lunedì 5 ottobre 2026

DON CAMILLO. Il numero della bestia

 




Foresto Sparso, 03/10/2026    


Il NUMERO DELLA BESTIA


“Qui sta la Sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tale cifra è 666”. (Apoc. 13,18).


Nel capitolo 13 dell’Apocalisse l’apostolo Giovanni parla della bestia che si mette al servizio del drago dal quale riceve il potere di bestemmiare contro Dio, di far guerra ai santi e di vincerli. Chi è questo drago e chi è questa bestia?

Il drago è il serpente antico (il riferimento è al serpente che nel Paradiso terrestre tenta i progenitori), il diavolo e satana (cfr. Apoc. 12,9). La bestia, invece, è una persona in carne e ossa che fa di tutto per far trionfare il drago, e viene indicata con il numero 666.

Nella cultura biblica i numeri sono usati spesso non come valore aritmetico, ma come depositari di un messaggio. A questo si aggiunge il fatto che ogni lettera dell’alfabeto ebraico ha un valore numerico.

Ora, assommando i valori numerici delle lettere ebraiche che compongono il nome di Nerone Cesare si ottiene il numero 666.

In questo numero c’è molto di più che l’indicazione di un nome: ci sta l’annuncio del totale fallimento di una umanità che ha la pretesa di mettersi al posto di Dio (vedi anche Gen. 3 – il peccato originale – e Gen. 11,1-9 la Torre di Babele). Il numero 6, infatti, indica l’imperfezione e il limite della natura umana. Ripetuto per 3 volte (il numero 3 indica l’assoluto, il superlativo) indica la totale imperfezione e fallimento.

L’apostolo Giovanni, scrivendo l’Apocalisse, ha ben presente quello che è avvenuto a Roma per opera di Nerone nell’anno 64 d.C., cioè, la strage dei cristiani raccontata anche dallo storico Tacito.

Con un linguaggio cifrato molto eloquente Giovanni parla di Nerone come di una bestia mostruosa e disumana a servizio del diavolo: una prepotenza che sembra conquistare il mondo e avere un seguito universale, ma che in realtà è destinata a crollare in modo rovinoso.

Non posso fare a meno di pensare anche alla nostra realtà di oggi fatta di prepotenza che tende ad emarginare sempre di più la presenza di Dio fino a renderla irrisoria o addirittura a cancellarla, per dare tutto lo spazio ad una presunta onnipotenza umana in nome della scienza, della tecnica e dell’economia considerati come valori assoluti ed esclusivi.

Paradossalmente la conseguenza di questa nostra cultura che potrebbe essere a servizio della persona se fosse vissuta in modo equilibrato e finalizzata al bene comune, è, invece, il suo svilimento al punto da essere considerata meno degli interessi politici ed economici, utile solo come bacino d’utenza per i consensi necessari per dominare e come consumatrice di prodotti ai fini di un capitalismo sempre più florido.

Paradosso nel paradosso, per proteggere questi interessi limitati a pochi, le persone possono essere mandate tranquillamente al macello (vedi i milioni di morti tra militari e civili nelle guerre attuali), o giustiziate o fatte sparire se si oppongono alla logica del potere e dell’economia. Anche Dio viene utilizzato spesso a questo scopo. Là dove non viene cancellato, è usato per imporre una supremazia che alla fine risulta il volto camuffato di quella politica ed economica. Il 666 purtroppo è ancora attuale, e non è il numero del diavolo, ma di chi si mette al suo servizio per favorirne l’opera devastatrice. La persona che cancella Dio dalla sua vita o lo usa per i suoi scopi personali, diventa una bestia. “Homo Homini lupus” (Plauto, commediografo latino, sec. III a. C.).

E non mi si dica che sono schierato politicamente a pensarla così! Non sono né di destra, né di sinistra, né di centro. Voglio essere semplicemente dalla parte di chi valorizza la vita umana e rispetta quella dimensione divina che il Creatore ha lasciato in ognuno come Sua impronta, qualunque sia il suo schieramento.

                                                                                                don Camillo

 





Nessun commento: