venerdì 28 marzo 2014

GSO ZANDOBBIO. 1994-2014 le radici della vigna




Sabato 22 marzo ho partecipato ai festeggiamenti del 20° compleanno del Gso, fondato il 22 marzo 1994.
 
Nella sala parrocchiale si è iniziato mostrando le foto di questi primi 20 anni di vita e si è proseguito con la  Messa.
 
Vedendo la chiesa piena, l'amico don Camillo sull'altare e sentendo cantare molto bene il coro, mi si sono inumiditi gli occhi.
 
Che cosa rappresenta per me il Gso?
Solo la mia famiglia sa cosa provo nel cuore, essendo stata coinvolta in questi vent'anni in tante gioie e alcune delusioni.
In ogni caso penso che in passato ho fatto delle scelte giuste riguardo ad alcune persone.
 
Ma in questo momento di festa, come non ricordare due persone che hanno dato molto a Zandobbio?
 
La prima è Ignazio Flaccadori, il mitico Gnazio.
Era famoso in tutta la provincia per la sua enorme passione per il calcio, il suo grande naso e gli occhi strabici.
Il suo grande cuore ha permesso a tanti ragazzi in alcuni decenni del dopoguerra di giocare a calcio.
Ha dato entusiasmo, tempo e denaro.
E' stato molto triste nel 2004 vedere pochi di quei ragazzi di allora accompagnarlo al cimitero.
 
Un'altra persona che ricordo con affetto è il dott. Gabriele Riva detto Bubi.
Probabilmente pochi si ricordano, ma venne in panchina con me nel 2° anno di vita del Gso, quando ci iscrivemmo alla 3° cat.
Mi rammento ancora molto bene il problema della mancanza del massaggiatore all'inizio della preparazione precampionato.
La società non aveva trovato nessuno disposto ad assumersi l'incarico, ma durante il pellegrinaggio a Fatima avevo pensato molto a questo problema e forse avevo trovato la soluzione.
Una sera di settembre a tavola con la mia famiglia butto lì la proposta: "Se domandassi al dott. Riva se è disposto a venire in panchina, voi cosa ne pensate?"
Originario di Zandobbio, il medico aveva esercitato la professione di pediatra a Bergamo (quante mamme zandobbiesi avevano fatto visitare i loro bambini!), dove aveva vissuto per una quarantina d'anni. Andato in pensione era ritornato al paese, dove insieme alla moglie Graziella era impegnato in opere di volontariato.
Rosaria si mise a ridere e disse: "Figurati se un anziano dottore accetta di sedere su una panchina di un campo di calcio! Inoltre è un pediatra e voi non mi sembrate tanto piccoli."
"Tentare non nuoce" risposi con filosofia.
Il successivo sabato sera, all'uscita della Messa, avvicinai disinvoltamente il medico e la consorte.
"Buonasera dottore. Sono Sergio, l'allenatore della squadra del paese. Desidero farle una proposta. Non mi dia una risposta subito, ma ci pensi sopra e mi dia una replica tra una settimana."
Con queste parole speravo di non ricevere subito un rifiuto, ma invogliare il dottore a riflettere alcuni giorni.
"Alla mia squadra manca il massaggiatore: verrebbe Lei in panchina?"
"Va bene, Sergio: accetto" rispose l'anziano pediatra.
Rimasi per un attimo a bocca aperta, non essendo abituato ad ottenere il consenso immediato di una mia proposta.  Come non ricordare gli alterchi in consiglio? Ma fu un attimo e, sorridendo, ripresi il dialogo.
"Il campionato inizia tra un mese e Le farò avere il calendario delle partite. Giocheremo sempre la domenica mattina. Sono contento che abbia accettato, poiché mi toglie un grosso peso dallo stomaco."
"Sergio, si meraviglierà, ma sono stato il medico sportivo di una squadra ciclistica di Bergamo alcuni anni fa e quindi accetto volentieri la sua proposta."
Ci lasciammo con una stretta di mano, estesa anche alle nostre due consorti, che avevano assistito silenziose e sorridenti al breve colloquio.
Ritornando a casa mi rivolsi a Rosaria:
"Hai visto? Tentare non nuoce."
"Non avrei mai immaginato che accettasse" rispose scuotendo la testa, perplessa.
Ecco come ho conosciuto il dottore.
Da quel sabato all'uscita della Messa abbiamo sempre scambiato qualche parola sul calcio, di cui era competente.
Ho solo un rimpianto: ho sempre desiderato invitarlo con la moglie a mangiare una pizza a casa mia, ma un mio pudore inspiegabile mi ha sempre impedito di domandarglielo.
Adesso, che sicuramente si trova in paradiso con la sua amata Graziella (una coppia splendida da imitare), conosce questo mio desiderio insoddisfatto e farà ancora quel suo dolce sorriso.
 
