mercoledì 8 aprile 2026

SALUTE. Terapia del dolore





FONTE: ""Bergamo Salute" marzo aprile 2026.
Articolo: "Terapia del dolore: un approccio moderno alla sofferenza" di SARA CARRARA.

 Il dolore non è un sintomo da sopportare, ma una condizione che deve essere riconosciuta e trattata in modo specialistico.

La terapia del dolore, definita anche medicina del dolore o terapia antalgica, è una disciplina medica specialistica che si occupa della prevenzione, valutazione e trattamento del dolore acuto e cronico, con l’obiettivo di alleviare la sofferenza e migliorare in modo significativo la qualità di vita del paziente. Quando il dolore persiste nel tempo e supera i normali processi di guarigione, perde la sua funzione protettiva e diventa una patologia autonoma, capace di incidere profondamente sulla sfera fisica, psicologica e sociale della persona.

Il dottor Giambattista Villa, medico della Terapia del Dolore in Humanitas Gavazzeni, sottolinea che «il dolore cronico non va mai considerato un sintomo da sopportare, ma una condizione che deve essere riconosciuta e trattata in modo specialistico, perché può compromettere l’autonomia e il benessere generale del paziente». Il percorso inizia sempre con la prima visita di terapia del dolore, un momento fondamentale durante il quale lo specialista analizza la storia clinica, la tipologia del dolore, la sua intensità, la durata, la localizzazione e i fattori che lo aggravano o lo alleviano, valutando anche eventuali esami diagnostici già eseguiti.

«La fase di ascolto è centrale, perché ogni dolore racconta una storia diversa e solo attraverso una valutazione approfondita è possibile costruire un percorso terapeutico personalizzato», spiega il dottor Villla. Sulla base della diagnosi, vengono definite le strategie più adatte, che possono includere terapie farmacologiche, infiltrazioni locali, blocchi antalgici, procedure mini-invasive e trattamenti eseguiti sotto guida radiologica o ecografica, con l’obiettivo di agire in modo mirato sulla causa del dolore e ridurre gli effetti collaterali. Un ambito di intervento particolarmente frequente è quello del mal di schiena, una delle principali cause di dolore cronico e limitazione funzionale: lombalgia, sciatalgia e cervicalgia possono essere trattate con tecniche percutanee che consentono, nella maggior parte dei casi, una rapida ripresa delle attività quotidiane e un miglioramento stabile dei sintomi.

«Oggi disponiamo di metodiche poco invasive che permettono di intervenire direttamente sulla fonte del dolore, spesso evitando il ricorso alla chirurgia tradizionale», afferma il dottor Villa, evidenziando come l’innovazione tecnologica abbia ampliato le possibilità terapeutiche. La medicina del dolore si basa inoltre su un approccio multidisciplinare, che coinvolge, oltre al medico specialista, fisioterapisti, psicologi e altri professionisti sanitari, perché il dolore cronico è spesso associato a stress, ansia, disturbi del sonno e riduzione dell’attività fisica. «Prendersi cura del dolore significa prendersi cura della persona nella sua globalità, considerando corpo, mente e stile di vita», ribadisce il dottor Villa.

Un aspetto rilevante è anche il monitoraggio nel tempo, poiché la risposta alle terapie può variare e richiedere aggiustamenti progressivi del piano di cura, sempre condivisi con il paziente. La terapia del dolore è indicata per persone di tutte le età e non richiede preparazioni particolari per la visita iniziale, rendendo l’accesso alle cure semplice e tempestivo. Inoltre, la medicina antalgica può intervenire anche in situazioni complesse come il dolore oncologico o il dolore neuropatico, dove è fondamentale un approccio specialistico e continuo per garantire sollievo e sicurezza. Per molte persone, la difficoltà principale è proprio il tempo di attesa e la percezione che il dolore sia “normale” o inevitabile: «Il rischio è che il paziente si abitui alla sofferenza e perda fiducia nella possibilità di migliorare», spiega il dottor Villa. Proprio per questo, la terapia del dolore non mira solo a ridurre l’intensità del dolore, ma a ripristinare la funzionalità, favorire il ritorno alle attività lavorative e sociali e prevenire l’instaurarsi di cicli di disabilità e isolamento.

Un ulteriore elemento di valore è la possibilità di integrare trattamenti di tipo fisico e riabilitativo con le cure mediche: esercizi mirati, terapie manuali e programmi di rieducazione funzionale possono infatti potenziare gli effetti delle procedure antalgiche, rendendo più stabile il risultato nel tempo. «Spesso il miglioramento reale arriva quando si combina la cura del dolore con un percorso di recupero funzionale e supporto psicologico», osserva il dottor Villa.

Infine, la terapia del dolore è anche una disciplina che si evolve rapidamente grazie alla ricerca: nuove tecniche, nuovi approcci farmacologici e nuove modalità di monitoraggio consentono di personalizzare sempre più il trattamento, riducendo il ricorso a farmaci ad alto impatto e migliorando la sicurezza complessiva del percorso terapeutico. Grazie a percorsi integrati, continuativi e personalizzati, la terapia antalgica rappresenta oggi una risorsa concreta per chi convive con una sofferenza persistente, offrendo soluzioni efficaci anche nei casi più complessi e permettendo di recuperare funzionalità, autonomia e una migliore qualità della vita, trasformando il dolore da limite costante a condizione finalmente gestibile. 



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