giovedì 11 agosto 2016

PARR. S. GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. Sfilata di moda


Una serata vivace e coinvolgente in oratorio con la sfilata di moda nell'ambito della festa di 3 giorni.








































































































































































































SALUTE. Cibo e sport


FONTE: AIRC fondamentale SPECIALE ARANCE DELLA SALUTE.

Cibo e sport

La pratica di uno sport non implica che ci si possa lasciare andare a qualsiasi eccesso alimentare, anzi. Esercizio fisico e nutrizione corretta e controllata vanno a braccetto.

Negli ultimi anni gli epidemiologi hanno cercato di pesare l'importanza relativa dell'esercizio fisico e della nutrizione nella comparsa dei tumori.
Ottenere numeri certi è tutt'altro che semplice, perché i diversi fattori interagiscono e sono correlati.
Alcune indicazioni importanti vengono però da GLOBOCAN 2012, uno studio epidemiologico internazionale pubblicato di recente.
Basandosi sugli ultimi dati disponibili gli esperti hanno stabilito che il sovrappeso e l'obesità sono responsabili ogni anno dell'1,9 per cento dei nuovi casi di tumore maschili, del 5,4 per cento di quelli femminili, o del 3,6 per cento di quelli di maschi e femmine.
Le donne sovrappeso sono più a rischio per via degli ormoni femminili che tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo e che sono un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori sensibili agli ormoni (in primo luogo dell'endometrio e del seno). Anche la durata del sovrappeso o dell'obesità contribuisce a incrementare il rischio individuale, dato che si stima che ogni 10 anni di eccesso di peso facciano crescere le probabilità di ammalarsi del 7 per cento.
Proprio perché il tessuto adiposo sembra giocare un ruolo importante nell'aumentare i rischi, è bene dire che il peso in sé non è un indicatore del tutto attendibile.
Meglio infatti valutare la cosiddetta massa grassa (cioè la quantità di tessuto adiposo rispetto alla massa totale) e la forma del corpo. Vi sono infatti persone con ossatura  e muscolatura massiccia che hanno un indice di massa corporea (IMC) elevato ma poca massa grassa (i cosiddetti "obesi in salute") e altre apparentemente magre, ma con una proporzione eccessiva di grasso corporeo (i cosiddetti "falsi magri").
La quantità di massa grassa si misura con l'impedenzometria.
Anche la presenza di grasso concentrato a livello addominale è un fattore di rischio indipendente dall'IMC. La misura della circonferenza dell'addome è un indicatore abbastanza attendibile, anche se indiretto, dell'obesità viscerale. Secondo le ultime linee guida, la circonferenza deve essere inferiore a 80 cm nella donna ed a 94 cm nell'uomo.
I consigli alimentari per chi si muove non differiscono molto da quelli utili a tutti: molta frutta e verdura (anche prima dell'allenamento, perché contengono zuccheri semplici a rapido consumo e molta acqua), carboidrati sotto forma di pasta o cereali integrali (che forniscono "benzina" per gli sforzi a lungo termine) e proteine prevalentemente di origine vegetale (legumi). Ottima anche la frutta secca che fornisce acidi grassi essenziali, energia e sali minerali.


giovedì 4 agosto 2016

COMUNE DI ZANDOBBIO. Acquisto di una vecchia casa


Eolo, il dio dei venti, è il mio principale informatore, che mi riferisce sulle voci che corrono in paese.
Per esempio mi aveva informato qualche giorno prima dell'abbattimento del secondo pino ultracentenario.
In questi giorni mi ha comunicato che corrono voci di un possibile acquisto di una vecchia casa da parte del comune di Zandobbio.
Sorgono subito alcune domande:
Per farne che cosa?
Forse  da ristrutturare, spendendo un fiume di denaro, per ricavare il centro anziani, che manca, trascurando ancora una volta la cascina Serafina, la cui acquisizione quasi gratuita aveva portato all'entusiasmo l'assessore Gianluigi Marchesi, che dichiarò: "Segnatevi questa data: 26/06/2014........."
(post "COMUNE DI ZANDOBBIO. La cascina Serafina pubblicato il 31/03/16)?


MISSIONI. E' fatica in Bangladesh


FONTE: blog.saveriani.org/marcello/2016/06/01

"Tempi duri in questo periodo dell'anno: il caldo umido ci fa sudare giorno e notte; in più, siamo senz'acqua e senza elettricità. Sarà così fino all'inizio della stagione delle piogge, quando arriverà un po' di sollievo e avremo acqua in abbondanza. C'è ancora un mese da pazientare. Nel frattempo, cerchiamo di sopravvivere". Così scrivono le giovani di etnia munda, ospiti dell'ostello guidato da p. Luigi Paggi, ai limiti della foresta Sunderban del Bangladesh sud occidentale.

Racconta il missionario: "in questo periodo l'acqua potabile è un problema serio per tutti. I grandi recipienti dove viene conservata l'acqua piovana sono vuoti da tempo. Due volte la settimana le giovani si recano fino al laghetto artificiale, riservato per l'acqua potabile. Facciamo passare l'acqua attraverso filtri speciali, che la purificano e la rendono - in qualche modo - potabile".

VIVERE INSIEME. Quanto conta il merito


FONTE: "il venerdì di Repubblica" del 17/06/16.
ARTICOLO: "La scuola pubblica minacciata da chi teme la meritocrazia" di CURZIO MALTESE.

Una delle poche cose sulle quali tutti concordano, almeno a parole, è questa: l'Italia è un Paese dove il merito conta sempre meno.
I centomila italiani che ogni anno vanno a cercare (e a trovare) all'estero lavori adeguati al loro livello di studi, creatività e capacità, ne sono la testimonianza più drammatica.
Saper fare bene il proprio mestiere, essere brillanti negli studi, da noi non è considerata la prima qualità per ricoprire un ruolo, rispetto a conoscenze, amicizie, parentele, fedeltà politiche, obbedienza al capo. Gli esempi sono davanti agli occhi di tutti, anzi sfilano ogni sera in televisione, e quindi non occorre far nomi.
Ogni nuovo potere promette un'ondata di meritocrazia e dopo poco si ritorna alla solita infornata d'imbecilli miracolati, inevitabilmente destinati a peggiorare i conti di questa o quell'azienda pubblica o privata, amministrazione, televisione o ente culturale, eppure inamovibili perché garantiti dall'alto.
Meritocrazia può essere un termine fastidioso, e allora parliamo, come fa l'Istat, di qualcosa di più profondo, la mobilità sociale.
L'Italia è stata per decenni, dal dopoguerra, un esempio europeo di opportunità. Grazie a grandi investimenti di Stato e a un ottimo sistema d'istruzione pubblica, il figlio di un operaio, di un contadino, di un impiegato poteva aspirare a migliorare la propria posizione sociale ed economica, nonostante il tradizionale familismo.
Guarda caso allora eravamo il Paese d'Europa con il maggior livello di crescita economica. Poi qualcosa è successo. Le élites si sono spaventate per il destino dei propri pargoli, dunque per la sopravvivenza oligarchica, e il sistema è cambiato.
Si è disinvestito in istruzione, formazione e, riforma dopo riforma, stravolto il sistema scolastico. Oggi l'Istat certifica che l'Italia è uno dei Paesi più immobili d'Europa e guarda caso siamo diventati la nazione che cresce di meno.
Come se ne esce?
Non certo importando a casaccio ricette straniere. Per esempio il sistema duale del Nord, l'alternanza scuola lavoro, può funzionare bene in Germania, dove l'apparato industriale è moderno, fondato su grandi investimenti, innovazione e ricerca. Mentre in Italia, adattare la scuola alle esigenze di un'industria bolsa e a basso livello tecnologico significa creare  studenti di serie B, rispetto al resto d'Europa.
Perché anche le élites tedesche o inglesi cominciano a preoccuparsi di questi brillanti italiani che tolgono posti ai loro figli meno capaci.







RES PUBLICA. La corruzione dilaga.


FONTE: "MESSAGGERO DI SANT'ANTONIO" di giugno 2016.
Articolo: "Corruzione, piaga mai sanata" di RITANNA ARMENI.


Il legame tra politica e corruzione si è talmente diffuso, appare così stretto, da esigere analisi meno episodiche e più rigorose.
Non abbiamo assistito in questi anni solo a vicende ripetute di malaffare o a un deterioramento dei valori etici di questo o di quel partito.
La corruzione è entrata con tale prepotenza e pervasività in tutti i luoghi della res publica  da indurre a pensare che sia difficile evitarla, che sia intrinseca alla politica, che sia quasi automatica nella vita dei partiti, nel loro rapporto con le amministrazioni locali, nella loro azione di governo.
Gli episodi sono troppi per farne anche un sommario elenco.
Basti ricordare che due uomini, che di corruzione certo se ne intendono, come Piercamillo Davigo e Raffaele Cantone, pur su posizioni diverse a proposito dei metodi d'intervento, concordano nell'affermare che il fenomeno, lungi dal ridursi, in questi anni si è allargato.
"I politici - ha detto di recente il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo - non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto".
Per Raffaele Cantone la corruzione dopo Tangentopoli "è continuata come un fiume carsico".
La domanda da porsi è, allora, questa: che cosa è cambiato in questi anni nei partiti per renderli così fragili e permeabili rispetto al malaffare, così propensi ad accettarlo, anzi, a farne spesso la condizione del proprio agire?
Il cambiamento più profondo è stato rappresentato sicuramente dalla fine delle ideologie. Essa avrebbe dovuto portare, come pensavano i politologi, a una politica più pragmatica, più legata agli interessi sociali, svincolata dagli schemi che limitavano la libertà di pensiero e di azione e impedivano la modernizzazione della società.
Avrebbe dovuto aiutare la coesione sociale e favorire la ricerca del bene comune fuori da concezioni del mondo ritenute ormai vecchie e dannose.
E' avvenuto purtroppo che, insieme alle ideologie, dall'agire politico siano stati eliminati gli ideali (qualcuno più pessimista dice anche le idee) e che i partiti siano diventati semplici amministratori dell'esistente, gestori di un presente fatto di affari e scambi nel quale si sono perse di vista le priorità sociali, il bene pubblico, i fini da raggiungere, i soggetti da privilegiare.
Se, infatti, le ideologie possono imprigionare, la politica senza ideali perde di vista il bene comune e diventa gestione dell'esistente, centro d'interessi e potere aperto all'influenza di tutte le lobby, nel quale si cerca il proprio tornaconto.
Si crea in questo modo un humus culturale favorevole al perseguimento del proprio particolare, una situazione in cui la corruzione diventa un "male banale", cioè così ovvio, così abituale e seriale da non essere più percepito come tale.
Se questo è vero, viene di conseguenza che la lotta al malaffare, che pure qualcuno coraggiosamente cerca di portare avanti, non può avere alcun esito certo senza un cambiamento del modo di essere dei partiti.


RES PUBLICA. Il conflitto d'interessi


FONTE: WIKIPEDIA, l'enciclopedia libera.

Un conflitto di interessi è una condizione che si verifica quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale a un soggetto che abbia interessi personali o professionali in contrasto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venir meno a causa degli interessi in causa.