giovedì 17 agosto 2017

PARR. S. GIORGIO M. DI ZANDOBBIO. Sfilata di moda




Nell'ambito di "Oratorio in festa...", ecco la 3° sfilata di moda presentata dall'ottimo ANGELO BARCELLA




ed arricchita dalla splendida voce del tenore FABIO VALENTI



ecco altre foto della sfilata
































































































































































OGGETTI. Macchine lavorazione pasta



giovedì 10 agosto 2017

RES PUBLICA. Cannabis come farmaco


FONTE: "il venerdì di Repubblica" del 21/07/17.
Articolo: "Regione che vai cannabis che non trovi" di MICHELE BOCCI.

Il via libera è arrivato ormai da due anni, con tanto di firma in calce del ministero.
In Italia la cannabis è ormai considerata un farmaco che allevia i sintomi di alcune malattie (nella Gazzetta Ufficiale sono indicate le patologie per le quali è considerata uno degli strumenti a disposizione dei medici).
Eppure non è gratuita per tutti.
Il nostro Sistema sanitario nazionale, che dà continua prova di disparità nella qualità dei servizi offerti dalle Regioni, anche questa volta non si smentisce.
E così il malato di Piacenza che trova sollievo dai dolori grazie alla marijuana non spende un euro per ritirarla in farmacia. Quello che invece abita a Lodi deve pagare. E in un anno per le terapie possono andarsene centinaia di euro.
La questione è quella della rimborsabilità.
Una volta stabilito che la cannabis è un farmaco, i medici sono autorizzati a prescriverla. La cosa può essere fatta ovunque usando la ricetta che prevede le spese a carico del paziente.
In una dozzina di Regioni (come Piemonte, Toscana, Emilia, Basilicata, Sicilia, Puglia, Veneto e Liguria e altre), invece, è stata firmata una delibera che dà il via alla copertura delle spese dei pazienti. I malati residenti in queste regioni possono farsi compilare la ricetta dallo specialista (prima era rossa e ora si sta trasformando in bianca), che dà il via libera al ritiro gratuito dei farmaci.
Ma anche qui ci sono differenze.
La gran parte delle Regioni hanno stabilito che, nel caso di cannabis rimborsabile, questa debba essere ritirata solo nelle strutture  ospedaliere. Un caso isolato è quello dell'Emilia che ha dato la possibilità di averla a costo zero anche nelle farmacie private.
"Il prezzo della sostanza per il cittadino che si presenta con la ricetta non rimborsabile è di 9 euro al grammo" spiega Matteo Mantovani della farmacia San Carlo di Ferrara, una delle più attive nella distribuzione della cannabis.
"A seconda della gravità, i pazienti possono spendere da una cinquantina di euro al mese fino a 3-400 euro per patologie gravi come quelle oncologiche".
Chi abita nelle Regioni dove non c'è la delibera, come ad esempio la Lombardia (dove da tempo è in corso una battaglia per dare il via libera alla rimborsabilità con tanto di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare), deve quindi sborsare un bel po' di soldi.
In Italia, ormai da tempo, la cannabis viene prodotta dall'Istituto farmaceutico militare di Firenze, che, dalla fine dell'anno scorso, ne ha distribuito circa 25 chili e ne ha prodotto una decina di più (entro l'anno si arriverà a quota cento). Che, però, non bastano per soddisfare le richieste.
Così bisogna acquistarla dai distributori olandesi. Ma anche in questo caso le cose non sono facili.
I pazienti sono in balia dei distributori, nel senso che capitano periodi, come quest'estate, in cui dall'Olanda ci sono problemi di consegna e molte farmacie restano senza farmaco. Insomma, non solo a pagamento, anche a singhiozzo.


giovedì 3 agosto 2017

OGGETTI. Tandem da turismo



RIFLESSIONI. Quali sono i tuoi eccessi?


FONTE: libro "RINASCERE giorno per giorno" di YVES BOULVIN edito da EDIZIONI MESSAGGERO PADOVA.

In che cosa sei eccessivo? Nelle parole, nel cibo, nel bere, nel restare continuamente a livello cerebrale o affettivo, nell'attenzione per il tuo corpo, nel lavoro, nelle uscite troppo frequenti o troppo rare? Si può avere un eccesso di zelo, di sacrificio, di abnegazione, di silenzio o, al contrario di affermazione di sé...

Noi abbiamo spesso l'abitudine di passare attraverso serie di alti e bassi, perché andiamo da un estremo all'altro. Ciò avviene anche nell'evoluzione delle civiltà che passano da un'autorità esagerata, persino dittatoriale, al lassismo che porta al disordine generale.
E' difficile trovare un giusto mezzo che non sia né insipido, né mediocre, né incolore, ma sia un vero avanzamento.

Quali eccessi ti impediscono di vivere, di sentirti bene, di andare verso gli altri o, al contrario, di riservare del tempo per te stesso? Riesci a citarli?
Renderti conto dei tuoi eccessi in tutti i campi ti consente di trovare, a poco a poco, il giusto mezzo in ogni cosa.

LIBRI. Corso di sopravvivenza per genitori e insegnanti di Vittorino Andreoli


FONTE: Libro "Corso di sopravvivenza per genitori e insegnanti" di VITTORINO ANDREOLI, serie BUR varia di RIZZOLI.

All'interno della copertina si legge:

Le amicizie e le antipatie, i successi e le delusioni scolastiche, la vita in famiglia e i primi amori: la crescita di ogni ragazzo è fatta di contesti e momenti cruciali che segnano indelebilmente il suo modo di rapportarsi a se stesso e agli altri.
Dopo aver osservato e studiato per anni il rapporto tra giovani e adulti dalla prospettiva privilegiata della psichiatria per coglierne gli effetti dannosi, in questo volume Vittorino Andreoli parte dalla sua lunga esperienza con genitori e insegnanti per spiegare come risolvere al meglio i piccoli e grandi problemi della vita dei figli: in un itinerario che attraversa le paure infantili e la scelta del gruppo di amici, la scoperta del proprio corpo e la vita scolastica, le insicurezze e i momenti di ribellione, il grande psichiatra ci accompagna passo dopo passo nel percorso di crescita dei nostri ragazzi, aiutandoci a compiere le scelte migliori per aiutarli a diventare adulti sereni e consapevoli.

VIVERE INSIEME. Non vendiamo la dignità!


FONTE: "MISSIONARI SAVERIANI" giugno/luglio 2017.

Dal discorso di papa Francesco ai lavoratori dell'Ilva, Genova, 27 maggio 2017.

Togliere lavoro, sfruttare la gente con un lavoro indegno o mal pagato è anticostituzionale... Se non fosse fondata sul lavoro, la Repubblica italiana non sarebbe una democrazia.

Non rassegniamoci all'ideologia che immagina un mondo in cui solo metà lavoreranno e gli altri saranno mantenuti da un assegno sociale: l'obiettivo da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti, perché senza lavoro non ci sarà dignità.

Non c'è buona economia senza buoni imprenditori. L'imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore; se  non ha esperienza della dignità del lavoro, non sarà un buon imprenditore. Questi condivide le fatiche e le gioie del lavoro. Chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando non è un buon imprenditore, è uno che commercia con i lavoratori. Oggi vende la sua gente, domani vende la sua dignità.

Si sa che  regolamenti e leggi pensate per i disonesti finiscono per penalizzare gli onesti. Una malattia dell'economia è la trasformazione progressiva degli imprenditori in speculatori. L'imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore. Lo speculatore non ama la sua azienda, i lavoratori, ma li vede solo come mezzi per fare profitto, usa l'azienda e i lavoratori. Quando l'economia passa nelle mani degli speculatori tutto si rovina, perde il volto, diventa astratta, spietata.

La tanto osannata meritocrazia usa in modo ideologico una bella parola, il merito, la snatura e perverte. Il nuovo capitalismo, infatti, attraverso la meritocrazia dà una veste morale alla disuguaglianza, perché tratta il talento non come un dono, ma come un merito. Finisce così che il povero è considerato un non meritevole, e quindi colpevole del suo stato: e se la povertà è colpa del povero, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa.