martedì 29 aprile 2025

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Atalanta - Lecce 1 - 1

 




UNA PARTITA CHE NON SI DOVEVA FARE.
ORMAI IL CALENDARIO DELLE PARTITE E' TALMENTE FITTO CHE NON E' PIU' POSSIBILE FERMARSI PER RISPETTARE IL DOLORE PER UNA MORTE PREMATURA.
BISOGNA GIOCARE! 
NON HO VOGLIA DI COMMENTARE LA PARTITA SCIALBA DELLA DEA.
SI E' PASSATI DA UNA VITTORIA ESALTANTE SUL MILAN A QUESTO PAREGGIO CHE IL LECCE MERITA: SE AVESSE VINTO NESSUNO AVREBBE GRIDATO ALLO SCANDALO, ANCHE PERCHE' I SALENTINI HANNO AVUTO LE OCCASIONI MIGLIORI PER VINCERE.
SICURAMENTE LA SQUADRA PUGLIESE ERA PIU' MOTIVATA DELL'ATALANTA.
ENTRAMBI I GOL SONO VENUTI DAL DISCHETTO DEL RIGORE. MENTRE QUELLO DEL LECCE HA AVUTO BISOGNO DEL VAR (NEL 1° TEMPO), QUELLO SU CUADRADO (NEL 2° TEMPO) E' STATO NETTO ED HA PERMESSO A RETEGUI DI PORTARE IL SUO BOTTINO IN CAMPIONATO A QUOTA 24 RETI, RAGGIUNGENDO PIPPO INZAGHI., FINORA IL MIGLIOR REALIZZATORE DELLA STORIA ATALANTINA IN UN CAMPIONATO.
IL RIGORE CONTRO DI NOI HA AVUTO  COME PROTAGONISTA HIEN, CHE NELLE ULTIME PARTITE NE STA COMBINANDO DI TUTTI I COLORI.
LA CLASSIFICA HA VISTO IL SORPASSO DEL NAPOLI SULL'INTER, SQUADRA ORMAI COTTA, CHE FARA' IL TRIPLETE DELLE ELIMINAZIONI.
SIAMO ANCORA TERZI CON 3 PUNTI DI VANTAGGIO SULLA JUVE, 4 SUL BOLOGNA, 5 SU ROMA E LAZIO E 6 SU FIORENTINA.
DIVENTA FONDAMENTALE VINCERE CON IL MONZA, ESSENDOCI  GLI SCONTRI DIRETTI ROMA-FIORENTINA E BOLOGNA-JUVE.
CI OCCORRONO 6 PUNTI PER CLASSIFICARCI ALMENO QUARTI, CONQUISTANDO COSI' L'ACCESSO ALLA CHAMPIONS.
LO SCUDETTO DOVREBBE VINCERLO IL NAPOLI E SONO CURIOSO DI VEDERE COSA FARA' CONTE. 

                    SERGIO FINAZZI

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lunedì 28 aprile 2025

MANIFESTAZIONI. Zandobbio paese in festa aprile 2025. foto. 1

 









































DON CAMILLO. La diversità: problema o patrimonio?

                                    




FONTE: Notiziario parrocchiale settimanale di Albegno e dintorni.


LA DIVERSITA': PROBLEMA O PATRIMONIO

 

 

Dio, nella sua infinita sapienza e fantasia, ci ha creati tutti diversi. E non soltanto perché siamo maschi, femmine, omosessuali o ermafroditi, ma anche perché ognuno, al di la della propria caratteristica di genere, ha un modo diverso di rapportarsi con la realtà, di reagire alle situazioni, di pensare, di riflettere… Ognuno ha il proprio timbro e la propria caratteristica anche tra coloro che condividono gli stessi ideali e gli stessi valori. Tutto questo, che potrebbe diventare facilmente motivo di contrasto e di tensione, paradossalmente ha come finalità quella di realizzare nel genere umano una comunione sempre più profonda e salda, fondata sullo scambio reciproco delle proprie originalità, e aperta a creare progresso e, là dove ci sono le caratteristiche naturali specifiche, a generare nuova vita. Il rischio del contrasto e della tensione è sempre comunque a portata di mano ed è lo sbocco più immediato delle diversità. Lo sforzo da mettere in atto è quello di trasformare il contrasto e la tensione in confronto ispirato dalla disponibilità a capire e a valorizzare quanto non collima con la mia sensibilità. Si tratta di un atto di forza (virtù) che ognuno deve imporre a se stesso accettando la sfida di andare al di là della propria fede e della propria convinzione senza rinnegarla, ma nella convinzione che può uscirne arricchita. Perché questo sia possibile è importante convincersi che nessuno è detentore assoluto della Verità, ma ognuno ne possiede una parte, insieme a incrostazioni e scorie che spesso la nascondono o la comprimono. È la Provvidenza stessa che l’ha distribuita così, preoccupandosi che ognuno ne abbia un tassello. Ed è la stessa Provvidenza che agisce in ognuno, credente o non credente che sia, per aiutarlo a discernere e a liberare, se vuole, l’oro dai detriti. Perché la Provvidenza è sempre all’origine della vita di ognuno, anche di chi non la riconosce. Se si crea questa condizione che è caratteristica dell’onestà intellettuale, si realizza anche la crescita e il benessere della Comunità umana che diventa sempre più specchio fedele del volto di Dio, anche se non pratica la stessa Religione o la stessa Filosofia. Cosa che invece non si realizza in un’Umanità frantumata dalle contrapposizioni. Se invece ci mettiamo gli uni contro gli altri per proteggere e rendere esclusivi i nostri tasselli di Verità, non facciamo altro che impoverirci, quando addirittura non arriviamo a distruggerci e non siamo per nulla specchio di Dio anche se siamo convinti e ferventi Cattolici. L’estremo dell’insipienza umana si raggiunge quando la contrapposizione avviene per partito preso. È ciò che succede quando uno si contrappone all’altro solo perché è diverso da lui, indipendentemente da ciò che dice o fa. È il caso in cui se tu dici bianco io dico nero; se tu dici nero io dico bianco…solo perché voglio contraddirti nel tentativo di offuscare o eliminare la tua diversità. Ma è anche il caso di chi, per contrastare l’altro, esaspera la sua posizione andando all’estremo opposto rendendo più drammatica la tensione. La disponibilità a valorizzarci a vicenda, a scoprire la scintilla di bellezza che c’è in ogni persona umana, a considerarci tutti figli amati dallo stesso Padre che è nei cieli, a sentirci tutti redenti dallo stesso Figlio che si è offerto, a riconoscerci tutti abitati dallo stesso Spirito che ci anima, è l’originalità della Rivelazione che, come Cristiani, siamo chiamati a far conoscere a tutti, perché tutti siano consapevoli di questo patrimonio che ci accomuna. È il tassello di Verità che è tipico nostro, consapevoli che Gesù stesso non è venuto in mezzo a noi per abolire, ma per portare a compimento.

 

                            don Camillo 

giovedì 24 aprile 2025

COMUNE DI ZANDOBBIO. Paese in festa 2025

 

















PAPA FRANCESCO. No ai muri di ignominia!

 




FONTE: "Missionari Saveriani" marzo 2025.

NO AI MURI DI IGNOMINIA!

Papa  Francesco ha inviato una lettera ai Vescovi degli Stati Uniti d'America, a seguito  delle politiche di deportazione degli immigrati.



Una coscienza rettamente formata non può esimersi dal formulare un giudizio critico ed esprimere il proprio dissenso nei confronti di qualsiasi misura che identifichi, in modo tacito o esplicito, la condizione irregolare di alcuni migranti con la criminalità. L’atto di deportare persone che, in molti casi, hanno lasciato la propria terra a causa di povertà estrema, insicurezza, sfruttamento, persecuzione o del grave deterioramento dell’ambiente, ferisce la dignità di molti uomini e donne, di intere famiglie, e le pone in una condizione di particolare vulnerabilità e indifesa. Il testo biblico dell’Esodo ci invita a guardare la realtà del nostro tempo, così chiaramente segnata dal fenomeno della migrazione, come un momento decisivo della Storia per riaffermare non solo la nostra fede in un Dio sempre vicino, incarnato, migrante e rifugiato, ma anche la dignità infinita e trascendente di ogni persona umana. Diceva Pio XII: “La dignità infinita e trascendente di ogni persona umana supera e sostiene ogni altra considerazione di carattere giuridico che possa essere fatta per regolare la vita nella società”.
È necessario riconoscere il diritto di una nazione a difendersi e a mantenere le proprie comunità al sicuro da chi ha commesso crimini violenti o gravi, dall’altra il manifestare e diffondere preoccupazione intorno a determinate identità personali, comunitarie o nazionali senza considerare aspetti come la fuga dalla guerra o dalle carestie introduce facilmente un criterio ideologico che distorce la vita sociale e impone la volontà del più forte come criterio di verità. Grazie cari vescovi per il prezioso impegno nel lavorare a stretto contatto con i migranti e i rifugiati.
Esorto tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a non cedere alle narrazioni che fanno soffrire inutilmente i nostri fratelli migranti e rifugiati. Siamo tutti chiamati a vivere nella solidarietà e nella fraternità, a costruire ponti, a evitare muri di ignominia.
                             PAPA FRANCESCO





mercoledì 23 aprile 2025

PERSONAGGI. Ratan Tata

 





FONTE: "Missionari Saveriani" marzo 2025.
Articolo: "Tata, faro di compassione".

Ratan Tata, noto imprenditore indiano deceduto il 9 ottobre 2024, a 86 anni, ex presidente del "Gruppo Tata" con industrie soprattutto nel campo dell'automobile, viene ricordato come "un faro di compassione e generosità".
Grazie alle sue numerose iniziative filantropiche, ha trasformato la vita di milioni di persone, sostenendo la causa degli emarginati, svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'India, impegnandosi per la giustizia sociale, l'istruzione, l'assistenza sanitaria e lo sviluppo rurale.
La  Chiesa cattolica in India auspica che "la sua leadership ispiratrice e la sua generosità sconfinata" possano ispirare  molte persone e molti imprenditori in India, soprattutto i giovavi, perché sappiano "impegnarsi per il miglioramento della società e a servire gli altri con altruismo e compassione".
Nel 2012 , quando la Tata Steel Company a Jamshedpurd venne ridimensionata da 78mila a  40mila dipendenti, l'imprenditore garantì che tutti lavoratori licenziati continuassero a ricevere il salario fino all'età pensionabile.