Ecco le foto che ho scattato alla reggia di Caserta.
giovedì 9 novembre 2017
DON CAMILLO. Proposte per l'estate 2018
FONTE: avvisi settimanali parrocchia di Albegno.
CAMPEGGIO A LIVIGNO
A Livigno ho ancora in deposito tutta l'attrezzatura del campeggio.
L'intenzione è quella di montarlo (60 posti letto in comode tende).
La struttura è completa di tutto ed è a prova di neve.
A montaggio ultimato si presenta così:
- 4 tendoni rettangolari per la notte con pavimento in legno sopraelevato, letti a castello e scaffalatura per borse e zaini per un totale di 60 posti con possibilità di aggiunta, all'occorrente, di tende canadesi o tipo villetta con copertura rafforzata.
- 2 tendoni collegati da un passaggio coperto che fungono da sala mensa, pure con pavimento sopraelevato, stufa a legna all'interno per un totale di 100 posti a sedere; ampia veranda chiudibile che collega la sala mensa con la cucina (altro vano in lamiera zincata, dalle dimensioni di m 6x2.50) e la zona lavaggio stoviglie. Veranda, cucina e dispensa con pavimento sopraelevato di pannelli in legno.
- Servizi igienici: 3 wc e 3 docce forniti di acqua calda e 32 serie di lavabi al coperto.
- Tenda ottagonale adibita a chiesa con tabernacolo per custodire il santissimo (su autorizzazione del defunto Vescovo Roberto) e un campaniletto di 5 campane.
- Un gruppo elettrogeno, funzionante a gasolio, capace di fornire 12Kwh che alimenta l'illuminazione interna ed esterna del campo, oltre ai frigoriferi.
- L'acqua potabile viene attinta direttamente dall'acquedotto comunale.
- Servizio di smaltimento rifiuti fatto dal comune che manda sul posto un incaricato.
Il campeggio è montato in un ampio terreno pianeggiante di proprietà del comune, in mezzo alla pineta, raggiungibile percorrendo una strada forestale sterrata transitabile solo con i permessi rilasciati dal comune stesso.
E' esposto al sole dalle ore 09,00 alle ore 19,00; è riservato, perché la strada sterrata finisce proprio in quel piazzale da dove prosegue un sentiero per escursionisti; domina dall'alto la contrada S. Rocco che è la zona periferica di Livigno in direzione della Forcola.
Chi è interessato ad utilizzare questa struttura in autogestione o in gemellaggio con l'oratorio di Albegno può mettersi in contatto con il parroco d. Camillo Brescianini per ulteriori informazioni.
La quota è di € 20.00 giornalieri per i ragazzi fino alla III media e di € 25.00 per tutti gli altri.
IL CALENDARIO E' IL SEGUENTE:
- dal 10 al 17 giugno con animatori giochestate
- dal 13 al 19 agosto con famiglie e adulti
- dal 19 al 26 agosto con ragazzi delle elementari e medie
- dal 27 al 30 agosto smontaggio struttura.
Dal 5 al 12 agosto per uno spazio di spiritualità coinvolgente e intensa: aspetto tanti giovani.
don Camillo
giovedì 2 novembre 2017
PARR. S.GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. Tribulina di Grena
Il 9 novembre 2017 sono 350 anni che la TRIBULINA DI GRENA è stata dedicata
alla MADONNA IMMACOLATA ASSUNTA
ai genitori SAN GIOACCHINO E SANT'ANNA
S. FRANCESCO D'ASSISI, SANT'ANTONIO DA PADOVA
SALUTE. Il mal di testa non ha età
FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" di ottobre 2017.
Articolo: "Il mal di testa non ha età" di ROBERTA VILLA.
Il mal di testa non si misura come la febbre. E' facile, quindi, cadere nell'errore di credere che il bambino o l'adolescente che se ne lamenta, lo faccia solo per non andare a scuola o per evitare altri impegni.
Tutt'al più gli si fa controllare la vista e, se l'oculista dice che è tutto a posto, si rischia di sottovalutare il disturbo. Oppure, viceversa, di preoccuparsene troppo, sottoponendo il giovane a una serie di accertamenti ingiustificati che ne aumentano il disagio.
Invece anche i bambini piccoli possono soffrire di cefalea ed emicrania, proprio come un adulto.
E, una volta escluse alcune possibili cause, per esempio la presenza di una sinusite, proprio come per l'adulto il disturbo può essere estremamente invalidante e difficile da curare e così pure da prevenire.
Uno studio condotto per sei mesi su più di trecento bambini e adolescenti americani, e pubblicato qualche mese fa sulla più importante rivista di medicina del mondo, il "New England Journal of Medicine", giungeva, in proposito, a una conclusione sconfortante: i due farmaci più usati negli Stati Uniti per ridurre la frequenza degli attacchi nei più giovani (un antidepressivo, l'amitriptilina; e un antiepilettico, il topiramato) non servono più di una sostanza inattiva usata a scopo di placebo. Di diverso, comportano solo gli inevitabili effetti collaterali.
E' possibile, quindi, che alcuni interventi ampiamente usati nei centri italiani, come nutraceutici o agopuntura, agiscano appunto come un placebo, che nello studio americano ha almeno dimezzato il numero degli attacchi mensili.
Altre tecniche, come quelle di rilassamento, possono rivelarsi efficaci soprattutto per la cefalea muscolo-tensiva.
In generale, questi approcci senza farmaci sono i più consigliati in prima battuta dalle linee guida degli esperti, sebbene nel nostro Paese siano prescritti solo a un ragazzo su dieci, secondo un'indagine effettuata in Italia in tredici Centri di riferimento da esperti coordinati da Irene Toldo, del Centro per la Diagnosi e la Terapia delle Cefalee in Età Evolutiva presso il Dipartimento di Pediatria dell'Università degli Studi di Padova, e pubblicata sull'"European Journal Paediatric Neurology".
MONITORARE I SINTOMI PER CAPIRE COME INTERVENIRE
Prima di tutto occorre mostrare ai figli tutta la comprensione e il supporto possibile per questo loro disturbo, senza sottovalutarlo né drammatizzarlo.
Poi è fondamentale tenere quello che gli esperti chiamano "diario del mal di testa", nel quale riportare tutte le circostanze in cui si verificano gli attacchi, per individuare i fattori scatenanti; alimenti, mancanza di sonno, condizioni di stress.
Se i farmaci non sono da preferire per la prevenzione degli attacchi in chi soffre spesso di questo disturbo, il singolo attacco, invece, va preso subito di petto, ai primi segnali, con una terapia efficace a pieni dosi, che deve essere prescritta dal medico e mai improvvisata dai genitori.
A volte può bastare il paracetamolo, ma più spesso si rivelano migliori gli antinfiammatori come l'ibuprofene e , talvolta, in caso di emicrania, può essere necessario ricorrere ai triptani.
La scelta si "sopportare" il dolore e aspettare per vedere se passa da solo, è assolutamente controproducente.
La cura del singolo attacco, infatti, è fondamentale non solo per sollevare il ragazzo da un forte malessere, ma per evitare che si inneschino meccanismi di dolore cronico che rischiano di alimentare e peggiorare la sintomatologia.
Uno studio condotto per sei mesi su più di trecento bambini e adolescenti americani, e pubblicato qualche mese fa sulla più importante rivista di medicina del mondo, il "New England Journal of Medicine", giungeva, in proposito, a una conclusione sconfortante: i due farmaci più usati negli Stati Uniti per ridurre la frequenza degli attacchi nei più giovani (un antidepressivo, l'amitriptilina; e un antiepilettico, il topiramato) non servono più di una sostanza inattiva usata a scopo di placebo. Di diverso, comportano solo gli inevitabili effetti collaterali.
E' possibile, quindi, che alcuni interventi ampiamente usati nei centri italiani, come nutraceutici o agopuntura, agiscano appunto come un placebo, che nello studio americano ha almeno dimezzato il numero degli attacchi mensili.
Altre tecniche, come quelle di rilassamento, possono rivelarsi efficaci soprattutto per la cefalea muscolo-tensiva.
In generale, questi approcci senza farmaci sono i più consigliati in prima battuta dalle linee guida degli esperti, sebbene nel nostro Paese siano prescritti solo a un ragazzo su dieci, secondo un'indagine effettuata in Italia in tredici Centri di riferimento da esperti coordinati da Irene Toldo, del Centro per la Diagnosi e la Terapia delle Cefalee in Età Evolutiva presso il Dipartimento di Pediatria dell'Università degli Studi di Padova, e pubblicata sull'"European Journal Paediatric Neurology".
MONITORARE I SINTOMI PER CAPIRE COME INTERVENIRE
Prima di tutto occorre mostrare ai figli tutta la comprensione e il supporto possibile per questo loro disturbo, senza sottovalutarlo né drammatizzarlo.
Poi è fondamentale tenere quello che gli esperti chiamano "diario del mal di testa", nel quale riportare tutte le circostanze in cui si verificano gli attacchi, per individuare i fattori scatenanti; alimenti, mancanza di sonno, condizioni di stress.
Se i farmaci non sono da preferire per la prevenzione degli attacchi in chi soffre spesso di questo disturbo, il singolo attacco, invece, va preso subito di petto, ai primi segnali, con una terapia efficace a pieni dosi, che deve essere prescritta dal medico e mai improvvisata dai genitori.
A volte può bastare il paracetamolo, ma più spesso si rivelano migliori gli antinfiammatori come l'ibuprofene e , talvolta, in caso di emicrania, può essere necessario ricorrere ai triptani.
La scelta si "sopportare" il dolore e aspettare per vedere se passa da solo, è assolutamente controproducente.
La cura del singolo attacco, infatti, è fondamentale non solo per sollevare il ragazzo da un forte malessere, ma per evitare che si inneschino meccanismi di dolore cronico che rischiano di alimentare e peggiorare la sintomatologia.
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