giovedì 14 luglio 2016

VIVERE INSIEME. Bambini "magici"


FONTE: Messaggero di Sant'Antonio maggio 2016.
Articolo "Bambini magici" di ADA FONZI (professore emerito psicologia dello sviluppo).

BAMBINI "MAGICI"

Mi sono più volte soffermata sulle straordinarie capacità che spesso i bambini rivelano nelle situazioni più diverse e quando meno ce lo aspettiamo.
Soprattutto in quella fascia di età che corrisponde grosso modo alla scuola per l'infanzia, i piccoli sono un concentrato di scoperte, curiosità e intuizioni che ha indotto alcuni psicologi del passato a definire quegli anni come "magici". Intendendo con quell'aggettivo il dispiegarsi di un pensiero che produce risposte, soluzioni, accostamenti che spesso evadono dalle nostre categorie logiche per avvalersi di procedure magiche e inventive.
Così  un  oggetto può essere contemporaneamente nascosto in due luoghi diversi. E la lunghezza di una strada si annulla, se al suo termine sarà possibile incontrare la compagna preferita.

Spesso noi adulti restiamo affascinati da tali manifestazioni e finiamo per non renderci conto che accanto a queste si formano di continuo, sia pure provvisori ed estemporanei, processi che rivelano una logica serrata e autentica, non ostacolata da quelle regole di opportunità e convenienza alle quali spesso noi adulti sottostiamo. In definitiva, il bambino è sì magico, ma, quando decide di affidarsi alla logica, lo fa in modo stringente, senza esclusione di colpi nei nostri confronti.
Gli episodi fornitimi da due giovani amiche mi hanno fatto molto riflettere. Nel primo, le sorelline Alessia e Irene, di 4 e 3 anni, sono a tavola con i genitori. La maggiore guarda compiaciuta il quadretto familiare e dichiara: "Siamo fortunate io e Irene ad avere il papà e la mamma", forse riferendosi a qualche racconto in cui il protagonista era invece privo di uno o di entrambi i genitori. Subito dopo aggiunge: "Sì... ma anche voi siete fortunati ad avere le figlie!". Molti indizi di particolare interesse sono rintracciabili in questa frase. Da un lato la bambina, pur così piccola, è riuscita a immaginare un'inversione dei ruoli, ipotizzando che alla fortuna delle figlie corrisponda un'analoga fortuna dei genitori. Dall'altro, sembra quasi che Alessia voglia far valere i diritti suoi e della sorellina, mettendosi su un piano di parità nei confronti dei genitori. Nell'uno e nell'altro caso, comunque, siamo di fronte  a una manifestazione di maturità sorprendente. La scena si conclude con una sana risata da parte dei genitori.

Il secondo episodio vede protagonista la piccola Chiara, di 4 anni, che una mattina di buon'ora insieme al fratellino di 1 anno, Niccolò, è in attesa che la mamma finisca di prepararli per portarli rispettivamente alla scuola materna e al nido. La giovane mamma è molto indaffarata, ha i minuti contati perché deve recarsi al lavoro che dista parecchia strada da casa. Finisce per muoversi  in modo disordinato, innervosendosi al  minimo atteggiamento oppositivo dei figli. Non riesce ad allacciare le scarpine di Chiara né ad infilare il piumino a Niccolò. A questo punto la bambina si fa seria e pensosa e, scuotendo sconsolata la testa, dice: "Credo proprio che tu con due (figli, ndr) non ce la fai". Nessuna critica nella sua voce, nessuno rimprovero, solo una constatazione di buon senso. La mamma si accascia sul divano e stinge a sé i piccoli. Mi sono chiesta se le straordinarie capacità di saggezza rivelate dalle due bambine rientrino nella norma o se abbiano bisogno di condizioni particolari per manifestarsi. Sono convinta che questo miscuglio di maturità e infantilismo faccia parte dell'iter evolutivo di ciascuno di noi, a patto però che i bambini possano sviluppare le loro potenzialità in piena libertà, senza dover ricorrere a infingimenti o percorsi alternativi. Conosco bene le famiglie in cui si sono verificati gli episodi che ho riportato e so per certo che in entrambe i bambini possono manifestare ciò che pensano e sentono senza incorrere in disapprovazione o in inutili prediche. Insomma, per avere figli straordinari bisogna essere genitori straordinari.




