lunedì 26 gennaio 2026
sabato 24 gennaio 2026
GSO ZANDOBBIO. Campionato 2° cat. 2025/26 3° giornata di ritorno
Domani si inizia a giocare per la salvezza. siamo precipitati dalla zona playoff di meta' girone di andata all'attuale zona playout.
L'ultima vittoria risale alla 10° giornata dell'andata a Endine per 2 - 1, frutto di due papere del portiere avversario.
L'ultimo risultato utile alla 13° giornata il pareggio 2 - 2 in casa con la Nuova Valcavallina, che meritava di vincere.
Poi 4 sconfitte consecutive, che hanno fatto precipitare la situazione.
Questa caduta verticale è dovuta in buona parte agli infortuni e alle assenze per lavoro, ma non solo.
Alle partite che ho assistito ho notato che si spreca troppo in fase realizzativa, cioè si sbagliano tanti gol. In compenso si fanno errori grossolani in difesa.
La nostra squadra si è dimostrata quasi sempre inferiore tecnicamente, mentre non è mai mancata la proverbiale grinta zandobbiese.
Lasciamo da parte la costruzione dal basso e cerchiamo invece di verticalizzare il gioco sfruttando i veloci esterni che abbiamo.
Mi sono sempre piaciuti i centrocampisti che con un lancio di 40/50 metri mettono i propri attaccanti davanti al portiere avversario. Ne nomino uno per tutti: Rivera. Oggi le squadre, anche dilettantistiche, sono molto corte e il lancio lungo permette di scavalcare l'intera squadra avversaria. Il calcio non è solo corsa, ma anche geometria. Il triangolo non esiste più.
Cerchiamo di sfruttare al massimo la grinta, che finora abbiamo quasi sempre dimostrato di avere superiore agli avversari.
Giocare duro non significa giocare scorretti e diamo l'esempio agli avversari quando subiamo un fallo di alzarsi subito, senza tante sceneggiate e urla da Croce Rossa.
Anch'io ho giocato da dilettante ed ero un centravanti tosto. Quando subivo un fallo carogna dallo stopper che mi controllava, mi rialzavo senza protestare, ma nella successiva azione entravo a gamba tesa sul suo piede: qualche volta prendevo il giallo, qualche volta no. Ma avevo fatto capire al mio avversario di cambiare. Preciso: non ho mai azzoppato un avversario. Ai miei tempi gli stopper erano dei picchiatori indefessi, che cercavano di azzoppare i centravanti avversari per una semplice ragione: allora non c'erano le sostituzioni. Quindi un avversario azzoppato era un avversario in meno.
Mi scuso per questa mia invadenza, ma Massimo sa quanto ci tengo al Gso.
Lo scopo principale di questo mio post è di incitare i nostri tifosi ad affollare le tribune domani nella partita casalinga contro Rovato Academy, che abbiamo già sconfitto nell'andata per 4 - 1..
Mi dispiace che nella precedente partita interna contro Academia Senegal gli zandobbiesi sugli spalti fossero in numero inferiore agli avversari. .
Sugli spalti io non ci sarò: ho trascorso una settimana dura per le ginocchia. Non riuscirei sicuramente a fare i gradoni della tribuna.
Aspetterò con ansia il risultato.
SERGIO FINAZZI
giovedì 22 gennaio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Atalanta - Atletico Bilbao 2 - 3
E' DALLA PARTITA CON IL PISA CHE STO ASPETTANDO LA MUSICHETTA DI CHAMPIONS E SOGNO AD OCCHI APERTI LA QUALIFICAZIONE DIRETTA AGLI OTTAVI DI FINALE.
MI SONO ANCHE SBILANCIATO DICENDO CHE BASTAVA VINCERE CON LA SQUADRA SPAGNOLA. PERO' HO SEMPRE PENSATO CHE L'ATLETICO BILBAO FOSSE UNA SQUADRA OSTICA.
IERI SERA AL BARETTO ERA DI TURNO LINO, UN GIOVANE PER TUTTE LE STAGIONI COME THOMAS MOORE.
INIZIA LA PARTITA E VEDO CHE PALLADINO HA CAMBIATO ANCORA LA DIFESA : KOSSOUNOU - DJIMSITI - KOLASINAC.
IL SOLITO CENTROCAMPO : ZAPPACOSTA - DE ROON - EDERSON - BERNASCONI.
IL SOLITO ATTACCO : CDK - SCAMACCA - ZALEWSKI.
AL 1' NAVARRO APPROFITTA DI UN ERRORE DELLA DIFESA E CROSSA RASOTERRA DALLA DESTRA, MA IL SUO COMPAGNO GURUZELA MANCA LA DEVIAZIONE DA POSIZIONE FAVOREVOLE.
INCOMINCIAMO BENE: GIA' UN LISCIO DELLA DIFESA APPENA INCOMINCIATA LA PARTITA.
INVECE E' SOLO UNA FALSA PARTENZA E LA DEA SI METTE IN MOTO E PRESSA A TUTTO CAMPO ED AL 16' ARRIVA PERSINO IL GOL.
PERCUSSIONE A MARTELLO SULLA NOSTRA SINISTRA E TRAVERSONE DI ZALEWSKI: SCAMACCA AL CENTRO DELL'AREA SI ELEVA SU TUTTI APPOGGIANDO LE MANI SULLA SCHIENA DI PAREDES E DI TESTA INSACCA.
PROTESTE DEGLI SPAGNOLI PER L'APPOGGIO DEL NOSTRO CENTRAVANTI, MA L'RBITRO MAKKELE RITIENE LIEVE IL CONTATTO E CONVALIDA LA RETE.
FINO ALLA FINE DEL TEMPO LA DEA DOMINA IL CAMPO SFIORANDO IL RADDOPPIO CON CDK, BERNASCONI E L'INDIAVOLATO ZAPPACOSTA, CHE SEMBRA UN GRILLO .
MA IL RADDOPPIO NON ARRIVA. E' IL SOLITO LIMITE DELLA SQUADRA DI PALLADINO.
INVECE DA PARTE DEI BASCHI NESSUN TIRO IN PORTA.
NEL BARETTO SIAMO EUFORICI, PERCHE' STIAMO GIOCANDO BENE E IL RADDOPPIO ARRIVERA' NELLA RIPRESA.
SI INIZIA IL S.T. CON QUALCHE SOSTITUZIONE DELL'ATLETICO BILBAO, MA LA SOSTANZA DEL GIOCO NON CAMBIA.
ALL'8' ZAPPACOSTA, IL SECONDO GIOCATORE PIU' VECCHIO CON I SUOI 33 ANNI, SPARA DA FUORI AREA UN TIRO MOLTO POTENTE, MA SIMON, PORTIERE IBERICO, C'E'.
AL 10' ZAPPA CI RIPROVA, MA IL SUO POTENTE DESTRO SFIORA IL PALO ALLA DESTRA DI SIMON.
FIN QUI I BASCHI NON HANNO FATTO UN TIRO IN PORTA. C'E' DA PREOCCUPARSI. STO PENSANDO CHE FARANNO GOL CON IL PRIMO TIRO ED E' CIO' CHE AVVIENE AL 13', QUANDO IL NUMERO 11 GURUZELA SI LIBERA IN MODO UN PO' SCORRETTO DI DJIMSITI E TRAFIGGE CARNESECCHI CON UN TIRO ANGOLATO RASOTERRA ALLA SINISTRA DEL NOSTRO PORTIERE.
INCREDIBILE : UN TIRO, UN GOL . NOI ABBIAMO SPERPERATO E LORO MONETIZZATO COME UN USURAIO. MA NON E' FINITA: ORMAI SIAMO IN BAMBOLA E AL 25' S.T. UN TRAVERSONE LUNGO E A MEZZA ALTEZZA DALLA DESTRA DI NAVARRO, ALL'ALTEZZA DEL DISCO DEL RIGORE, IRROMPE IL LIBERISSIMO SERRANO TRA KOSSOUNOU E ZAPPACOSTA CHE INSACCA.
DEA - ATLETICO BILBAO 1 - 2.
PASSANO 4' E C'E' L'INCREDIBILE TRIS DEI BASCHI.
DEA - ATLETICO BILBAO 1 - 3.
A NULLA SERVE IL GOL DI KRSTOVIC SU ASSIST DI LOOKMAN.
CONSIDERAZIONI SPICCIOLE.
IL L'ECO DI BERGAMO HA DATO L'INSUFFICIENZA A TUTTA LA DIFESA E 6 A CARNESECCHI. SONO D'ACCORDO SUI DIFENSORI, MA DO 5 ANCHE A CARNESECCHI: DOV'ERA SUL SECONDO GOL? IL TRAVERSONE DALLA SUA SINISTRA ERA A MEZZ'ALTEZZA E DAVANTI A LUI NON C'ERA NESSUN GIOCATORE. POTEVA BENISSIMO USCIRE IN PRESA ALTA, INVECE E' RIMASTO INCHIODATO SULLA LINEA DI PORTA.
INSUFFICIENTI ANCHE DE ROON, EDERSON E CDK.
EDERSON NON E' PIU' IL GIOCATORE DELL'ANNO SCORSO E SI VEDE NELLE DIAGONALI CHE NON FA PIU', CHE ERANO FONDAMENTALI PER NON SUBIRE GOL. INVECE BRAVO ANCORA UNA VOLTA BERNASCONI, CHE SFIORA IL GOL CON UN BEL TIRO DA FUORI AREA, MA, NOTEVOLE, UNA DIAGONALE DA URLO.
DI POSITIVO ANCHE IL GOL DI KRSTOVIC, IL QUARTO IN 4 GARE.
NON E' POI SCARSO COME PENSAVAMO.
LOOKMAN MI SEMBRA RITROVATO. IL VOLER ESSERE A BERGAMO IL PRIMA POSSIBILE E' INDICE DI VOGLIA DI FARE E I SUOI GOL NON MANCHERANNO DI PORTARCI IN ALTO. TRANNE CHE PERCASSI LO VENDA.
PALLADINO HA SBAGLIATO A FAR GIOCARE KOSSOUNOU E SI DEVE PREOCCUPARE SE LA DEA NON RIESCE A CHIUDERE UNA PARTITA.
L'ATLETICO BILBAO AVEVA FATTO 4 GOL NELLE ALTRE 6 PARTITE: NOI NE ABBIAMO REGALATI 3 IN UNA SOLA.
LA PROSSIMA PARTITA DEVE ESSERE VINTA ASSOLUTAMENTE.
LA UNION HA FATTO 6 PUNTI IN 7 PARTITE ED OCCUPA IL 31° POSTO IN CLASSIFICA.
IN QUESTA PARTITA SIAMO PASSATI DAL 3° POSTO AL 13° CON 13 PUNTI.
TUTTAVIA ANCHE QUESTE SQUADRE HANNO 13 PUNTI :
6° PSG
7° NEWCASTLE
8° CHELSEA
9° BARCELLONA
9° BARCELLONA
10° SPORTING LISBONA
11° MANCHESTER CITY
12° ATLETICO MADRID
POSSIAMO ANCORA CLASSIFICARCI NELLE PRIME 8, POICHE' LE SQUADRE SOPRA DI NOI HANNO DEGLI SCONTRI DIRETTI COME PSG - NEWCASTLE O NAPOLI - CHELSEA.
NATURALMENTE BISOGNA VINCERE CON LA UNION, NON FACENDO REGALI COME CON GLI SPAGNOLI.
PALLADINO DATTI UNA SCOSSA! I PLAYOFF LI ABBIAMO GIA' RAGGIUNTI, MA HAI A PORTATA DI MANO LA QUALIFICAZIONE DIRETTA.
SERGIO FINAZZI
mercoledì 21 gennaio 2026
FAMIGLIA. Smartphone e ragazzi: senza guerre in famiglia
FONTE: "Bergamo salute" gennaio febbraio 2026.
Articolo: "Smartphone e ragazzi: come aiutare a staccarsi senza guerre in famiglia" di IVANA GALESSI.
Dal modello danese PARENT alle indicazioni dei pediatri, una guida per ritrovare equilibrio nell’uso del digitale.
In molte famiglie il confronto sull’uso dello smartphone è diventato uno dei temi educativi più delicati. Non si tratta solo di stabilire quanto tempo i ragazzi trascorrano davanti a uno schermo, ma di capire che ruolo hanno i dispositivi digitali nella loro crescita, nelle relazioni e nella gestione delle emozioni. Un tema che non riguarda più solo l’adolescenza, ma che coinvolge bambini sempre più piccoli.
Oltre al tempo di esposizione, conta come i dispositivi vengono utilizzati: video, social, giochi o app educative hanno impatti diversi sullo sviluppo cognitivo e emotivo. Anche la qualità dei contenuti e la presenza di un adulto che media l’esperienza digitale fanno una differenza significativa, trasformando l’uso degli schermi in un’occasione di apprendimento e relazione, piuttosto che in un rischio passivo.
Le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria
A fare chiarezza arrivano le indicazioni della Società Italiana di Pediatria, che da tempo monitora l’impatto dell’esposizione agli schermi sullo sviluppo. Le raccomandazioni sono chiare: evitare qualsiasi dispositivo sotto i 2 anni, limitarne l’uso a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a non più di due ore quotidiane dopo i 5 anni, sempre con la supervisione di un adulto. Dopo la pandemia, però, i tempi di utilizzo sono aumentati in modo significativo, spesso raddoppiando rispetto al periodo pre-Covid. Anche l’accesso precoce a smartphone connessi a internet comporta rischi aggiuntivi: la possibilità di entrare in contatto con contenuti inappropriati o di sviluppare un rapporto compulsivo con i social network è maggiore, e può incidere sulla capacità di socializzazione reale, riducendo il tempo dedicato al gioco libero, alla creatività e alla relazione con coetanei e adulti.
Cosa succede quando il tempo davanti allo schermo aumenta
I dati raccolti dalla Commissione sulle Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria, basati su una revisione sistematica di oltre 200 studi scientifici internazionali, mostrano effetti misurabili sullo sviluppo psicofisico. Nei bambini più piccoli, già un’ora al giorno di smartphone rappresenta un fattore di rischio; oltre le due ore cresce in modo significativo la probabilità di sovrappeso e obesità. L’aumento progressivo del tempo di esposizione è inoltre associato a un rischio più elevato di ipertensione pediatrica.
Gli studi di neuroimaging condotti su bambini tra i 3 e i 5 anni con un’elevata esposizione agli schermi evidenziano un minore spessore corticale nelle aree legate a linguaggio, attenzione e memoria, indice di una maturazione più lenta. A questi aspetti si aggiungono disturbi del sonno, irritabilità, difficoltà di autoregolazione e, in età più avanzata, un uso compulsivo di videogiochi e social network, con un aumento del rischio di dipendenza e cyberbullismo. La tecnologia, però, non è il problema in sé. A fare la differenza è il contesto in cui viene utilizzata e il ruolo educativo degli adulti.
Il metodo danese PARENT: un’alternativa possibile
Un modello interessante arriva dalla Danimarca, dove il dibattito su minori e digitale ha portato a scelte culturali e politiche molto nette. Alla base c’è il metodo educativo PARENT, elaborato dalla psicologa Jessica Joelle Alexander e dalla psicoterapeuta Iben Dissing Sandahl, che propone un approccio relazionale più che repressivo:
> Play (Gioco): il gioco libero e non strutturato è considerato essenziale per sviluppare autonomia e resilienza, qualità difficilmente coltivabili davanti a uno schermo;
> Authenticity (Autenticità): riconoscere le emozioni dei ragazzi, anche quelle scomode, senza anestetizzarle con il digitale;
> Reframing (Ristrutturazione): leggere conflitti e frustrazioni come occasioni educative;
> Empathy (Empatia): ascoltare e comprendere i bisogni emotivi, non solo correggere i comportamenti;
> No ultimatums (Niente ultimatum): sostituire minacce e punizioni con regole condivise e spiegate;
> Togetherness (Stare insieme): creare spazi di relazione reale, come pasti o serate senza smartphone, che rafforzano il senso di sicurezza e appartenenza.
Il modello non si limita a imporre restrizioni, ma incoraggia un approccio coerente e quotidiano, con momenti strutturati di condivisione, ma anche spazi di autonomia, responsabilità e auto-regolazione.
Educare, non proibire
Il punto di forza del metodo PARENT è che non demonizza la tecnologia, ma invita a usarla in modo più consapevole. Anche i pediatri sottolineano l’importanza di parlare apertamente delle abitudini digitali dei figli, così come si fa per sonno, alimentazione o attività fisica. L’obiettivo è costruire un patto educativo chiaro, fatto di limiti coerenti e di ascolto reciproco. Aiutare i ragazzi a staccarsi dallo smartphone non significa privarli di qualcosa, ma offrire loro strumenti per crescere con maggiore equilibrio. Creare una routine quotidiana con momenti di gioco, conversazione e attività condivise permette di sviluppare resilienza, attenzione e capacità di relazione. Perché la tutela della salute digitale, come quella emotiva, si costruisce giorno dopo giorno, attraverso presenza, dialogo e buone abitudini condivise.
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