venerdì 16 ottobre 2026

DON CAMILLO. Tutto dipende da come stai

 


Foresto Sparso,  14/10/2026

  

TUTTO DIPENDE DA COME STAI


“Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose"  (ABRAHAM LINCOLN)



Lincoln fu il sedicesimo presidente degli Stati uniti d’America dal 4 marzo 1861 al 15 Aprile 1865 quando venne assassinato durante le fasi conclusive della guerra di secessione americana.
La frase a lui attribuita ci mette di fronte ad una verità lapalissiana, ma non sempre tenuta nella dovuta considerazione: ogni persona, ogni cosa, ogni avvenimento, hanno un loro pro e un loro contro. Il modo che ognuno ha di vederli e di giudicarli dipende dalla condizione interiore e dallo stato d’animo in cui si trova.
Credo che questo valga proprio per tutti e per tutto.
Se hai simpatia per una persona, anche se sbaglia trovi il modo di giustificarla e di minimizzare lo sbaglio se non addirittura di considerarlo come utile e necessario per il progresso o per un bene maggiore.
Se invece hai antipatia per una persona, anche se compie un miracolo trovi il modo di sclassificarlo se non addirittura di considerarlo negativo e dannoso.
Basta guardare alla contrapposizione tra governo e opposizione nella politica. Se il governo, di qualsiasi colore sia, emana una legge positiva e favorevole ai cittadini, l’opposizione lo contesta appellandosi a quello che non ha fatto. Logica della dialettica? A volte sì. A volte ho l’impressione che sia più espressione di una volontà ostile di far cadere l’avversario per mettersi al suo posto.
Non succede solo nella politica. Succede anche nelle nostre cose di Chiesa. Se hai simpatia per il Parroco attuale vedi tutte e solo le cose belle che fa, e finalmente è arrivato un Parroco come si deve. Se, invece, hai antipatia per lui, anche se facesse i salti mortali, non ne combina una giusta e non è certo all’altezza del Parroco che c’era prima.
E’ capitato anche ad un insospettabile quanto a miracoli e a capacità straordinariamente divine. Quando Gesù caccia un demonio da un posseduto, i suoi nemici giurati (scribi e farisei) subito lo accusano di aver agito in nome e con l’aiuto di Beelzebul capo dei demoni (cfr. Lc.  11, 15-26).
E’ la logica del bicchiere mezzo pieno per cui ti lasci entusiasmare dalla positività che trovi, o del bicchiere mezzo vuoto per cui ti fermi solo sugli aspetti negativi. Positività e negatività che si intrecciano in tutti e in tutto, fatta eccezione di Gesù che è un caso a parte e unico ma che ci rivela che anche dove non ci può stare la negatività ci può essere chi si arrampica sui vetri sfidando la contraddizione e l’assurdo pur di convincere che c’è. 
Per non essere succubi di questa logica che impoverisce la Verità e favorisce il relativismo, ci vuole una dose massiccia di onestà culturale e di misericordia.
Onestà culturale: riconoscere il bene da qualunque parte provenga, e la bellezza qualunque sia la sua matrice. Il bene e la bellezza sono patrimoni universali che per noi credenti provengono sempre dalle sollecitazioni dello Spirito Santo che soffia come vuole e dove vuole in perfetta libertà. Riconoscere l’evidenza ed esprimere il proprio parere motivato sottolineando che è un punto di vista personale.
Misericordia: nel rimarcare lo sbaglio riconoscerlo come incidente possibile di un percorso, senza identificare la persona con quel suo sbaglio. In fondo in fondo, a pensarci bene, come le spine proteggono la rosa perché si mantenga il più possibile bella, così anche gli sbagli e la negatività possono diventare un patrimonio di esperienza che ci educa a mettere sempre più a fuoco la positività o addirittura a scoprire un bene maggiore. Nel Preconio Pasquale cantiamo: “O felice colpa che ci meritò di conoscere un così grande Redentore!”.

                                                                                                        don Camillo

 

















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