martedì 1 settembre 2026

ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA

 FONTE: Masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLO



roverella di Bauglione
Civitaquana


cipresso di sant'Antonio della pace
Lanciano


faggio di Monte Rotondo
Barrea


acero di  Lama bianca
Isola  del Gran Sasso


sequoia gigante Istituto Pagano
Campobasso


cerro di Campo Lungo
Carovilli


acero montano della Metuccia
Pizzone


pioppo nero di colle Tufo
Sesto Campano


olivo di via Pertini
Cicciano


tiglio di piazza De Vito
Summonte


roverella della badia di s. Vito
Aquilonia


frassino di fonte Gabriele
San Bartolomeo


roverella della foresta Mercadante
Altamura


carrubo  di La Grave
Polignano a mare


platano di San Leucio
Caserta


faggio  della  foresta umbra
Monte  s. Angelo


quercia di Macrì
Supersano



cipresso di villa s. Maria

Potenza


pino loricato della grande porta
Terranova di Pollino


fragno di masseria Malvezzi
Matera



castagno di Meletano
Cervia



pioppo nero di piazza  Vitt. Veneto
Serra Pedace


platano eremo di sant'Elia
Curinga



eucalipto rosso  di Torrenova

Cirò Marina

faggio delle macchie

Pedace


olmo di  piazza  Regina Margherita

San Lorenzo



tipuana di villa Moncada

Paternò

iucca di villa Malfitano

Palermo


sughera di Molara

Caltagirone



carrubo di  Cammaratini

Modica



fico magnolioide di Donnafugata

Ragusa





tamerice di san Nicola

Noto



  olivo di s'Ortu Mannu

Villa  Massargia



pino d'Aleppo di San Pantaleo

Dolianova




ginepro di Lathoracesas aVillagrande

Strisalli  


roverella di   Treja

Macerata



bagolaro di Terenzano

Fiesole


sequoia gigante di Longarone

Belluno



roverella delle Checche a Piensa 

Siena



sughera di Su Pittixi

Usellus



olivastri di Budò

Padru



cedro del Libano  parco Aymerich

Laconi



roverella della Badia di S. Vito
Aquilonia
Avellino



sofora di Vazzola
Treviso


roverella  di Barete
Aquila





olivo di  Villamargia
sud  Sardegna


olmo campestre
Budrio 
Bologna

 

farnia di Sterpo
Bertiolo 
    Udine      


quercia di Dèlechamp
Supersano
Lecce



olivo di sant'Emiliano a Trevi
Perugia


platano di  Villa Coldumer a Mogliano Veneto
Treviso


farnia di Malga Costa a Borgo Valsugana
Trento




albero di Giuda del Palatino

Roma


pioppo nero  di Sesto Campano
Isernia


platano della Tesoriera

Torino



cedro di Cison di Valmarino
Treviso




larice  di  Pejo
Trento



pioppo nero di  Sesto  Campano

Isernia



faggio di Forca Canepina
Arquata del Tronto
Ascoli Piceno


fico di Bordighera
Imperia


maggiociondolo di Saint Oyen
Aosta


pino d'Aleppo  di  Dolianova
Sardegna


ficus  di  Palermo


cipressi di Salò


larici di Santa Gertrude Bolzano


castagno di Melitani a Ceva Catanzaro


cedro di Cassano Magnago  
Varese




SALUTE. Ingestione di pile a bottone


 

FONTE: "Bergamo Salute" settembre/ottobre 2026.
Articolo: "Pile a bottone: un piccolo oggetto, un rischio da non sottovalutare" di SARA CARRARA.


Le batterie al litio presenti in molti dispositivi di uso quotidiano possono provocare gravi lesioni se ingerite. Il Centro Antiveleni dell’ASST Papa Giovanni XXIII richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della tempestività di intervento.

Piccole, lucide e facilmente accessibili. Le pile a bottone al litio sono presenti in numerosi oggetti di uso quotidiano, come telecomandi, orologi, bilance, giocattoli e piccoli dispositivi elettronici. Proprio le loro dimensioni e il loro aspetto le rendono particolarmente attraenti per i bambini, che nella prima infanzia esplorano il mondo portando gli oggetti alla bocca. Si tratta di un incidente domestico più frequente di quanto si possa immaginare. Negli ultimi 18 mesi il Centro Antiveleni dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha gestito 42 consulenze per ingestione di batterie, di cui 12 riguardavano pile al litio ad alto voltaggio. Un dato che richiama l’attenzione su un rischio poco conosciuto ma potenzialmente molto grave.

Perché sono così pericolose?

Se una pila al litio viene ingerita e rimane bloccata nell’esofago, può provocare in poche ore gravi ustioni della mucosa per effetto elettrochimico, fino ad arrivare, nei casi più seri, alla perforazione dell’esofago. Anche lo stomaco può subire lesioni dovute al solo effetto elettrico della batteria, indipendentemente dall’eventuale rilascio di sostanze contenute al suo interno.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le batterie già utilizzate. Anche quando sembrano completamente scariche, infatti, conservano una carica residua sufficiente a provocare danni importanti. Per questo motivo proprio le pile esauste, lasciate incustodite in casa prima di essere smaltite, rientrano tra quelle più frequentemente ingerite dai bambini.

I sintomi possono essere lievi, ma il rischio è elevato

Tra i casi recentemente trattati all’ASST Papa Giovanni XXIII vi è quello di un bambino di 10 anni, giunto al Pronto Soccorso pediatrico dopo aver ingerito accidentalmente una pila al litio. Nonostante riferisse soltanto sintomi lievi, gli accertamenti radiologici hanno evidenziato la presenza della batteria nell’esofago, rendendo necessaria la rimozione endoscopica in urgenza. Dopo alcuni giorni di ricovero in Terapia intensiva pediatrica e un successivo periodo di degenza in Chirurgia pediatrica, il bambino è guarito completamente. Il caso conferma come la gravità dell’ingestione non sia necessariamente legata ai sintomi iniziali. «È importante sapere che, in caso di ingestione di una pila al litio, la gravità della situazione non è correlata ai sintomi iniziali – spiega Giuseppe Bacis, responsabile del Centro Antiveleni dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. Anche in assenza di manifestazioni evidenti è indispensabile rivolgersi immediatamente al 112 o raggiungere il Pronto Soccorso. Il Centro Antiveleni è sempre disponibile per risolvere eventuali dubbi dei genitori, dei nonni o di chi è in casa con il bambino, fin dai primi minuti dall’ingestione certa o anche solo sospetta».

Un percorso multidisciplinare

La gestione di questi pazienti richiede un intervento rapido e il coinvolgimento di numerosi specialisti. All’ASST Papa Giovanni XXIII la presa in carico inizia fin dalle prime fasi nel Dipartimento di Emergenza Urgenza e Area Critica. Il Centro Antiveleni coordina la consulenza specialistica, mentre il Pronto Soccorso pediatrico avvia tempestivamente gli accertamenti diagnostici insieme alla Gastroenterologia. Quando necessario interviene la Chirurgia pediatrica per la rimozione endoscopica urgente della batteria. Il percorso prosegue poi con l’assistenza della Terapia intensiva pediatrica e delle équipe di Pediatria e Chirurgia pediatrica, in base alle condizioni cliniche del paziente.

Prevenzione: il primo strumento di protezione

Molti di questi incidenti possono essere evitati adottando alcune semplici precauzioni. È importante conservare sia le pile nuove sia quelle esauste fuori dalla portata dei bambini e smaltire tempestivamente quelle scariche. Occorre inoltre verificare che i dispositivi che le contengono abbiano vani batteria integri e ben chiusi, non facilmente apribili dai più piccoli, prestando particolare attenzione a telecomandi, giocattoli e altri oggetti di uso domestico. 

Le pile al litio ad alto voltaggio sono generalmente riconoscibili dalla sigla CR seguita da quattro cifre e hanno un diametro compreso tra 10 e 24 millimetri. Tutte rappresentano un potenziale pericolo, ma quelle con diametro pari o superiore a 20 millimetri sono le più frequentemente coinvolte nei casi in cui la batteria si arresta nell’esofago dei bambini, provocando le lesioni più gravi.

Cosa fare se si sospetta l’ingestione

In caso di ingestione certa o anche solo sospetta di una pila al litio è fondamentale non attendere la comparsa dei sintomi. È necessario contattare immediatamente il 112 o il Centro Antiveleni, accompagnare senza ritardo il bambino al Pronto Soccorso e non provocare il vomito. Se possibile, è utile portare con sé il dispositivo da cui proviene la batteria, la confezione originale oppure una batteria identica, così da facilitarne l’identificazione. Quando si parla di pile al litio, la tempestività rappresenta il principale fattore in grado di ridurre il rischio di complicanze e di garantire le migliori possibilità di guarigione. Per questo motivo, anche in presenza del solo sospetto di ingestione, è sempre consigliabile rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza.