mercoledì 3 giugno 2026

MANIFESTAZIONI. Festa della Cultura a Luzzana. foto

 





















































































GSO ZANDOBBIO. Festa dello sport 2026


 







COLLETTIVO CONFUSIONE. Ritorneremo campioni?


   questo  post  e'  gia'  stato  pubblicato il 30/05/26  




PER LA NOSTRA SQUADRA, CAMPIONE D'ITALIA CALCIO A 5 CSI NEL 2023, INIZIA UNA NUOVA AVVENTURA NEL CAMPIONATO LOMBARDO DOPO L'ASSENZA DEL 2025.
QUESTA VOLTA NON CI PRESENTIAMO COME CAMPIONI PROVINCIALI DI BERGAMO, MA COME SECONDI CLASSIFICATI.
IN QUESTO CAMPIONATO PROVINCIALE NON HO MAI ASSISTITO AD UNA PARTITA, MA MI HANNO DETTO CHE CI SONO 5 NUOVI GIOCATORI RISPETTO A DUE ANNI FA.

LA PRIMA PARTITA SI GIOCA DOMENICA 07/06/26 ALLE ORE 11:00 A BERZO S. FERMO:

COLLETTIVO CONFUSIONE
 VS
 POL. SESTESE

IL RITORNO SABATO 13/06/26  ALLE ORE 20:00 A SPINADESCO (CR):

POL. SESTESE
VS
COLLETTIVO CONFUSIONE

LA VINCENTE  ACCEDERA' ALLA SEMIFINALE CHE SI GIOCHERA'  SABATO 20 GIUGNO  A CALCO (LC).

LA FINALE SI GIOCHERA' DOMENICA  21 GIUGNO SEMPRE A CALCO (LC).

LA SPERANZA E' CHE LA SQUADRA CI REGALI FORTI EMOZIONI COME IN PASSATO. SAREI MOLTO FELICE DI ANDARE AD ASTI  per le finali nazionali.

                        SERGIO FINAZZI











RICEVO E PUBBLICO. Concerto a Luzzana per gli 80 anni della Repubblica







 

lunedì 1 giugno 2026

FAMIGLIA. Mamma, ho l'ansia


 

FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" maggio 2026.
Articolo: "Mamma, ho l'ansia"" di DANIELE NOVARA.


Attenzione alle frasi insidiose dei figli, perché esse agganciano la fragilità educativa ed emotiva dei genitori, oggi tanto diffusa e problematica. I ragazzi vanno ascoltati, ma senza prenderli alla lettera.

La mamma vede il figliolo, 13 anni, mogio, molto mogio. Gli chiede:
«Qualcosa non va, amore? Ti senti male?».
«Mamma, ho l’ansia – risponde
lui –. Mi sale, mi invade, sono posseduto dall’ansia. Non so se domani riesco ad andare a scuola».
«Amore – continua la madre –, vedrai che domani al tuo risveglio l’ansia sarà passata. Se no, vedremo che fare».
La mattina seguente: «Come va?».
«Ho l’ansia, mamma. Non passa. Stanotte sono riuscito a dormire, ma appena svegliato, mi ha preso. Non ce la faccio».
«A ogni problema c’è una soluzione. Oggi stai a casa, così ti passa». «Mamma, non è che voglio stare a casa, sono obbligato dal­l’ansia».

La capacità dei ragazzi e delle ragazze di usare frasi o parole idiomatiche, cioè prive di un senso reale, ma che agganciano terribilmente i genitori, è davvero straordinaria. «Ho l’ansia» rientra tra queste.
In qualsiasi momento della vita, o addirittura della giornata, possiamo avere quell’ansia che è non solo naturale, ma addirittura benefica in quanto ci permette di tenere la giusta attenzione rispetto a qualche compito che dobbiamo eseguire, rispetto a un viaggio che dobbiamo compiere o a qualsiasi altra sfida.

Una delle basi importanti dell’educazione è proprio la capacità di distinguere il necessario ascolto, di cui i figli hanno bisogno, dalla necessità di trasformare le loro parole in verità assoluta. Un’abitudine che invece si sta diffondendo tra i genitori, con l’idea che un bambino anche piccolo, se non un adolescente nel bel mezzo della tempesta evolutiva, debba esprimere, solo perché «è mio figlio», contenuti aderenti alla realtà. Una pretesa di adeguatezza che l’immaturità della crescita non consente. Si finisce per prendere lucciole per lanterne, con il ragazzo o la ragazza quattordicenne che continua, per esempio, a ripeterti che il pacchetto di sigarette trovato nel suo zaino non è suo, ma di un amico/a. Una tendenza originale legata a un desiderio narcisistico di avere figli migliori degli altri, migliori addirittura di quello che la natura stessa della loro età può garantire. 

La frase «ho l’ansia» risulta particolarmente insidiosa, si appella direttamente a quella fragilità educativa ed emotiva dei genitori che oggi rappresenta il problema principale nel rapporto con i figli, al punto che rischia di portare anche alle assenze scolastiche, se non all’abbandono, alimentando l’esercito dei cosiddetti Neet, i ragazzi e le ragazze che non lavorano e non studiano (siamo al primo posto in Europa). 
Ricordo quindi l’importanza di saper ascoltare senza giudizi né commenti i nostri bambini e bambine, ragazzi e ragazze, senza però prenderli alla lettera. Si trovano in un’età acerba in cui il cervello è ancora in costruzione. Questa loro immaturità merita il nostro rispetto e la nostra attenzione per poter crescere in maniera autentica e autonoma.


COMUNE DI ZANDOBBIO. Impianti sportivi ed altro





Se ben ricordo, l'ultima spesa rilevante  fatta negli impianti sportivi è stato il rifacimento del fondo del campo di gioco  del comunale di calcio alla fine degli anni ottanta dello  secolo scorso.
Sono trascorsi quindi più di  35 anni  senza  che all'unico impianto sportivo del comunale di calcio sia stato affiancato  almeno una palestra comunale.
Siamo un caso più unico che raro nell'anno di grazia del 2026.
La nuova amministrazione comunale  subentrata nel  giugno del 2024 ha dovuto affrontare la realtà di un immobilismo quasi totale della vecchia amministrazione per quanto riguarda gli impianti sportivi (e non solo) e si è impegnata nella costruzione dell' asilo nido.
Per quanto  riguarda gli impianti sportivi invece sembra che si voglia collocare a fianco del campo di calcio una struttura pressostatica, se si otterranno dei finanziamenti.
Quindi è tutto rimandato alle calende greche. 
Sappiamo che la necessità aguzza l'ingegno ed ho pensato che una possibile via per  incamerare soldi da investire in impianti sportivi ci sarebbe. Ne ho parlato con un ex sindaco, che mi ha confermato la fattibilità.

Per spiegare meglio la mia idea, pubblico l'articolo apparso sulla rivista comunale ZANDOBBIO Informa  anno 2014 n. 1 ottobre


Nell'articolo " ACQUISIZIONE TERRENO NICOLI" a cura di Gianluigi Marchesi si dice  che il 26/06/2014 l'Amministrazione Comunale è diventata proprietaria a tutti gli effetti di un'area di circa 31.000 metri quadri più una cascina denominata "Serafina" per altri 1.600 metri quadri circa.
L'area acquisita è suddivisa come nella piantina summenzionata.
Dal 2014 al 2024 c'è stato  solo un intervento per salvare la cascina Serafina, il cui tetto minacciava di crollare, mentre i 27.450 metri quadri dei terreni per impianti sportivi hanno prodotto solo fieno.
Quindi Zandobbio possiede un totale di 32.610 metri quadri di terreni ma è come se non esistessero.
La mia idea è questa.
Rendiamo terreno fabbricabile con un alto indice  di fabbricabilità (per venderlo ad un prezzo più alto) 1/3 dei 27.450 mq  per impianti sportivi: arrotondando diciamo 9.000 mq. 
Con i soldi ricavati si può iniziare a creare il nuovo centro sportivo, partendo dal campo di calcio a 11 con spogliatoi e relativo campo di allenamento.
Reso agibile il nuovo campo, si possono trasferire le partite dal vecchio comunale.
Il vetusto impianto si trasforma in altro terreno fabbricabile (diciamo approssimativamente altri 9.000 mq.)  come nel primo caso e si incamerano così altri soldi da impiegare poi nel completamento del nuovo centro sportivo. 
Parliamo anche della mancanza di un centro sociale. Altro caso più unico che raro che Zandobbio non possiede.
Si era parlato tanto di trasformare la cascina Serafina nel centro sociale. 
Sappiamo come è andata a finire. Ma perché non vendere il bar della Selva (scusate: punto di ristoro) cambiando nel caso la tipologia del fabbricato per venderlo meglio e impiegare i soldi nella definitiva ristrutturazione della cascina Serafina?


Terreno e fabbricato donati











                                              SERGIO  FINAZZI