sabato 10 febbraio 2024

COMUNE DI ZANDOBBIO. Strada forestale S. Bernardo - Sommi

 



Con il post COMUNE DI ZANDOBBIO. Strada forestale S. Bernardo - Sommi  pubblicato il 23/10/23 avevo denunciato la mancata manutenzione della suddetta strada.
Oggi l'ho ripercorsa e ho visto che le canalette sono state pulite e la vegetazione ai bordi, che in certi tratti aveva ridotto la strada ad un sentiero, tagliata.
Ad essere sincero ho percorso la strada fino alla proprietà Bagattini, ma presumo che la manutenzione sia stata fatta anche nel tratto finale.
Mi sembra giusto comunicare tale notizia: Diamo a Cesare quel che è di Cesare..... 


giovedì 8 febbraio 2024

PARR. S. GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. 20° anniversario morte p. Simone

 





SABATO 10 FEBBRAIO RICORRE IL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI P. SIMONE.

Caro amico,
che sicuramente sei nell'alto dei Cieli, prega Iddio che faccia cessare le guerre che infiammano la nostra martoriata Terra.



SALUTE. Il cervello dei fumatori

 



FONTE: "il venerdì di Repubblica" del 12/01/24.
Articolo: "Il cervello dei fumatori invecchia e si restringe" di MARTINA SAPORITI.

Fumare fa rimpicciolire e invecchiare prematuramente il cervello, due effetti da cui non si torna indietro.
Smettere, infatti, non fa riacquistare la materia grigia persa. E' la conclusione di uno studio su Biological Psychiatry: Global Open Science coordinato  dalla psichiatra  Laura Bierut  della University School of Medicine (USA).
Non bastavano i danni a cuore e polmoni, ampiamente documentati, ora sappiamo che fumare rappresenta un fattore di rischio per la demenza precoce.
In verità, gli scienziati avevano già osservato  un'associazione tra fumo e ridotte dimensioni cerebrali, ma non sapevano quale fosse la causa e quale l'effetto: sono le sigarette a "restringere" il cervello o sono i cervelli piccoli a predisporre al fumo?
Per risolvere la questione, il team di Bierut ha analizzato  i dati genetici (volume cerebrale e predisposizione al fumo sono in parte determinati dai geni) e le dimensioni del cervello di oltre 30 mila persone, fumatrici e non, conservati nel database biomedico UK Biobank.
Combinandoli assieme hanno capito che sono le sigarette a ridurre la materia grigia cerebrale, mentre quella bianca (le fibre nervose lungo le quali viaggiano i segnali nervosi) parrebbe risparmiata.
Più si fuma, maggiori sono i danni. La perdita dei neuroni non è però omogenea: avviene soprattutto in alcune aree della corteccia, amigdala, talamo e corpo calloso. 

mercoledì 7 febbraio 2024

SCUOLA. Troppi compiti?

 


FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" febbraio 2024.
Articolo: "Troppi compiti?" di DANIELE NOVARA.

L'eccesso di compiti a casa non aiuta le nuove generazioni a ritrovare l'entusiasmo, il coraggio di affrontare la vita, il bisogno di mettersi alla prova e, soprattutto, a scoprire  che c'è vita anche fuori dalla scuola.


Mi scrive Valeria, mamma di due figli di 9 e 12 anni: "Il weekend è diventato insostenibile, non si riesce più a organizzare nulla in famiglia. Tutto gira intorno alla scuola. I compiti sono tanti. Le insegnanti chiedono aiuto perché a scuola non riescono a finire il programma. Mi chiedo se questa richiesta sia legittima".
Valeria non ha tutti i torti. Le indagini internazionali sugli apprendimenti degli alunni di scuola elementare e media hanno evidenziato che gli alunni italiani sono quelli più oberati.
I compiti a casa stanno andando oltre il loro scopo e diventano un modo per fare pezzi del cosiddetto "programma", non realizzati a scuola.
Si crea uno scompenso tra le famiglie che possono permettersi di aiutare i figli, anche solo per formazione scolastica adeguata, e quelle che invece non riescono, specialmente i tanti genitori stranieri che risultano in difficoltà a partire dalla limitata conoscenza  della lingua italiana.
Negli anni, tante circolari del Ministero sono intervenute per limitare questi eccessi. Parole cadute abbondantemente nel vuoto...
Qualche anno fa, un'altra iniziativa ministeriale ha spinto verso i cosiddetti compiti di realtà. In che consistono?
In pratica, invece di trasformare la famiglia in una seconda scuola, fare in modo che a casa gli alunni possano vivere esperienze diverse, ma sempre orientate all'apprendimento. 
Gli esempi sono infiniti. Visitare  una mostra d'arte o un monumento artistico, scattare delle foto e preparare una presentazione per i compagni da condividere e spiegare in classe.
Comprare una piantina e, nell'arco di tre mesi, tenere un "diario  dell'osservazione botanica" della sua crescita, proprio come i primi scienziati che realizzarono specifici studi naturalistici.
Per i più grandi, scrivere una lettera in inglese alla presidenza del Parlamento europeo per sostenere gli sforzi comuni contro il tragico cambiamento climatico che stiamo vivendo e al quale le generazioni più giovani sono giustamente  molto sensibili.
Si tratta di modalità creative per sviluppare un apprendimento pratico negli alunni, evitando, magari dopo quaranta ore di tempo pieno, di ripetere a casa il programma didattico.
Mantenere un'adeguata distinzione tra mondo scolastico e mondo familiare permette di costruire una vera alleanza educativa.
Viceversa si crea confusione, con un senso di malessere crescente nei rapporti tra famiglie e scuola.
Ai genitori spetta creare le condizioni affinché gli alunni possano vivere adeguatamente l'esperienza scolastica,  senza sostituirsi alla scuola.
Gli eccessi di compiti rappresentano una grave disfunzione che non aiuta le nuove generazioni a ritrovare l'entusiasmo, il coraggio di affrontare la vita, il bisogno di mettersi alla prova e di scoprire che "la scuola non è tutto e che c'è vita fuori dalla scuola.

sabato 3 febbraio 2024

SERGIO E IL CALCIO. E' giunto il momento del ritorno del calcio a Zandobbio

 



Terminato il secondo campionato  trescorese negli allievi eccellenza, capisco che è giunto il momento del ritorno del calcio a Zandobbio.
Tre anni prima l'amministrazione comunale aveva finanziato il rifacimento del fondo del campo sportivo e il nuovo e stupendo manto erboso non è mai stato calcato.
Per la mancanza di una società sportiva i bambini desiderosi di giocare al calcio sono costretti ad andare a Gorlago, Cenate Sotto, Trescore e Entratico, con evidente disagio dei genitori che devono portarli in auto. 
La fine della polisportiva aveva causato la scomparsa dello sport, ma il desiderio di assistere  alle partite non era venuto meno nei tifosi zandobbiesi.
Morto il parroco don Emilio, molto malato negli ultimi anni, gli subentra don Camillo, che porta uno spirito nuovo, entusiasmando giovani e adulti con le sue iniziative.
Collaboro al giornalino parrocchiale scrivendo articoli sportivi e poesie e mi sento in sintonia con lui, più giovane di un anno.
Frequentando il campeggio estivo parrocchiale, ho avuto modo di conoscere le sue idee e con lui intavolo discussioni su vari argomenti, tra i quali l'importanza dello sport nella formazione dei ragazzi, che condivide. Ma quando gli propongo la costituzione di un gruppo sportivo oratoriale, mi risponde sempre: "La polisportiva deve nascere da un'iniziativa del Comune, con il quale possiamo collaborare".
Inutilmente insisto, ma lui è irremovibile. Non riesco a capire la sua ostinazione nel sbarrare la strada a questo progetto. Forse ha avuto una precedente esperienza negativa.
Arrivano le ferie di agosto e mi reco in campeggio con la famiglia. Due settimane a contatto con la natura selvaggia della montagna mi permetteranno di ricaricare le pile per affrontare un nuovo anno calcistico.
A settembre Gabriele si iscriverà all'università di Bergamo in ingegneria, mentre Loris frequenterà il primo anno di liceo scientifico, ricalcando le orme del fratello.
Insomma la mia famigliola sta per iniziare una nuova fase della vita.
Quest'anno il campeggio ha piantato le tende nella  bellissima val Viola  a duemila metri di altitudine, distante alcuni chilometri dal paese più vicino, dove ogni mattina devo recarmi a fare gli acquisti con il furgoncino.
E' rilassante guidare a venti chilometri all'ora sulla strada sterrata, che si snoda nel bosco. Qualche volta sono fortunato e vedo uno scoiattolo arrampicarsi velocissimo sul tronco di un albero oppure una volpe che attraversa la strada.
La vita del campeggio mi permette di vivere fianco a fianco con don Camillo, continuando così le discussioni che abbiamo spesso a Zandobbio. Ma questa volta devo convincerlo dell'assoluta necessità  della fondazione del gruppo sportivo oratoriale.
Questa mattina è in programma una gita in alta montagna e sarà una buona occasione per parlarne.
Dopo la preparazione dei viveri, necessari per il pranzo e la merenda, il folto gruppo di escursionisti si incammina. Mi trovo a camminare a metà della  fila, mentre in coda il prete svolge il servizio scopa.
Dopo un'oretta di escursione il gruppo si è notevolmente allungato e io mi lascio scivolare in coda, deciso a strappare il consenso del parroco. Alla  mia vista Rosaria, che arranca in fondo alla fila insieme ad altre donne, esclama: "Ecco! Incominciano le discussioni" ed accelera per portarsi fuori dalla mischia.
"Allora don Camillo, non sarebbe ora di riportare il calcio a Zandobbio?" attacco senza alcun preambolo, affiancando il sacerdote.
"Va bene" risponde subito, lasciandomi disarmato, aspettandomi la solita resistenza.
"Possiamo iscrivere qualche squadra ai campionati che  inizieranno a ottobre?" prosegue il don.
"No, ormai è troppo tardi. Le iscrizioni sono già chiuse e inoltre sono impegnato ancora per un anno a Trescore. Abbiamo a disposizione alcuni mesi per fare le cose per bene e ci presenteremo ben organizzati al campionato dell'anno prossimo. Nel giornalino di ottobre inseriremo una scheda, che dovrà essere compilata e consegnata entro la fine di dicembre da coloro che sono interessati ad entrare nel costituendo gruppo come dirigenti o giocatori. Speriamo che aderiscano molte persone" rispondo.
"D'accordo. Entro la fine del prossimo mese mi darai il testo della scheda" conclude don Camillo.
Risalgo la lunga fila e, sorpassando Rosaria, questa mi guarda perplessa ed esclama: "Come? Avete già finito di discutere?".
"Sì ed è stata la volta buona. Ho avuto il consenso per la costituzione del gruppo sportivo" replico e proseguo raggiante per riguadagnare posizioni e comunicare la lieta notizia a Gabriele e Loris, che stanno camminando di buona lena nel gruppo di testa.
                                                continua

GSO ZANDOBBIO. XXX edizione TUTTI INSIEME SUI COLLI DI ZANDOBBIO

 





SU INVITO DI PAOLO MUTTI, FACTOTUM DELLA SOCIETA', PUBBLICO VOLENTIERI  IL DEPLIANT DELLA CORSA NON COMPETITIVA 














giovedì 1 febbraio 2024

RIFLESSIONI. Non è mai troppo tardi

 



FONTE: Don Chino Pezzoli # Comunità Promozione Umana su Facebook

Pensiero della settimana. Il senso della vita nel film, "NON E' MAI TROPPO TARDI".
E' la pellicola che dovremmo  tutti vedere, ha come protagonisti due attori di un certo calibro: Jack Nicholson e Morgan Freeman che interpretano due malati terminali di cancro che, pur essendo due sconosciuti, decidono di intraprendere una grande avventura, facendo una lista delle cose da fare prima di morire.
Il film ci trasmette un messaggio da cogliere: non è mai troppo tardi per fare ciò che si ama davvero. Al termine del film mi sono detto: "Anch'io sono, alla mia età,  come un malato terminale che vuole amare, fare sempre di più nel tempo che mi resta da vivere".