mercoledì 18 dicembre 2013

VIAGGI.1.Porto e Coimbra

Terminato il Cammino di Santiago, mi ha raggiunto a Porto Rosaria (suo 1° volo e da sola) ed insieme abbiamo visitato Porto, Coimbra, Fatima e Lisbona, trasferendoci con autobus di linea.
 
Queste sono alcune foto scattate a Porto e Coimbra.
 
PORTO
 

 
 
 
 
 
 
 
 



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
chiesa di Santa Catarina
 
 
 
 
 
 
 
 




storica stazione ferroviaria di Sao Bento
 
 

 
 
azulejos della stazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
stadio Dragao
 
 
 
 
COIMBRA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


lunedì 16 dicembre 2013

COMUNE DI ZANDOBBIO. I giganti



Mi sto recando in posta e, passando sotto il pino più vicino al Municipio, sento una voce come fosse un alito di vento.
Mi guardo attorno e non vedo nessuno. Penso di aver sognato, ma di nuovo la voce si fa sentire:
"Viandante, ti prego ascoltami: sono il grande pino. Sono triste e voglio parlare con te."
"Dimmi, grande pino."
"Come ti chiami?"
"Tu non ricorderai, ma da ragazzo passavo sotto i tuoi grandi rami per andare al campo sportivo a giocare nella squadra del mitico Ignazio e mi chiamavano Toci."
"Non ricordo; ho visto tantissimi ragazzi nei  molti anni della mia vita."
"Ma dimmi, perché sei triste?"
"Tu sai che questa è la piazza principale del paese e molta gente si ferma a chiacchierare. Negli ultimi tempi sento discutere di me. Dicono che sono ingombrante e invadente e vogliono tagliarmi.
Fino a pochi anni fa ero l'orgoglio del paese e non dicevano che ero ingombrante e invadente.
Eppure, essendo molto vecchio, io cresco molto poco ogni anno."
"Non preoccuparti, grande pino. Nessuno avrà il coraggio di tagliarti.
Vedrai ancora tanti ragazzi prendere l'autobus per recarsi a scuola.
Sentirai ancora gli incitamenti dei tifosi zandobbiesi sulle tribune del vicino campo comunale.
Inoltre il sindaco è una donna e le donne sono più sensibili verso la natura. Non vorrà passare alla storia di Zandobbio come il nuovo Attila, che dove passa non cresceranno più alberi."
"Grazie, Toci, per le parole gentili. Mi hai rincuorato.
Quando passerai sotto di me, sarò felice di parlarti ancora."
"Ciao, grande pino. Lunga vita."

mercoledì 11 dicembre 2013

EL CAMINO DE SANTIAGO.2.La partenza da St.Jean.

 
RIFUGIO DI RONCISVALLE
 
 
 
E' sera e sono in branda, in alto naturalmente, e mi metto a scrivere il resoconto della giornata. Non mi ricordo di aver mai tenuto un diario prima d'ora e, alla soglia dei 60 anni, lo faccio. Incredibile.
Sono arrivato alla fine della prima tappa, quella dei Pirenei, alle 11,45, ma il rifugio apriva alle 16. Ho tolto le scarpe e le calze ed ho infilato le ciabatte per far respirare i piedi. Nessun problema.
Poi sono andato a mangiare in un ristorantino: menù del pellegrino (pasto completo) € 8.
Il consiglio di Paolo, il giovane che gestisce insieme a Roberta la piscina di Zandobbio e che ha fatto il Cammino in 30giorni, di fare il pediluvio per una ventina di minuti al termine di ogni tappa per me è irrealizzabile, poiché il rifugio è molto spartano (mancano le bacinelle) e i servizi sono limitati. Quindi bisogna fare le cose in modo sbrigativo, perché la fila delle persone che aspetta è lunga.
Ieri sera a letto ho spalmato la vaselina sui piedi ed ho massaggiato per bene. La stessa operazione l'ho fatta questa mattina prima della partenza. Tutto bene. Se continuerà così, ripeterò sempre queste due operazioni. L'importante è che all'arrivo liberi i piedi e li faccia respirare senza calze fino a quando andrò a letto, se non fa freddo.
Il rifugio mi sembra un'antica chiesa rettangolare con le finestre in alto. I servizi sono sottoterra. Ci sono anche alcune postazioni internet. Tutto ben pulito e organizzato. L'unica grandissima camerata, che occupa l'intero piano terra, contiene circa cento letti a castello. Questa sera è al completo e quindi saremo almeno 200 pellegrini di tutte le razze ed età. Mi sento completamente a mio agio anche se non conosco nessuno. Ma passiamo al racconto della giornata.
 
Mi sveglio verso le 3: l'adrenalina in corpo a mille. Impossibile riaddormentarsi.
Verso le 4,30 vado in bagno a fare la barba. A quest'ora non c'è nessuno, al contrario di ieri sera che bisognava fare la fila. Dovrò fare sempre così per fare le cose con calma.
Rientro in branda e nel buio cerco di non fare rumore.
Verso le 5 faccio fatica a non alzarmi per partire. Mi freno ancora per una quindicina di minuti, poi decido di partire anche se è ancora buio.
Facendo la massima attenzione per non disturbare, mi vesto, mi sistemo l'amato zaino sulle spalle ed esco in strada. E' buio completo. So che le segnalazioni del Cammino iniziano giù nella piazza di St. Jean e mi incammino.
Arrivato in piazza non trovo nessun segnale. Cosa faccio? Ah, ecco il camion della nettezza urbana. Mi avvicino e chiedo all'autista dove inizia il Cammino. Il mio francese è stentato, ma basta pronunciare la parola magica CAMINO DE SANTIAGO che si supera ogni ostacolo linguistico. Mi indica una via laterale e mi fa    cenno con la mano che devo salire. Effettivamente la strada dopo poche decine di metri inizia a salire, ma dopo un breve tratto si biforca. Che direzione prendere? E' buio pesto, non c'è anima viva e non vedo alcuna indicazione. Ho letto che i due segnali che indicano il Cammino sono una freccia gialla in campo blu oppure una cappa santa gialla anch'essa in campo blu. A terra non vedo nulla ed in alto la zona è scarsamente illuminata, per cui pali e muri sono al buio.
Sono in difficoltà e sto pensando di ritornare indietro, quando un'auto si avvicina lentamente. La fermo e chiedo allo sconosciuto la strada giusta: mi indica quella a destra.
Ieri sera avevo confidato tanto in Dio, che ora senza dubbio mi sta accompagnando!
Proseguo per una decina di minuti e sono ormai alla periferia di St. Jean con la strada sempre in salita e poco illuminata.
Cavolo!!! Un altro bivio. Questa volta sono fregato!
Aspettare il sopraggiungere di un altro pellegrino? Da escludere. I più mattinieri staranno partendo adesso e dovrei attendere almeno 30 minuti. E poi passeranno di qui?
Buon Dio! Un furgone si sta avvicinando. Lo fermo e chiedo indicazioni. Sempre a destra, mi risponde. Gesù Cristo ti ringrazio un'altra volta. Sei grande!
Riprendo ed entro breve tempo sono in aperta campagna. Sta albeggiando. Nessuno segnale ancora è visibile.
Altro bivio. Porca miseria, qui non c'è alcuna possibilità che mi venga incontro un automezzo.
Maledico la mia solita fretta di affrontare le situazioni.
A cento metri però vedo una casetta con una finestra illuminata. Bon Dieu! Forse è la mia ancora di salvezza!
Mi avvicino alla porta e vedo il pulsante del campanello, che dalle mie parti era usato almeno 30 anni fa.
Schiaccio e dal terrazzino al primo piano appare una donna: per me in quel momento poteva essere la Madonna.
Chiedo l'indicazione per il Cammino e mi indica la giusta direzione. Per ora sono salvo.
Continuo con il sole che sta sorgendo e vedo che tra poco entrerò nel bosco. Fortunatamente incomincio anche a vedere la tanto desiderata freccia gialla. Ora non avrò più paura di perdermi sui Pirenei e  posso lasciare la mente in libertà.
Ieri sera in branda mi sono venuti ancora gli incubi, ma sono riuscito a scacciarli e ad addormentarmi.
 
