equipaggiamento del camminatore.
La giornata si è svolta senza intoppi. Il tempo ci è stato favorevole nonostante le previsioni di variabilità.
L'unico nemico è stato il sonno che, soprattutto dalle 3 alle 6 attanaglia il cuore con ripercussioni su tutto il resto.
Però, il puntuale servizio di appoggio di Beppe e Fiore con tazzine di caffè, di the e biscotti farciti di gustosa energia, ci ha mantenuti perfettamente in carreggiata.
Siamo arrivati alla Cornabusa prima del previsto, alle ore 9.20. Così abbiamo avuto tutto il tempo di rilassarci e di visitare, con la guida del posto, il museo del santuario e di ascoltarne la storia che ha origini antiche.
Verso le 10.00 ci hanno raggiunto alcuni parrocchiani arrivati con il pulmino dell'oratorio e con mezzi propri.
Dopo la S. Messa celebrata alle 11.00, e il pranzo per alcuni al sacco, per altri al ristorante del santuario, abbiamo recitato il S. Rosario e siamo rientrati a casa.
Perché continuo a proporre queste esperienze di cammino anche se vedo che le adesioni vanno calando  di anno in anno?
Perché credo nella capacità aggregativa ed educativa del cammino; perché so che fa bene al corpo e allo spirito; perché è un simbolo eloquente della vita con tutte le sue varianti di fatica e di soddisfazioni; di imprevisti e di contrattempi; di scoraggiamenti e di riprese; di pause  e di ripartenze; di solitudini e di solidarietà... il tutto alimentato e coordinato dall'obiettivo di raggiungere  una meta significativa e importante che dà un senso a quanto si sta facendo.
Nel cammino, inoltre, ti misuri con te stesso; con la tua capacità  di portare a termine ciò che hai intrapreso; con la tua disponibilità a valorizzare l'essenziale; con la tua carica di solidarietà.
Il pellegrinaggio, oltre a tutto questo che fa parte di ogni cammino significativo, avendo come obiettivo una meta religiosa, aiuta a riflettere sul senso della vita, e a scoprire o riscoprire che la nostra meta è Dio: fare esperienza diretta di Lui.
Certo, sarebbe meglio organizzare esperienze simili di giorno. La scelta di partire di notte è obbligata dal fatto di avere solo una giornata a disposizione per poter celebrare la S. Messa in mattinata e avere tempo per stare insieme per il pranzo: due momenti importanti di queste esperienze.
La mia speranza è quella di non restare  da solo, continuerò a tener viva questa proposta almeno fino a quando la Provvidenza me ne darà la forza...con l'auto-augurio che sia fino ai 99 anni.

                                           don Camillo

CAMMINARE LA VITA

Cammina, cammina su strade asfaltate;
percorri sentieri scoscesi e sconnessi;
attraversa foreste e campagne assolate
da solo o insieme ad amici indefessi.

Quando subentra stanchezza o paura
pensa alla meta che ti ha motivato.
Nessuna fatica sarà così dura
se ami davvero ciò che hai progettato.

Cammina pensando che il percorso che affronti
è come la vita che scorre nei giorni;
varianti e imprevisti son lì sempre pronti,
non sempre son brezze, a volte son forni.

Però quando arrivi alla meta sognata
la gioia di essere rimasto fedele
è come stringere al petto la bimba neonata
per una mamma segnata da un parto crudele.

                                      don Camillo






domenica 9 luglio 2023

COLLETTIVO CONFUSIONE. Finale campionato nazionale calcio a 5 CSI Perugia

 



CI SIAMO, RAGAZZI. IERI E' USCITO IL COMUNICATO NEL QUALE APPARE IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE DI PERUGIA.

PER SORTEGGIO SI SONO STABILITI I SEGUENTI 3 GIRONI:

  GIRONE A  

VIRTUS  LAURENTINO 80          ROMA      LAZIO
SPORTMANIA CALCIO              TERAMO   ABRUZZO
CELLUCIANOMANIA                OSTUNI     PUGLIA
COLLETTIVO CONFUSIONE        BERGAMO LOMBARDIA
WHITE DEVILS                        TERNI      UMBRIA

  GIRONE  B  

ASD TIKI TAKA                        COSENZA   CALABRIA
PORDENONE AMATORI               PORDENONE   FRIULI
CSI MONTEFIORE                     ASCOLI P.    MARCHE
FORUM TRAIANI                      ORISTANO SARDEGNA 

  GIRONE  C  

COLLE SANNITA SPORT  VIL.    CAMPOBASSO  MOLISE
S. MASSIMILIANO KOLBE       NOTO             SICILIA
STELLA POLARE                    CUNEO         PIEMONTE
VENEZIA CALCIO A 5              VENEZIA        VENETO

AVRANNO ACCESSO ALLE SEMIFINALI :

1 °  GIRONE  A  -  1 °  GIRONE  B
2 °  GIRONE  A  -  1 °  GIRONE  C

E' BENE RICORDARE CHE IL CAMPIONE USCENTE E'  LA STELLA POLARE DI CUNEO CHE CI HA SCONFITTO IN FINALE L'ANNO SCORSO A CESENATICO.

QUESTI SONO GLI ORARI DELLE PARTITE DELLA NOSTRA SQUADRA :

13/7 GIO.   ORE  10:30  CONTRO CELLUCIANOMANIA
13/7   GIO.        ORE       16:30      CONTRO  WHITE DEVILS 
14/7   VEN.        ORE      09:00    CONTRO  SPORTMANIA CALCIO
15/7    SAB.       ORE     10:30    CONTRO  VIRTUS  LAURENTINO 80  

QUESTI GLI ORARI DELLE SEMIFINALI E FINALI :

15/7     SAB.  ORE  17:00   SEMIFINALI

16/7     DOM.  ORE  09:00  FINALI 

SARA' UN CAMPIONATO DURISSIMO. 
SE LA NOSTRA SQUADRA RIUSCIRA' A DISPUTARE LA SEMIFINALE, DOVRA' GIOCARE 5 PARTITE IN 3 GIORNI.
l'AUGURIO E' CHE I NOSTRI MAGNIFICI RAGAZZI RIESCANO A DISPUTARE LA FINALE PER IL 1° POSTO, MAGARI CONTRO LA STELLA POLARE. GLI ANNI PASSANO ANCHE PER I NOSTRI AVVERSARI. 
TERMINO CON UN DETTO LATINO: "SURSUM CORDA" E NESSUN TRAGUARDO SARA' PROIBITO.