martedì 7 giugno 2022

STORIE DI VITA DI ZANDOBBIO. Amore di fratelli

 




FONTE: libro "Sul filo dei ricordi..." ideato e stampato  dal GRUPPO PARROCCHIALE PER LA TERZA ETA' di Zandobbio.



AMORE DI FRATELLI

Mi sono sposata il 1° maggio del 1962 con Giuseppe Belotti e siamo sempre convissuti nella nostra casa a Zandobbio, dove abbiamo costituito la famiglia con due figli, Rosanna e Roberto.
Mio marito era operaio ed in seguito abbiamo aperto con molti sacrifici un panificio con agenzia agricola dove si vendeva cascame, mangimi per gli animali, sementi ed alimentari.
In poco tempo, purtroppo, Giuseppe si ammalò seriamente e nel 1968 gli fu diagnosticata una grave calcolosi renale. Si rese indispensabile la dialisi, che consisteva in sedute di cinque ore per le quali ci recavamo a Milano due volte la settimana. Ma Giuseppe non stava bene e continuava ad avere disturbi, ma aveva una grande voglia di vivere e tanta buona volontà per affrontare ogni ostacolo.
Giuseppe era ricoverato inizialmente all'Ospedale di Trescore Balneario, poi vista la sua gravità ci fu consigliato di ricoverarlo al Policlinico di Milano, nel reparto "Cesarino Riva" denominato per brevità anche Crof, dove fu sottoposto a più interventi chirurgici per liberare i reni molto danneggiati dai calcoli. L'unica speranza di cura rimaneva il trapianto di rene.
Era il 1970 e la medicina allora non disponeva di tutto ciò che esiste oggi e tanto meno di organi da trapiantare: le conoscenze e le tecniche erano in avanzamento, ma le difficoltà di reperire un rene da trapiantare sembravano enormi. 
In vista del terzo intervento che richiedeva anche l'asportazione del secondo rene ormai corroso, i professori avevano interpellato il fratello gemello, Andrea, soltanto lui poteva salvare la vita del fratello mediante l'offerta di un rene.
Andrea, senza alcuna esitazione, si rese subito disponibile a donare un suo rene con tanta generosità poiché anch'egli fu sottoposto a numerosi esami clinici di accertamento.
Il trapianto, il primo in Italia da vivente, veniva eseguito il 22 dicembre 1970 e si concludeva felicemente dopo sei ore e mezza di sala operatoria. Furono per noi una lunghissima attesa di speranza che si concluse quando i professori, soddisfatti, ci vennero a dire che tutto era andato bene.
Andrea fece ritorno a casa dopo un mese e Giuseppe tornò a Zandobbio dai suoi bambini e nella sua famiglia più tardi.
Tornati a Zandobbio abbiamo potuto finalmente riprendere la nostra vita normale e mio marito ha goduto di discreta salute per nove anni fino alla durata del rene così generosamente donato dal fratello. Di questo trapianto parlarono tutti i giornali, che io costudisco gelosamente perché fu un episodio allora unico anche per la scienza medica.
Si dovette riprendere la dialisi e riuscii ad ottenere la possibilità di eseguirla a casa. Allestii una stanza dove fu installata la macchina del rene artificiale ed io sono andata per sei mesi a Bergamo per imparare ad eseguirla ed a seguirlo. Per sette lunghi anni siamo andati bene, poi abbiamo richiesto di avere un'altra possibilità di trapianto.
Il secondo trapianto richiese una degenza più breve e consentì a mio marito di vivere ancora per diversi anni.
Quando ripenso a tutto questo, mi chiedo da dove ci venisse tanto coraggio ed io avevo tante paure, ma abbiamo superato ogni momento con l'aiuto dei miei famigliari e dei miei figli.

                                    Irene Brignoli ved. Belotti
                                              classe 1936




 

lunedì 6 giugno 2022

RIFLESSIONI. Perché si invecchia.

 



FONTE: Don Chino Pezzoli #Comunità Promozione Umana su Facebook.

