mercoledì 13 novembre 2019

MISSIONI. Missionaria nel mondo del lavoro


FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" ottobre 2019.
Articolo: ""Un granaio" di inattesa umanità" di NICOLETTA MASETTO.

Venticinque chilometri tutti i giorni, ogni santo giorno. Avanti e indietro in un magazzino a dir poco immenso. In lungo e in largo attraverso decine di scomparti. Su e giù per altrettanti piani dove se ne stanno stipati milioni di prodotti da inviare in tutto il mondo. E sul più bello, quando credi di aver completato la commessa, ecco arrivare un sms che ti invita ad accelerare il passo e a ricominciare se possibile ancora più vicino di prima.
Nessuna pedana mobile, nessun nastro trasportatore nemmeno un piccolo skate per far prima con qualche slalom tra i carrelli. Solo gambe, tanta gamba e cuore come in questa storia.
Siamo  a Peterborough, Gran Bretagna, in uno dei quartieri generali di Amazon in UK. Qui, nel colosso del commercio on line, ha lavorato per un anno suor Marialaura Gatti delle Suore operaie della Santa Casa di Nazareth.
Nella cittadina di poco meno di 200 mila abitanti nell'East of England la congregazione, fondata da sant'Arcangelo Tadini, ha una comunità dove suor Mari vive con altre consorelle.
Oltre 6 mila chilometri in un anno son sono stati un'impresa facile per suor Marialaura "bresciana doc, nata e cresciuta ad Iseo". Ma suor Mari, o  meglio Sister ("questo il modo in cui i miei colleghi mi hanno conosciuta e accolta tra loro"), se l'è, in qualche modo, cercata.
"Sono entrata in Amazon due settimane dopo il mio arrivo in Inghilterra. Nel curriculum avevo segnalato le mie precedenti esperienze lavorative e la mia formazione, inclusa la laurea in Scienze motorie. Ho sempre avuto una gran passione per lo sport. Ho giocato a basket dai 6 a 21 anni. Lo sport ti forgia, ti aiuta a misurare e a sopportare la fatica, è un allenamento continuo anche nel confrontarti con i compagni e con gli avversari, ti insegna a stare in squadra e a fare squadra. Quindi, avere gambe...sì, mi ha aiutato anche in questo anno di lavoro in Amazon".
Così, quando la suora varca per la prima volta la soglia del grande magazzino di Peterborough, è fatta. "Il mio lavoro, da subito, è stato quello di picker, cioè dovevo correre su e giù per una torre a tre piani con un carrello blu e giallo per prendere gli articoli nel più breve tempo possibile e metterli in linea. All'interno del magazzino ci sono vari tipi di lavoro, c'è chi riceve le merci, chi le sistema negli scaffali, chi controlla la qualità, chi ti controlla, chi sta negli uffici, chi pulisce gli ambienti e poi ciò che facevo insieme ad altri 300 giovani. E' una mansione faticosa e selettiva".
Ogni picker è dotato di uno scanner che ne registra il target (vale a dire quanti articoli si recuperano nel giro di un'ora) e l'esatta posizione all'interno del magazzino.
"Se stavi sopra i 100 articoli presi, tutto bene - prosegue sister Mari -. Se, invece, stavi sotto ai 100, un gentile impiegato dell'agenzia veniva a richiamarti chiedendoti di migliorare la tua prestazione. E non finisce qui: se ritardavi a ritornare al lavoro dopo la pausa, ritornava il gentile impiegato dell'agenzia. La povertà che toccavo ogni giorno era il non poter scegliere quando riposare, dove lavorare e con chi. Infatti, poteva succedere, mentre ero in una sezione, mi inviassero un sms per chiedermi di cambiare piano o settore...magari per un solo articolo da prendere".
In Amazon sister Mari ha visto, toccato con mano e ascoltato le dure condizioni di lavoro di tanti operai, soprattutto giovani.
"Nel grande magazzino di Amazon in UK c'è una grande scritta che ogni lavoratore può vedere appena entra: Work Hard, Have Fun, Make History!, cioè "Lavora duro, Divertiti, Fai la Storia!". La frase mi ha fatto pensare che questo, in fondo, è il manifesto del ricco stolto. "Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?", si chiedeva. "Questo farò - rispondeva -, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all'anima mia: anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi!". Sono stata per un anno in uno dei più grossi "granai" del mondo: Amazon prende il nome dal Rio della Amazzoni. Non è un caso che si tratti del fiume più lungo del mondo. Quanto orgoglio in sei lettere: è la presunzione di poter raggiungere ogni traguardo puntando solo sulle proprie forze. E di forze, in questa azienda, ne vengono spese parecchie. Soprattutto quelle degli stranieri che accettano di lavorare anche 11 ore al giorno pur di guadagnare qualche sterlina in più. M questa è cronaca già nota. Eppure, nonostante le condizioni di lavoro, in tutte le persone che ho conosciuto, a partire dai giovani, ho sempre trovato talento, voglia di fare e costruire, speranza, uno sguardo rivolto al futuro nella consapevolezza che il mondo può davvero diventare migliore. Quanta umanità ho colto! Questo mi riempie il cuore, ancora oggi  a esperienza finita. E mi fa ben sperare per il domani".
Concluso il contratto in Amazon, attualmente suor Mari lavora nello stabilimento di un altro colosso: Whirlpool.
"Noi suore operaie abbiamo una peculiarità - conclude -: siamo missionarie nel mondo del lavoro, siamo in una traiettoria che ci porta al Cielo, siamo in  una via che Dio traccia per noi e con noi lungo la nostra storia. Che spettacolo creativo e anticonformista! Dio è un grande solo per i piccoli! Questo è ciò che sto scoprendo in questa terra straniera: sapere e accogliere con gratitudine il fatto di non essere Dio! Solo se saremo davvero amanti appassionati di Dio, come diceva il nostro fondatore, potremmo diventare amanti appassionati dell'umanità".

