Poi, come zio, ricordo Marco, il mio terzo "figlio".
Anche Pasquale, formidabile organizzatore: se fossi Bosio, lo prenderei come mi0 delfino.
Dopo lo stop di 2 anni a causa del Covid, domenica scorsa si è svolta a Rimini - San Marino la 93° adunata nazionale degli alpini, alla quale hanno partecipato circa 3.500 penne nere orobiche, delle quali faceva parte un bel gruppo di Zandobbiesi.
Ecco le foto che mi hanno mandato Mariangela e Eugenia:
FONTE: //www.issalute.it /sito sviluppato e gestito dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Calcolo dell'indice glicemico
Il calcolo dell'indice glicemico di un alimento è una procedura complessa. Il test va eseguito su persone sane disponibili a farsi misurare la glicemia a digiuno.
Dopo il prelievo del sangue a digiuno devono bere una soluzione di acqua contenente 50 grammi di glucosio e poi sottoporsi a prelievi di sangue ogni 30 minuti, per 2 ore totali, per dosare la variazione della concentrazione di glucosio a distanza di tempo ben definite.
Dopo qualche giorno, le stesse persone devono consumare l'alimento di cui si vuole misurare l'indice glicemico in quantità tale da contenere 50 grammi esatti di carboidrati. Bisogna, quindi, conoscere la composizione esatta in sostanze nutritive dell'alimento in esame.
Dopo averlo mangiato, vengono nuovamente prelevati campioni di sangue ogni 30 minuti, per 2 ore, per effettuare il dosaggio del glucosio. L'ampiezza della risposta dell'organismo all'alimento consumato viene espressa in percentuale rispetto a quella del glucosio, che viene presa come punto di riferimento stabilendone un valore pari a 100 nella scala dell'indice glicemico.
Ad esempio, il pane bianco ha un indice glicemico (IG) pari a 75. Questo significa che 50 g di pane bianco sono in grado di aumentare la glicemia con una velocità pari al 75% rispetto al glucosio. Gli spaghetti (IG49) con una velocità del 49% rispetto al glucosio.
Gli indici glicemici di molti elementi sono stati calcolati e utilizzati per creare delle tabelle che vengono continuamente ampliate e aggiornate. Oggi è possibile avvalersi anche di tabelle internazionali.
In base all'inice glicemico, gli alimenti sono suddivisi in tre gruppi:
Vi ricordate il post "COLLETtIVO CONFUSIONE. Sogno infranto" pubblicato il 24/06/19?
Ripartiamo da lì dopo la lunga sospensione degli sport dilettantistici dovuta alla pandemia del coronavirus.
Nell' ottobre scorso è iniziato il campionato provinciale CSI di calcio a 5 a cui partecipa la nostra gloriosa squadra. Ora siamo alle semifinali per l'assegnazione del titolo di campione provinciale del gruppo A/B.
Dopo aver superato nel quarto di finale la squadra "COMPAGNI DI MERENDE" per 6 - 2, la nostra compagine affronterà il 09/05/22 alle ore 21.00 a Berzo S.F. la squadra "OASI SOMENDENNA".
Riusciranno i nostri atleti a qualificarsi per la finale del 20/05/22?
FONTE: //www.issalute.it /sito sviluppato e gestito dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).
INDICE GLICEMICO
L'indice glicemico (IG) è un valore che esprime la rapidità con cui gli alimenti contenenti carboidrati fanno aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia).
I carboidrati per essere assorbiti e passare nella circolazione sanguigna devono essere trasformati in glucosio dagli enzimi digestivi. La digestione inizia in bocca con la masticazione e prosegue nel primo tratto dell'intestino, l'intestino tenue, dove gli alimenti arrivano dopo essere passati nello stomaco. L'aumento della glicemia, quindi, testimonia il livello di assorbimento del glucosio alimentare.
Generalmente, alimenti che fanno aumentare la glicemia in modo rapido hanno un alto indice glicemico, quelli che fanno salire in modo più graduale hanno un indice glicemico basso.
La velocità con cui la glicemia sale dopo aver mangiato un alimento si esprime in percentuale, confrontandola con l'aumento determinato dalla somministrazione di una dose standard di glucosio (o di pane bianco), presa come riferimento (indice glicemico=100). Pertanto, ad esempio, un indice glicemico pari a 50 indica che l'alimento preso in esame aumenta la glicemia con una velocità che è la metà (il 50%) di quella del glucosio (zucchero semplice che aumenta la glicemia nel modo più veloce).
L'indice glicemico, quindi, varia a seconda dell'alimento preso in considerazione perché, in base alla sua composizione, cambia la velocità con cui i carboidrati in esso contenuti vengono digeriti e assimilati e la velocità con cui il glucosio rilasciato dai cibi passa nel sangue.
In linea di massima, zuccheri semplici, veloci e rapidi da assorbire, avranno un indice glicemico più alto dei carboidrati complessi (amidi) che hanno bisogno di più tempo per essere digeriti.
E' importante, però, chiarire che l'indice glicemico non tiene conto di quanto si alzano i livelli di glucosio nel sangue ma solo della velocità alla quale questo avviene.
Per questo motivo, un altro parametro da considerare, forse anche più importante dell'indice glicemico, è il carico glicemico che tiene conto della quantità di alimento che è stata mangiata. Il carico glicemico si ottiene molto facilmente moltiplicando l'indice glicemico per i grammi di carboidrati contenuti nella porzione dell'alimento che è stata consumata.
Per chi soffre di obesità, sindrome metabolica, diabete o condizioni prediabetiche, indice glicemico e carico glicemico, possono aiutare a seguire un'alimentazione adeguata e a effettuare scelte alimentari più corrette e sane.
continua