Foresto Sparso, 14/10/2026
TUTTO DIPENDE DA COME STAI
“Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose" (ABRAHAM LINCOLN)
Lincoln fu il sedicesimo presidente
degli Stati uniti d’America dal 4 marzo 1861 al 15 Aprile 1865 quando venne
assassinato durante le fasi conclusive della guerra di secessione americana.
La frase a lui attribuita ci mette di
fronte ad una verità lapalissiana, ma non sempre tenuta nella dovuta
considerazione: ogni persona, ogni cosa, ogni avvenimento, hanno un loro pro e
un loro contro. Il modo che ognuno ha di vederli e di giudicarli dipende dalla
condizione interiore e dallo stato d’animo in cui si trova.
Credo che questo valga proprio per tutti
e per tutto.
Se hai simpatia per una persona, anche
se sbaglia trovi il modo di giustificarla e di minimizzare lo sbaglio se non
addirittura di considerarlo come utile e necessario per il progresso o per un
bene maggiore.
Se invece hai antipatia per una persona,
anche se compie un miracolo trovi il modo di sclassificarlo se non addirittura
di considerarlo negativo e dannoso.
Basta guardare alla contrapposizione tra
governo e opposizione nella politica. Se il governo, di qualsiasi colore sia,
emana una legge positiva e favorevole ai cittadini, l’opposizione lo contesta
appellandosi a quello che non ha fatto. Logica della dialettica? A volte sì. A
volte ho l’impressione che sia più espressione di una volontà ostile di far
cadere l’avversario per mettersi al suo posto.
Non succede solo nella politica. Succede
anche nelle nostre cose di Chiesa. Se hai simpatia per il Parroco attuale vedi
tutte e solo le cose belle che fa, e finalmente è arrivato un Parroco come si
deve. Se, invece, hai antipatia per lui, anche se facesse i salti mortali, non ne combina una giusta e non è certo
all’altezza del Parroco che c’era prima.
E’ capitato anche ad un insospettabile
quanto a miracoli e a capacità straordinariamente divine. Quando Gesù caccia un
demonio da un posseduto, i suoi nemici giurati (scribi e farisei) subito lo
accusano di aver agito in nome e con l’aiuto di Beelzebul capo dei demoni (cfr. Lc. 11, 15-26).
E’ la logica del bicchiere mezzo pieno
per cui ti lasci entusiasmare dalla positività che trovi, o del bicchiere mezzo
vuoto per cui ti fermi solo sugli aspetti negativi. Positività e negatività che
si intrecciano in tutti e in tutto, fatta eccezione di Gesù che è un caso a
parte e unico ma che ci rivela che anche dove non ci può stare la negatività ci
può essere chi si arrampica sui vetri sfidando la contraddizione e l’assurdo pur
di convincere che c’è.
Per non essere succubi di questa logica che
impoverisce la Verità e favorisce il relativismo, ci vuole una dose massiccia
di onestà culturale e di misericordia.
Onestà culturale: riconoscere il bene da qualunque parte provenga, e la
bellezza qualunque sia la sua matrice. Il bene e la bellezza sono patrimoni
universali che per noi credenti provengono sempre dalle sollecitazioni dello
Spirito Santo che soffia come vuole e dove vuole in perfetta libertà. Riconoscere
l’evidenza ed esprimere il proprio parere motivato sottolineando che è un punto
di vista personale.
Misericordia: nel rimarcare lo sbaglio riconoscerlo come incidente
possibile di un percorso, senza identificare la persona con quel suo sbaglio.
In fondo in fondo, a pensarci bene, come le spine proteggono la rosa perché si
mantenga il più possibile bella, così anche gli sbagli e la negatività possono
diventare un patrimonio di esperienza che ci educa a mettere sempre più a fuoco
la positività o addirittura a scoprire un bene maggiore. Nel Preconio Pasquale
cantiamo: “O felice colpa che ci meritò di conoscere un così
grande Redentore!”.
don Camillo

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