Proseguendo nel racconto della serata mi ricordo la bella omelia di don Camillo.
Ah, quanto mi mancano le tue omelie, don!!!!
 
Finita la Messa, tutti al rinfresco, dove si è distribuito il libretto celebrativo "1994-2014 Le radici della vigna" che ripercorre e sintetizza i fatti più rilevanti del primo ventennio del Gso.
 
Per concludere avrei voluto postare delle foto, che mi erano state promesse con invio via mail.
A tutt'oggi non mi sono ancora pervenute.
Quando arriveranno, le pubblicherò.
 
Termino augurando lunga vita al Gso, cercando però di migliorare, come avviene in tutte le vicende umane.

lunedì 17 marzo 2014

DON CAMILLO. Lo stipendio del parroco

 
Fonte: Avvisi Settimanali della Parrocchia di Cene.
 
 
Come ogni anno vi comunico volentieri un aggiornamento sullo stipendio che ricevo per il mio ruolo di Parroco.
 
Tale stipendio è composto da tre voci:
 
  • La prima è la retribuzione che è a carico della Parrocchia e viene stabilita ogni anno per decreto del Vescovo in base agli abitanti della Parrocchia stessa. Si ottiene moltiplicando il numero  degli abitanti della parrocchia per 0,08; la somma a carico della Parrocchia per il 2014 è di € 342.00.
  • La seconda voce è  a carico  dell'Istituto Centrale Sostentamento del Clero che gestisce tutti i fondi che un tempo facevano parte del Beneficio delle Parrocchie; e in più i fondi provenienti dai versamenti volontari per il sostentamento dei Sacerdoti (fatti con l'apposito bollettino che si trova in Chiesa) e parte dei fondi provenienti dall'8 per mille del gettito fiscale. Con questa seconda voce l'Istituto completa lo stipendio del Sacerdote portandolo ad un tetto che sia uguale per tutti (salvo gli scatti d'anzianità ed il maggiore onere di servizio) in modo che chi presta servizio nelle Parrocchie più piccole non sia più svantaggiato di quello che esercita il ministero in  Parrocchie più grosse. La somma a carico dell'ICSC per i parroco di Cene è di € 767,64.
  • La terza voce è composta dagli incerti, cioè, dalle offerte che i fedeli devolvono per la celebrazione delle SS. Messe per i propri cari o per le proprie intenzioni. 
Vista la crisi che continua a colpire tante famiglie e viste le attuali difficoltà economiche della Parrocchia, già dagli ultimi mesi del 2011 ho rinunciato all'offerta per la S. Messa spettante al celebrante, lasciando così tutto il contributo alla cassa Parrocchiale.
Il totale dello stipendio del parroco di Cene per il 2014 è di € 1109,64 per 12 mensilità (non sono previsti né TFR, né tredicesima).
Le spese dell'automobile, usata in gran parte per il servizio pastorale, sono a carico del Parroco che in cambio usufruisce dell'appartamento a titolo gratuito e, sempre per decreto del Vescovo, di metà delle spese della luce e del riscaldamento, e per intero del canone fisso del telefono, con l'impegno di rimborsare alla Parrocchia le spese fatte per uso personale.
Ringrazio il Signore perché fino ad oggi non mi ha mai lasciato mancare niente e ringrazio anche la sensibilità di tante persone che nei modi più diversi si fanno sentire vicine.
Il mio desiderio è che tutto proceda sempre così perché mi sento veramente baciato dalla Provvidenza (come l'anno scorso, due anni fa, come...).
 
                                                    D. Camillo

VIVERE INSIEME. Pablo Neruda


TESTO TRATTO DA "LA VOCE DEL DONATORE" DI QUALCHE ANNO FA.
 
 
Dedicata a tutti i donatori AVIS ed ai loro dirigenti associativi, con l'augurio che la nostra associazione si  mantenga sempre viva ed attenta ai bisogni della società in continua evoluzione, superando gli angusti confini del campanilismo ed il timore del "nuovo", con l'unico scopo di essere di aiuto a chi soffre.
 
                                                Barbara Giussani
 
 
LENTAMENTE...
 
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
 
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
 
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
 
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
 
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
 
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
 
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
 
                                           Pablo Neruda
 
 


 


mercoledì 12 marzo 2014

SPORT. Squalifica per razzismo.


Premessa: sono tifoso dell'Atalanta e frequento lo stadio di Bergamo da quando ero alle scuole elementari.
Su la Repubblica di oggi leggo che il calciatore Alberto Grassi della Primavera dell'Atalanta ha preso 10 turni di squalifica perché ha detto a un avversario del Verona "Alzati vu' cumprà".
Il responsabile del settore giovanile Mino Favini ha precisato: "Non c'era intento razzista. Il ragazzo usa quel termine in modo scherzoso anche con un compagno".
Ci mancherebbe altro, egregio Favini!
Ma sarebbe molto più preoccupante se gli adulti che frequentano il ragazzo non avessero sempre tentato di fargli capire che certe frasi non vanno assolutamente dette, soprattutto in questi difficili tempi, dove le squalifiche di interi settori degli stadi italiani per frasi razziste sono all'ordine del giorno.
Frequento abitualmente le tribune dei campi dilettantistici e purtroppo devo constatare che la violenza verbale in   campo è molto diffusa e non punita adeguatamente dall'arbitro, che sembra sordo a bestemmie e proteste.
Tuttavia sono rimasto gradevolmente sorpreso dall'intervento di uno spettatore zandobbiese, che, alcuni mesi fa in una partita all'oratorio, sentendo un giocatore bestemmiare in continuazione (mentre l'arbitro sembrava completamente sordo), ha alzato la voce per richiamare il bestemmiatore.
Un raro esempio di una voce fuori dal coro!

lunedì 10 marzo 2014

POESIE.4. Olimpiadi nel 1980.



1980.
Olimpiadi.
Mosca.
Sul video della televisione
vedo gareggiare gli atleti,
ma mancano i giovani statunitensi,
i giovani canadesi,
i giovani tedeschi dell'ovest,
i giovani giapponesi,
i giovani,
i giovani,
i giovani
e la lista si allunga.
Anche a Montreal
mancavano i giovani
di molti Paesi.
A Monaco
ci fu la carneficina
degli atleti ebrei.
A Messico City
la polizia sparò
sui giovani universitari.
La violenza politica
ha squassato gli ideali olimpici.
I cinque cerchi
erano l'unica occasione
per riunire sotto il braciere della pace
le pelli bianche,
rosse,
gialle,
nere.
Ora non più.
Il sovietico organizza
giochi di fratellanza
e nello stesso istante
cerca di togliere la libertà
all'afgano.
Lo sport era un'isola felice
ed ora è immagine
di una società violenta.
Tra quattro anni
Los Angeles.
I Paesi dell'est parteciperanno
alle spartachiadi.
Addio fratello nero,
rosso,
giallo,
bianco.

VIVERE INSIEME.Psicoterapia per tutti.4


Altri consigli di Valerio Albisetti nel suo libro "PER ESSERE FELICI" edito da Paoline Editoriale Libri.
 
 
 
  1. Quando ti fanno dei complimenti, oppure dimostrano - per una certa valutazione - o affetto o amicizia o simpatia, non sentirti imbarazzato o scettico. Non pensare che non te li meriti, ma rispondi con semplicità, accettando il complimento, sentendoti persona in pieno diritto!
  2. Cura il tuo corpo, qualunque forma possieda, l'alimentazione; non fumare, bevi alcoolici in maniera moderata. Quando mangi, scegli quello che ti piace, senza farti condizionare dal gusto altrui, e scegli ciò che mangi.
  3. Abbi rispetto del tuo corpo. Nutrilo. Tienilo in esercizio! E' sacro per il solo fatto che esiste.
  4. Non dipendere dagli altri, dai loro pareri, orientamenti. Ascolta tutti, confrontati, ma abbi sempre una tua idea.
  5. Non rimanere paralizzato in una situazione che si presenta conflittuale. Scegli. E' sempre meglio scegliere che rimanere inerti o passivi! Non far passare la vita sopra di te senza prenderla nelle tue mani. Decidi, comunque!
  6. Alla fine di ogni giorno rivediti nei momenti della giornata. Riconoscerai così le situazioni in cui ti sei fatto condizionare dall'idea negativa che hai di te stesso.
  7. Cerca di usare comportamenti e modi contrari a quelli che ti detterebbe la tua parte negativa.
  8. Impara a osservare gli altri senza il solito senso di inferiorità e ti accorgerai che tutti siamo, più o meno, uguali.
  9. Ricordati che non esiste niente di preordinato. Noi siamo il risultato delle scelte che si sono fatte precedentemente.
  10. Accetta la tua timidezza per poterla modificare, non per rimanervi attaccato.

VIAGGI.4.Parigi.3