PARR. S. GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. Le occasioni perdute



Sono circa le 13 di un giorno di giugno e stò chiamando don Camillo sul cellulare. E' più di un mese che non lo sento.
"Ciao Sergio, come va?" mi risponde alla chiamata.
"Bene e tu?" 
"Molto bene. Sono sulla Floating Piers con il CRE di Cene".
"Anche Rosaria ed io siamo stati sulla passerella nei giorni scorsi ed è stato fantastico" replico.
Scambiamo ancora qualche parola e ci salutiamo.

Nei giorni successivi continuo a pensare a lui, prete fantastico, che sa assumersi delle responsabilità, anche se non è esente da difetti. Ma chi non ne ha?
Il mio pensiero va anche ai ragazzi del CRE di Zandobbio, che hanno perso l'opportunità  irripetibile di camminare sulle acque del lago di Iseo. Eppure ho visto altri CRE sulla passerella (vedere le foto che ho pubblicato nel post "MANIFESTAZIONI. The Floating Piers"  del 30/06/16).

Don Camillo, classe 1950, è ancora un prete che non si accontenta delle banalità e le novità non lo spaventano, anzi mi sembra che vada a cercarsele.
Nel 1987 era diventato parroco di  Zandobbio e in 10 anni di permanenza ha rivoluzionato la vita del nostro paesello.
Quante iniziative sono uscite dal suo cervello o forse è meglio dire dal suo cuore!
Come non ricordare la costruzione del nuovo oratorio, decisa dopo una consultazione di tutti i parrocchiani.
L'ho conosciuto che avevo 38 anni e mai avevo incontrato un prete  così determinato, pieno di idee, voglia di lavorare anche manualmente (ve lo ricordate in tuta da muratore?) e alla mano.
Con i campeggi mi ha fatto conoscere e quindi amare la montagna.
Con i pellegrinaggi è aumentata la mia fede.
Agosto, mese di ferie, era per lui occasione per coinvolgere più persone possibili sia nei campeggi, ma soprattutto nei pellegrinaggi a Lourdes, Czestochowa e Fatima, cercando di far spendere il meno possibile, affinché intere famiglie potessero partecipare.
A questo proposito come non ricordare la cucina da campo sul camion, compresi i frigoriferi pieni di viveri e i pallet di acqua minerale.
E per dormire?
Palestre, oratori, fienili, scuole, università.
Certo i disagi c'erano, le arrabbiature pure, ma passavano in un batter d'occhio e la serenità tornava sovrana.
Non era un prete facile, che ti permettesse di fare le cose pur di non coinvolgerlo. Anzi. Quante discussioni ho avuto con lui, essendo entrambi testardi come muli.
Ma poi tutto si appianava, restando magari ognuno sulle sue posizioni.

Concludo questo post con alcune frasi: chi vuole può trarne un insegnamento.

FRANCO SCAGLIA
Bisogna continuare a sognare per muovere il mondo.

LEO BUSCAGLIA
Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

STEVE JOBS
Le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano.

WINSTON CHURCHILL
Quando sono sopraffatto dalle preoccupazioni, ripenso a un uomo che, sul letto di morte, disse che tutta la sua vita era stata piena di preoccupazioni, la maggior parte delle quali per cose che mai accaddero.

MADRE TERESA DI CALCUTTA
Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa.

LUCIO ANNEO SENECA
Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma perché non osiamo che sono difficili.




giovedì 7 luglio 2016

MANIFESTAZIONI. 2° Festival del Legno. Trescore B.



ALCUNE SCULTURE DEL 19° CONCORSO TRUCIOLI D'AUTORE




















RIFLESSIONI. Stare al centro


FONTE: il mio piccolo raccoglitore.

