giovedì 9 giugno 2016

GSO ZANDOBBIO. Statistiche campionato 2015/16




CLASSIFICA INTERNA SQUADRE GSO IN BASE ALLA MEDIA/PUNTI PER PARTITA

1°  PALLAVOLO - libere CSI  -  girone C
     allenatrice Savoldi Francesca

      media/punti per partita                       2,818
      punti in classifica           62
      partite giocate               22
      partite vinte                  21
      partite neutre                  0
      partite perse                    1

      posizione classifica girone: 1°  su  12 squadre

2°  CALCIO - dilettanti a 11 CSI - girone B - gruppo F
      allenatore Colombi Manuel

      media/punti per partita                        1,375
      punti in classifica           33
      partite giocate               24
      partite vinte                    9
      partite neutre                  6
      partite perse                    9
      posizione classifica girone:  8° su 13 squadre

3°  CALCIO - 3° categoria FIGC - girone C
      allenatori Testa Alessandro - Barcella Marco

      media/punti per partita                        1,115
      punti in classifica            29
      partite giocate                26
      partite vinte                     8
      partite neutre                   5
      partite perse                   13
      posizione classifica girone:  10° su 14 squadre

4°  CALCIO - juniores a 11 CSI - girone B
      allenatori Bena Antonio - Buoso Massimo

      media/punti per partita                          0,947
      punti in classifica             18
      partite giocate                 19
      partite vinte                      5
      partite neutre                    3
      partite perse                    11
      posizione classifica girone:   8° su 11 squadre

5°  CALCIO - giovanissimi a 7 CSI - girone B
      allenatori Barcella Massimo - Bordogna Roberto

      media/punti per partita                           0,727
      punti in classifica               16
      partite giocate                   22
      partite vinte                        5
      partite neutre                      1
      partite perse                      16
      posizione classifica girone:   9° su 12 squadre

Un elogio sperticato alle ragazze della pallavolo.
E' solo il 4° anno che questa squadra esiste, ma sta macinando risultati a livello CSI, grazie anche all'apporto di ex giocatrici della blasonata "PALLAVOLO DON FELICE COLLEONI" di Trescore B.

Quest'anno le ragazze si sono fermate ai quarti di finale della fase provinciale, ma, proseguendo sul cammino intrapreso, non possono che migliorare. In ogni caso devono essere di stimolo alle squadre di calcio, i cui risultati peggiorano sempre di più.

Comunque un elogio al presidente CLAUDIO BELLINI, che, nonostante il generale scetticismo, ha creduto e contribuito alla nascita della pallavolo a Zandobbio, solitamente paese fertile di calciatori e allenatori.

Un grande elogio al tifoso LUIGINO "FOSTA", che segue con passione le fatiche agonistiche delle ragazze.






COLLETTIVO CONFUSIONE. Promozione gruppo A CSI



Impresa della squadra zandobbiese COLLETTIVO CONFUSIONE calcio a 5 CSI: promozione dal gruppo B al gruppo A, dove nel prossimo campionato lotterà per il titolo provinciale.

Ecco in dettaglio i dati statistici.

media/punti per partita                          2,363

punti in classifica            52
partite giocate                22
partite vinte                   17
partite neutre                   1
partite perse                    4

posizione in classifica: 1°  su  12  squadre.

Bravissimo Pasquale e tutti gli altri.
Peccato che, per le note carenze del nostro Comune, siate costretti ancora a giocare tutte le partite fuori paese, negando alle persone che non possono spostarsi in auto la possibilità di vedere partite di calcetto ad alto livello.



giovedì 2 giugno 2016

RIFLESSIONI. Intervenire senza imporsi


FONTE: il mio piccolo raccoglitore.

INTERVENIRE SENZA IMPORSI

E' importante sapersi prendere la libertà di mettere fine a una comunicazione quando non è più efficace o è sgradevole, di troncare una relazione quando è insopportabile.
Lo puoi fare garbatamente, senza ferire.
Hai diritto di abbandonare una situazione, quando ti fa violenza.
Fissa correttamente i limiti della tolleranza.
Come non devi invadere gli altri, così non devi permettere agli altri di invaderti.
Allontanati, almeno temporaneamente, dalle persone che in un determinato momento ti impediscono di vivere o non ti fanno del bene.
Sappi proteggerti, anche dalle persone care.
Riconosci i limiti e falli presenti alle persone che ti circondano.

SALUTE. Moto e cancro


FONTE: AIRC fondamentale SPECIALE ARANCE DELLA SALUTE.

MOTO E CANCRO

Non è mai semplice dimostrare che un certo stile di vita apporta davvero dei benefici tangibili in termini di prevenzione delle malattie, perché i fattori confondenti possono essere molti.
L'esercizio fisico non fa eccezione. Eppure diversi studi epidemiologici sono riusciti a fornire una prova della sua attività nei confronti di specifici tumori. Vediamo quali.
Gli effetti dell'attività fisica sul cancro al colon sono quelli più studiati. Disponiamo di più di 50 studi specifici di buona qualità che dimostrano una riduzione del rischio di ammalarsi, proporzionale all'intensità, durata o frequenza della pratica sportiva. Alcuni studi stimano che le persone attive abbiano un rischio di sviluppare questo tipo di tumore inferiore del 30-40 per cento rispetto alle persone sedentarie. I benefici massimi si ottengono con 30-60 minuti di attività fisica intensa (come una corsa ad andatura sostenuta) al giorno, ma anche un impegno minore apporterà benefici in proporzione, purché sia un'attività continuativa e non spezzata nell'arco della giornata. L'effetto protettivo è dimostrato con certezza per il colon, un po' meno per il cancro al retto. Muoversi riduce la massa corporea (e l'obesità è un fattore di rischio importante per questo tumore), ma anche il tempo di contatto tra le sostanze di scarto e la parete intestinale, riducendo quindi gli effetti tossici e infiammatori.
E il cancro del seno? Anche in questo caso disponiamo di oltre 60 studi eseguiti in tutto il mondo e i risultati sono abbastanza chiari: un'attività fisica frequente e intensa riduce anche il rischio di sviluppare questo tumore.
Alcuni studi hanno verificato cosa accade alle donne che dopo la menopausa, nel momento di maggior rischio di ammalarsi, iniziano ad allenarsi, dimostrando che anche in questo caso vi è un beneficio in termini di riduzione del rischio se confrontato con quello delle donne sedentarie. Una mezz'ora di attività intensa giornaliera (come mezz'ora di corsa) sembra sufficiente per attivare i meccanismi protettivi tra i quali la riduzione del peso, degli ormoni circolanti (nelle donne prima della menopausa) e del fattore di crescita insulino simile (IGF-1), migliorando così anche l'attività del sistema immunitario.
Gli studi sul cancro dell'endometrio, sebbene meno numerosi, dimostrano anch'essi una riduzione di questo tumore del 20-40 per cento, proporzionale all'intensità  e frequenza  dell'impegno fisico. I benefici sono presenti in tutte le età. I meccanismi protettivi principali dipendono dalla riduzione di peso e dalla conseguente diminuzione degli ormoni femminili in circolo.
Alcune ricerche si sono concentrate sul cancro al polmone. In questo caso sembra che l'attività sportiva riduca del 20 per cento circa il rischio di ammalarsi, ma non è in grado di contrastare gli effetti negativi del fumo, specialmente nelle donne.
Infine vi sono numerosi studi sul cancro alla prostata che non sono però riusciti a dimostrare una riduzione significativa del rischio, benché i ricercatori ipotizzino che gli effetti positivi ci possano essere, perché si tratta di un cancro sensibile agli ormoni, che vengono ridotti dalla pratica sportiva. Sono però necessarie ulteriori ricerche per confermarlo, anche se uno studio del 2005 ha dimostrato un rallentamento della progressione della malattia in uomini che, pur malati, praticano un'attività sportiva regolare.





VIVERE INSIEME. Le nuove schiave


FONTE: Messaggero di sant'Antonio febbraio 2016.
Articolo "Le nuove schiave" di LUCETTA SCARAFFIA.


LE NUOVE SCHIAVE

Finalmente anche in Italia si è aperta la discussione sull'utero in affitto: sembrava solo un problema lontano, ma recenti sentenze relative a coppie che richiedevano il riconoscimento di figli così ottenuti e riconosciuti all'estero, nonché la prospettiva della legge che legittimerà le coppie omosessuali, hanno fatto capire che la questione toccava anche noi.
A questo si è aggiunta, finalmente, una presa d'atto del problema da parte delle femministe francesi - e a ruota di quelle italiane - che ha portato la questione sui banchi del parlamento europeo.
A un primo sguardo, superficiale, il prestito dell'utero da parte di una donna che accetta di affrontare  una gravidanza per conto di una coppia sterile - e quindi anche omosessuale, che è sterile per definizione - può apparire  un atto generoso, uno dei tanti aiuti che si possono dare per sconfiggere la sterilità crescente con l'aiuto del progresso medico. Perché, ovviamente, qui l'inseminazione viene fatta in un laboratorio, e nell'embrione installato, spesso, o l'ovulo o lo spermatozoo, se non entrambi, non appartengono biologicamente ai genitori "sociali", a quelli cioè che hanno commissionato il figlio.
Anzi, se c'è necessità di ricorrere a un ovulo esterno esso viene scelto appositamente diverso da quello della donna che offre l'utero, in modo da evitare il più possibile pretese di maternità. La figura materna quindi viene divisa in tre parti - donatrice di ovulo, prestatrice di utero, e madre che alleverà il bambino - e di conseguenza è sottoposta a un forte impoverimento non solo reale, ma anche simbolico.

