martedì 8 giugno 2021

VIVERE INSIEME. Frontiere variabili

 

FONTE: "MISSIONARI SAVERIANI" dicembre 2020.
Articolo: "Frontiere a geometria variabile" di FRANCO VALENTI.


Régis Debray, filosofo e giornalista francese, nel suo libro "Elogio delle frontiere", sottolinea l'opportunità delle frontiere in quanto luogo di incontro e di scambio tra le diversità, sia di persone che di merci. Una specie di specchio necessario per mettere a fuoco l'immagine di noi stessi.
Senza voler forzare il suo testo, penso possa rientrare nelle opportunità anche il fatto che le frontiere debbano essere abbattute quando non assolvono più alla funzione di luogo di incontro, ma di separazione e rottura.
Sicuramente, i limiti della pelle del nostro corpo rappresentano l'immagine più appropriata delle nostre frontiere fisiche e , ciascuno nella propria esperienza, sin dall'infanzia, sa che tali frontiere diventano per noi importanti nel momento in cui si incontrano e si affievoliscono, creando empatia e tenerezza.
Purtroppo, l'esperienza fondamentale, vissuta da milioni di cittadini del mondo, è segnata dalla valenza  di chiusura e di minaccia delle frontiere, più che dell'incontro.
Sono diventate, sempre più, luoghi di scontro, di esclusione e, sempre più spesso, di discriminazione. Le frontiere contemporanee segnano la libertà pressoché assoluta del passaggio di merci e sempre più l'impossibilità di transito per gli esseri umani.
Nel sistema internazionale dei passaporti, sappiamo bene quanti abitanti di numerose nazioni, soprattutto le più povere, non hanno la minima possibiltà di usufruire del diritto fondamentale alla libera circolazione. Quest'ultima rappresenta una dote previlegiata, per nascita, per i cittadini degli stati più ricchi e più armati del pianeta.


sabato 5 giugno 2021

SERGIO. Ciao Diego

 

Ogni tanto, quando sto arrancando sulla strada sterrata che porta a Grena, sento qualche ciclista, con caschetto e occhiali scuri, che mi saluta con "ciao Sergio" ed io di rimando quasi sempre "non ti conosco".
Uno di questi appassionati ciclisti mi rispondeva "sono Diego della Selva".
Sto scrivendo queste parole, piango ed il mio cuore risponde: "Ciao Diego. Dall'alto dei Cieli aiutami nel mio faticoso cammino".

venerdì 4 giugno 2021

DON CAMILLO. Il mondo è dei furbi?

 



FONTE: avvisi settimanali parrocchia di Albegno.

IL MONDO E' DEI FURBI?

"Il mondo è dei furbi".
Quante volte ho sentito questa frase! Specialmente quando ad ogni iniziativa lasciavo  "offerta libera" per partecipare.
"Don, in questo modo favoriamo sempre i furbi che approfittano senza dare nessun contributo", oppure "Sono sempre i poveri pirla a pagare".
E' vero. Quando si fa offerta libera ci può essere sempre qualcuno che approfitta. Ma è proprio vero che si tratta di furbizia? Se chi ne approfitta lo fa perché è in difficoltà economica, è più che giustificabile. 
L'offerta libera è anche per proteggere persone come questa evitando a loro il disagio e l'umiliazione di chiedere. Se chi ne approfitta lo fa per avarizia e per l'ingordigia di accumulare tutto per sé, allora è una persona triste che non saprà mai godere di ciò che accumula. Ma anche se sapesse goderne correrà sempre il rischio di restare isolato perché nessuno sta volentieri con un tipo che pensa solo a se stesso. Se questa è furbizia, sono felicissimo di essere un pirla.
C'è poi un'altra considerazione da evidenziare. L'impegno dell'offerta lbera educa alla lealtà e alla collaborazione responsabile per realizzare il bene comune senza ambire a ricevere, per questo, riconoscimenti particolari e personali, con l'unica ambizione di riconoscersi nel bene realizzato e nella gioia di chi lo apprezza e lo gode.
Mi è rimasto sempre impresso il metodo del mio prof. di lettere in Seminario, quando frequentavo le medie. Quando assegnava la verifica in classe (es. una traduzione dal latino o in latino), anziché stare a controllare che nessuno copiasse, usciva di classe e ci lasciava soli, dopo averci provocato dicendo che la lealtà è una delle virtù più preziose che sa dare bellezza e dignità alla persona.
Io ero una frana in latino, e quella volta ambivo ad avere almeno un 6 per alzare la media dal 4,5 al 5 ...e ho sbirciato sul quaderno del secchione della classe. Consegnato il compito, mi son sentito così carogna che quella notte non ho dormito, e, quando il prof mi ha riconsegnato il compito con un inedito 7, non me la son sentita di attribuirmi il merito. Arrossendo dalla punta dei capelli agli alluci dei piedi, ho confessato la mia "furbata".
Ero pronto a sopportare una sfuriata, e invece, con una pacca benevola sulla spalla mi disse: "Non ti cambio il voto, perché hai riconosciuto il tuo sbaglio, però non farlo più, perché l'impegno a svolgere da solo la verifica ti promuove più del voto".
E' stata una delle più belle lezioni che d. Aldo Morandi (così si chiamava il prof) mi ha dato. Non ho più copiato in vita mia, e da allora ho fatto della lealtà il mio fiore all'occhiello e il mio metodo educativo.
A tutt'oggi sono convinto della capacità di responsabilizzazione di questo metodo, e pur di mantenerlo, penso che valga la pena di correre il rischio che qualcuno ne approfitti.

