venerdì 4 settembre 2026

IL CIELO. foto

 


Il cielo è mutevole come l'essere umano e viceversa .
Ognuno di noi può vedere rispecchiato il proprio momentaneo umore in una di queste fotografie.


















































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































giovedì 3 settembre 2026

STORIE DI VITA. Il maestro Luigi Lorenzi

 


 

FONTE: "Sul filo dei ricordi..." ideato e stampato dal Gruppo per la Terza Età di Zandobbio.

Uno zandobbiese fra i pionieri dell'insegnamento musicale in Argentina.


I figli Rosa, Sandro, Guido e Nora hanno raccolto testimonianze e ricordi del loro padre Luigi Lorenzi, maestro di musica, direttore di orchestra, compositore ed organista .
È nato a Trascorre Balneario il 9 agosto 1883, ma è zandobbiese di adozione, ha vissuto per molti anni nella sua casa dei Sommi, casa che viene frequentata ancora nei fine settimana dai figli.
Dopo aver ottenuto il diploma presso l'Istituto Musicale Donizetti, si dedicò a Bergamo alla composizione di una Salve Regina per soprano, una suite per pianoforte, un adagio per piano, violino e violoncello , un minuetto per archi, una sonata per pianoforte, una cantata a tre voci. Ma iniziò la sua vera attività artistica in Argentina: prima a Buenos Aires, dove il giornale La razon lo definì "un'artista completo, un organista incomparabile tra  nostri, il miglior concertista di organo venuto in questa nazione" e dove diressi l'accademia di musica, poi a Tucumán dove nel 1923 fondò l'Istituto Musicale di Tucumán, costituendo contemporaneamente con altri due maestri il trio Tucumán. 
Ritornato in Italia nel 1925, si dedicò alla famiglia e alle sue proprietà, senza mai abbandonare la sua attività musicale. In casa passava intere giornate al pianoforte; fuori casa era sempre disponibile quando i parroci della Val Cavallina e della Val Caleppio, nelle feste del Santo patrono desideravano un'organista d'eccezione. Fu soprattutto, qui ritorna il suo legame particolare con Zandobbio, amico del mitico parroco Don Angelo Bosis, il quale, bello sa chi lo conobbe , concedeva raramente la sua amicizia Tra gli anziani di Zandobbio pochi da ragazzo non hanno azionato il mantice dell'organo parrocchiale e non hanno sentito il maestro Lorenzi sollecitare a girare con più energia la manovella per dare più forza e fiato alle note musicali. Quest'uomo ha onorato Zandobbio in terre lontane, creandosi attorno sentimenti di stima e simpatia .

                                           I figli




mercoledì 2 settembre 2026

RES PUBLICA. Ai "mercanti della morte"






FONTE: "Missionari saveriani" aprile 2026.

Dalla lettera del cardinale Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, ai “mercanti della morte”.

A voi che fate affari con il sangue degli uomini, a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli, a voi che chiamate strategia ciò che il Vangelo chiama scandalo, rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita. 
Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi. Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie. Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi. Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio. Che nessun bambino ha il destino della polvere. Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa. Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza.
Voi fate il contrario del pane. Il pane si spezza per sfamare. Le armi spezzano i corpi per affamare il futuro. Il pane mette gli uomini a tavola. Le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali. Il pane ha il profumo delle mani. Le armi hanno l’odore freddo dei bilanci.
Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta? Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato? Come fate a chiamare mercato ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato! 
Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe. Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore. Ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli.
Ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una lingua per raccontare il dolore. Ma non c’è sicurezza dove si semina morte. Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto. Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti. E non ci sarà pace finché la guerra resterà un investimento accettabile.
Il Vangelo, invece, non tratta. Il Vangelo non benedice le industrie della distruzione. Il Vangelo non si abitua ai morti. Il Vangelo non sopporta che il dolore diventi statistica e che i massacri si consumino dentro il commento stanco di un notiziario. Il Vangelo mette un bambino al centro. Sempre. E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano. Perché davanti a un bambino ucciso non esiste più destra o sinistra, oriente o occidente, amico o nemico: esiste solo l’abisso.
Vi chiedo di convertirvi. Abbiate un sussulto. Uno solo, ma vero. Lasciate entrare il nome dei morti nei vostri consigli di amministrazione. Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti. Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete. Dovete tornare uomini. Prima che dirigenti, azionisti, strateghi, intermediari: uomini.
Io sogno il giorno in cui le vostre fabbriche cambieranno vocazione. Sogno il giorno in cui la parola profitto non farà più rima con funerale. L’unico realismo possibile, ormai, è la pace. Fermatevi. Prima che sia troppo tardi per i popoli e per voi.
A voi, mercanti della morte, dico dunque l’ultima parola non come condanna, ma come supplica: restituite il futuro. La pace vi giudicherà. Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi.














martedì 1 settembre 2026

ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Intervista a Marten De Roon

 

R E P L I C A 





FONTE: SPORTWEEK  LA GAZZETTA DELLO SPORT.
INTERVISTA DI QUALCHE MESE FA DEL GIORNALISTA FABRIZIO SALVIO.

MARTEN  DE  ROON

io e bergamo, amore senza fine

"qui mi sento a casa e qui ho deciso di crescere le mie figlie. l'atalanta? mi sono sempre sentito un leader, anche prima di esserne il capitano . gasperini mi ha reso migliore, palladino è coinvolgente ". 

il primatista DI presenzE in nerazzurro spiega il rapporto speciale con squadra e città.

grazie per l'intervista, martEN.

"grazie a lei".

mi dai del "lei" ? va bene l'età , però...

"È una questione di rispetto"

rispetto.
ecco la parolina che, sommata ad altre che scoprirete da qui a poco, fa di martin de roon ciò che è: il giocatore con più presenze, 444, nella storia dell'atalanta di cui è capitano e un uomo a tal punto amato e integrato a bergamo (È arrivato nel 2015 e vi risiede stabilmente dal 2017) da diventarne cittadino benemerito .
a conclusione dell'ennesimo campionato tutto sostanza e autorità, e alla vigilia di un mondiale che potrebbe rivederlo tra i protagonisti, il trentacinquenne olandese riavvolge (in ottimo italiano) il filo di un rapporto , con una squadra e una città, che ha pochissimi eguali nel calcio  mordi e fuggi di oggi.

bergamo in una parola sola.
"lavoro".

il giorno del tuo arrivo.
"arrivando dall'autostrada, la prima cosa che noti sono le mura di città alta. è qualcosa che ti prende subito ed è proprio quello che, secondo me, rappresenta meglio bergamo. la città bassa ha un'architettura molto moderna, non è così diversa rispetto ad un centro olandese , però quando inizia a salire ti si apre un altro mondo. la prima volta rimasi senza parole davanti a questa meraviglia".

conoscevi bergamo?
"proprio no. l'avevo cercata su google e neanche ero mai stato in italia. arrivai che c'era un bel sole caldo. pensai: sembra di essere in vacanza. e ancora adesso , con mia moglie , ci diciamo che stare qui è come una vacanza. siamo cresciuti in olanda , con un clima e un cibo diversi, qui ci piace andare a prendere le bimbe a scuola ea mangiare un gelato seduti su una panchina di città alta" .

il primo ricordo forte che ti lega a bergamo?
"una sera i miei compagni di squadra mi presentano un gruppo di ragazzi: uno di loro, sudato e con gli zoccoli ai piedi, mi stampa un bacio in bocca. poco dopo mi ritrovo in un cestello e, sopra quello, mi hanno mi fanno attraversare un piazzale in mezzo a diecimila persone in delirio. mi chiesi dove fossi finito".

in quale zona abiti?
"da un paio d'anni, appena fuori bergamo. c'è tanto verde e tutti girano in bici. sembra un quartiere olandese" .

quando hai capito che bergamo sarebbe stata la tua città per sempre?
è difficile pensare a un momento preciso : sono stato subito accolto bene punto però , quando sono tornato dopo una stagione in inghilterra e abbiamo trasferito le ragazze dalla scuola internazionale a quella italiana , ci siamo resi conto che lo facevamo perché qui ci sentivamo a casa. del resto , le mie due figlie più piccole sono nate qui e la grande è arrivata a tre anni . mia moglie e io vogliamo che imparino la cultura italiana . e noi stessi dobbiamo penetrare sempre più il vostro modo di essere e di pensare , per non restare ai margini".

le tue figlie parlano in dialetto?
quello no , ma certamente hanno l'accento bergamasco".  

e tu?
"sto imparando , però so che la stegnat è la pentola dove si prepara la polenta".

l'educazione impartita alle bambine e all'olandese o all'italiana?
"WOW! diciamo che è un mix... all'inizio abbiamo provato con quella olandese, che prevede la cena alle 06 : 30 e la nanna alle 8  al massimo , poi abbiamo dovuto ripiegare sull'educazione di stampo italiano , perché  la più grande che ormai ha 13 anni , prima delle 11 non vuole sapere di andare a letto . altra cosa : in olanda non esiste la merenda di metà pomeriggio , al massimo una caramella dopo la scuola. le mie figlie invece chiedono di mangiare ogni pomeriggio e guai se dici di no".

come sono i bergamaschi?
"grandi lavoratori. sto rifacendo il giardino di casa mia : i giardinieri arrivano alle 07 : 30 precise del mattino e non staccano fino alle 18 in mezzo giusto mezz'ora di pausa . qui la gente ha la mentalità di quelli che non mollano mai , il mola mia che è un po' il loro motto. ai tifosi , più ancora delle vittorie, importa  vedere la maglia sudata.  e non è vero che i bergamaschi sono freddi , all'inizio ti prendono le misure , ma poi ti danno il cuore". 

c'è una cosa a cui non ti sei abituato?
le infrastrutture , nel senso che  scarseggiano.  i parcheggi , per esempio , ma ho imparato che , se metto le quattro frecce, posso fermare l'auto dove  voglio. e poi l'orario degli appuntamenti : se in olanda fissiamo le cinque del pomeriggio, arrivo un quarto d'ora prima. qui arrivate un quarto d'ora dopo".

i tuoi luoghi del cuore a bergamo.
"piazza vecchia e le mura di città alta . san vigilio , dove arrivi con la funicolare. mi piace mangiare da cece e simo".
 
l'immagine più forte della festa per il record di presenze dell'atalanta , stabilito nella partita contro il verona? 
"la scenografia che mi preparò la curva sud: campeggiava la mia immagine e sotto un lenzuolo con su scritto: prima uomini, poi campioni. quando l'ho visto mi sono salite le lacrime , poi mi sono detto: devi giocare, asciugale".

come hai conquistato i bergamaschi?
"con la semplicità , così vicino alla loro mentalità pratica. io mi sento una persona normale , ogni tanto quasi mi sembra di non essere un calciatore . c'è troppa distanza tra i giocatori ei tifosi e possiamo accorciarla. alla fine , siamo tutti uguali. forse io ho un pochino più di talento nel giocare a calcio ma certamente un bergamasco ha più talento di me nel mettere le piastrelle . 

ti fermano per strada?
si , ma sempre con rispetto , più per una parola di affetto che per una foto. in olanda è difficile che qualcuno ti avvicini ti avvicini in italia , la gente ci tiene a far sentire il suo affetto". 

pensavi di diventare capitano?
ho giocato quasi sempre , quando ancora il capitano era toloi , se mancava lui la fascia tocca la toccava a me. mi sono sempre sentito uno dei leader , quindi l'investitura è stata una cosa naturale ".

in che modo interpreti il ruolo?
"non sono uno che mena o parla tanto. anche quando rimprovero un compagno , lo faccio cercando di essere positivo : tu non devi sbagliare perché sei forte e puoi fare  molto meglio di così. per il resto , cerco di dare l'esempio del lavoro quotidiano . gasperini ci ha insegnato che, se lavori ogni giorno al massimo , hai tanto margine di crescita" .

e' l'insegnamento più importante che il vostro ex allenatore vi ha lasciato?
sì : se lavori forte nessuno traguardo ti è vietato . gasperini ti fa star bene di testa e di gambe, e te ne accorgi in partita  quando riesci a spingere non per 50-60 minuti , ma per 90. ci ha  cambiato mentalità , convincendosi di essere capaci di segnare tanti gol e vincere su ogni campo. ci è insegnato a non avere paura".

ha davvero un carattere così terribile?
"mah, , io non l'ho mai visto sotto questo aspetto. nella nostra vita fuori dal campo non ci ha mai chiesto oppure  vietato qualcosa.  è vero che dice le cose in maniera forte , ma nove volte su 10 ha ragione e  quando prende  di petto un giocatore, lo fa per stimolarne la reazione.  a me , se uno mi sgrida però poi mi porta in champions , gli dico per favore gridami ogni ogni giorno . gasperini mi ha reso un giocatore migliore".

il tuo tecnico di oggi, palladino? 
"bravissimo.  ha portato tanto entusiasmo dopo un periodo difficile. è molto giovane, lui e il suo staff, ci insegna cose diverse rispetto a prima. comunica tantissimo, si confronta con noi ci confronta con noi giocatori sulla tattica , prepara benissimo le partite perché sa tutto delle altre squadre".

i tre compagni di sempre che porteresti con te in campo e in vacanza. 
djimsiti, con cui ci frequentiamo anche fuori fuori . freyler , oggi al bologna ,, quattro anni insieme a bergamo e insieme l'anno scorso in vacanza. pasalic con il quale basta uno sguardo per intenderci".

il più divertente? 
"muriel".

quello che vi investe meglio?
"zappacosta". 

il più forte?
"ilicic creava 10 occasioni a partita , gli davi la palla e stavi tranquillo". 

la partita indimenticabile? 
"contro il sassuolo a reggio emilia: ci diede la prima la prima qualificazione alla champions. poi la vittoria contro lo shakhtar a cardiff, grazie alla quale passammo ai sedicesimi di champions dopo che nelle prime quattro partite del girone avevamo raccolto un solo punto . infine, il tre a zero sul liverpool in casa loro. nello spogliatoio si respirava quella  felicità che ti rimane dentro per sempre".

la partita che vorresti rigiocare?
"quella che non ho giocato perché infortunato: la finale di europa league vinta sul leverkusen". 

il futuro?
"sto accarezzando l'idea di diventare allenatore. ne ho parlato con gasperini e palladino leggo libri di coaching. mi stuzzica aiutare i giovani a crescere ma anche di gestire una squadra". 

come si risolleva il calcio italiano?
"i talenti hanno poche opportunità. quando sono arrivato avevo 24 anni e per voi ero giovane. in olanda a quell'età sei vecchio, in eredivisie sei in campo a 18. bisogna dare ai ragazzi l'opportunità di giocare anche a rischio di perdere la partita. almeno fino ai 14-15 anni non bisogna insegnare tattica di squadra e pensare al risultato. i nostri malen e noa lang giocano senza paura.  nelle due partite di playoff per il mondiale i giocatori della vostra nazionale sembravano che invece avessero paura di puntare l'uomo. il migliore è stato palestra , perché non aveva niente da perdere . infine baggio, maldini, del piero non possono stare fuori dal calcio . devono poter incidere con le loro idee".

marten, ma a brescia  sei mai stato?
(ride) "non sono mai stato in città ma ricarda e io ci siamo sposati in un albergo della provincia ad erbusco".

ma i bergamaschi lo sanno?
"lo sanno benissimo".

per i pochissimi ignari della cosa tra i bergamaschi e i bresciani c'è la stessa rivalità che correvano tra guelfi e ghibellini .












ATALANTA SEMPRE ATALANTA. La vicenda De Roon




De Roon compirà 36 anni nel marzo del 2027. Era il più anziano della rosa dell'Atalanta.

Nell'ultimo campionato ha cominciato a perdere i colpi: gli anni passano per tutti.

Nonostante questo è stato convocato per i mondiali dalla sua nazionale, l'Olanda, ma è stato impiegato solo per pochi minuti.

Certamente è tornato a Bergamo deluso ed ha dovuto affrontare la preparazione del prossimo campionato con il nuovo allenatore Sarri, che avrebbe applicato un nuovo modulo di gioco, il 4-3-3.

Nelle partite del precampionato ha giocato ancora, come nel mondiale, pochi minuti. Per lui si prospettava un campionato quasi sempre in panchina.

Sicuramente il giocatore aveva un desiderio enorme di essere ancora protagonista in campo.

ecco allora il fattaccio: in pochi giorni ottiene dai percassi il permesso di andare alla Roma, dove gasp lo accoglie a braccia aperte ed addirittura nella partita contro il Lecce lo fa esordire.

Davanti a questa vicenda sono allibito e amareggiato perché ho sempre considerato De Roon un giocatore, ma soprattutto una persona speciale.

Quando penso all'intervista rilasciata da De Roon alla Gazzetta pochi mesi fa, mi viene il voltastomaco.

Non voglio dilungarmi ancora su questa squallida vicenda e desidero solo una cosa: che Gasperini  abbia il buon senso di lasciare il nostro ex "glorioso" capitano in tribuna SABATO PROSSIMO per rispetto a noi tifosi atalantini e al sindaco di Bergamo che aveva dato la cittadinanza onoraria al giocatore.

Ripubblico l'intervista che ho postato qualche mese fa.

 

                       SERGIO  FINAZZI