venerdì 8 novembre 2024
ZANDOBBIESI. Foto di Mario e Giulia scattate nelle gite della biblioteca
Con Mario e Giulia ho condiviso delle gite organizzate dalla nostra biblioteca.
Durante le gite scatto foto che poi pubblico sul blog e possono essere scaricate gratuitamente.
Mario e Giulia, data la loro età, non erano tecnologici, come dicono i ragazzi di oggi.
Quindi non so se le foto che ho scattato loro sono state scaricate dai familiari.
Le pubblico di nuovo con il consenso di Giulia.
Sergio Finazzi
giovedì 7 novembre 2024
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Stoccarda - Atalanta 0 - 2
martedì 5 novembre 2024
VIVERE INSIEME. Lo jus scholae
FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" di ottobre 2024.
Articolo: "Ben venga lo "jus scholae" di DANIELE NOVARA.
"Trovo assurdo che bambini e bambine che sono nati in Italia, che frequentano le scuole e che parlano benissimo la nostra lingua, debbano aspettare fino a 18 anni per poi sperare di avere la cittadinanza. Il mondo cambia e le leggi devono riuscire a governarlo".
Mi racconta Carmen, quindicenne di origine ecuadoregna nata in Italia, ma senza cittadinanza: "Ho sempre paura che un insegnante o una compagna mi dicano: "Ma che ne sai tu che non sei neanche italiana?". E' capitato solo una volta, ma resta questa paura che a volte mi fa sentire fuori posto e non mi lascia tranquilla".
I bambini e le bambine che nascono in Italia non possono e non devono sentirsi stranieri e ospiti. Fanno parte della nostra storia e a loro spettano tutti i diritti e i doveri per vivere bene nella realtà nazionale.
Si è fortunatamente riaperto il dibattito sul superamento di una legge che consente la cittadinanza solo sulla base del sangue senza considerare la possibilità dello jus soli o dello jus scholae.
L'idea della cittadinanza come diritto genetico appare oggi anacronistico. Come se, in un mondo sempre più mescolato, la purezza delle origini potesse diventare un criterio burocratico di selezione. Tanti Stati hanno colto la necessità di superare questa impostazione e di garantire che nuove forze vitali possano rinnovare l'appartenenza alla comunità.
Lo jus soli, ossia chi nasce in Italia è cittadino italiano, è una buona idea, praticamente poco praticabile, dato il basso consenso politico.
Ottimo che sia la scuola il codice generativo della cittadinanza. Non solo. Ritengo che siano proprio i cicli iniziali della frequenza scolastica quelli più interessanti. In particolar modo la scuola dell'infanzia che raggiunge i bambini e le bambine dai 3 ai 6 anni, periodo in cui si crea il cosiddetto "attaccamento sociale", ossia le regole a cui bisogna adeguarsi per stare insieme agli altri nel rispetto reciproco.
A questa età si impara a litigare superando la frustrazione del proprio egocentrismo e cominciando a riconoscere la presenza altrui. In queste poche parole si trova il nucleo stesso dell'essere cittadini: rispetto me stesso rispettando gli altri e assumendo i miei diritti e i miei doveri in una logica di reciprocità e condivisione.
Molti bambini stranieri, anche per motivi economici, non frequentano le scuole dell'infanzia. Una grave mancanza per loro e per tutta la società. Occorre intervenire, come già altri Paesi in Europa, mettendo l'obbligo di frequenza scolastica a partire dai 3 anni per creare da subito quegli automatismi sociali che consentono, in età adulta, di saper vivere assieme e stare con gli altri.
Trovo davvero assurdo che bambini e bambine che sono nati in Italia, che frequentano le scuole e che parlano benissimo la nostra lingua, debbano aspettare fino a 18 anni per poi sperare, ribadisco sperare, di avere finalmente la cittadinanza.
La comunità nasce nella scuola. Il luogo giusto dove costruire la piena cittadinanza ed evitare di alimentare vissuti di estraneità, impotenza e rancore.
Il mondo cambia e le leggi devono riuscire a governarlo.
lunedì 4 novembre 2024
ZANDOBBIESI. E' morto Mario Belotti
E' morto Mario Belotti.
Ieri pomeriggio stavo assistendo alla partita Napoli - Atalanta nel bar del nostro oratorio, quando a Rosaria, seduta accanto a me, giunge sullo smartphone il seguente messaggio della parrocchia: "E' morto Mario Belotti".
Nel baretto eravamo euforici perché stavamo mettendo sotto il Napoli.
Rosaria comunica a tutti la notizia e un velo di tristezza copre gli animi dei numerosi presenti.
Negli ultimi anni l'ho visto frequentemente Mario, perché, quando arrancavo con le racchette sull'impervia strada cementata che porta a S. Bernardo, lui stava disboscando e vedendomi mi dava la voce.
Ero pieno di ammirazione per la sua forza nonostante i suoi 80 e più anni.
Per me quella strada era ed è diventata l'ascesa del monte Everest, mentre lui, abbarbicato sul suolo scosceso, tagliava alberi con la motosega.
Il taglio del bosco era la sua passione e ora mi viene in mente che anche mio nonno materno Alessandro di precide tagliava i boschi ed aveva una forza erculea.
Di Mario ho postato sul blog in passato anche le foto delle sue cataste, che mi sembravano delle opere d'arte.
Anche Rosaria ricorda con nostalgia quando, recandosi al cimitero, vedeva Mario seduto sul muretto e si fermava a scambiare qualche parola.
Ora anche Mario ha terminato il suo cammino.
Riposa in pace.
Sergio Finazzi
domenica 3 novembre 2024
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Napoli - Atalanta 0 - 3




























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