Pensiero della Settimana. Grazie per la valanga di auguri ricevuti per il mio compleanno. Stasera affido il mio pensiero a Rogoredo. Un drogato e spacciatore Abderrahim Mansouri è stato ucciso dal poliziotto Cinturino, arrestato. La giustizia faccia le sue indagini per capire che cosa sia successo. Mi pongo però una domanda: per questo “Boschetto della Vergogna”, non si fa niente? Lo conosco bene, questo spazio di spaccio, di violenza, parecchi ospiti della mia Comunità, a due chilometri di distanza, lo considerano la loro “Mecca”, il loro rifugio dove trovare la droga, psicofarmaci, alcol, sesso e nascondere ciò che hanno rubato. Le Forze dell’Ordine ci sono: guardano e tollerano, sanno che intervenire non serve, quei pochi arrestati sono poi stati messi in libertà dopo poche ore. Sembra che questo ormai famoso “Boschetto di Rogoredo” serva per segregare in questo spazio periferico di Milano il degrado e non averlo sotto le lussuose residenze della città. Se così fosse sarebbe davvero grave e le responsabilità andrebbero cercate in chi detiene il potere! Ho un suggerimento per loro: bonificate questo “Famoso Boschetto” con impianti sportivi, ricreativi. Dobbiamo forse attendere un altro evento mondiale come le Olimpiadi Milano Cortina per questo miracolo? Chi ha orecchie intenda! #don Chino Pezzoli #Comunità Promozione Umana.
sabato 28 febbraio 2026
RIFLESSIONI. Il boschetto della vergogna
FONTE: Don Chino Pezzoli # Comunità Promozione Umana su Facebook.
venerdì 27 febbraio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Non ho visto la partita che ha stupito il mondo
ATALANTA - BORUSSIA DORTMUND 4 - 1
Non ho visto la partita perché ero in Clinica S. Francesco, dove sono stato operato di artroprotesi del ginocchio destro.
Era da marzo dello scorso anno che soffrivo per entrambe le ginocchia ed ero in attesa di essere chiamato.
Oggi sono ritornato a casa e quindi spero di vedere al baretto dell'oratorio la prossima partita contro il Sassuolo.
Inutile dire che sono al settimo cielo per la Dea, che dovrà affrontare il 10 marzo alle ore 21:00 il Bayer di Monaco negli ottavi di finale.
Era da un mese che avevo la sensazione che avremmo superato il turno.
Questa mattina nel tunnel che porta alla palestra della clinica ho incrociato una ragazza, tifosa accanita dei colori nerazzurri.
Gli ho detto che avremmo affrontato il Bayer Monaco: così a mezzogiorno è stato sorteggiato.
La rimonta contro il Borussia è una notevole botta di autostima sia per i giocatori che per Palladino, per cui sento che ogni traguardo è possibile.
Per concludere: la nostra squadra è stata ammirata in tutto il mondo anche per la mancanza di furbizia e di piagnistei tipo Bastoni (e pensare che esce dal vivaio atalantino. Probabilmente dopo è stato conquistato dal teatro fiorentino) e Perrone.
Emblematica è la faccia di Krstovic
che sicuramente non sì è buttato, ma ha causato il rigore decisivo al 98', che un Samardzic, finalmente all'altezza delle sue notevolissime qualità, ha battuto imparabilmente.
Avete notato il sorriso del serbo a fine gara? Era un sorriso liberatorio e penso che esprimesse un superamento delle sue paure.
Sono convinto che d'ora in avanti, dopo due partite di seguito ad alto livello (questa e Napoli) acquisterà quella continuità mancatagli finora.
Affermo dall'inizio del campionato che l'Atalanta di quest'anno è superiore a quella dell'anno scorso e i risultati lo confermano.
Lo scorso campionato con Gasp eravamo stati eliminati ai quarti di finale della Coppa Italia: ora siamo in semifinale.
Con Gasp eravamo stati eliminati nei playoff di champions: ora siamo negli ottavi.
Inoltre siamo ancora agganciati al treno della lotta per i primi 4 posti.
Cosa volete di più, atalantini?
Grazie Gasp, ma hai sbagliato ad andare via da Bergamo. Potevi essere il Ferguson di Bergamo.
La tifoseria atalantina è unica, seppure molto meno numerosa di quella delle grandi squadre.
Domandatevi il perché di quanti ex giocatori atalantini provenienti da altre regioni oppure da altri stati sono rimasti a vivere a Bergamo dopo aver appeso le scarpette al fatidico chiodo?
Domandatevi il perché di quanti ex giocatori atalantini provenienti da altre regioni oppure da altri stati sono rimasti a vivere a Bergamo dopo aver appeso le scarpette al fatidico chiodo?
domenica 15 febbraio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Lazio - Atalanta 0 - 2
LAZIO - ATALANTA 2 - O : E' IL CLASSICO PUNTEGGIO CON CUI LA DEA HA PERMESSO A PALLADINO DI AGGIORNARE IL SUO STATO NEI CONFRONTI DI SARRI.
L'ALLENATORE CAMPANO NON AVEVA MAI SCONFITTO SARRI.
MALDINI, ORA LAZIALE, PARTE DAL 1° MINUTO E GIOSTRA SULLA TREQUARTI MOSTRANDO DI ESSERE IN PALLA ED IMPENSIERENDO DJIMSITI.
NEGLI ANNI SCORSI ERA RARO CHE UN ARBITRO AMMONISSE NEL PRIMO TEMPO ANCHE SE C'ERA LA NECESSITA', ORA SUCCEDE IL CONTRARIO ANCHE A SPROPOSITO.
SUCCEDE COME IN INTER.- JUVE CHE IL GIOCATORE BASTONI FINGE DI ESSERE STATO COLPITO VIOLENTEMENTE DA KALULU E, VEDENDO IL CARTELLINO ROSSO NEI CONFRONTI DELLO JUVENTINO, SI METTE AD ESULTARE.
IL CALCIO NON E' PIU' UNO SPORT, MA TEATRO.
BASTONI ANDAVA ESPULSO PER CONPORTAMENTO ANTISPORTIVO E GATTUSO FAREBBE BENE AD ESCLUDERLO DALLA NAZIONALE E NON SAREBBE UN GRAVE DANNO DATA LA SCARSA AFFIDABILITA' DI QUESTO GIOCATORE NEGLI ULTIMI TEMPI.
CON I PROTOCOLLI IL VAR E' STATO STRAVOLTO E DA MEZZO SICURO DI GIUDIZIO E' DIVENTATO MOLTO ALEATORIO.
RIPRENDO IN QUESTIONE "AHANOR".
L'ESPULSIONE DEL RAGAZZO E' STATA GIUDICATA CON UNA GIORNATA DI SQUALIFICA. IN PRATICA LA SANZIONE HA SCONFESSATO L'ARBITRO. IN PASSATO PER UN PUGNO IN FACCIA LE GIORNATE DI SQUALIFICA ERANO ALMENO TRE, MENTRE PER UNO SCHIAFFO ERANO ALMENO DUE.
QUINDI COSA VUOL DIRE AVERE DATO UNA GIORNATA DI SQUALIFICA?
SEMPLICE: AHANOR NON ANDAVA ESPULSO.
SCUSATE LA DIGRESSIONE, MA NON SE NE PUO' PIU' DI INTERVENTI DEL VAR CHE DURANO MINUTI E POI, COME IERI SERA, PERMETTETONO A SARRI DI DIRE CHE IL MANO DI ZAPPACOSTA ERA DA RIGORE (E QUINDI RECLAMANDO UN'INGIUSTIZIA), MENTRE IL GIOCO DOVEVA ESSERE INTERROTTO PRIMA PER UN FUORIGIOCO DI UN SUO GIOCATORE.
COMUNQUE LA PARTITA E' STATA VIVACE SUBITO DALL'INIZIO CON UN MALDINI RARAMENTE VISTO A BERGAMO.
LA DEA HA MERITATO LA VITTORIA, PERCHE' E' STATA PIU' CONCRETA ED HA AVUTO PIU' SOLUZIONI SULLE FASCE.
IL MIGLIORE IN CAMPO E' STATO EDERSON, RITORNATO AI SUOI GRANDI LIVELLI, DEGNI DELLA NAZIONALE BRASILIANA.
PURTROPPO SI E' INFORTUNATO RASPADORI, CHE IN CHAMPIONS SAREBBE STATO MOLTO UTLE ANCHE PER L'ASSENZA DI CDK.
IN CLASSIFICA SIAMO RISALITI FINO AL 6° POSTO E LA SCALATA CONTINUA.
NEL 2026 IN CAMPIONATO LA DEA NON HA MAI PERSO VINCENDO 6 GARE E PAREGGIANDONE 2.
INOLTRE, SEMPRE NEL 2026, HA COLLEZIONATO PIU' CLEAN SHEET NEI CINQUE MAGGIORI CAMPIONATI EUROPEI IN CORSO: PER 6 PARTITE CARNESECCHI NON HA SUBITO GOL.
NEL 2026 KRSTOVIC HA SEGNATO IL MAGGIOR NUMERO DI GOL NEL CAMPIONATO INSIEME A LAUTARO: 5.
ORA SOTTO CON LA CHAMPIONS : SONO CONVINTO CHE CON IL BORUSSIA CE LA GIOCHIAMO ALLA PARI.
SERGIO FINAZZI
mercoledì 11 febbraio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Atalanta - Cremonese 2 - 1
RISULTATO BUGIARDO. IL 2 -1 PER CHI NON HA VISTO LA PARTITA POTREBBE SEMBRARE CHE LA DEA ABBIA PENATO PER IMPORSI SULLA CREMONESE.
INVECE E' STATO UN MONOLOGO DEI NERAZZURRI, CHE, PUR MANCANDO DI DE ROON, AHANOR, SCAMACCA E CDK, SI SONO IMPOSTI FACILMENTE.
DOMINIO TOTALE NEL P.T. , CHE HA PERMESSO AGLI SPETTATORI DEL BAR DELL'ORATORIO DI MANGIARE TRANQUILLAMENTE I PANINI CHE PAOLA AVEVA PREPARATO.
LA SORPRESA DELLA FORMAZIONE INIZIALE DELLA DEA E' STATA LA PRESENZA IN CAMPO DAL 1' DI SAMARDZIC, CHE SOSTITUISCE CDK PER INFORTUNIO DEL BELGA NEL RISCALDAMENTO.
IL SERBO-TEDESCO HA GIOSTRATO DA CENTROCAMPISTA CENTRALE, GIOCANDO BENE FINO AL 25' DEL S.T. QUANDO E' STATO SOSTITUITO DA SULEMANA.
E' STATO ANCHE SFORTUNATO COLPENDO UNA TRAVERSA CON UN TIRO DA FUORI AREA NEL P.T. E SFIORANDO IL GOL ANCHE NELLA RIPRESA.
I DUE GOL DEI NERAZZURRI SONO VENUTI NEL P.T.
AL 13' SEGNA KRSTOVIC SU ASSIST DI RASPADORI, MA L'AZIONE ERA PARTITA DA SAMARDZIC.
AL 25' L'ALTRO GOL: PASSAGGIO DI PASALIC A ZAPPACOSTA CHE PARTE IN TROMBA SULLA DESTRA, DRIBBLA PEZZELLA PER RIENTARE IN AREA E BATTERE AUDERO CON UN FORTE TIRO RASOTERRA SUL SECONDO PALO. BELLISSIMO. IL TRENTATREENNE, NATIVO DI SORA, STA GIOCANDO AD ALTO LIVELLO E MERITEREBBE LA NAZIONALE. E' CURIOSO: LA SOCIETA' CALCISTICA SORA E' STATA FONDATA NEL 1907.
2 - 0 NEL P.T. MA IL PUNTEGGIO POTEVA ESSERE PIU' ALTO.
ALLA RIPRESA DEL GIOCO NICOLA SOSTITUISCE BONAZZOLI CON DJURIC.
LA CREMONESE SI FA VEDERE ANCHE ALL'ATTACCO CON THORSBY E DJURIC, MENTRE IL TANTO TEMUTO VARDY E' IMPALPABILE.
MENTRE NELLA PARTITA CON LA JUVE SIAMO STATI CONCRETI REALIZZANDO 3 GOL E TIRANDO IN PORTA ALTRE POCHE VOLTE, CON LA CREMONESE ANCHE NEL SECONDO TEMPO C'E' STATO UNO SPRECO DI OCCASIONI DA GOL CON ZALEWSKY, RASPADORI, KRSTOVIC, SULEMANA.
COSI' SUCCEDE CHE AL 46' S.T. DJIMSITI AZZECCA IL TIRO VINCENTE IN UNA MISCHIA. PARTITA FINITA.
INVECE IL VAR, DOPO L'IMMANCABILE LUNGA RUMINAZIONE ANNULLA IL GOL.
RIPRENDE IL GIOCO E AL 49' SU UNA NOSTRA RIPARTENZA SBAGLIATA LUPERTO CROSSA DALLA SINISTRA E KOSSOUNOU, DA POCHI MINUTI ENTRATO IN CAMPO, SI DIMENTICA DI THORSBY, CHE CONTROLLA IL PALLONE E TRAFIGGE CARNESECCHI.
ATALANTA - CREMONESE 2 - 1 E SIAMO ALLE SOLITE: BATTICUORE FINO AL 51', QUANDO LA PARTITA TERMINA.
E' LA NOSTRA SOLITA DIFFICOLTA' CONLE SQUADRE PICCOLE, MA ALMENO STAVOLTA ABBIAMO VINTO.
DA QUANDO E' RIENTRATO DALLA COPPA D'AFRICA KOSSOUNOU FA ALMENO UNA STUPIDATA PER PARTITA. SI E' MERITATO L'UNICO 5 DAL L'ECO DI BERGAMO, MENTRE GLI ALTRI HANNO PRESO DEI VOTI LARGAMENTE SOPRA IL 6, COMPRESO SAMARDZIC 7.
ZAPPACOSTA, IL CONTADINO COME E' CHIAMATO DA UN TIFOSO NEL BARETTO, E' STATO INVECE IL MIGLORE IN CAMPO CON 8 DI VOTO.
QUESTA VITTORIA E' DI BUON AUSPICIO PERCHE' CI ASPETTANO DELLE PARTITE RAVVICINATE IN 15 GIORNI COME LAZIO - BORUSSIA -NAPOLI - BORUSSIA .
ARRIVIAMO A QUESTE PARTITE DECISIVE CON LA ROSA QUASI AL COMPLETO. PECCATO PER CDK. CHE NON CI SARA' IN QUESTE PARTITE, MA ULTIMAMENTE ERA UN PO' IN CALO.
CI POSSIAMO PERMETTERE ANCHE UNO SCAMACCA AD INTERMITTENZA, POICHE' KRSTOVIC SI STA RIVELANDO MIGLIORE DI QUELLO CHE PENSAVAMO, MA SOPRATTUTTO SEGNA.
SERGIO FINAZZI
lunedì 9 febbraio 2026
sabato 7 febbraio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Atalanta - Juventus 3 -0 .quarti finale coppa Italia
TITOLO DELLA GAZZA: "MAGICA DEA JUVE KO."
NON SI POTEVA DESCRIVERE MEGLIO LA PARTITA DI IERI SERA ALLA NEW BALANCE ARENA DI BERGAMO.
LA PARTITA ERA IN CHIARO E QUINDI L'HO VISTA SUL DIVANO DI CASA. E' UN ALTRO MODO DI ASSISTERE ALLE PARTITE.
PREFERISCO IL BAR DELL'ORATORIO IN MEZZO ALLE PERSONE, CON I SUGGERIMENTI AD ALTA VOCE DI ANGELO A PALLADINO.
CI RITROVEREMO LUNEDI' SERA PER LA PARTITA CONTRO LA CREMONESE. ANTICIPO CHE PAOLA PREPARERA' ANCORA I PANINI.
INIZIA LA PARTITA CON LA DIFESA DELLA DEA COMPOSTA DA SCALVINI-DJIMSITI-AHANOR, MENTRE IL CENTROCAMPO E' COMPOSTo DA ZAPPACOSTA-DE ROON-EDERSON- BERNASCONI. L'ATTACCO INVECE E' COMPOSTO DA CDK-SCAMACCA-RASPADORI. DE ROON E AHANOR NON GIOCHERANNO LUNEDI' AVENDO PRESO UNA GIORNATA DI SQUALIFICA.
LA JUVE PARTE IN QUINTA CREANDO IN POCHI MINUTI DI GIOCO DUE OCCASIONI DA RETE CON CONCEICAO, CHE TUTTAVIA SPRECA.
I BIANCONERI GIOCANO BENE E CERCANO SEMPRE DI VERTICALIZZARE, MENTRE LA NOSTRA SQUADRA PARTE SEMPRE CON LA COSTRUZIONE DAL BASSO.
AL 25' P.T. C'E' UN CROSS DI EDERSON, CHE VIENE INTERCETTATO DA UN BRACCIO ALTO DI BREMER, CHE FABBRI NON VEDE, MA VIENE RICHIAMATO DAL VAR ABISSO.
FABBRI VA ALLA MOVIOLA E CI IMPIEGA UN MINUTO PER DECRETARE UN RIGORE CHIARISSIMO.
SIAMO AL 27' CON SCAMACCA CHE POSIZIONA IL PALLONE SUL DISCHETTO DEL RIGORE. SOLITA BREVE RINCORSA E FUCILATA A PELO D'ERBA NELL'ANGOLINO ALLA SUA DESTRA, MENTRE PERIN SI BUTTA NELLA PARTE OPPOSTA.
ATALANTA - JUVE 1 - 0.
LA VECCHIA SIGNORA CONTINUA NEL SUO BEL GIOCO E CONCEICAO COLPISCE ANCHE UNA TRAVERSA.
SI CHIUDE IL P.T. CON LA DEA IN VANTAGGIO CON L'UNICO TIRO IN PORTA.
LE SQUADRE RIENTRANO IN CAMPO SENZA SOSTITUZIONI.
COME NEL P.T. LA GOBBA FA GIOCO E SI AVVICINA FACILMENTE AL LIMITE DELLA NOSTRA AREA.
SCALVINI FA UN SALVATAGGIO DA URLO E DJIMSITI INVECE NE FA DUE ADDIRITTURA.
LA JUVE MERITEREBBE IL PAREGGIO, MA I SUOI ATTACCANTI NON VEDONO LA PORTA E I CAMBIAMENTI CHE SPALLETTI OPERA NON SERVONO A NULLA.
ANZI SONO LE SOSTITUZIONI CHE PALLADINO FA A CAUSARE IL CROLLO DELLA VECCHIA SIGNORA.
AL 25' S.T. IL NOSTRO MISTER SOSTITUISCE SCAMACCA CON SULEMANA E ZAPPACOSTA CON BELLANOVA.
SCAMACCA NON HA FATTO GRANDI COSE, MA HA DOVUTO GUERREGGIARE CON BREMER., UN DIFENSORE TOSTO.
ZAPPACOSTA INVECE E' STATO SOSTITUITO PERCHE' STREMATO. E' STATO IL MIGLIORE IN CAMPO INGAGGIANDO DUELLI AD ALTA VELOCITA' CON CAMBIASO (CHE GLI RENDE ALMENO 10 ANNI) SU CUI MOLTO SPESSO HA PREVALSO.
AL 30' PALLADINO SOSTIUISCE ANCHE RASPADORI CON KRSTOVIC.
IL NUOVO ATTACCO DELLA DEA CDK-KRSTOVIC-SULEMANA MANDA AL TAPPETO LA JUVE .
INFATTI AL 32' S.T. SULEMANA RADDOPPIA SUL CROSS DI BELLANOVA.
IL TRIS INVECE E' DI PASALIC AL 40' S.T. SU ASSIST DI KRSTOVIC.
3' DI RECUPERO E LA PARTITA FINISCE SUL 3 - 0 PER LA DEA.
E' UN TRIONFO. ANCHE NEL 2018-19 ELIMINAMMO I BIANCONERI AI QUARTI PER LO STESSO PUNTEGGIO CON GOL DI CASTAGNE E DOPPIETTA DI ZAPATA.
QUELL'ANNO GIUNGEMMO IN FINALE CONTRO LA LAZIO, ELIMINANDO LA FIORENTINA IN SEMIFINALE.
SIAMO IN CORSA IN TUTTE LE COMPETIZIONI E SFIDO QUALSIASI ATALANTINO A DIRE CHE SI POTEVA PREVEDERE DOPO L'USCITA DEL GASP.
ORA CI ASPETTANO QUATTRO FONDAMENTALI PARTITE IN 18 GIORNI E CI ARRIVIAMO CON L'INFERMERIA VUOTA E IL MORALE ALLE STELLE.
TUTTO E' POSSIBILE.
SERGIO FINAZZI
venerdì 6 febbraio 2026
GSO ZANDOBBIO.. Domenica 5° giornata di ritorno contro il Bienno
Domenica si gioca una partita fondamentale per la salvezza.
La classifica ci vede relegati al 14° posto, in piena zona playout con 17 punti, mentre il Bienno è 12° con 19 punti.
Le altre due squadre in zona playout sono l'oratorio S. Marco 13° con 19 punti e Tavernola 15° con 15 punti.
Nell'andata avevamo pareggiato 3 - 3 a Bienno, ma domenica bisogna assolutamente vincere.
Domenica scorsa siamo stati sconfitti 0 a 4 dalla prima in classifica: anche nell'andata avevamo perso per 0 a 3, ma la S.G.R sta facendo corsa solitaria verso una sicura promozione.
E' la partita contro il Rovato che dobbiamo guardare, pareggiata, ma con un rigore non concessoci nei minuti finali.
Quindi ragazzi, forza!
Imitiamo la Dea di Como. Volere è potere.
Ai nostri tifosi un superfluo invito a essere numerosi sulla tribuna.
Vi lascio con due frasi del mitico Julio Velasco :
Per vincere non basta fare le cose bene, devi farle meglio degli altri.
Il coraggio è superare le proprie paure: chi non le ha è solo incosciente.
SERGIO FINAZZI
mercoledì 4 febbraio 2026
SALUTE Le parole che curano
FONTE: "Messaggero di sant'Antonio" dicembre 2025.
Articolo: "Parole che curano" di SABINA FADEL.
Ciascuno di noi ha un «guaritore» interno che aiuta a trovare la strada della cura per noi stessi e per gli altri. A dirlo è Giovanna Maria Gatti, medico, senologa, psicoterapeuta, esperta di medicina integrata.
A colpire sono soprattutto i suoi occhi: profondi, vivacissimi. Difficile spiegarlo, ma da lei ti senti immediatamente «vista»: è come se la sua indubbia attitudine e l’impegno quotidiano per la cura trapelassero fin da subito da uno sguardo sinceramente curioso e accogliente delle persone che incontra. Giovanna Maria Gatti da decenni si occupa di salute, in particolare di salute psicofisica delle donne. È medico chirurgo, con un master in senologia. Opera all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, dove per tanti anni ha affiancato Umberto Veronesi. Ma è anche psicoterapeuta, oltre che autrice, con lo pseudonimo di MariaGiovanna Luini, di numerosi libri, nei quali illustra il particolare approccio medico-psicoterapeutico che la caratterizza. Firma anche un seguitissimo podcast, Terapie olistiche, ed è stata consulente di sceneggiatura pure (ma non solo) per Ferzan Ozpetek, nel film Allacciate le cinture.
Msa. Dottoressa Gatti, perché un medico, una chirurga, a un certo punto decide di diventare anche psicoterapeuta?
Gatti. In realtà ho sempre pensato che mente e corpo fossero integrati in un modo così profondo da essere entrambi necessari, anche per un medico, per prestare la cura nel modo migliore. Poi, l’esperienza quotidiana con le pazienti - perché in maggioranza sono donne, occupandomi di senologia - mi ha fatto comprendere che per me è più adatto, in termini di affinità per la cura degli altri, l’ascolto unito alla parola. Quindi da anni non vado in sala operatoria, per mia scelta, ma mi dedico alla relazione con le persone che hanno bisogno di cura, tutte, sia quelle che hanno o hanno avuto malattie tumorali sia quelle che non ne hanno avute, ma chiedono ugualmente un aiuto psicoterapeutico.
Lei pratica anche medicina olistica e integrata, correndo il rischio, come racconta nei suoi libri, di non essere del tutto compresa dai suoi colleghi…
Per me la medicina è una, ma esistono tanti approcci. Credo che le varie tradizioni terapeutiche e mediche abbiano qualcosa da dire l’una all’altra, quindi non si escludano a vicenda. Io, per esempio, non tollero che si dica che mi occupo di «medicina alternativa», perché non è affatto così. Sono convinta che la medicina convenzionale, fondamentale, debba aprirsi a quegli approcci cosiddetti non convenzionali che possono contribuire a integrarla. Ovviamente il tutto va fatto con intelligenza, perché bisogna essere consapevoli che in ogni situazione di ciascuna persona può essere necessario integrare oppure no. Dipende. La cura è qualcosa di unico ma molto ampio, che non può buttare via nulla ma non può nemmeno mettere insieme a caso. Ci vuole tanto studio, però, per poterlo fare in modo adeguato.
Nel suo libro, La via della cura (Mondadori, 2020) lei parla di autoguarigione. Vale a dire?
L’autoguarigione è la nostra capacità di riaccendere o ravvivare la fiamma vitale, quella che santa Ildegarda di Bingen chiamava viriditas. Nessuna cura, neanche la più avveniristica, può avere un effetto reale e definitivo se la persona che la riceve non attiva, dentro di sé, quella risorsa. Noi, infatti, abbiamo risorse interne che non solo cooperano con le cure che ci vengono prescritte quando necessarie, ma che rendono ragione della nostra capacità di affrontare le situazioni di malattia o di crisi, andando più in là, raggiungendo un nuovo equilibrio, quindi di fatto andando verso la cosiddetta guarigione. Tutto ciò che ci accade, principalmente arriva da dentro; esserne consapevoli aiuta a prendersi cura di quella voce interiore che è una voce importantissima per la cura. È una voce che sa, una saggezza, è qualcosa di molto profondo che va tenuto in considerazione e in qualche modo «raddrizzato» quando è andato in disequilibrio, riconnettendoci con il nostro sé.
Lei sostiene che un medico, per curare in modo adeguato i suoi pazienti, li deve amare. Ma scrive anche che l’amore può guarire. Possiamo allenare il nostro sguardo d’amore?
L’amore può essere evocato, è un’energia talmente forte, spontanea, generatrice, generosa e incondizionata che noi possiamo chiamarla. Ce l’abbiamo dentro. Quando dico che un medico o una psicoterapeuta per aiutarlo deve amare il paziente, non alludo a un generico buonismo. Intendo dire che deve avere a cuore – cuore inteso come «tempio dell’anima» – chi ha davanti. È il famoso: «Mi importa di te, mi interessa come stai, ti guardo, ti percepisco e tu mi stai a cuore, nel cuore». L’amore quindi si può attivare sempre, indipendentemente da chi hai davanti.
Nel suo libro Parla come ami (Mondadori, 2021), spiega il potere curativo delle parole...
Voglio raccontarle un episodio. Un bel po’ di anni fa sono venuta a Padova e, ovviamente, sono entrata nella Basilica del Santo. All’epoca ero solo una chirurga senologa, benché già avvertissi che, come ho scritto nel Grande Lucernario (Mondadori, 2018, ndr), cercavo dell’altro, anche se ancora non mi era chiaro che cosa cercassi. Allora entro nella Basilica e vedo una fila di persone in coda per toccare la tomba di sant’Antonio, un gesto che io non conoscevo. Così mi metto in fila pure io, tranquilla, con una curiosità mista allo scetticismo tipico della chirurga. Quando arriva il mio turno, poso la mano sulla tomba di sant’Antonio e subito «vedo», con una chiarezza che è ancora vivissima, me stessa, senza camice e senza nulla in mano, parlare con persone che hanno bisogno di una consolazione, di un ascolto, di una parola. Mi creda, sono rimasta folgorata. È stato un momento pazzesco, perché tra l’altro arrivava in una fase in cui, come dicevo, ero un po’ più scettica rispetto a oggi. Questa immagine ha determinato tutto il resto del mio percorso professionale, perché, grazie a quell’immagine, ho capito un sacco di cose, tra cui che ciò che io cercavo era l’uso della parola, ascoltata ma anche data, con la voce ma anche con i libri, per seguire il bene, inteso come cura. E infatti ho deciso allora di diventare anche psicoterapeuta. Le ho raccontato questo episodio per ribadire che le parole sono importanti, sono energia non solo contenuti; determinano nelle persone una risposta biochimica, neuronale, cioè nervosa, psichica ed energetica, ma anche sociale e spirituale. D’altra parte, non lo dice anche il Prologo del vangelo di Giovanni? «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. […] E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»...
Anche il silenzio è importante?
Il silenzio è fondamentale. È un maestro che insegna l’ascolto, l’osservazione, l’auto-osservazione e insegna a usare le parole: nessuno che sia incapace di mantenere il silenzio sa poi usare le parole con una certa proprietà. Ogni giorno incontro persone che condividono l’importanza delle parole, ma di esse fanno un uso poco consapevole proprio perché non c’è in loro lo spazio del silenzio. Imparare ad affrontare il silenzio anche tra persone significa imparare la vera comunione. Per me libertà non è poter dire sempre quello che ci pare a priori: la libertà, il libero arbitrio deve prevedere anche la consapevolezza, la responsabilità, altrimenti è un atteggiamento superficiale. La libertà consapevole sa far tacere.
Nei suoi libri parla molto anche di perdono...
A volte noi teniamo dentro a lungo energie psichiche come la rabbia o il rancore, che si trasformano anche in energie fisiche che ci fanno male, ed ecco allora arrivare l’ipertensione arteriosa, alcuni problemi respiratorio-cardiaci, gastrite, reflusso gastroesofageo, problemi cutanei... Le emozioni sono potenti, vanno vissute ma poi lasciate andare. Il perdono serve proprio a lasciar andare emozioni che abbiamo bloccato. Per questo, se vogliamo parlarne in modo laico, il perdono non ha niente a che vedere con il «ti dico che ti ho perdonato, mi sento una buonissima persona e così via». No, il perdono è sciogliere la matassa ingarbugliata delle emozioni trattenute, è sapere che fanno male a me, è avere il coraggio di volermi bene. Il perdono si può fare in silenzio, è un respiro ampio, è come abbandonare uno zaino di mattoni che abbiamo portato sulle spalle troppo a lungo. Il perdono è importantissimo nella cura, anche nella cura fisica oltre che psicologica.
Il dolore non è mai una cosa buona, ma spesso, come lei scrive nel libro La via della cura, porta degli insegnamenti preziosi per la nostra vita. Come possiamo coglierli?
Il dolore può provocare fondamentalmente due reazioni: far chiudere il cuore o farlo aprire e mantenerlo aperto. Il dolore è un’esperienza che non è mai auspicabile, mai, però dinanzi a esso è importante mantenersi nella posizione aperta di osservazione, ascolto, percezione. E intanto dobbiamo continuare a camminare, anche quando ci sembra tutto buio, anche quando ci sembra che davanti ci sia una sorta di velo che ci impedisce di vedere il passo successivo. Questo «passo dopo passo» porta a cogliere degli spiragli e quegli spiragli possono diventare luce. Anche nella peggiore delle situazioni le emozioni sono fluttuanti, non sono sempre tenebrose, ci sono degli spazi, magari piccoli, di sollievo, ci sono degli input: è importante essere aperti per notare quegli input e afferrarli. E continuare a camminare, non chiudersi. Non dobbiamo mai prendere una posizione che sia assoluta, ma sempre lasciare che ci sia spazio per il possibile.
Lei è esperta anche della medicina di Ildegarda di Bingen. Chi è stata davvero questa donna, canonizzata e dichiarata dottore della Chiesa da Benedetto XVI nel 2012?
