sabato 23 agosto 2025
giovedì 21 agosto 2025
GSO ZANDOBBIO. Inizio nuova stagione calcistica 20025/26
Come ho già detto nel precedente post, siamo capitati nel girone D di Brescia, che è formato da 10 squadre bresciane e 6 bergamasche.
martedì 19 agosto 2025
GIOVANI E RAGAZZI. Ristoranti senza bambini
FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" luglio-agosto 2025.
Articolo: "Vietato l'ingresso ai bambini" di DANIELE NOVARA.
Aumentano in Italia i ristoranti nei quali i bambini non sono ben accetti. Ma "una città o un Paese (e quindi un ristorante) dove stanno i bambini, è una città o un Paese dove stanno tutti bene".
Non me lo sarei proprio aspettato, ma stanno aumentando in Italia i ristoranti che invitano i genitori a entrare senza bambini.
Trovo veramente imbarazzante vedere appesi nei locali pubblici, che poi finiscono per non essere veramente pubblici visto che non amano l'ingresso dei bambini, cartelli del tipo: " Qui entrano solo bambini educati", "Questo non è un ristorante per bambini", "Genitori venite senza bambini", "Diamo un premio ai bambini che si comportano bene", "I bambini sono i benvenuti solo se bravi e educati". Insomma, situazioni poco simpatiche.
Non avrei davvero intenzione di occuparmi di queste assurdità, ma temo che, se vogliamo recuperare sul calo demografico e proteggere i coraggiosi genitori che continuano a credere nel futuro, e quindi nella possibilità di fare figli e figlie, sia necessario ribadire due o tre questioni.
Anzitutto, è vero: il ristorante, così come è concepito in Italia, ossia un luogo dove la sera si passa qualche ora in compagnia di adulti più o meno estroversi, non è esattamente un posto favorevole all'infanzia. Almeno fino a una certa età, i bambini hanno bisogno di movimento e specialmente di gioco e di socializzazione con i loro simili. Condizioni che il ristorante classico non predispone perché vuole a tutti i costi creare la seduta perfetta, dove gli ospiti sono lì come uccellini nel nido, che attendono tranquilli l'imboccata del cibo.
Occorre però ribadire che questa non è una condizione né perfetta né fatalisticamente necessaria.
Chiunque abbia fatto un giro nei locali di altri Paesi, specialmente nel Nord Europa, ricorda con piacere che esistono spazi specifici per i più piccoli che trovano un angolo predisposto con materiali per disegnare o per giocare come Memory, Domino o Dama.
Una possibilità per nulla remota, relativamente semplice da organizzare e già da tempo realizzata dai ristoranti e dagli hotel cosiddetti family friendly .
Non possiamo consentire che i locali mettano proibizioni specifiche sui bambini. L'ha fatto di recente un noto ristorante bolognese e il proprietario si è attirato addirittura gli strali della figlia che lo ha minacciato di non andare più, in quanto lei stessa madre di bambini piccoli.
Da qui nasce il terzo chiarimento. Attenzione, ristoratori che non amate l'infanzia, perché ci può essere anche per voi l'altra faccia della medaglia.
Quale?
Lo spiega Pietro, padre di tre bimbi di 3, 6 e 9 anni, che mi scrive: "Ho seguito la sua polemica con il ristoratore di Bologna e devo confermarle che non vado in questi locali. Ho iniziato a segnalarli anche ai miei amici proprio per evitare che vengano frequentati. Se non ci vogliono con i nostri bambini, anche noi possiamo rendere pan per focaccia".
Non si tratta di vendetta, ma di una legittima e imprescindibile autotutela e autodifesa. Dove l'attenzione ai bambini e alle bambine si spegne, occorre che padri e madri sappiano far sentire la propria voce perché, come da sempre ripetiamo, una città o un Paese dove stanno bene i bambini è una città o un Paese dove stanno bene tutti.
lunedì 18 agosto 2025
DON CAMILLO. Voglia di vivere
sabato 16 agosto 2025
COMUNE DI ZANDOBBIO. Mondiale enduro 6 days Italia 2025
IL RESPONSABILE DEL SETTORE
giovedì 14 agosto 2025
RES PUBLICA. La corsa agli armamenti
FONTE : "Messaggero di sant'Antonio" luglio-agosto 2025.
Articolo: "Riarmo ipoteca sul futuro" di ROBERTO REALE.
La corsa agli armamenti in UE sta spostando indietro le lancette della storia. A rischio la pace e le condizioni di vita dei popoli.
Se andate su Wikipedia, trovate una voce dedicata alla «corsa agli armamenti». L’enciclopedia online vi spiega che la definizione «indica la competizione tra due o più fazioni per imporre, l’una sulle altre, la propria supremazia militare, effettiva o apparente». Se vi spostate poi nel sito del Sipri (Istituto di Ricerche sulla Pace di Stoccolma) scoprite che questa «rincorsa» è in pieno svolgimento: nel 2024 la spesa militare mondiale ha raggiunto la stratosferica cifra di 2.718 miliardi di dollari con una crescita del 9,4% rispetto al 2023 già cifra record rispetto agli anni precedenti.
Il riarmo dilaga ovunque: in testa ci sono gli Stati Uniti con 997 miliardi, contro i 314 della Cina e i 149 della Russia. Facendo poi la somma dei Paesi europei della Nato si arriva a 454 miliardi, un valore che rappresenta il 16% del totale. Onestà vorrebbe allora che i vertici dell’Unione Europea e i governi nazionali, ora che stanno disponendo nuovi imponenti investimenti per la difesa, dicessero che siamo tutt’altro che «profeti disarmati». Leggendo i numeri con un po’ di attenzione, si scoprono poi altre cose. Il Paese della UE che nel 2024 ha speso di più è la Germania, 88 miliardi con un +28% in un solo anno. È la stessa nazione che, avendo un debito pubblico molto basso, ora ha modificato la propria Costituzione e si è impegnata a incrementare il deficit per ridiventare una «superpotenza militare». Intervenendo in Parlamento, il neocancelliere Friedrich Merz è stato molto chiaro. «Avremo presto l’esercito convenzionale più potente d’Europa» ha detto, forte del finanziamento che nessun altro Paese UE può permettersi.
Questo punto è stato colto da Jürgen Habermas, uno dei più grandi filosofi del nostro tempo, che ha osservato che gli Stati dell’Unione dovrebbero invece mettere in comune le loro forze militari per poter far sentire il loro peso nel mondo. In un articolo pubblicato dalla Süddeutsche Zeitung si è chiesto: quali potranno essere le conseguenze se la Germania, la nazione più popolosa ed economicamente potente, acquisirà anche una superiorità militare rispetto ai suoi vicini? È una domanda che ci riporta alla tormentata storia del Novecento europeo che i leader politici di oggi tendono a trascurare. Presi dalla necessità di rispondere a «immediate esigenze di sicurezza», non fanno i conti con gli insegnamenti del passato. Non ricordano così che Immanuel Kant, uno dei padri della cultura occidentale, nel suo Per una Pace Perpetua, del 1795, invitava a usare il debito solo per «migliorare le strade e potenziare le riserve alimentari» e non per le spese militari, perché una simile scelta promuove inesorabilmente i conflitti armati.
Il punto è che se ti indebiti per le armi, non hai poi margini per scuole e ospedali. E poi sei indotto a usarle. Non a caso papa Leone XIV, incontrando il 19 maggio i rappresentanti delle altre comunità religiose, ha messo in relazione il «sì alla pace», al no alla corsa agli armamenti, al «no a un’economia che impoverisce i popoli». È l’orizzonte di chi vuole guardare lontano. Dulce bellum inexpertis ricordava nel ’500 Erasmo da Rotterdam, la guerra piace solo a chi non la conosce, perché uccide e distrugge mentre l’umanità può crescere solo cooperando pacificamente.














