mercoledì 3 giugno 2026
COLLETTIVO CONFUSIONE. Ritorneremo campioni?
questo post e' gia' stato pubblicato il 30/05/26
lunedì 1 giugno 2026
FAMIGLIA. Mamma, ho l'ansia
La mamma vede il figliolo, 13 anni, mogio, molto mogio. Gli chiede:
«Qualcosa non va, amore? Ti senti male?».
«Mamma, ho l’ansia – risponde lui –. Mi sale, mi invade, sono posseduto dall’ansia. Non so se domani riesco ad andare a scuola».
«Amore – continua la madre –, vedrai che domani al tuo risveglio l’ansia sarà passata. Se no, vedremo che fare».
La mattina seguente: «Come va?».
«Ho l’ansia, mamma. Non passa. Stanotte sono riuscito a dormire, ma appena svegliato, mi ha preso. Non ce la faccio».
«A ogni problema c’è una soluzione. Oggi stai a casa, così ti passa». «Mamma, non è che voglio stare a casa, sono obbligato dall’ansia».
La capacità dei ragazzi e delle ragazze di usare frasi o parole idiomatiche, cioè prive di un senso reale, ma che agganciano terribilmente i genitori, è davvero straordinaria. «Ho l’ansia» rientra tra queste.
In qualsiasi momento della vita, o addirittura della giornata, possiamo avere quell’ansia che è non solo naturale, ma addirittura benefica in quanto ci permette di tenere la giusta attenzione rispetto a qualche compito che dobbiamo eseguire, rispetto a un viaggio che dobbiamo compiere o a qualsiasi altra sfida.
Una delle basi importanti dell’educazione è proprio la capacità di distinguere il necessario ascolto, di cui i figli hanno bisogno, dalla necessità di trasformare le loro parole in verità assoluta. Un’abitudine che invece si sta diffondendo tra i genitori, con l’idea che un bambino anche piccolo, se non un adolescente nel bel mezzo della tempesta evolutiva, debba esprimere, solo perché «è mio figlio», contenuti aderenti alla realtà. Una pretesa di adeguatezza che l’immaturità della crescita non consente. Si finisce per prendere lucciole per lanterne, con il ragazzo o la ragazza quattordicenne che continua, per esempio, a ripeterti che il pacchetto di sigarette trovato nel suo zaino non è suo, ma di un amico/a. Una tendenza originale legata a un desiderio narcisistico di avere figli migliori degli altri, migliori addirittura di quello che la natura stessa della loro età può garantire.
COMUNE DI ZANDOBBIO. Impianti sportivi ed altro
Se ben ricordo, l'ultima spesa rilevante fatta negli impianti sportivi è stato il rifacimento del fondo del campo di gioco del comunale di calcio alla fine degli anni ottanta dello secolo scorso.
Sono trascorsi quindi più di 35 anni senza che all'unico impianto sportivo del comunale di calcio sia stato affiancato almeno una palestra comunale.
Siamo un caso più unico che raro nell'anno di grazia del 2026.
La nuova amministrazione comunale subentrata nel giugno del 2024 ha dovuto affrontare la realtà di un immobilismo quasi totale della vecchia amministrazione per quanto riguarda gli impianti sportivi (e non solo) e si è impegnata nella costruzione dell' asilo nido.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi invece sembra che si voglia collocare a fianco del campo di calcio una struttura pressostatica, se si otterranno dei finanziamenti.
Quindi è tutto rimandato alle calende greche.
Sappiamo che la necessità aguzza l'ingegno ed ho pensato che una possibile via per incamerare soldi da investire in impianti sportivi ci sarebbe. Ne ho parlato con un ex sindaco, che mi ha confermato la fattibilità.
Per spiegare meglio la mia idea, pubblico l'articolo apparso sulla rivista comunale ZANDOBBIO Informa anno 2014 n. 1 ottobre
Sappiamo come è andata a finire. Ma perché non vendere il bar della Selva (scusate: punto di ristoro) cambiando nel caso la tipologia del fabbricato per venderlo meglio e impiegare i soldi nella definitiva ristrutturazione della cascina Serafina?










































































