lunedì 24 agosto 2026

VIVERE INSIEME. Carezze ai cani

 



FONTE: "Bergamo Salute" luglio/agosto 2026.
Articolo: "Carezze ai cani: l'antidepressivo naturale che funziona" di SARA CARRARA.

Dietro una semplice carezza si nasconde il rilascio di tre potenti neurotrasmettitori che insieme regolano l’umore e le sensazioni di piacere. 

Quella che per molti proprietari di animali è un’intuizione quotidiana trova oggi sempre più conferme anche in ambito scientifico: il contatto con il cane non è solo un gesto affettivo, ma un’interazione capace di attivare precisi meccanismi neurobiologici legati al benessere.
Ciò che prima era un’osservazione empirica diffusa tra gli amanti degli animali viene confermato dallo studio condotto dalla professoressa Rahel Marti per l’Università di Basilea: accarezzare un cane ha benefici tangibili contro stress e ansia. Risalente al 2022, la ricerca è stata condotta su 21 soggetti, a cui è stato chiesto di accarezzare dapprima un cucciolo di cane e poi un animale di pezza con all’interno una borsa calda.
I risultati hanno dimostrato gli effetti positivi dell’interazione con il cane e, in particolare, che all’aumentare dell’intensità del contatto cresce anche l’attivazione della corteccia prefrontale, una regione del cervello coinvolta nella regolazione delle emozioni e nelle interazioni sociali. Si tratta di evidenze ancora preliminari, che necessitano di campioni più ampi e protocolli più rigorosi, ma che si inseriscono in un quadro scientifico sempre più coerente nel riconoscere il ruolo delle interazioni uomo-animale nei processi di regolazione emotiva.

Benefici diretti e indiretti

Sebbene l’efficacia vari in base all’individuo, al comportamento del cane e alla relazione che si instaura, l’interazione fisica con l’animale sembra in grado di attivare cambiamenti neurochimici già nei primi minuti. In particolare, si osserva una riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e un aumento dell’ossitocina, spesso definita “ormone dell’attaccamento”, associata a sensazioni di calma, fiducia e benessere. A questi meccanismi si aggiunge la possibile modulazione di altri sistemi neurotrasmettitoriali coinvolti nella regolazione dell’umore, come serotonina e dopamina, che contribuiscono alla sensazione complessiva di piacere e gratificazione.
Chi convive con un cane conosce bene anche gli effetti indiretti di questa relazione: la necessità di prendersi cura dell’animale favorisce infatti la costruzione di routine quotidiane e stimola la socializzazione. Aspetti che possono rivelarsi particolarmente utili in fasi della vita caratterizzate da isolamento sociale, ridotta motivazione o fragilità emotiva.

I cani nella terapia clinica

L’effetto positivo della relazione uomo-cane non è utilizzato solo nella vita quotidiana, ma trova applicazione anche in ambito clinico e riabilitativo. 
Gli interventi assistiti con gli animali (IAA), più comunemente noti come pet therapy, si basano proprio sui meccanismi evidenziati dalla ricerca scientifica. Si tratta di percorsi strutturati, in ambito psicoterapeutico o socio-sanitario, in cui la presenza dell’animale diventa uno strumento di supporto al trattamento di disturbi psicologici e condizioni di disagio emotivo. 
In questi contesti, la relazione con il cane viene inserita all’interno di un progetto terapeutico definito e monitorato, con obiettivi che possono includere la riduzione dell’ansia, il miglioramento dell’umore, il potenziamento delle capacità relazionali e la stimolazione della comunicazione. Un ambito particolarmente significativo è quello dei cani da assistenza per il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Questi animali vengono addestrati a riconoscere segnali precoci di ansia o agitazione e a intervenire per interrompere o attenuare l’escalation della crisi, anche durante episodi notturni o situazioni di forte stress.

Una relazione che diventa salute

Il crescente interesse scientifico verso il rapporto uomo-animale sta contribuendo a ridefinire il concetto stesso di benessere psicologico. La relazione con il cane non è più considerata soltanto affettiva o ricreativa, ma sempre più spesso viene analizzata come possibile fattore di supporto nella regolazione dello stress e delle emozioni. 
Pur non sostituendo in alcun modo i trattamenti medici o psicoterapeutici, il contatto con l’animale può rappresentare un elemento complementare all’interno di un percorso di cura o di prevenzione del disagio psicologico. In questa prospettiva, la “semplice carezza” diventa un gesto che mette in comunicazione sistemi biologici complessi e relazioni emotive profonde, con effetti misurabili sul benessere della persona.

Nessun commento: