FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" giugno 2026.
Articolo: "Zanardi, campione di solidarietà" di MARIO BOCCIA.
Lo scorso primo maggio ci ha lasciato Alex Zanardi.
Alla notizia c'è stato un coro di lodi in sua memoria.
Tutte meritate, ma ricordarlo solo come il campione che non si arrende mai non lo descrive per intero.
Sono sicuro che a lui, oltre che per il coraggio, piacerebbe essere ricordato per l'impegno in favore del prossimo.
E magari essere imitato da quante più persone possibili, perché il desiderio di costruire un mondo più giusto nasce nell'intimo di ciascuno, ma produce effetti maggiori quando diventa un'azione collettiva.
Il sorriso di Alex aveva una forza empatica straordinaria. Dietro quel sorriso c'era un'idea di giustizia e dei diritti universali dell'essere umano che contrastava l'egoismo. Da quello piccolo, che fa rinchiudere in se stessi e pensare ai fatti propri, a quello grande, che si fa ideologia e pretende con la forza ogni privilegio, per sé e la propria nazione, contro il resto del mondo.
Alex ha subito il suo primo terribile incidente nel 2001 e il secondo nel 2020. Tra i due incidenti , nel 2007 ha fondato l'associazione "Bimbi in Gamba" della quale era molto orgoglioso. Dalla sua nascita l'associazione ha aiutato gratuitamente centinaia di bambini provenienti da Paesi in guerra o in difficoltà economiche. Se guardiamo la lista dei nomi degli interventi fatti da "Bimbi in Gamba" troviamo il mondo intero, con tutte le sfumature di colore che la pelle della razza umana è riuscita a darsi per fare il mondo più bello e variopinto. Non c'è nessun diritto di precedenza. Nessun "prima noi!" urlato in faccia agli altri.
Sei anni fa raccontammo su queste pagine la storia di un bambino nato in Siria senza una gamba e costretto a fuggire dalla guerra con la sua famiglia. Era finito a vivere da rifugiato in Libia prima di essere accolto in Italia. Grazie a "Bimbi in Gamba" e alla professionalità del centro specializzato "Ottobock" di Budrio (Bo) quel ragazzino, che si chiama Younes, ha avuto la sua prima protesi, ritrovato il sorriso e ora vive con la famiglia in Canada.
Alex amava la vita di tutti non solo la sua.
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