LORIS HA SMARRITO IL SUO CANE KIM (UNA FEMMINA). SULLA TARGHETTA C'E' IL SUO NUMERO DI CELLULARE.
A volte ritornano. E così fa il morbillo, con oltre un migliaio di casi in Italia nel 2024 contro i 44 del 2023, concentrati negli ultimi mesi dell’anno precedente. Ma anche nel resto del mondo si registrano curve in risalita, dopo la pausa degli anni in cui le misure antipandemia hanno tenuto a bada anche la trasmissione di questo virus, che tendiamo sempre a sottovalutare. Per chi ha più di 50 anni, infatti, le malattie esantematiche dell’infanzia, quelle per cui con la febbre ci si riempiva di puntini (o vescicole, nel caso della varicella), erano una sorta di rito di passaggio obbligato. I genitori ci facevano incontrare amici o cuginetti malati perché le prendessimo da bambini, scongiurando il pericolo di farle in forma più grave da adulti. Nessuno pensava alle conseguenze, che tuttavia non sono trascurabili (epatiti, congiuntiviti, otiti, polmoniti) e talvolta, come nel caso delle encefaliti, possono lasciare danni permanenti dal punto di vista motorio o sensoriale (per esempio, sordità). La più temibile è la panencefalite sclerosante subacuta (PESS), una progressiva perdita delle funzioni cerebrali inevitabilmente letale, che compare a distanza di anni dall’infezione iniziale, per cui allora nessuno ci pensava.
Oggi che sappiamo tutto questo, però, e che abbiamo un vaccino sicuro ed efficace, tutte le autorità sanitarie nazionali e internazionali sono impegnate nello sforzo di eradicare la malattia, come già si è fatto per il vaiolo, ma l’obiettivo continua a sfuggire. La data che ci si pone per raggiungere questo obiettivo continua a essere spostata in avanti, mentre il virus torna a bussare alla porta anche di Paesi da cui era stato eliminato. In Europa, nel 2024, sono stati notificati più di 16.500 casi di morbillo. L’87% circa dei casi non erano mai stati vaccinati contro il morbillo, ma più dell’8% credevano probabilmente di essere protetti avendo ricevuto una dose di vaccino. In Italia l’anno scorso non era vaccinato il 90% di coloro che si sono ammalati, mentre poco meno del 6% pensava di esserlo, avendo ricevuto una dose. Purtroppo, invece, dopo i primi anni dalla sua introduzione si è capito che, per garantire la protezione di oltre il 95% delle persone vaccinate, occorrono due iniezioni a distanza di tempo.
Anche in Italia quindi molti giovani adulti, cresciuti in famiglie che si sono affrettate a proteggerli a cavallo degli anni Novanta, non sanno di poter essere vulnerabili. Questo spiega perché il morbillo non è più solo una malattia dell’infanzia (sebbene nei primi anni di vita il rischio di contagio sia al massimo): l’età mediana dei casi segnalati l’anno scorso in Italia è infatti pari a 30 anni; più della metà era tra 15 e 39 anni e quasi un altro quarto aveva più di 40 anni. Questi adulti rischiano poi involontariamente di contagiare i piccolissimi, sotto l’anno di età, che ancora non si possono vaccinare. Il 2025 sembra iniziare con nuovi focolai. Anche se siete grandi, meglio controllare di essere protetti.
FONTE: Wikipedia.
Manuel Cáceres Artesero, conosciuto come Manolo o Manolo «el del Bombo» (quello del tamburo) (San Carlos del Valle, 15 gennaio 1949 – Vila-real, 1º maggio 2025), è stato un musicista e imprenditore spagnolo, noto per essere un famoso tifoso della nazionale di calcio della Spagna e del Valencia.
È noto per la sua assiduità di tifoso, che lo ha portato ad assistere a tutte le partite della Nazionale spagnola dal 1982, viaggiando per il mondo, che si tratti di incontri ufficiali o di amichevoli. Ironia della sorte, durante il Mondiale sudafricano del 2010 è stato costretto a fare rientro in patria per motivi di salute[4], proprio alla vigilia degli incontri che rappresenteranno l'apice della storia del calcio spagnolo, con la prima vittoria del titolo mondiale.
Risiede a Valencia, dove gestisce il bar Tu Museo Deportivo, a fianco dello stadio Mestalla. Si è prestato anche a supportare la Nazionale di pallacanestro della Spagna durante i FIBA EuroBasket 2007, svoltisi proprio in Spagna.
La sua carriera da tifoso è iniziata poco dopo la scomparsa, avvenuta nel 1980, dell'omologo italiano Serafino, del quale sembra essere l'erede per passione, stile, e sembianze. Durante la sua attività indossa la maglietta rossa della Nazionale con il numero 12, un basco, un fazzolettone aragonese (il cachirulo) e un grande tamburo con bandiera e stemma del proprio paese.
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LA NOSTRA SQUADRA HA BATTUTO IL VILLONGO NELLA SEMIFINALE DEI PLAYOFF PER 1 - 0 .
LA RETE DECISIVA E' STATA UNA SASSATA DI FILIPPO BENA SU PUNIZIONE DA QUARANTA METRI NEL 2° TEMPO. FILIPPO NON E' NUOVO A QUESTE PRODEZZE BALISTICHE.
CI BASTAVA IL PAREGGIO, MA E' VENUTA LA VITTORIA.
PURTROPPO FILIPPO HA ANCHE PRESO UN GIALLO E QUESTO NON GLI PERMETTERA' DOMENICA DI GIOCARE LA FINALE, ESSENDO DIFFIDATO.
ANCHE GABRIELE CHINELLI, IL NOSTRO PORTIERONE, E' DOVUTO USCIRE DAL CAMPO VERSO LA FINE DELLA PARTITA PER UNA CATTIVA ENTRATA DI UN AVVERSARIO, CHE E' STATO ESPULSO.
E' STATA UNA PARTITA MOLTO INTENSA, MA ARBITRATA MOLTO BENE DAL GIOVANE DIRETTORE DI GARA, COADIUVATO DAI DUE ATTENTI GUARDALINEE.
PUBBLICO NUMEROSISSIMO, MA DAL TIFO CORRETTO, ANCHE DA PARTE DEI TEMUTI ULTRAS DEL VILLONGO.
DOMENICA CI ASPETTA LA FINALE DA GIOCARE SEMPRE SUL TERRENO AMICO CONTRO GAZZANIGA, CHE ABBIAMO GIA' SCONFITTO DUE VOLTE IN CAMPIONATO. QUINDI SARA' BENE NON PRENDERE SOTTO GAMBA LA PARTITA PENSANDO "SIAMO I PIU' FORTI". E' IL MODO MIGLIORE PER PERDERE.
ECCO LE FOTO CHE HO SCATTATO NEL 2° TEMPO.
MASSIMO ME NE MANDERA' DELLE ALTRE, CHE PROVVEDERO' A PUBLLICARE.