lunedì 19 dicembre 2022

SERGIO. Buon Natale non dimenticando...

 




Buon Natale, non dimenticando tutte le persone che soffrono nel mondo, alle quali quest'anno si sono aggiunti gli Ucraini, vittime di una guerra scatenata da Putin, persona che si può affiancare ai tanti personaggi storici che hanno portato tanta sofferenza ai popoli.

Vi chiedo di fare una piccola donazione, anche di soli 10 €, alla scuola intestata a p. Simone Vavassori a Bukavu nella Rep. Dem. del Congo.
Il fac-simile del versamento postale è riprodotto nel post "GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI".

                                                               franca antonioli



giovedì 15 dicembre 2022

SALUTE. Manutenzione del cervello

 

FONTE: "il venerdì di Repubblica" del 21/10/22.
Articolo: "L'arte della manutenzione del cervello" di  CRISTINA MOCHI.

E' il più complesso dell'universo con i suoi 200 miliardi di cellule. Eppure il cervello va considerato un organo come tutti gli altri, e come fegato, polmoni, pancreas va protetto e curato tutti i giorni.
Michela Matteoli, direttrice dell'Istituto di Neuroscienze del Cnr, e coordinatrice del Neuro Center dell'ospedale  Humanitas di Milano, lo spiega nel libro Il talento del cervello (Sonzogno): "Le stesse abitudini che contrastano l'insorgere di malattie cardiovascolari, obesità, diabete sono in grado di rallentare e prevenire anche la neurodegenerazione", dice. 
Certo, non bastano dieta sana, riposo regolare, vita sociale e movimento per scongiurare del tutto Alzheimer e Parkinson, ma di certo i processi dannosi si instaurano più velocemente in un cervello colpito da infiammazione causata da stili di vita malsani. Ed è proprio sul concetto di infiammazione, che attacca la sinapsi, modificando l'espressione di alcune proteine e alterando il loro funzionamento, che si concentrano gran parte delle dieci lezioni contenute nel libro.
Si parte da un principio fondamentale: "Il cervello è plastico, perché può cambiare se stesso. Ha l'incredibile capacità di modificare le proprie sinapsi e i circuiti per ricordare e imparare, ma anche per riparare i danni cerebrali" dice Matteoli.
E' la ragione per cui "è in grado di invecchiare meno degli altri organi, se non smettiamo di usarlo".
Lettura, musica, conversazione, corsi di lingue (una delle attività oiù utili), l'importante è fare cose nuove, bandire la routine e combattere così l'infiammazione: non essendoci (ancora) farmaci  risolutivi, quello che funziona è la prevenzione, come hanno concluso al Cnr sperimentando il protocollo Train the brain su diversi gruppi di anziani.
Per finire, la decima lezione di Matteoli si intitola "Il sesso del cervello": alcuni studi hanno notato che il cervello delle donne elabora più efficientemente il linguaggio verbale, o che quello dell'uomo sviluppa un miglior senso dell'orientamento...Ma "alla fine" conclude "le nostre somiglianze superano di gran lunga le differenze".
Le dieci lezioni, insomma, sono uguali per tutti.


mercoledì 14 dicembre 2022

SERGIO. Ringraziamento

 




Ringrazio per i moltissimi auguri che mi avete inviato per i miei 73 anni. Sono commosso.


VIVERE INSIEME. G.C. Bregantini arcivescovo di Campobasso-Bojano operato al cervello

 

FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" novembre 2022.
Articolo: "Alla scuola del dolore" di G.C. BREGANTINI  Arcivescovo di Campobasso-Bojano.


Il mese di novembre è il mese "del grazie".
In questo periodo siamo infatti chiamati a benedire il Signore di tutti i doni della terra. Per tale motivo, il 6 novembre, prima domenica del mese, è stata dichiarata "giornata del Ringraziamento": ricchi cesti di frutta vengono portati all'altare in quel giorno, nelle chiese, quale segno di offerta al Signore dei "frutti della terra e del lavoro dell'uomo".
Ogni volta prego con commozione, mentre elevo al cielo l'ostia, fatta di pane, e il calice del vino. Sento che in quei segni vi è tutto il Creato, con la sua fatica e il suo sudore, con la sua bellezza e la sua dignità. E' il vertice della Laudato sì. Vi intravedo i trattori di mio fratello, in Val di Non, , il profumo del grano delle colline dorate del Molise, oppure del bergamotto calabrese. Davvero tutto è grazie.
Quest'anno, però, sento che il mio grazie si eleva oltre i cesti di frutta, per farsi benedizione per la vita restituita.
Lo scorso settembre, infatti, sono stato operato per la rimozione di un ematoma al cervello, causato forse dal farmaco per fluidificare il sangue che da tempo devo assumere, da quando sono stato operato per la sostituzione della valvola mitralica (il colmo per un vescovo!) .
L'intervento mi ha posto tante domande inattese sul mio futuro di vita. Sulla gestione delle mie emozioni. E non tanto per il dolore fisico, quanto per il mistero connesso. Una catena di preghiera si è levata al cielo, in diocesi e oltre, alla diffusione della notizia. Tutti hanno pregato  e fatto pregare. Il mio cuore era ed è commosso e grato. Mi sono sentito sostenuto, davanti alle domande esistenziali che in quel momento sgorgano nel cuore, per la forza dell'intercessione reciproca, oltre ogni mio calcolo.
La malattia ha il tremendo potere di richiudere gli orizzonti, li limita. La vita appare letta da un'altra prospettiva. Perdiamo amici frettolosi, ma ne guadagniamo di nuovi, lenti ma vicini, stretti, che sostengono e  rialzano. Sento che la malattia è una grande scuola di vita: e il grazie ne è l'espressione più alta. Grazie a Dio per il dono della vita; agli infermieri premurosi e ai medici competenti. Un sorriso a tutti gli Ospedali Molisani che si sono adoperati, alla Fondazione Gemelli, per la diagnosi, all'ospedale Cardarelli della città che mi ha accompagnato e alla clinica Neuromed di Pozzilli, che mi ha operato con cura. Grazie ancora a tutti per la preghiera, ai miei preti per la solidarietà e alla mia famiglia vicinissima.
Ho imparato a non dire più parole vuote, di facile consolazione nei confronti di chi soffre. Il malato chiede parole di vera condivisione, non parole di circostanza, che non entrano nel cuore perché dal cuore non sono uscite. L'eucarestia, che altro non è che il rendimento di grazie, mi ha sostenuto, dandomi forza e consolazione. Il rosario mi ha fatto compagnia.
La malattia ti fa tornare  all'essenziale, per cui mi sembrano efficacissime le parole del profeta Aggeo. Siamo nel 520 a.C., al ritorno dall'esilio. Gerusalemme è un mucchio di rovine, ma il popolo non cura tanto la ricostruzione del Tempio, bada molto di più alla sistemazione delle proprie case. Non cura il bene comune. Non mette Dio al primo posto, ma i propri interessi. Perciò, a loro il porofeta dice: "Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato , ma non da togliervi la fame; [...] vi siete rivestiti, ma non vi siete riscaldati; l'operaio ha avuto il suo salario, ma per metterlo in un sacchetto forato!" (1,6). Così è il nostro mondo: consuma ma non sazia; sbatte ma non gode; corre ma non guarda in faccia; tribola ma non capisce; conquista ma non gioisce. Non è mai felice, perché non ascolta l'essenziale. E nulla ha imparato dalla scuola del dolore, tanto da fare una guerra fratricida, subito dopo la pandemia.

martedì 13 dicembre 2022

LIBRI. "Il tuo posto è qui" di Maggie O'Farrell

 



   LIBRI  CONSIGLIATI  DA  LORIS  FINAZZI  
   GRANDE  DIVORATORE  DI  VOLUMI   




IL TUO POSTO E' QUI di Maggie O'Farrell edito da Guanda

La vita di Daniel Sullivan è piuttosto complicata. Newyorkese ma trapiantato in un remoto angolo di Irlanda, ha alle spalle un divorzio e due figli in California che non vede da tempo e un padre che detesta.
Risposato con Claudette, ex diva del cinema che ha scelto di vivere nel più totale isolamento, ha con lei un rapporto passionale e tormentato, molto profondo a dispetto dei continui contrasti. Ma ora un segreto che riemerge dal passato rischia di mettere in discussione tutto e di allontanarlo dalla moglie e dal luogo che chiama casa.
L'amore per Claudette sarà abbastanza forte da riportarlo indietro?


lunedì 12 dicembre 2022

DON CAMILLO. Per tutto e per tutti c'è sempre il pro e il contro

 




FONTE: Notiziario parrocchiale settimanale di Albegno e dintorni.

PER TUTTO E PER TUTTI C'E' SEMPRE IL PRO E IL CONTRO

C'è un mio confratello, un prete straordinario che ammiro molto e vorrei assomigliargli almeno nel tacco delle scarpe.
Lui ha una capacità spiccata di comunicazione: sa intrattenersi con tutti; crea contatti con le famiglie; sa farsi voler bene...L'ideale per una pastorale moderna di "Chiesa in uscita" come dice Papa Francesco.
Eppure c'è chi dice di lui che è un buon tempone che si perde in chiacchiere ed è sempre in giro.
C'è un altro mio confratello che è uno sgobbone; è sempre indaffarato a fare qualcosa; non trascura il suo Ministero sacerdotale, però è sempre in tuta da lavoro; il classico prete operaio tanto caro soprattutto negli anni 70-80. Eppure c'è chi dice di lui che è un trafficone e farebbe meglio a dedicarsi di più ad incontrare la gente.
Difficile stabilire chi ha ragione o chi ha torto nell'esprimere questi giudizi, perché in tutti c'è una parte di verità e una parte di torto. "In medium stat virtus" sentenziavano gli antichi latini; cioè "la cosa migliore è la via di mezzo".
Ma nemmeno questa soluzione è inattaccabile, perché c'è sempre chi dice che "non senti né di me, né di te".
Non succede  solo nei confronti delle persone, del loro modo di essere o delle loro scelte, ma anche nei confronti degli avvenimenti  o delle condizioni in cui ci si trova.
Ad esempio: quest'estate il sole l'ha fatta da padrone. Un'estate ricca di sole e quanto di più bello si possa desiderare per il sogno di una vita all'aperto, all'aria libera. Però c'è stato il caldo e la siccità che hanno creato non pochi danni e preoccupazioni.
Se ci fosse stato qualche giorno di pioggia distribuito equamente nel corso dei mesi sarebbe stato l'ideale, però anche questo avrebbe avuto il suo contro perché avrebbe rovinato i programmi di qualcuno.
Tutto ha il suo "pro" e il suo "contro". Succedeva anche ai tempi di Gesù: suo cugino Giovanni Battista era un profeta austero in tutto: nel mangiare  e nel vestire; per questo qualcuno diceva di lui che era un indemoniato.
Di Gesù che invece partecipava ai banchetti mangiando e bevendo qualcuno diceva che era un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.
Difficile smontare questi giudizi perché erano fondati su dati di fatto. Tutto dipende dallo stato d'animo in cui si trova chi esprime il giudizio e dai suoi interessi.
Se è mosso da empatia va a cercare le motivazioni profonde e scopre la positività anche di quello che sembra disdicevole.
Se è mosso da ostilità, anche se uno fa cose buone, si trova sempre una motivazione che le scredita: a questo punto la cosa migliore è "ascolta i giudizi di tutti, ma poi va dove ti porta il cuore".

                                            don Camillo

mercoledì 7 dicembre 2022

SERGIO. A mio padre

 




POESIA SCRITTA NEGLI ULTIMI GIORNI DI VITA DI MIO PADRE.

A  MIO  PADRE

In silenzio te ne stai andando.
Sei ritroso nei sentimenti,
ma sono certo
che tu mi ami molto.
In passato ti ho giudicato freddo,
scostante,
ma mi sbagliavo.
Eri solo timido
nei tuoi affetti.
Te ne stai andando,
respirando con fatica,
nel tuo letto d'ospedale.
Gli occhi chiusi, 
le braccia distese.
Non un piccolo movimento.
Mi vengono le lacrime agli occhi.
Ti devo molto,
papà.
La mia morale,
la mia cultura,
la mia casa,
gli studi dei miei figli.
Per troppo tempo ho ignorato questo.
Ma negli ultimi anni ho capito
ed ora che mi stai lasciando,
sento un profondo sentimento
di gratitudine e di amore,
che mi accompagnerà sempre.
Arrivederci papà.