STARE AL CENTRO DELLE VICENDE DEL MONDO


Siamo invitati, oggi, a leggere i segni dei tempi, cioè a capire il senso profondo degli eventi tenendo in mano il vangelo, le parole che passano, e nell'altra le vicissitudini della storia e le contraddizioni degli uomini.
Troppe volte le nostre comunità soffrono di una specie di schizofrenia evangelica, si chiudono nelle chiese e si rivolgono a Dio, elaborano complessi rituali, ma si tengono ben lontani dalle vicende del mondo.
Non basta ripetere nelle nostre comunità le tradizioni consolidate, non basta lasciare che siano queste a ripetersi stancamente, aspettando che sia il mondo ad accorgersi del vangelo: siamo chiamati a leggere i segni dei tempi, a capirlo e amarlo questo nostro tempo, a trovare delle soluzioni con prudenza e intelligenza, con verità e fermezza.
Siamo invitati ad annunciare il vangelo con intelligenza e novità, con strumenti e linguaggi adatti, facendo riecheggiare con nuovi accenti la Parola immutata.
Non abbiamo soluzioni magiche, il vangelo è lo stesso, ma cosa e come proporre oggi agli uomini perché scoprano il volto del Dio di Gesù è frutto delle nostre scelte.
Prendiamolo sul serio, questo vangelo, lasciamo che illumini e incida nella nostra storia, nelle nostre scelte, nelle nostre comunità!

DON CAMILLO. Proprio come il bosso






FONTE: avvisi settimanali della parrocchia di Cene.

PROPRIO COME IL BOSSO

Ho visto il bosso del mio giardino
Tutto secco nel bel mezzo dell'estate.

Ho pensato: non l'ho innaffiato,
per questo è seccato.
Ma nemmeno le altre piante
le ho innaffiate
eppure sono verdi.

Ho visto che anche nel giardino
Del mio vicino
E nel giardino in fondo al paese
E in quello di un paese della bassa
E in tanti altri paesi
il Bosso, e solo il Bosso, è seccato.

Mi hanno detto:
tutta colpa di un verme
che si nutre
solo di questo arbusto.
Accidenti a questo verme
Che uccide solo questa pianta
Tanto lenta a crescere!

Sto pensando
Alle lunghe file di penitenti
Davanti al confessionale
in occasione delle feste
Dei Santi e dei morti
quando ero giovane curato.

Confessavo senza posa
dalle 2 del pomeriggio
alle 8 di sera, esausto,
ma contento per tanto
lussureggiante "Bosso".

Poi d'un tratto le file son
Scomparse ed oggi mi ritrovo
A confessare a singhiozzo,
uno ogni tanto.

Mi hanno detto
Che è così dappertutto
come il bosso del mio giardino.

Un verme che non va a casaccio
Ma che sceglie il suo pasto
Con perversa intelligenza
Ben mirata.

                                     D. Camillo


SALUTE. A ogni età il suo esercizio



FONTE: AIRC fondamentale SPECIALE ARANCE DELLA SALUTE.

A ogni età il suo esercizio

0  -  5      L'esercizio fisico strutturato non è adatto per questa età.
                     E' meglio cercare di migliorare la coordinazione con esercizi
                     di psicomotricità

5  - 12 L'attività fisica deve essere un gioco. Bisogna puntare sulle attività
                   di squadra per i più piccoli, oppure sul gioco-danza

12 - 17 L'adolescenza è l'età più a rischio per la sedentarietà.
                   E' bene trovare insieme al ragazzo o alla ragazza
                   un'attività gradevole ma sufficientemente intensa
                   (giochi di squadra, danza moderna o hip hop)

18 - 30  Bisogna scegliere un'attività e allenarsi almeno due volte
                   la settimana, aggiungendo allo sport aerobico una pratica che
                   lavori sull'allungamento muscolare come lo stretching,
                   lo yoga o il Pilates

30 - 50  E' tempo di variare, per evitare gli effetti negativi che ogni 
                   pratica sportiva reiterata porta con sé. Bisogna privilegiare
                   il lavoro aerobico, senza dimentica lo stretching

50 - 65  La scelta deve tenere conto degli eventuali disturbi muscolo-
                   scheletrici. Si può consultare un fisiatra o ridurre l'intensità
                   dell'attività, mantenendo però la frequenza.

dopo       Le persone più in là con gli anni hanno bisogno di muoversi, 
i 70          in proporzione, più di quelli giovani. Vanno bene gli esercizi
                   di ginnastica classica, il Pilates, il ballo di sala ma anche attività 
                   che potenziano l'equilibrio ed evitano le cadute, come il tai 
                   chi-chuan
  




OGGETTI. Moderna trebbiatrice


Nell'ottobre del 2014 ho pubblicato le foto di un'antica trebbiatrice. Ora pubblico quelle di una moderna.