                                              don Camillo



lunedì 31 maggio 2021

SALUTE. ... e ora stringi forte!

 



FONTE: Sportweek #20.
Articolo: "... e ora stringi forte!" di BEBE VIO.

Molto spesso mi chiedono come funzionano le protesi delle mani e io mostro volentieri come siano azionate da due semplici sensori a pressione che si trovano all'interno dell'invaso.
Praticamente, io infilo il moncone del braccio nell'invaso e con il muscolo interno dell'avambraccio faccio chiudere la mano mentre con quello esterno la faccio aprire. Molto semplice.
Anche le mani cosiddette "bioniche" hanno due sensori simili ma molto più belle dal punto di vista estetico, perché si muovono in modo molto armonico, del tutto simile alle mani vere, potendo gestire le dita singolarmente.
Io da alcuni anni sto utilizzando quelle della Ossur e insieme  a loro stiamo cercando di perfezionarle sempre di più. 
Purtroppo sono ancora troppo poche le persone con amputazioni alle braccia che utilizzano le protesi elettriche, perché sono considerate troppo pesanti o scomode o addirittura difficili da utilizzare.
Ma si sbagliano, perché usarle è semplice e ti cambia la vita. Ed è per questo che che quando ho incontrato un bimbo di sei anni all'Arte Ortopedica di Budrio, la nostra ortopedia protesica di riferimento, che provava la sua prima protesi mioelettrica mi sono fermata con lui per insegnargli a utilizzarla.
Domenico è nato senza un braccino, ha sempre utilizzato le protesi estetiche, cioè senza movimento, e ora ha finalmente iniziato con le mioelettriche.
All'inizio è abbastanza  difficile riuscire a gestire i sensori con i muscoli ma Domenico è stato bravissimo e a fine giornata era già in grado di muoverla e afferrare gli oggetti.
Ero veramente emozionata a vederlo provare e mi sono ricordata di quando dodici anni fa   ero alle prese con i miei primi movimenti.
"Apri piano, bravo, e ora stringi forte... bravissimo! Il difficile poi è riuscire a muovere il braccio senza aprire la mano, perché muovi i muscoli, ma vedrai che presto riuscirai a farlo".
Tra qualche tempo sarà in grado anche di gestire la forza della protesi e potrà fare veramente tutto con questa manina. Domenico ora non se ne rende conto ma grazie a questa protesi acquisirà grande autonomia e forza e sarà di grande stimolo e ispirazione per tutte le persone che gli stanno attorno. A partire dalla sua famiglia, che lo segue con molta attenzione e amore, e che sarà fondamentale per continuare a farlo crescere forte e orgoglioso di se stesso. Ora anche con una "arma! in più!

mercoledì 26 maggio 2021

CORONAVIRUS. Sindaca allo stadio

 

La nostra sindaca Mariangela Antonioli, su invito insieme ad un altro centinaio di sindaci e una trentina di parroci bergamaschi da parte della società ATALANTA, ha assistito allo stadio di Reggio Emilia alla finale di coppa Italia ATALANTA - JUVENTUS del 19 maggio scorso, partita aperta per la prima volta durante il periodo del CORONAVIRUS agli spettatori.
Purtroppo non ha portato fortuna.










DON CAMILLO. A colpi di clava

 



FONTE: avvisi settimanali parrocchia di Albegno.

A COLPI DI CLAVA

Mi è  capitato di leggere su Facebook una volgarità davvero meschina riguardo alla Madonna.
Definirla "volgarità" è un eufemismo perché si tratta di affermazioni assolutamente blasfeme che offendono non solo la sensibilità dei credenti, ma anche la dignità della donna e della maternità stessa.
Mi fa pena pensare a chi le ha scritte, perché mi rivelano una mentalità bacata di volgarità e di banalità, avulsa da una qualsiasi sensibilità umana. Buon per lui che pensa di fare cultura così. 
Da noi  fortunatamente c'è libertà di parola e chiunque può dire la sua. Io confido tanto sul buon senso di chi legge o ascolta e che è altrettanto libero di esprimere la sua valutazione.
Mi fa specie, però, che un elemento del genere si erga a paladino dei diritti degli omosessuali. Mi domando: con quale coerenza?
Disprezza, ridicolizza e offende la Fede dei credenti; nelle sue filastrocche definisce esperienza esaltante ammazzare uno "sbirro", stuprare la Moratti e tagliarle la gola mentre...; chiama infami e figli di canii carabinieri e i militari...
Il rispetto degli omosessuali è un sacrosanto diritto e dovere; questo, non perché lo dice dal palco un qualsiasi del genere, ma perché fa parte della dignità e della sensibilità umana che purtroppo ha bisogno ancora di un lungo percorso per essere educata ai valori più elementari (non parlo di quelli della Fede).
Io non so se le parole di questo triste cantastorie saranno ritenute "espressione artistica" in un tempo in cui poliziotti e carabinieri vengono uccisi nel compimento del loro dovere, o in una cultura in cui ci sono psicolabili pronti a lasciarsi influenzare dai proclami più violenti e farneticanti.
Sono solo paradossalmente contento di trovarmi dalla parte di chi è insultato da un tipo del genere. Mi sentirei offeso se lo avessi come difensore.
Essendo io impegnato in campo educativo, come penso lo siano la grande maggioranza dei sacerdoti, dei genitori e degli insegnanti, trovo che uno degli ostacoli più grandi allo sviluppo di un  percorso educativo, sia costituito proprio da chi pensa, come questo individuo, di far crescere l'umanesimo a colpi di clava, facendo leva sull'istinto aggressivo e sulla predisposizione di tanti a "mettersi contro" chi ha il compito di costruire più che di distruggere.
Non aspetto che mi si dia ragione. Ai posteri l'ardua sentenza (dal "5 Maggio" di Manzoni).

                                               don Camillo 


martedì 25 maggio 2021

CORONAVIRUS. Sindaca fuori del comune




Pubblico  di nuovo questo articolo che ho postato il 3 giugno 2020, poiché la magnifica sindaca ANTONELLA ARGENTI (in questi giorni sui media nazionali) è tra i dodici finalisti in corsa per il titolo di MIGLIORE SINDACO DEL MONDO, un premio biennale che vuole onorare i primi cittadini "che si sono distinti in modo eccezionale nel proteggere i loro cittadini dagli effetti della pandemia". 
La proclamazione del vincitore avverrà a fine giugno.
Indipendentemente del risultato finale, elevo un elogio smisurato ad una persona che ha saputo entrare in empatia con i suoi concittadini, capendo i loro bisogni  generati dalla drammaticità della pandemia.  


FONTE: "il venerdì di Repubblica" del 15/05/20.
Articolo: "Quella sindaca è fuori del comune" di ANDREA GAIARDONI.

C'è un piccolo Comune, in provincia di Padova, che sogna di arrivare sul tetto del mondo. Merito della sindaca, Antonella Argenti, che a febbraio ha avuto un'intuizione: istituire l'assessorato alla Solitudine. Perché aveva capito quanto fosse importante garantire un aiuto concreto a chi si trovava smarrito e confuso nell'affrontare l'arrivo dell'emergenza coronavirus.
Così gli anziani di Villa del Conte, 5.600 abitanti, non si sono sentiti mai soli. Spaventati sì, ma non soli. La sindaca li ha chiamati uno a uno. Ha organizzato per loro servizi di domiciliazione (spesa, medicine, ricette). E ha offerto tre numeri di telefono per chiedere qualsiasi informazione, mettendo a disposizione uno staff di nutrizionisti, dentisti, psicologi per consulenze gratuite. Una linea del Comune e due cellulari: uno dell'assessora ai Servizi sociali, Graziella Vigri. L'altro il suo personale.
Questa sensibilità è valsa ad Antonella Argenti, 52 anni, dipendente della Ulss 6 Euganea, una candidatura prestigiosa: è in corsa per il titolo di Miglior sindaco del mondo, il World Mayor Prize 2020, riconoscimento biennale della City Mayors Foundation di Londra, che quest'anno vuole premiare i primi cittadini "che si sono distinti in modo eccezionale nel proteggere i loro cittadini dagli effetti della pandemia".
Al momento i finalisti sono 37, quattordici dei quali europei. In lizza, per l'Italia, ci sono anche i sindaci di Milano (Beppe Sala) e di Bergamo (Giorgio Gori).
Fino a luglio può votare chiunque compilando un modulo sul sito worldmayor.com. Tra i cinque  che rimarranno nella short list,  ad agosto, la commissione sceglierà il vincitore. Nel 2018 il premio era andato alla sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli.
"Ma noi con questa candidatura abbiamo già vinto" commenta Argenti, eletta un anno fa con la lista civica di centrodestra "Con voi". "Veniamo da giorni difficili. All'inizio , qui a Villa del Conte, abbiamo avuto un'emergenza importante di contagi, che per fortuna siamo riusciti a contenere. E ci siamo occupati non soltanto degli anziani, io preferisco chiamarli "i nostri saggi", ma anche dei ragazzi sotto i 14 anni, ai quali abbiamo fornito libri e fotocopie per le lezioni a casa, organizzando attività per i più piccoli. Siamo una vera comunità. Se poi dovesse arrivare la vittoria finale sarà festa per tutti".