lunedì 17 febbraio 2014

VIVERE INSIEME.Psicoterapia per tutti.3

Altri consigli di Valerio Albisetti nel suo libro "PER ESSERE FELICI" edito da Paoline Editoriale Libri.
 
  1. Armonizzate il vostro super io con l'es, non facendovi dominare né dall'uno né dall'altro.
  2. Imparate a sostituire pensieri negativi con pensieri positivi.
  3. Ricordatevi che siete voi gli artefici di voi stessi, non la realtà esterna.
  4. Non barate mai con voi stessi. Analizzate a fine giornata le cose che vi sono accadute e soprattutto come avete reagito ad esse.
  5. Disciplinate la vostra vita emotiva.
  6. Piacetevi! Accettatevi!
  7. Analizzate quotidianamente i vostri comportamenti, i vostri atteggiamenti.
  8. Non abbiate paura di voi stessi!
  9. Cercate di più ciò che unisce che quello che divide.
  10. Concentratevi su ciò che state facendo.


giovedì 13 febbraio 2014

POESIE.3.Anno 1980

ANNO 198O
 
 
I carabinieri hanno trovato
Anna incatenata
al suo letto.
Anna
è una bambina di sette anni.
Anna
è figlia naturale.
Anna
è un intoppo alla mamma
che ha sposato un altro uomo.
Anna
è odiata dal patrigno.
Donna e uomo hanno tentato
di vendere Anna.
Anna
è una merce.
Donna e uomo non sono riusciti
a vendere la loro merce.
Ed ora infieriscono su Anna.

lunedì 10 febbraio 2014

RACCONTI. Ah, questi papà moderni!

Il noto psichiatra sta dicendo alla TV che i genitori odierni non hanno spina dorsale.
Simone sorride amaro e subito gli viene in mente un episodio.
 
Quell'anno in squadra c'era un ragazzo di nome Antonio, che durante gli allenamenti o negli spogliatoi si metteva dietro di lui e faceva il buffone prendendolo in giro con gesti e boccacce. Gli altri ragazzi scoppiavano a ridere e Simone, voltandosi, chiedeva il perché. Nessuno rispondeva.
 
Una sera, negli spogliatoi, terminato l'allenamento, con la coda dell'occhio si accorge che il ragazzo sta facendo la solita pantomima. Prima che scoppino le risate, si volta di scatto e, guardandolo con  severità negli occhi, minaccia di dargli uno schiaffo, se la cosa si dovesse ripetere.
 
Finita la doccia, ecco arrivare il padre di Antonio per portarlo  a casa.
Simone gli racconta il fatto, aspettandosi un appoggio dal giovane padre.
Invece incredibilmente questo gli dice a muso duro:
"La prossima volta che minaccerai di uno schiaffo mio figlio, sarò io a darlo a te!"
 
Un'altra volta invece Simone apprende un nuovo metodo per educare i ragazzi.
 
Si stava svolgendo una partita di campionato.
Luigi giocava a centrocampo, ma quando perdeva la palla non ritornava nella propria metà campo per aiutare i compagni della difesa.
Dalla panchina Simone invitava il ragazzo a fare anche la fase difensiva.
Ad un certo punto una voce, oltre la rete di recinzione, dietro la panchina, esclamò:
"Simone, sbagli a richiamare in questo modo mio figlio. A casa per farmi ubbidire, gli chiedo di fare il contrario."
All'allenatore  caddero le braccia, ma continuò a richiamarlo come faceva prima.
 
E quel padre che, appena terminato il campionato, disse al presidente della società che suo figlio Luca avrebbe cambiato squadra se Simone avesse continuato ad essere il suo allenatore?
 
Un mese dopo, una sera Simone ed Elena si stavano recando a Trenore per assistere ad un concerto nella piazza principale.
Nel tragitto, ecco incrociare i nonni di Luca.
Simone si sente in dovere di chiedere loro perché Daniele, papà di Luca, avesse minacciato di portar via il figlio.
Eleonora, la nonna, risponde che Luca aveva detto al padre che non voleva più Simone come allenatore.
Simone replica: "Metto la mano sul fuoco che il ragazzo non ha mai detto tale frase."
L'allenatore è sicuro della stima dei suoi ragazzi, che non perdono l'occasione di salutarlo quando lo incontrano per le vie del paese.
Ma, incredibile, ecco apparire Luca con Andrea, un altro ragazzo della squadra.
Simone ferma Luca e gli chiede:
"E' vero che hai detto a tuo papà che, se sarò ancora io l'allenatore, tu cambierai società?"
Luca, deciso: "Non ho mai detto una cosa simile."
"Grazie Luca, puoi andare" e rivolgendosi di nuovo ad Eleonora e a Stefano, il marito:
"Ero sicuro di Luca. Gli adulti ti fanno il sorrisino davanti alla faccia e poi ti pugnalano alle spalle. Invece i ragazzi sono sinceri: se hanno qualcosa contro di te, non ti salutano più e svicolano quando ti incontrano."
Con tanta amarezza nel cuore Simone prosegue il cammino con Elena.
 
Gli viene in mente anche un altro papà che, fatte certe affermazioni, in seguito giura e spergiura che non ha mai detto quelle cose.
 
"Esiste ancora la sincerità?" si chiede, spegnendo il televisore.
 


giovedì 6 febbraio 2014

VIVERE INSIEME. Psicoterapia per tutti.2

Continuano i consigli di Valerio Albisetti nel suo libro "PER ESSERE FELICI" edito da Paoline Editoriale Libri.
 
 
 
  1. Non servitevi dei vostri genitori come alibi alle vostre deficienze! Il fatto stesso che permettete alla parte negativa dei vostri genitori di influenzarvi ne è la prova!
  2. Esaminate obbiettivamente tutti i difetti dei vostri genitori e non assumeteli.
  3. Cancellate per sempre in voi frasi del tipo "non posso farci niente".
  4. Siete voi gli artefici della vostra vita. Anche se avete avuto difficoltà o genitori inadeguati, sta a voi se imitarli o vivere diversamente da loro.
  5. Smettete di sentirvi al centro dell'attenzione altrui.
  6. Non lasciatevi irretire da chi vi copre di premure.
  7. Non siate vanitosi.
  8. Non fate le civette o i vanesi. Lasciate tutto ciò a quando eravate bambini.
  9. Abbiate sempre una disciplina interiore.
  10. Non abbiate paura. Affrontate la vita per quella che è.

mercoledì 5 febbraio 2014

GIOVANI E RAGAZZI. I giovani bevono

Questo post è stato impegnativo, non nella stesura del testo, ma nel decidere sull'opportunità o meno di postarlo.
Soprattutto la seconda parte in cui riporto le parole di Mauro Corona, noto romanziere e incallito bevitore.
1 parte
Notizie tratte da "il venerdì di Repubblica" n° 1349 del 24/01/14.
Nell'articolo  "Fa più danni la marijuana o l'alcol?" Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di sanità, dice:
"L'alcol è una sostanza che provoca euforia e disinibizione, e quindi viene usato come "lubrificante sociale". E' però anche una sostanza tossica, soprattutto per il cervello. Perciò il fegato, altro organo bersaglio, è deputato a distruggerla il più rapidamente possibile. Il fegato di un adulto, però, non può metabolizzare più di 6 grammi di alcol all'ora, cioè mezzo bicchiere di vino circa, e questa capacità è ancora inferiore nelle donne, nei giovani e negli anziani. Basta quindi superare il proprio limite di quantità in un certo tempo, per far circolare l'alcol nel sangue, innescando danni a vari organi del corpo e provocando, nei casi più gravi, coma etilico e morte. Nelle persone sotto i 20 anni, l'abuso di alcol ostacola inoltre la completa maturazione del cervello, che resterà quindi in modalità "giovanile", eccessivamente emotivo e poco razionale, anche da adulti. Se costante, l'uso eccessivo di alcol (cioè, in media, sopra ai due bicchieri al giorno per un uomo adulto, uno per donne e anziani, zero per i minorenni, per chi assume farmaci e donne incinte) alla lunga causa danni al fegato e al sistema digerente e circolatorio, tanto che ogni anno in Italia è responsabile di 18 mila morti".
Naturalmente c'è poi l'alcolismo, che, sui sette milioni di italiani che bevono troppo, si stima interessi circa un milione di persone.
"In totale l'Oms stima per l'Italia 22 miliardi di euro l'anno di costi sociali e sanitari dovuti all'alcol" dice ancora Scafato. "Sono dovuti per esempio ai 120 mila ricoveri in ospedale l'anno, un sesto dei quali di minori di 14 anni, ma anche agli incidenti stradali e ai crimini che l'alcol favorisce".
2° parte
Il testo di questa parte è stato estrapolato dal romanzo "GUIDA POCO CHE DEVI BERE Manuale a uso dei giovani per imparare a bere" di Mauro Corona, edito da Mondadori.
Senza dubbio chi mi sta leggendo esclamerà:
"Cavolo! Questa parte è in contraddizione con la prima".
Ripeto: questo post è stato molto sofferto, ma mi ha fatto decidere una frase dell'autore nella prefazione:
"Cercherò di spiegare ai giovani come imparare a bere senza fracassarsi il naso, giacché pretendere che non bevano è come pretendere che non piova".
Consapevole di aver trascorso anni di bevute colossali - cantati e celebrati anche nei suoi libri - Mauro Corona ora cambia passo: si guarda indietro con lucidità e con l'atteggiamento critico di chi sa che nella vita gli è andata bene e sente che è arrivato il momento di mettere in guardia i giovani, perché non prendano con leggerezza, e tantomeno con esaltazione, l'alcol, nemico subdolo e accattivante.
Ecco cosa consiglia alla fine del suo romanzo.
"Prima di tutto cari ragazzi, dovete rispettare voi stessi, volervi un po' di bene, senza strapazzare troppo la vita. La cosa è possibile pur decidendo di concedervi qualche bevuta. Però bevete seguendo i comandamenti di un vecchio cialtrone che ha scelto di dire le cose come stanno, senza falsi moralismi. Risparmiandovi così di prendere altre badilate in faccia da quel mondo falso degli adulti che non sa parlare chiaro. Ecco i comandamenti:
  1. BERE UN SOLO TIPO DI ALCOLICO, PER QUANTO VI E' POSSIBILE VINO, ANCORA MEGLIO SE ROSSO.
  2. NON METTERSI ALLA GUIDA DI ALCUN MEZZO E, MEN CHE MENO, FAR GUIDARE SCONOSCIUTI.
  3. SE  AVETE BEVUTO TROPPO, CHIAMARE QUALCUNO CHE VI PORTI A CASA, GENITORI COMPRESI.
  4. NON BERE MAI FINO A PERDERE COMPLETAMENTE IL CONTROLLO, ALLENARSI A FERMARSI PRIMA.
  5. NON SALIRE IN AUTO IN CINQUE O SEI BENSI' IN DUE, MASSIMO TRE.
  6. TENERE SEMPRE IN AUTO UN SACCO A PELO, O QUALCHE COPERTA, E UNA TORCIA ELETTRICA.
  7. MAI SCARICARE O LASCIARE SOLO, OVUNQUE SI TROVI, L'AMICO IN DIFFICOLTA'.
  8. TENERE D'OCCHIO IL BICCHIERE: CHE QUALCUNO NON VERSI DELLE PORCHERIE PER DROGARVI.
  9. NON PORTARE MAI IN TASCA COLTELLI NE' ARMI DI QUALSIASI TIPO.
  10. BERE ADAGIO E MAI ROBA FREDDA, SOPRATTUTTO MANGIANDO QUALCOSA.
  11. MAI PASSARE DAI GRADI ALTI A QUELLI BASSI, BENSI' IL CONTRARIO.
  12. PORTARE UN AMICO CHE NON BEVE, CHE VIGILI SU DI VOI, VI TRASCINI VIA QUANDO OCCORRE E GUIDI L'AUTO.
  13. DURANTE LE BEVUTE FARE MOVIMENTO, FATICARE, BALLARE, CAMMINARE UN POCO ALL'ARIA APERTA FUORI DAI LOCALI.
  14. PROVARE, ANZI FARE, OGNI TANTO PERIODI DI ASTINENZA DALL'ALCOL DI ALMENO UN MESE.
  15. PENSARE, MENTRE BEVETE, A COLORO CHE VI VOGLIONO BENE E AL DOLORE CHE POTETE ARRECARGLI IN QUEL MODO.
  16. MAI FARE L'AUTOSTOP, SOPRATTUTTO LE RAGAZZE, NEMMENO SE PIU' DI UNA.
  17. DOPO LA SBRONZA DOCCIA FREDDA, DIGIUNO E TAZZE DI ACQUA BOLLENTE CON ZUCCHERO.
  18. PER QUANTO POSSIBILE, MUOVERSI CON MEZZI PUBBLICI, LASCIANDO LE AUTO IN GARAGE.
  19. FARE MOLTA ATTENZIONE A BERE IN LUOGHI PERICOLOSI, RIFUGI SU DIRUPI, COSTIERE, SCOGLIERE ECCETERA.
  20. BERE SOLO OGNI TANTO, SOLO NEL FINE SETTIMANA, IL RESTO REGIME ASSOLUTO AD ACQUA.

lunedì 3 febbraio 2014

VIAGGI.4.Parigi.1

Nel maggio del 2012 Rosaria ed io abbiamo trascorso 8 giorni a Parigi, alloggiando in un ostello della gioventù.
 
Bellissima città, che non ha deluso le nostre aspettative.
 
Si tende a fare dei confronti tra le città che si visitano. Secondo me è sbagliato, perché ogni città è diversa da ogni altra e questo è dovuto a tanti fattori, tra i quali fondamentali la storia e la gente che vi abita.
 
A Parigi ho scattato molte foto, che metterò in questo post ed in altri con la sequenza dei luoghi visitati.
 
 
 

la 1° foto scattata a Parigi sul metro che ci portava all'ostello della gioventù