Ildegarda fu una monaca benedettina e una mistica straordinaria che, attorno all’anno 1000, fondò un monastero femminile che si autogestiva economicamente, mentre prima di lei i monasteri femminili dipendevano sempre da quelli maschili. Non solo: poteva predicare pubblicamente e lo faceva girando da sola per le città, cosa inaudita per l’epoca. Aveva moltissimi talenti, il dono della parola di cura prima di tutto: leggendo il suo Epistolario, si vede da quante persone venisse interpellata. Anche gli stessi monaci le chiedevano di usare la sua parola per creare armonia, pace, risoluzione dei problemi, ma anche cura. Ildegarda curava usando tutto: i rimedi naturali, ma anche la musica, la presenza oltre che le parole. Fu una vera maestra e ancora oggi «chiama», esattamente come sant’Antonio. Incarna un’energia femminile che, rimanendo femminile, non si lascia però abbattere e sa aver cura delle persone con qualunque mezzo. Non dimentichiamo che le sue doti di profezia furono riconosciute da Bernardo di Chiaravalle e questo la salvò da un’accusa di eresia. Ildegarda ha attraversato i secoli e il fatto che Benedetto XVI dopo mille anni l’abbia canonizzata e dichiarata dottore della Chiesa, dice tante cose. Fu una donna autentica, ricca di passioni, capace di forti legami. La vita intera di Ildegarda ci parla di cura: delle relazioni, degli affetti, di cura fisica e spirituale. E le sue cure funzionano ancora oggi.
Mi rendo conto che è difficile farlo in poche parole, ma può darci qualche consiglio per attivare quel guaritore che è in ciascuno di noi?
La prima cosa è fare piazza pulita di tanti costrutti. Una cosa che dico sempre a tutte le persone che vengono da me è di trascorrere almeno tre giorni osservandosi, senza giudizio, per ascoltare la loro voce interiore, silenziando tutte le altre voci, come quella mentale, quella della cultura che pure è importante. Dobbiamo fare silenzio e starci a osservare, chiedendoci: come reagisco alle cose? Quali sono gli eventi che mi stimolano positivamente o negativamente? Che cosa davvero mi piace? Il mio corpo come reagisce davanti a quanto mi succede? E magari tenendo un breve diario in cui annotare le cose. Di solito, le persone scoprono di non conoscersi affatto. Eppure, il nostro corpo dice tanto, basta osservarlo e ascoltarlo senza giudizio. Il guaritore interno lo possiamo percepire solo se siamo autentici.
martedì 3 febbraio 2026
ATALANTA SEMPRE ATALANTA. Considerazioni sulla partita Como - Atalanta
LA DEA HA COMPIUTO A COMO UN IMPRESA DEGNA DELLA MIGLIOR DEA DI GASP.
PALLADINO HA DIMOSTRATO NELLA SITUAZIONE PEGGIORE (ESPULSIONE DI UN GIOCATORE NEI PRIMI MINUTI) DI SAPERSI DESTREGGIARE CON LUCIDITA' FACENDO DEI CAMBI INTELLIGENTI.
A FINE PARTITA IL MISTER NON HA MANCATO NEPPURE QUESTA VOLTA DI ELOGIARE I SUOI UOMINI. ECCO LE SUE PAROLE: "QUESTA PARTITA IN INFERIORITA' NUMERICA E' ARRIVATA AL MOMENTO GIUSTO: SERVIVA RITROVARE LO SPIRITO DA DEA E QUESTO E' UN PUNTO GUADAGNATO CHE VALE COME UNA VITTORIA. HANNO GIOCATO CON IL CUORE, LI HO RINGRAZIATI, MI HANNO FATTO EMOZIONARE, SONO STATI GUERRIERI INTELLIGENTI".
PALLADINO E' UN GIOVANE ALLENATORE PROMETTENTE CHE DEVE ANCORA DIMOSTRARE IL SUO VALORE, MA SICURAMENTE E' UNA PERSONA CHE SA DIALOGARE CON I SUOI GIOCATORI.
NEL POST PRECEDENTE HO ELOGIATO IN MODO TRIONFALISTICO CARNESECCHI, MA UN ALTRO GIOCATORE NERAZZURRO E' STATO AL SUO PARI: EDERSON.
IL BRASILIANO, FINO ALLA SETTIMANA SCORSA, ERA UN GRADINO SOTTO LE PRESTAZIONI CHE CONOSCEVAMO. DOMENICA E' STATO COLOSSALE: CORSA, TECNICA, VISIONE DI GIOCO, RESISTENZA. SARA' CONTENTO CARLETTO ANCELOTTI.
MA IL DENTE MI DUOLE PER LE DECISIONI ARBITRALI A NOSTRO SFAVORE.
HO SEGUITO IERI SERA "TUTTO ATALANTA" A TV BERGAMO E LOGICAMENTE LA MOVIOLA E' STATA INCENTRATA SUI DUE EPISODI CHE HANNO INCISO IN MODO PESANTE PER LA DEA: L'ESPULSIONE DI AHANOR E IL RIGORE AL 98'.
PARTIAMO DALL'ESPULSIONE.
PERRONE E AHANOR HANNO COMINCIATO A STRATTONARSI LONTANI DAL GIOCO, CON LA PALLA LONTANA ALMENO CINQUANTA METRI.
NEL PROSEGUO DELL'AZIONE PAIRETTO INTERROMPE IL GIOCO E SI GUARDA ALLE SPALLE, DOVE AD ALMENO TRENTA METRI GIACE A TERRA PERRONE "AGONIZZANTE" PER UN COLPO PROIBITO RICEVUTO IN FACCIA.
PAIRETTO CORRE VERSO PERRONE GRIDANDO : "DOV'E' IL 69?" . TROVATOLO (AHANOR) ESTRAE IL CARTELLINO ROSSO E LO ESPELLE.
LO SCARSO ARBITRO TORINESE NON HA VISTO NULLA ED E' STATO IL VAR A RICHIAMARLO.
PAIRETTO SI AVVICINA ANCHE A PERRONE, CHE "MIRACOLOSAMENTE" SI STA RIALZANDO E GLI MOSTRA IL CARTELLINO GIALLO.
LA MOVIOLA DI TV BERGAMO HA MOSTRATO TUTTA LA SCENEGGIATA TRA AHANOR E PERRONE.
SI E' VISTO CHE, MENTRE L'AZIONE SI SVOLGEVA AD ALMENO CINQUANTA METRI DI DISTANZA, PERRONE INSEGUIVA AHANOR , PROBABILMENTE PROVOCANDOLO VERBALMENTE, E RAGGIUNTOLO LO STRATTONAVA UNA PRIMA VOLTA, MA AHANOR LO IGNORA E SI ALLONTANA. MA PERRONE LO STRATTONA DI NUOVO ED ALLORA AHANOR SI VOLTA E GLI METTE LE MANI IN FACCIA SPINGENDOLO. ALLORA PERRONE SI ACCASCIA AL SUOLO "MORIBONDO". IN QUESTI DUE GIORNI SI E' SENTITO DI TUTTO: "GLI HA DATO UN PUGNO", "GLI HA DATO UNO SCHIAFFO, ECC.
QUEL MEDIOCRE DI PAIRETTO NON PENSA NEPPURE UN ATTIMO DI ANDARE ALLA MOVIOLA: ESTRAE IL ROSSO E IL GIALLO.
MA VEDIAMO COSA DICE IL REGOLAMENTO .
REGOLA 12. CONDOTTA VIOLENTA
.................................INOLTRE, UN CALCIATORE CHE, IN MANCANZA DI CONTESA PER IL PALLONE, COLPISCE DELIBERATAMENTE CON LE MANI O LE BRACCIA UN AVVERSARIO O QUALSIASI ALTRA E PERSONA SULLA TESTA O SUL VOLTO E' COLPEVOLE DI CONDOTTA VIOLENTA, A MENO CHE LA FORZA USATA SIA IRRILEVANTE.
IO HO VISTO UNA SPINTA CON FORZA IRRILEVANTE E QUINDI AHANOR NON MERITAVA IL ROSSO.
QUANTE VOLTE DA RAGAZZINI VENIVAMO AFFRONTATI DAI BULLI DI ALLORA, CHE CI MINACCIAVANO METTENDOCI LA MANO SULLA FACCIA!
VEDIAMO INVECE IL COMPORTAMENTO DI PERRONE.
COME SUCCEDE ORMAI SOLO IN ITALIA, LE SCENEGGIATE COME QUELLA DI PERRONE PAGANO.
IL SUO CARTELLINO GIALLO INVECE ERA DOVUTO.
ECCO COSA DICE IL REGOLAMENTO.
REGOLA 12 . AMMONIZIONI PER COMPORTAMENTO ANTISPORTIVO
......DEVE ESSERE AMMONITO PER COMPORTAMENTO ANTISPORTIVO, INCLUSO SE:
- TENTA DI INGANNARE L'ARBITRO, AD ESEMPIO FINGENDO UN INFORTUNIO O DI AVER SUBITO UN FALLO (SIMULAZIONE)
.........
MA PERRONE POTEVA ANCHE ESSERE ESPULSO SE AVESSE INGIURIATO O MINACCIATO AHANOR PRIMA CHE QUESTI GLI METTESSE LA MANO IN FACCIA.
REGOLA 12 . INFRAZIONI PASSIBILI DI ESPULSIONE
UN CALCIATORE DEVE ESSERE ESPULSO SE COMMETTE UNA DELLE INFRAZION SEGUENTI :
...............................
- USA UN LINGUAGGIO O AGISCE IN MODO OFFENSIVO, INGIURIOSO O MINACCIOSO
CONCLUSIONE :
- AHANOR ANDAVA SOLO AMMONITO
- PERRONE POTEVA ANCHE ESSERE ESPULSO, SE AVESSE OFFESO O MINACCIATO O INGIURIATO AHANOR. QUESTO POTEVA ESSERE VERIFICATO SOLO DAL GUARDIALINEE .
QUESTIONE RIGORE AL 98'.
ALLA MOVIOLA DI TV BERGAMO, RIPETUTA PIU' VOLTE, SI E' VISTO SCALVINI SALTARE PIU' IN ALTO DEL SUO AVVERSARIO E COLPIRE IL PALLONE CON UN PUGNO IN ALTO.
NESSUNA INTENZIONE DI SCALVINI, CHE E' STATO ANCHE SBILANCIATO DA SUO AVVERSARIO. QUINDI NIENTE RIGORE.
PURTROPPO IN ITALIA LA CONCESSIONE DI UN CALCIO DI RIGORE E' DIVENTATO UN TERNO AL LOTTO, NEL SENSO CHE PER DUE SITUAZIONI SIMILI SI PUO' FISCHIARE IL RIGORE OPPURE NO.
QUESTA PARTITA HA RAFFORZATO IN ME LA CONVINZIONE CHE UNA CLASSE ARBITRALE COSI' SCADENTE NON L'ABBIAMO MAI AVUTA.
BUONA NOTTE.
SERGIO FINAZZI
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