Nessuna invecchia semplicemente perché gli anni passano. Si invecchia quando si abbandonano i propri ideali, desideri, attese e sentimenti. 
Gli anni fanno venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi, alle emozioni e alle scelte che contano riempie di rughe l'anima.
Si è vecchi se svegliandoci al mattino presto desideriamo  di nuovo riprendere il sonno, non perché si è stanchi, ma demotivati; si rimane giovani dentro, se alla sera ci dispiace addormentarci, quasi perdessimo tempo, avendo sempre qualcosa da ascoltare, riflettere, amare che dia senso al tempo che ci resta.




lunedì 30 maggio 2022

GIOVANI E RAGAZZI. Educazione alla pace

 



FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" maggio 2022.
Articolo: "Educazione alla pace" di DANIELE NOVARA.


L'invasione dell'Ucraina e la guerra conseguente mettono tutti in una condizione di profonda inquietudine. Che cosa dire ai nostri figli e ai nostri alunni?
Il Papa è stato chiaro: si tratta di pazzia, non c'è un'alternativa alla pace e non esiste alcuna "guerra giusta".
Si può educare alla pace. Anzitutto distinguendo tra guerra e conflitto: nella guerra si cerca di ammazzare il nemico; nel conflitto si prova a comunicare in una situazione di divergenza e di contrasto. Non ha alcun senso dire ai bambini: "La guerra è come quando voi litigate". I bambini non vogliono ammazzarsi e il loro litigio fa parte del gioco. Litigano con i loro amici, non con gli estranei. Pensare che la guerra sia il prolungamento delle relazioni conflittuali risulta davvero equivoco. Non solo. E' proprio chi non sa litigare, chi non sa stare nelle contrarietà che diventa favorevole alla guerra e alla violenza, ovvero a risolvere le divergenze liberandosi di chi le porta: "Mi dai fastidio, quindi ti elimino".
Ho intitolato un mio libro I bulli non sanno litigare proprio per segnalare questo pericolo.
Come ci si oppone a questa visione? Aiutando i bambini e i ragazzi - e in fondo tutti noi - a litigare bene, ossia a vivere i contrasti come momenti della relazione, non cedendo all'esplosione emotiva, prendendo tempo, entrando in dialogo con la propria rabbia e aggressività, sapendo distinguere il problema dalla persona che lo porta.
Un antico principio che già  papa Giovanni XXIII aveva ripetutamente richiamato e che ha un valore enorme nella buona gestione dei conflitti: "Non sei tu il problema... abbiamo un problema".
Non c'è bisogno di accanirsi con gli altri se si cerca di capire quello che sta succedendo, evitando le comunicazioni pesanti - "Sei sempre il solito", "Lo sapevo che che non dovevo fidarmi", "Quando ci sei tu le cose non funzionano mai" - che invischiano nel rancore e nella permalosità.
Per i bambini ho inventato il metodo "Litigare Bene" che prevede un'operazione molto semplice: non bisogna cercare il colpevole e neanche dare la soluzione, meglio far parlare i litiganti tra di loro. Ognuno darà la sua versione dei fatti ed esporrà le sue ragioni, se possibile in uno spazio specifico della scuola o della casa, il "Conflit Corner", facendo emergere i punti di vista di chi ha preso il giocattolo, di chi vuole comandare, motivi tipicamente infantili.
In questo modo i bambini imparano a litigare con metodo.
Un apprendimento che resta tutta la vita e che crea quella sicurezza per cui quando, nel corso dell'esistenza, si presentano situazioni difficili, ecco che i nostri figli sapranno come comunicare, facendo valere le proprie ragioni e ascoltando quelle degli altri.
La grande psicologa Clotilde Pontecorvo mi raccontava che alcuni bambini le avevano rivelato questo segreto: "Le parole servono a litigare senza farsi male". Gli adulti dovrebbero ascoltare questa frase.


VIVERE INSIEME. Le spose bambine

 

FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" maggio 2022.
Articolo: "Le spose bambine" di BERNARDO CERVELLERA.


Bambine di 12 anni vendute dalla loro famiglia a uomini di 50-60 anni, per accontentare i loro desideri sessuali e per avere a disposizione una piccola schiava; ragazzine violate, con lo stupratore che, per sfuggire alla legge, dà un "risarcimento" alla famiglia e "sposa" la piccola. E' la situazione delle Filippine - e di altri Paesi del Sudest asiatico - dove una bambina su sei si sposa prima della maggiore età.
Dopo anni di pressioni da parte di organizzazioni internazionali e della Chiesa cattolica, lo scorso 6 gennaio il parlamento di Manila ha approvato una legge che vieta il matrimonio con persone di età inferiore ai 18 anni.
D'ora in poi chi si sposa o convive con una persona minore di 18 anni, o organizzi  e celebri tali matrimoni, sarà condannato a una pena di dodici anni. Alle comunità musulmane e indigene si lascia una deroga di un anno per adeguarsi. Tra queste comunità il fenomeno delle spose bambine è molto comune, soprattutto nell'isola di Mindanao, a maggioranza musulmana.
Secondo gli esperti, sono state proprio la tradizione e le leggi all'interno delle comunità musulmane a diffondere questa pratica nel Paese. Dati Unicef rivelano che quasi il 20 per cento delle bambine filippine tra i 13 e i 17 anni ha subito abusi sessuali.
Negli ultimi dieci anni, oltre 1,2 milioni di ragazze tra i 10 e i 18 anni hanno dato alla luce almeno un figlio. Si stima che ogni 5 minuti nelle Filippine venga violata una donna o una ragazza.
Tra le personalità più attive per la liberazione delle spose bambine vi è padre Shay Cullen, irlandese di 78 anni dei missionari di San Colombano, che da decenni ha varato la Fondazione Preda (People's Recovery Empowerment Development Assistance) nella città di Olongapo, 120 km a nord-ovest di Manila, dove in cinque diverse strutture ospita bambine vittime di violenza sessuale.
Il religioso è soddisfatto con la nuova legge, il consenso per il matrimonio si innalza da 12 a 18 anni. Ci vorranno, però, anni perché le nuove direttive vengano attuate e recepite dalla popolazione.


martedì 24 maggio 2022

ZANDOBBIESI. Belotti Lucia. Campionati regionali Fisdir 2022

 


la squadra della Phb 

FONTE: "L'ECO DI BERGAMO" del 20/05/22.


La Phb si è piazzata al secondo posto al Campionato  regionale Fisdir di nuoto, seconda prova della Nord Cup 2022, rimanendo ancora una volta alle spalle della Polisportiva Bresciana No Frontiere.

A Cremona, in vasca da 50 metri, i 13 atleti del settore Agonisti della Phb hanno conquistato complessivamente 28 medaglie: 17 d'oro, 10 d'argento e una di bronzo.

Ecco le medaglie conquistate dalla nostra fortissima Lucia:

  • oro nei 100 stile libero con il tempo di 1'52"39
  • oro nei 100 dorso con il tempo di 2'05"59
  • argento nella staffetta femm. 4x50 stile libero con il tempo 3'30"00 composta da Gibellini, Zanchi, Chigioni e Belotti
  • argento nella staffetta femm. 4x50 misti con il tempo di 4'13"73 composta da Belotti, Zanchi, Gibellini e Chigioni.

La settimana scorsa è stata piena di gloria per il nostro piccolo paese . Anche la squadra di calcio a 5 del COLLETTIVO  CONFUSIONE si è laureata Campione provinciale CSI.


lunedì 23 maggio 2022

ZANDOBBIESI. Belotti Lucia. premiazione Comune di Bergamo

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FONTE: "L'ECO DI BERGAMO" del 18/05/22.

Dopo lo stop forzato dalla pandemia, l'aula consiliare di Palazzo Frizzoni è tornata a ospitare la cerimonia che ha consegnato il premio "la Città di Bergamo ai suoi atleti" a 60 sportivi tra singoli e componenti di squadre.

Tra i premiati anche la nostra Lucia, atleta della società PHB POL. BERGAMASCA ONLUS di Bergamo.

👍👍👍👍👍






sabato 21 maggio 2022

COLLETTIVO CONFUSIONE. Siamo campioni provinciali CSI calcio a 5

 



Ieri sera al centro sportivo comunale di Seriate si è svolta la finale per il titolo provinciale. 
Il risultato è stato

COLLETTIVO CONFUSIONE - TOFFY  5 - 1

Così per il 3° campionato consecutivo la nostra grande squadra è diventata campione provinciale.
Tranne l'inizio della partita, i nostri ragazzi hanno dominato in lungo e in largo davanti al folto pubblico, comprendente anche tanti zandobbiesi.

A giugno ci attende la competizione per l'assegnazione del titolo di campione di Lombardia, della quale siamo campioni in carica. In seguito posterò il programma. 

Ecco le foto che ho scattato: