giovedì 14 settembre 2017

LIBRI. "Il cammino dell'uomo" di Martin Buber


FONTE: Libro "Il cammino dell'uomo" di MARTIN BUBER edito da EDIZIONI QIQAJON COMUNITA' DI BOSE.


Così Hermann Hesse scriveva a Martin Buber : "Tra i suoi libri, Il cammino dell'uomo è indubbiamente quanto di più bello io abbia letto. La ringrazio di cuore per questo dono così prezioso e inesauribile. Lascerò che mi parli ancora molto spesso".

Un autentico capolavoro in miniatura, il cui messaggio si rivela inesauribile proprio perché parla al cuore di ogni uomo, in ogni tempo e in ogni situazione.
Un libro che obbliga a pensare e invita a imboccare il cammino dell'autentica crescita umana in armonia con gli altri uomini e con il mondo intero.

SPORT. Mettersi in gioco


FONTE: "MISSIONARI SAVERIANI" 2017 agosto/settembre n° 7.
Articolo: "Essere chi dice il cuore" di DIEGO PIOVANI.

Elisa ha 21 anni e fa un mestiere che tanti suoi coetanei maschi invidiano: il calciatore, o calciatrice in questo caso.
E' una centrocampista dinamica che, dopo la trafila nel settore giovanile, ha raggiunto la prima squadra dove si è resa protagonista di prestazioni importanti, gol e vittorie. Ha persino esordito in Champions League!
Elisa di cognome fa Mele ed è un tassello fondamentale per il Brescia Calcio Femminile.

Eppure, vittorie, trofei e anche la convocazione in Nazionale non le bastano più. Il pallone non le basta più.
Elisa ha deciso di lasciare tutto, per vivere un'esperienza missionaria estiva in Mozambico con i suoi amici e poi intraprendere un percorso di studi, le cui tempistiche non sono compatibili con partite e allenamenti di una professionista.
Ecco come ha spiegato la sua decisione.

"Appesa in camera ho la foto della mia prima squadra di calcio: anno 2002. Avevo 6 anni. Giocavo nel mio oratorio, Santa Maria della Vittoria, di cui sono particolarmente orgogliosa. Man mano scorro le varie foto appese, ne vedo altre. Dalle pulcine alla Serie A, dall'oratorio alla maglia azzurra della nazionale. Quante partite, vittorie, pianti, passione ed entusiasmo!
Se sono la ragazza che conoscete è anche grazie al calcio perché, in fondo, è lo specchio perfetto della vita di ogni giorno: gioie, tristezze, vittorie, sconfitte, sacrifici, ma tutto sempre con entusiasmo e tanta umiltà. Ho sempre sognato di arrivare dove sono arrivata ora e probabilmente anche più in alto.
Poi, però, capita che i progetti che avevi in testa iniziano a essere sormontati da qualcosa di diverso. Ci si guarda allo specchio e si dice: "Che cosa voglio fare, o meglio, chi voglio essere?". E la mia sempre, sicura, risposta "voglio essere una calciatrice" ha iniziato a lasciare il posto a "voglio essere voce di chi non ha voce, aiuto per gli altri, voglio essere chi mi dice il cuore".
Sono consapevole di aver lasciato tanto, ma allo stesso tempo sono convinta che tanto troverò. Fare delle scelte comporta sempre dire no a qualcosa e sì ad altro...
Io sono felice  di aver fatto questa scelta, nonostante le paure e i mille dubbi che la accompagnano.
Lascio il calcio perché mi sono resa conto di voler mettere la mia vita, e quindi anche questo talento, a disposizione degli altri. Il calcio sarà sicuramente uno strumento che utilizzerò in tante occasioni come aggregazione, educazione, gioco.
Lascio il calcio giocato, non il calcio in tutto e per tutto.
Ho letto una frase che mi piace particolarmente e che faccio mia: "Intraprendere un nuovo cammino spaventa, ma dopo ogni passo che percorriamo, ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi"".

Elisa ha lasciato quello che per tanti è un sogno. L'ha fatto per inseguirne un altro. Non sappiamo cosa accadrà, ma ha deciso di... mettersi in gioco.
E' una ragazza  come tante, che viene dall'oratorio, dalla parrocchia vicino a casa.
Una di quelle parrocchie spesso nel mirino, perché non si fa questo o quello, perché c'è un prete un po' così... Eppure, ancora uno dei pochi luoghi dove (quasi sempre) le porte si aprono a tutti per il Grest, per la festa di compleanno, per la riunione di condominio. E dove ragazze come Elisa danno una mano, gratuitamente, solo per il piacere di stare tra amici.
Perché c'è più gioia nel dare che nel ricevere, vero Elisa?



RES PUBLICA. Esportazione di armi in Italia


FONTE: "MISSIONARI SAVERIANI" 2017 agosto/settembre n° 7.
Articolo: Record poco invidiabile" di GIORGIO BERETTA.

E' la miglior performance dell'Italia dal dopoguerra. Un record storico, di cui però, stranamente, non sentiamo parlare nei talk show. Al massimo si trova un trafiletto su qualche quotidiano.
Di  cosa stiamo parlando?
Delle autorizzazioni all'esportazione di armi e sistemi militari rilasciate dall'Italia nel 2016. Ammontano a 14,6 miliardi di euro.
Dal dopoguerra l'Italia non ha mai esportato tanti armamenti nel mondo, nemmeno durante gli anni in cui a Castenedolo (BS) si producevano le micidiali mine anti persona, messe al bando nel 1997 prima in Italia e poi dall'Onu nel 1999, con l'entrata in vigore del trattato di Ottawa.
In questo senso, ricordiamo l'impegno di p. Marcello Storgato e dell'associazione "Mine Action Italy".
In quegli anni l'Italia riusciva a piazzare mine Valmara della Valsella Meccanotecnica a mezzo mondo, anche a paesi in guerra tra loro come Iran e Iraq. Il tutto era coperto dal "segreto di Stato" dai tempi del Regio Decreto n. 1161 dell'11 luglio 1941, firmato da Mussolini, Ciano, Teruzzi e Grandi, che è rimasto in vigore fino al 1990.

E' stato, infatti, solo grazie all'ampia mobilitazione della società civile e dell'associazionismo laico e cattolico, e in particolare alla campagna "Contro i mercanti di morte" (promossa tra gli altri anche dalla rivista "Missioni Oggi" dei saveriani), se il nostro paese è arrivato a dotarsi di una legge per regolamentare questa materia.
E' la n. 185 che il 9 luglio 1990 ha stabilito "Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento".
Vengono introdotti una serie di divieti molto precisi tra cui, soprattutto, quello di esportare armamenti a nazioni in conflitto, a Stati che fomentano il terrorismo, a governi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e a nazioni che, ricevendo aiuti dall'Italia, spendono ampie risorse nel settore militare.
La nostra legge è diventata presto un modello per diverse cancellerie europee e anche per comporre il Codice di Condotta sul commercio di armi dell'Unione Europea. Ma è sempre risultata indigesta - e osteggiata - da vari settori dell'industria e degli apparati militari che non hanno mai visto di buon'occhio i controlli introdotti.
Costoro, soprattutto, non hanno mai sopportato che ogni anno il Presidente del Consiglio, debba, per legge, predisporre una dettagliata relazione al Parlamento per rendere conto dell'attività svolta dal governo riguardo alle autorizzazioni rilasciate e alle consegne di armamenti effettuate. Mantenere un basso profilo e non sollevare troppa attenzione pubblica è, infatti, un requisito fondamentale per chi vorrebbe fare affari indisturbato.

Anche un altro e ancor più preoccupante primato è passato inosservato. 
Riguarda le esportazioni di sistemi militari autorizzate ai paese con cui l'Italia non ha alleanze politiche o militari. Nel 2016 hanno, infatti, superato i 9,2 miliardi di euro le autorizzazioni a nazioni non appartenenti all'Unione europea o alla Nato: rappresentano il 63,1% del totale.
La relazione inviata alle Camere lo scorso 18 aprile lo giustifica adducendo una mera "ripresa del settore". E' invece una vera anomalia, a cui se ne aggiunge un'altra più inquietante: la maggior parte degli armamenti è stata destinata ai paese nelle aree di maggior tensione al mondo, Nord Africa e Medio Oriente. Qui - tra dittatori, regimi autoritari, monarchie assolute islamiche e sostenitori diretti o indiretti dello jihadismo - nel 2016 il governo italiano ha autorizzato forniture militari per oltre 8,6 miliardi di euro, pari al 58,8 % del totale.

C'è tutto l'arsenale bellico: dai caccia intercettatori ai sistemi elettronici di sorveglianza, dal munizionamento pesante alle armi leggere, dalle apparecchiature per la direzione del tiro ai blindati alle navi da guerra. Anche questo è un altro record, ma pochi si sono chiesti se esportare armi e sistemi militari a certi regimi serva davvero a promuovere la pace e la nostra sicurezza.
Come queste esportazioni rispettino le norme della nostra legge è tutto da capire.
Per questo, la Rete italiana per il disarmo, di cui fanno parte una trentina di associazioni nazionali tra cui la Conferenza degli istituti missionari in Italia (CIMI), ha chiesto al Parlamento di esaminare la Relazione ricevuta dal governo e di ascoltare le osservazioni delle nostre associazioni.


giovedì 7 settembre 2017

RIFLESSIONI. Quale difetto devi cercare di eliminare per primo?


FONTE: libro "RINASCERE giorno per giorno" di YVES BOULVIN edito da EDIZIONI MESSAGGERO PADOVA.


Quali difetti hanno trovato in te? E' importante che tu analizzi l'immagine che gli altri ti hanno rinviato di te stesso. Attraverso un gioco di specchi, possono aver proiettato su di te le loro proprie imperfezioni o aver ricevuto solo una visione parziale della tua personalità.

Che cosa hai riconosciuto come ostacolo alla realizzazione delle tue potenzialità? Tendi all'apatia, allo scoraggiamento, alla menzogna per timore della realtà o del giudizio altrui, all'utopia, all'isolamento, alla paura della solitudine? Hai l'impressione di essere eccessivamente segreto, pudico o, al contrario, di non saper tenere  nulla per te, di invadere gli altri con la tua affettività straripante o di controllare eccessivamente i tuoi sentimenti? Hai la sensazione di essere in uno stato di ribellione, di rivendicazione piuttosto che di proposte costruttive?

Riesci a citare due o tre difetti che hanno nociuto alla tua vita, alla tua evoluzione armoniosa e che hanno fatto del male ad altre persone attorno a te?

Questi difetti hanno creato dei blocchi nella tua evoluzione e ti hanno spinto alla rassegnazione, alla chiusura in te stesso...Guardarli in faccia, chiamarli per nome, dolersene, senza giudicarti, permette a una nuova vita di sbocciare un giorno.

Puoi dire con il tuo cuore profondo: "Stop! Basta! Ora svilupperò la qualità contraria al difetto che ha rovinato una parte della mia esistenza. Occorrerà del tempo, ma ci riuscirò!"


VIVERE INSIEME. Si tende a difendere sempre i figli


FONTE: "la Repubblica" del 30/08/17.
Articolo: "Se una madre smaschera il figlio pirata" di MICHELA MARZANO.


Il fatto. Un diciottenne di Eraclea (VE) ritorna a casa verso le sei del mattino con l'auto ammaccata e si giustifica con i genitori dicendo di aver semplicemente forato.
La coppia si insospettisce e va in strada percorrendo a ritroso il percorso fatto dal figlio.
Così si trovano di fronte ad un'ambulanza e ai carabinieri e vengono a sapere che un ciclista è stato investito da un'auto. Subito denunciano il figlio.
L'articolista si domanda: "Come hanno potuto denunciare il figlio? E' stata forse una delle scelte più difficili della vita di questi due genitori, ma anche la più coraggiosa. E controcorrente. Visto che la tendenza  sempre più diffusa oggi nel nostro paese è quella di schierarsi sempre e comunque dalla parte dei figli, anche quando gli errori, gli sbagli, i malfatti, e talvolta anche i crimini, sono sotto gli occhi di chiunque".
L'articolista continua: "L'atteggiamento di tanti genitori, oggi, è sempre lo stesso: non è colpa dei figli, non è nemmeno colpa loro. Se è successo qualcosa che non doveva accadere la colpa, se proprio di colpa si vuole parlare, è degli altri: della scuola che non sa educare, dello Stato che non sa proteggere, di chi non ha fatto attenzione o ha provocato, e via dicendo".
Nel proseguimento dell'articolo la giornalista si domanda: "L'amore di un padre o di una madre non dovrebbe essere quello che insegna che la vita talvolta è complessa......e che un essere umano non è colui che non cade mai, ma chi, dopo essere caduto, è  in grado di rialzarsi? Un tempo, i genitori insegnavano non solo l'esistenza delle regole, ma anche il loro rispetto".
L'articolo chiude: "........questa tendenza tutta contemporanea a illudersi che, proteggendo a oltranza i figli e tappandosi gli occhi di fronte alla realtà, si potessero evitare loro problemi e sofferenze. Il coraggio di questi due genitori di Eraclea.......nell'avere fatto prevalere il senso di giustizia sull'egoismo privato. Il loro è un esempio di civismo che sfida molti pregiudizi: amare un figlio significa anche trasmettergli valori e senso del dovere".

OGGETTI. Ogni cosa ha la sua storia



giovedì 31 agosto 2017

DON CAMILLO. In memoria di Clara




IN MEMORIA DI CLARA

Qual fiore elegante e gentile
hai ornato il nostro giardino
fin che un turbine freddo e ostile
t'ha rapita un giorno al mattino.

I tuoi petali aperti alla vita
han cercato il sorriso di tutti
ed ora alla Pietà infinita
li presenti come dolci tuoi frutti.

Il vento ha spezzato il tuo stelo
ma restan profonde radici; 
non vince il rigore del gelo
il calore donato agli amici.

Custodisci Signor la tua amata,
creatura tutt'oggi assai rara;
mantienila stretta, abbracciata,
da sempre tu sai che è Clara.