Questa è stata la mia partenza del Cammino in presa diretta.
Ora i pensieri del resto della tappa mi ritornano in mente , disteso sulla brandina del rifugio.
 
Ho pensato tanto durante il percorso essendo sempre solo. Ho superato persone, partite da un rifugio intermedio e sono stato sorpassato da pellegrini con un passo più veloce del mio. Scambiati saluti e sorrisi di complicità, ognuno proseguiva al suo passo.
 



POESIE.1.Natale 1991

 
 
Ho scritto questa poesia nel 1991 e nel frattempo la situazione di milioni di bambini nel mondo non è senz'altro migliorata. Anzi. Per l'Uomo sarà la colpa più grave nel Giudizio Universale.
 
 
 

NATALE 1991
 
Riccioli biondi e occhi azzurri,
una smorfia da bimbo viziato.
Tra giocattoli, luci e panettoni
lo sguardo amoroso di genitori belli,
eleganti,
sorridenti.
Un grande albero illuminato,
una casa sontuosa,
una tavola regalmente imbandita.
Riccioli biondi,
il mondo è ben più grande della tua casa.
Fuori dal suo morbido tepore
c'è il freddo di un inverno senza scarpe
che gela i bimbi albanesi.
C'è il torrido calore di savana,
di terre bruciate, aride, deserte:
la fame negli occhi di milioni di bimbi come te.
C'è il rumore assordante delle bombe
che scoppiano a pochi metri
dai bimbi croati e sloveni.
C'è la terribile strada polverosa,
casa di bimbi palestinesi e brasiliani,
figli di nessuno.
Ci sono i desideri che rimarranno inesauditi
dei bimbi russi, indiani, messicani.
Ci sono, ci sono, ci sono milioni di bimbi,
che hanno in comune solo la miseria
e grandi occhi scuri pieni di paura.
E i tuoi giocattoli,
il tuo grande albero illuminato,
la tua suntuosa casa
non devono ingannarti.
Riccioli biondi e occhi azzurri
non fare capricci:
pensa anche a loro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


lunedì 9 dicembre 2013

PUOI FARE. La casa di riposo

 
 
LA CASA DI RIPOSO
 
 
 
Frequento abitualmente una casa di riposo e quindi vengo a contatto con anziani di solito con gravi problemi di deambulazione.
 
Ciò che mi colpisce maggiormente è il loro enorme desiderio di ricevere visite, anche se sono ottimamente accuditi da tutto il personale . Purtroppo alcuni raramente godono della presenza di qualche visitatore. E' raggelante e molto triste leggere sui loro volti la solitudine che alberga nei loro cuori.
 
Al primo contatto alcuni sono anche scostanti nelle loro risposte, ma penso che sia una corazza per fronteggiare le delusioni, che hanno subito e che potrebbero provare ancora.
 
Invito quindi a frequentare questi luoghi, come buoni samaritani, anche per vedere cosa il futuro potrebbe riservare a chiunque. Mai dire mai.
 
Un particolare invito alle giovani mamme: i bambini con la loro vivacità strapperanno senz'altro tanti sorrisi alle anziane donne, che vedranno i piccoli come raggi di sole in una grigia esistenza.
 
Coraggio!!!!!!!
 
Una casa di riposo può anche essere una lezione di vita.
 
 
 
 
 
 
 
 
 


venerdì 6 dicembre 2013

EL CAMINO DE SANTIAGO.1.foto

ALTRE FOTO
 
 


albergue La Faba
 

 
albergue piccioni viaggiatori
 
 

 
 
antico essiccatoio mais
 


castello dei Templari di Ponferrada
 

 
 
cattedrale gotica di Astorga
 
 
chiesa di S. Nicolas de Bari di Molinaseca
 
 
nido di cicogna
 
 
il sole sta sorgendo
 
 
fiore
 
 
el Camino
 


natura e tecnologia

 
 
innamorati
 
 
 
segnalazione percorso
 
 
 
arrivo a Portomarin
 
 
 
ragazze in bicicletta
 
 
 
 
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albergue Arzua
 
 
 
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