mercoledì 30 ottobre 2019

PARR.S.GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. L'organo suona di nuovo


ORGANO CHIESA PARROCCHIALE ZANDOBBIO

Dopo molti anni di silenzio, l'organo della chiesa di Zandobbio è tornato a suonare. Una precisazione importante: l'organo per tornare al suo vero splendore avrebbe certamente bisogno di un restauro, cosa che al momento non è possibile per gli ingenti costi (sopra i centomila euro) che un restauro richiede.

L'organo della chiesa è dell'anno 1821 ed è opera dei famosi organari Bossi. Nel corso della storia ha avuto alcune modifiche dettate anche dalle riforme liturgiche. Le prime modifiche avvengono nell'anno 1850 ad opera dell'organaro Giudici che aggiunge alcuni registri all'organo. Una seconda ed ultima grande trasformazione avviene nell'anno 1943 dall'organaro Adobati che seguendo le indicazioni della curia diocesana e dei nuovi canoni liturgici modifica l'organo eliminando alcuni registri, quelli che erano ritenuti "orchestrali" e non necessari all'accompagnamento della celebrazione liturgica. L'organo infatti in origine era dotato di 1212 canne, che dopo questo lavoro di Adobati scendono a 992.

Il lavoro semplice che è stato fatto per far tornare a suonare l'organo è stato quelli di ridare corrente al motore, già presente: il mantice (grande bacino di aria necessario a far suonare le canne dell'organo) una volta veniva caricato a mano ma ora questo si serve dell'aiuto dell'energia elettrica. Inoltre essendo un strumento fermo da anni e dopo il lungo lavoro di restauro della chiesa due sono state le operazioni necessarie: pulire una ad una le canne e riaccordarle.

Per questo si è provveduto a pulire dalla polvere tutte le canne che una volta montate sono state intonate e accordate. Anche l'organo, come ogni altro strumento, si scorda; il caldo e il freddo fanno dilatare le canne che vanno quindi riaccordate. e questa è una procedura che andrebbe fatta almeno una volta l'anno.

Ora manca solo un organista che in modo stabile suoni l'organo e accompagni le celebrazioni liturgiche: la provvidenza sono certo provvederà.

                                              Don Marco

VIAGGI. Puglia. Lecce e Otranto


Ecco le foto scattate: