martedì 31 marzo 2026

ACI. Nuovo codice, vecchie abitudini


FONTE: "Bergamo Salute gennaio/febbraio 2026.
Articolo: "Nuovo codice, vecchie abitudini    " di VALERIO BETTONI  Presidente ACI di Bergamo.


Sulla soglia di un anno che si congeda e un altro dentro il quale viaggeremo – verbo connaturato all’ACI – si impongono uno sguardo al percorso fatto e che prosegue e un augurio. Il 2025 è il primo anno intero di sperimentazione del nuovo Codice della strada, entrato in vigore il 14 dicembre dell’anno passato. Da quel che si è visto e si può dire, dopo i primi due mesi di rilevato miglioramento, l’effetto è andato declinando. E purtroppo ci sono le cifre a confermare questa tendenza: per restare nella nostra provincia, il numero delle vittime è purtroppo aumentato. Nel 2024 i morti bergamaschi in incidenti erano stati 44 nei 12 mesi. Quest’anno, al momento in cui scrivo questa nota – 30 novembre – erano già 59, più altre 8 persone che hanno perso la vita sulle strade orobiche. In undici mesi 67 morti! Si sperava ed era naturale attendersi un calo, viste le nuove norme di un pacchetto sostanzialmente più restrittivo. In materia di sicurezza nella circolazione l’andamento è angosciante.

Nel 2007 a Filago è stata costituita l’Associazione familiari vittime della strada: in questi 18 anni di attività estesa su tutto il territorio provinciale, i lutti bergamaschi della circolazione – dati aggiornati fino al 17 novembre – sono stati 1.158. “È come se un intero nostro paese fosse cancellato dalla geografia”, ha commentato tristemente Ivanni Carminati, presidente dell’associazione in un’intervista per noi dell’ACI.

Il punto di ripartenza sta qui e riguarda tutti, ma proprio tutti gli utenti della strada. Non si può andare avanti con fatalismo e bisogna anche dire che la fatalità – spesso tirata in ballo a sproposito – qui non c’entra. Da anni e con insistenza crescente – data anche la gravità permanente della situazione, che è emergenziale, noi dell’ACI di Bergamo stiamo ponendo l’accento sull’urgenza di un salto di responsabilità.

> Facciamo educazione mirata con gli studenti delle superiori in prossimità della patente di guida.
> Facciamo informazione sia a livello di mass media sia con interventi a dibattiti, che vogliamo peraltro intensificare.
> Facciamo presenza e diamo sostegno a manifestazioni e campagne, come “SOS Mobilità” in corso in tutta Italia fino al 20 marzo 2026.

Alla luce dei risultati che si evidenziano nel numero degli incidenti, dei feriti e dei morti, occorre riconoscere – è sconsolante ma è così – che non basta. Stiamo studiando e considerando come riuscire in un’opera di persuasione e convincimento, dai pedoni ai ciclisti (le categorie ritenute più vulnerabili), dai conducenti di monopattini e di ciclomotori, alle categorie più numerose che sono quelle dei motociclisti, automobilisti e mezzi pesanti. Qui ci vuole un radicale cambiamento quando ci si mette alla guida. E se non si riesce a invertire la tendenza con le buone, occorrerà passare a terapie d’urto, scomode ma indispensabili, implementando il valore aggiunto e sempre più decisivo della tecnologia (radar, autovelox). Il nuovo Codice prevede sanzioni anche molto pesanti con chi infrange le norme o le ignora con supponenza e/o prepotenza. Ad esempio, è punito severamente l’uso del telefonino e simili quando si è al volante: ma troppi continuano disinvoltamente a farlo, mettendo a rischio l’incolumità degli altri utenti. Da scoraggiare vigorosamente ci sono poi gli eccessi di velocità, nel bere alcolici o farsi di droghe.

La salvaguardia della vita non consente leggerezze di sorta: dev’esserci la certezza della pena per chi colpevolmente causa incidenti. L’augurio, che è anche un auspicio, a questo punto è che ci sia un sussulto di giudizio, di consapevolezza e – non sembri esagerato o fuori posto – di coscienza. Facciamo che per tutti sia un anno nuovo di salute, serenità, di sicurezza a tutti i livelli, all’insegna del sempre meglio possibile. 





 

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