Alcune inchiesta uscite sui giornali fanno capire che i meno abbienti tra gli occidentali che desiderano un figlio e vivono in Paesi - numerosi - in cui l'affitto dell'utero non è permesso, si rivolgono ai Paesi poveri dell'Asia, dove esistono organizzazioni specializzate nel mettere in contatto queste coppie con le future madri e realizzare l'inseminazione. In India l'organizzazione arriva a prevedere la reclusione di queste donne, durante la gravidanza, in case dove è sorvegliata l'igiene, l'alimentazione, il riposo delle gravide, in modo da garantire un prodotto migliore. E' evidente che queste donne, spesso vendute dalle famiglie, sono trattate come mucche di allevamento.

Questa mancanza di rispetto umano è presente anche in Paesi avanzati, come la California, dove la legge consente la maternità surrogata. Qui è molto più costoso aggiudicarsi un figlio, ma i controlli sono più rigorosi: no a candidate che vendono l'utero per sopravvivere - e quindi vivano in condizioni degradate -, sì solo a chi lo fa per migliorare la propria posizione sociale. Anche qui vengono controllate salute e condizioni di vita delle candidate e la stessa organizzazione che le mette in contatto con le coppie fornisce anche ovuli e spermatozoi, da comprare in caso di necessità. Ma la cosa più terribile è che le donne che affittano l'utero, attraverso la firma di un contratto, non solo devono rifiutare già da prima qualsiasi diritto sul bambino che porteranno in grembo, ma sono anche costrette ad abortire se i committenti cambiano idea o se il feto risulta "danneggiato". Per fortuna, almeno una parte delle femministe si è resa conto che si tratta di un nuovo e terribile sfruttamento del corpo femminile, una nuova schiavitù, e ha condannato questo commercio. Ma c'è ancora chi pensa sia legittimo, almeno nel caso in cui avvenga in modo volontario, senza passaggio di denaro. Come se tutto ciò che si trasmette, dal punto di vista biologico e psicologico, tra una donna e il feto che cresce nel suo grembo, non conti niente, che la donna sia un mero contenitore. Non si tratta quindi solo di una gravissima forma di sfruttamento, ma di una pericolosa negazione del valore della maternità e quindi, ancora una volta, della donna.



PARR. S.GIORGIO M. ZANDOBBIO. Riapertura al culto della Chiesa Prepositurale di Zandobbio






Testo                    LORIS FINAZZI
Fotografie            GABRIELE FINAZZI

Dopo il lungo periodo di lavori di restauro che è durato più di tre anni, è stata riaperta al culto la Chiesa  Prepositurale di S. Giorgio Martire in Zandobbio domenica scorsa con la presenza del vescovo Francesco.
Alla mia entrata nella  chiesa quello che mi ha colpito di più è la luce.
Bella, era bella anche prima del restauro, ma la chiesa di Zandobbio era un po' cupa. Le pareti verdone, le finestre annerite, le lampade che non facevano il loro dovere.
Appena metto un piede dentro, invece, tutto è chiaro. Le pareti, i quadri, i faretti emanano una luce forte, intensa.
Osservo la gente. Alcuni scattano fotografie, altri si guardano in giro stupiti, ma la maggior parte guarda in alto. Fissano la luce.
La Messa vola via leggera: c'è un forte senso di comunità nell'aria. Zandobbio ha risposto alla grande all'evento.
Sandobe avrà mille difetti, ma quando c'è da riunirsi compatto lo sa fare molto bene.
Ed è bello quel senso di unione che mi pervade l'anima, mentre ascolto la predica del vescovo, che parte in sordina per poi alzarsi di tono verso la fine.
Dopo il coro finale la gente non ha voglia di uscire, non perché piove, ma per prolungare il più possibile quel senso di fratellanza.
Insieme a mio fratello perlustro ogni angolo della chiesa, come se fossi a Roma in una basilica. Tutto è stato fatto con cura, anzi con amore. La sala con i confessionali poi è bellissima. Camminare sopra antichi resti mi fa sentire in una cripta antichissima, senza tempo.
Siamo già oltre mezzogiorno, è ora di uscire.
Sabato o domenica prossima sarò ancora qua a messa. Sarebbe chiedere troppo vedere ancora così tanta gente affollare la chiesa. Ma spero tanto di vederla piena, perché la casa del Signore vuota o piena a metà fa male al cuore.
Adulti, anziani accompagnate i ragazzi in chiesa, cercate di trasmettere loro quel senso di unione tutte le settimane. Il Signore ne sarebbe felice.




























































































































































mercoledì 1 giugno 2016

RES PUBLICA. Orda vandalica


UNA NUOVA ORDA VANDALICA INCOMBE.

DOVE PASSANO GLI UNNI ARMATI DI MOTOSEGA, NON CRESCE PIU' UN ALBERO.